Come esimersi... come ignorare... come poterne parlare... Non si può!
La morte è un soffio leggero che arriva e tramuta, che mette in silenzio, che mette paura!
Non si può parlare di quanto è accaduto senza cadere in tendenziosità di qualche genere, in retoriche, in qualunquismi... senza mai avvicinarsi, nemmeno vagamente, a quanto hanno sentito le persone trucidate in quei brevi istanti, allo sgomento dei parenti oggi, alle verità e ai mandanti... ipotesi, vagheggi... niente di più!
Vorrei, se posso, allora, cercare di portare rispetto verso il sacrificio di vittime e carnefici per la nostra umanità tutta, che attraverso impensate e spietate crune attraversa cambi d'epoca e salti nel futuro, desiderati o auspicabili che possano essere.
Lo voglio fare attraverso tre bellissime parole:
L i b e r t à U g u a g l i a n z a F r a t e l l a n z a
Sono rimasta attonita ricordandomi che ho nominato queste profonde parole giusto lo scorso giovedì, a conclusione di una bella riunione nella quale abbiamo ricordato la bellezza della commemorazione dei morti nel mese di novembre e dello spirito compassionevole della festa di San Martino.
Voglio riportare la poesia menzionata in quella occasione:
Spirito della mia anima
Spirito della mia anima
proteggente accompagnatore,
sii tu nel mio volere
la bontà del cuore,
sii tu nel mio sentire
l'amore per gli uomini,
sii tu nel mio pensare
la luce della saggezza.
(R.Steiner)
Spero di ricordarmi sempre che le mie azioni dovrebbero essere guidate da un profondo senso di amore (uguaglianza) verso l'altro da me, di ricordarmi sempre nel mio sentire che ogni uomo è fratello (fratellanza) e spero, anche, di ricordarmi sempre che ogni mio pensiero, progetto o proposito sia compenetrato da grande saggezza illuminata per non calpestare mai chi mi è prossimo (libertà).
Grandi principi: pensare sentire volere, progettare amare agire, libertà uguaglianza fratellanza!
E stasera questi sono i miei pensieri
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