Primavera,
ti aspettavo in silenzio,
e ieri ti ho scorto, lì in quella strada grigia e triste,
un albero gremito di piccoli fiori rosa,
un occhiolino luminoso in mezzo al nulla.
Il collo si ritira ancora frettoloso al primo passo all'aria aperta,
la pioggerella incessante, rabbrividisce, come un tremito lontano,
come un brivido di febbre, un questo inverno morente e accanito.
Primavera,
ti ho sentita, improvvisamente, passando indifferente tra le vie,
un cespuglio pieno di uccelli canterini, ha investito il mio sentire,
in una fresca e dorata mattina.
Arrivi, silenziosa e misteriosa,
come tocchi di luce, come giochi di armonie, come risveglio dell'anima.
Aspetto impaziente lo sfoggio di forsizie e magnolie,
mi immagino le aiuole da domare e rivitalizzare,
mi crogiolo in questi ultimi istanti di concentrazione,
mi preparo a uscire, piano piano, come un germoglio,
in nuove iniziative, in nuovi aneliti, in nuovi sentieri.
Ci siamo... manca poco!
Daniela Merlino
E' un blog di libero pensiero. Ispirato all'antroposofia, dedicato alla Biografia e allo studio del Karma. La Pedagogia, amica di cammino nella mia vita, accompagna i miei vissuti di mamma, professionista e artista. E' un blog per mamme, curiosi e cuori tempestosi, amanti del bello, buono e vero che è possibile trovare in ogni giorno della vita, anche quello più disumano.
...curioso nel mondo!!!
...curioso nel mondo!!!
I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.
La ricerca continua del filo conduttore del significante
mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...
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martedì 20 marzo 2018
mercoledì 30 marzo 2016
Salute a tutti...
Mi sono riposata però.
Non ho pensato a nulla di nulla di nulla.
Non ho progettato nuove attività per la Corte Dalì, non ho studiato, non ho pensato al lavoro (ho un lavoro?), non ho scritto nulla, non ho lavorato a maglia, non ho fatto retrospettiva, non ho sentito nessuno, non ho fatto gite...
In realtà non sono stati propriamente giorni rilassanti, perchè comunque ho saltellato tra banchetti e libagioni (molte autoprodotte) all'insegna di famiglia e cari (fraterni) amici.
Quindi ho cucinato, cucinato, cucinato, brindato, assaporato, mescolato, tagliuzzato, chiacchierato, riso, giocato, stemperato, lavato, grigliato, ancora brindato, fumato, ascoltato.
Due memorabili pomeriggi con i cugi, dove ho riso fino al dolor di ganasce, dove siamo rimbalzati da un gioco a una poltrona, da uno spuntino a una risata, da una chiacchiera semiseria a una risata alle lacrime, da una pietanza nel forno a giochi in compagnia di grandi e piccini.
Ecco, le vacanze sono trascorse velocissime, è già quasi ora di andare a letto, di ricominciare con il tran tran: ufficio, commissioni, appuntamenti, colloqui... ma sono rinata. Ho fatto il pieno di eterico e vitalità, mi sono corroborata dell'affetto, dei bacetti delle mie piccole, dei pisolini con il cane Pepe, della facciona baffuta di Cristian, di cibo gustoso, di vino buono e fratelli di sempre (veri e acquisiti), ci voleva.
La primavera è sempre un nuovo inizio ed ora ce la posso fare, non vedo l'ora di ricominciare a correre, più viva e in forze che mai. Salute a tutti!
domenica 20 marzo 2016
Immensa gratitudine
la primavera arriva, sempre, nonostante tutto.
Ed io posso dire che oggi, per me, è arrivata radiosa, dolce, incantevole, piena di energia e di gioia.
Erano giorni che ero affaticata, un pò triste... mi aggiravo in corsa per la provincia, rincorrendomi nelle mie mille vicende e, solo ieri, cogliendo il dolce bacio delle magnolie pronte a sbocciare, mi sono detta che ero triste e, per pochi istanti, nel breve tragitto in macchina che mi mancava, ho pianto un pò, malinconicamente... ma poi già mi sono ritrovata a dipingere con la maestra Letizia alla Corte Dalì, parlando dell'atmosfera di Pasqua che porta, con sè, queste forze di redenzione, di perdono, di fratellanza.
Concentrata nella mia pittura mi sono come ricomposta in me stessa, ricominciando a "credere" fortemente in quello che sto facendo... che è questo anelito grande di mettere insieme, di costruire qualcosa insieme ad altre persone, di fare arte... nel modo più ampio possibile, mettendo insieme degli umani che credono, davvero, che il mondo è un posto meraviglioso.
La Corte si è trasformata come sempre, ha aperto le sue porte con calore, per accogliere gli amici, i bambini, le persone che con immenso amore hanno portato luce e arte in questa primavera nascente e in questi miei giorni difficili.
Grazie amici, grazie Guacamole, grazie parenti, grazie cugini, grazie fratelli di avventura e soci di progetti. Grazie ai genitori della scuola delle mie figlie, a chi ha cantato, sbucciato, lavato, corso, bevuto, cucito, amato, decorato, rassettato, sorriso, partecipato, mangiato, creduto, spremuto, centrifugato, brindato, sgridato, rincorso, preparato, compreso, ascoltato, applaudito, caricato e scaricato, voluto, sentito, pensato...
Grazie perchè la forza della fratellanza e dell'arte sociale è nello stare insieme, grazie al cielo che ci ha donato una splendida giornata di sole e un azzurro che avvolgeva.
La primavera è arrivata...
martedì 8 marzo 2016
E' sempre bello ricevere dei fiori...
Ecco, sono una di quelle donne che non amano particolarmente la festa della donna. Perchè? Non per il vecchio adagio che bisogna festeggiare 365 giorni l'anno, non perchè mi indigno per il fatto che ci siamo dimenticati dei fatti storici che ricordano questa festa, non perchè le carriere ai vertici sono ancora oggi precluse alle donne, non perchè lo stipendio medio di una donna è sempre inferiore a quello di un uomo con pari lavoro, non perchè la donna deve scegliere tra famiglia e lavoro o impazzire inseguendo entrambi, non perchè la donna è ancora oggi vittima di indicibili violenze.
No non è per tutte queste ragioni che non amo la festa della donna (anche se potrebbero essere ottime ragioni).
Non amo uscire l'otto marzo perchè i locali sono pieni di donne urlanti, impomatate, forzatamente su di giri, con aspettative speciali... e i gruppi di "provoloni" uomini che si aggirano come mosconi alla ricerca di prede alticce sono terribili...
Eppure le donne sono belle, me ne vengono in mente tante (me compresa): isteriche di fronte ad un insetto, perdono dignità trasformandosi in esseri urlanti e tremanti; inette e sconsolate di fronte ai dannati mezzi meccanici che, traditori, smettono (chissà perchè) di funzionare; riflessive e meditabonde sui pasti dei propri cari; gelose e spaventate quando una giovane ragazza entra nel raggio d'azione del proprio compagno; insicure e timorose indossando un nuovo abito davanti ad uno specchio; spaventate e curiose sui dolori del parto; ostinate e irragionevoli nelle loro logiche del cuore; laboriose e attente a quel particolare, proprio quello che corrisponde alla persone che hanno di fronte; argute e veloci nel comprendere che bisogna cambiare argomento e salvare il salvabile; intimiste e consapevoli di avere un'interiorità; curiose e pronte a buttarsi nella tempesta; fiere e piene di coraggio per difendere i propri cuccioli; pronte a correre in soccorso dell'amica, della sorella, dell'altra donna.
Questo dovrebbe celebrare la festa della donna, questo e molto ancora dell'universo femminile, così sfaccettato, così colorato, così nella sensazione, così sornione, così illogico, così...
Conosco tante donne, tutte belle, speciali, uniche, amiche auguri a tutte voi e decido fermamente che AMO la festa della donna... perchè me lo ricordo sempre, ogni anno, e amo regalare la mimosa, alle mie bimbe, alle donne che incontro e ogni occasione è buona per ricordarsi che siamo esseri d'amore (noi e anche gli uomini)... auguri a tutte.
E' così bello ricevere dei fiori
e poi le mimose sono così dolci e profumate...
lunedì 29 febbraio 2016
La casa dell'arte sociale e il vero nutrimento
Febbraio sta per concludersi e in questa bella domenica piovosa (bella perchè ho potuto soffermarmi nella mia casa, felice e contenta, nel riposo assoluto insieme alle mie piccoline) mi sono soffermata a dare uno sguardo fugace (se no addio tranquillità) al prossimo mese che sta per arrivare. Marzo è un mese che amo, tanto per cominciare per lo spettacolo meraviglioso delle Magnolie in fiore che all'unisono tendono meravigliose a scaldare il cielo. Poi adoro quella bella sensazione di nuovo, di rinascita, di inizi e vitalità che la primavera porta con sè. Ricordo tanto tempo fa, quando con un caro amico fraterno girovagavamo per Firenze per l'equinozio di primavera affermando che quello doveva essere il vero Capodanno da festeggiare, dove si comincia davvero un vero ciclo, la vita rinasce.
Tornando a questa liquida e serena domenica, mi sono soffermata e ho realizzato che marzo sarà un mese fitto ed impegnativo. Mi sono messa di buona lena ed ho preparato un bel volantino per la Corte Dalì per creare un bel promemoria (soprattutto a me stessa) di quanto anelo a realizzare, promuovere e offrire momenti di nutrimento dell'anima in questo stupendo mese.
Penso che le persone abbiano bisogno di incontrarsi, di muovere dentro di sè l'agitazione che questi tempi malandati sta profondendo a piene mani. Ci sono svariate solitudini, ansie e malesseri interiori che soffocano e sfiancano le energie e la volontà di ognuno. In modi diversi, in luoghi vari, nei tempi più insoliti le persone faticano a vivere serenamente e in armonia con la natura e i propri simili. E sono felice che ci sia occasione di impastarsi con la materia, dipingendo, ascoltandosi, scaldandosi. Sono grata e fiera di questi gruppi (haimè prevalentemente femminili) che si dedicano alle arti manuali, nel coltivare la creatività e l'arte. Sono onorata di parlare di biografia e di Karma perchè penso sia l'unica strada di questi tempi moderni per riincontrare gli altri e se stessi.
E sono in trepida attesa per la festa di primavera. Come di consueto la Corte Dalì si farà bella, si scalderà e accoglierà chiunque vorrà venire a festeggiare con noi: cucendo, impastando, bevendo un centrifugato, creando e giocando.
Marzo è servito...gustiamocelo tutto!
martedì 12 marzo 2013
Nel blu
Questo
fine settimana, a discapito di ogni ragionevolezza (economica, organizzativa,
materna), mi sono regalata tre ore di nutrimento interiore. Anche se non c’era
Cri, impegnato nel corso a Milano, ho coinvolto la nonna (la mia cara Mami), la
quale ci ha preparato un buon pranzetto (quasi atavico per me nei sapori) e si
è occupata delle creature. Certo noi mamme ci facciamo mille scrupoli a
lasciare i nostri figli ed è stato interessante guardare la micina piccola che
con la mano tesa mi indicava la porta della casa della nonna dicendomi: “vai,
vai da sola, vero? Ciao, ciao lasciaci IN PACE (conclude)”. Ah beh, queste sono
soddisfazioni! Le mie bimbe adorano la nonna Emanuela, sabato c’era anche il
loro amato cuginone e sanno che a casa sua “ci scappano” i famigerati cartoni
animati che loro non guardano quasi mai. Quindi ho infilato le scale insieme a
mia sorella Diana (che ho prontamente coinvolto in questa bella scappatella)
baldanzosa e contenta. Beh non tanto baldanzosa, sabato mi ha attanagliato un
mal di testa feroce per tutto il giorno, mi ha abbandonato (per fortuna) giusto
in quelle poche ore che mi sono dedicata (mi dovrei domandare qualcosa?).
Siamo entrate in un meraviglioso “Atelier di
pittura” riscaldato da una gigantesca stufa. C’erano già un po’ di donne sedute
intorno a grossi tavoloni. I materiali erano praticamente pronti: una tavoletta
in legno e/o plexiglass come base dove fissare il foglio con scotch di carta,
un’improvvisata tavolozza per i colori dove erano pronti dei simpatici sbuffi
di colore ad olio in molte sfumature di blu ( da un chiaro azzurro fino ad
arrivare ad un cupo blu notte), un pennello grosso, una pezzuola di cotone, una
minuscola bacinella in vetro per l’olio di semi di lino per stemperare il
colore.
L’Atelier era bellissimo, prima di iniziare il lavoro ho potuto buttare
qualche fugace occhiata alla miriade di materiali sparpagliati ovunque: strette
assi adibite a mensole straripanti di meravigliosi barattoli di ogni forma e
colore contenenti le più svariate pitture, tinture e tempere; grossi cassoni
stracolmi di cartoncini, tele, posters e assi di legno si potevano trovare
addossati in diversi punti delle pareti.
Un muro intero era scaffalato e ricolmo
di libri sul disegno, la pittura, il colore e i viaggi e, qui e là, si potevano
vedere ninnoli e gadget di ogni genere, ricordi di viaggio, giochi di bambini,
rompicapo, statuine in legno raffiguranti animali. Un altro scaffalone era
ricolmo di vasi di ogni forma e materiale
(vetro, ferro, cestini, vecchie latte) e in ognuna di esse trovavano posto
pennelli di ogni formato, spatole, matite colorate. In altri scaffali si
potevano vedere mini cassettiere
contenenti diversi materiali come viti, chiodi, bulloni, staffette e lì vicino
campeggiava un grosso martellone dall’aria pesante. Sui muri si potevano vedere
quadri, poster e raffigurazioni naif, piccole cartoline fatte con materiale
riciclato, molto fantasiose e decisamente particolari.
Mentre facevo questa
breve ricognizione la conduttrice dai profondi occhi azzurri fissava con
intenzione i miei occhi, dandomi qualche indicazione per principianti
sull’utilizzo dei colori ad olio (effettivamente non li avevo mai utilizzati).
Quindi prima di incominciare il lavoro la conduttrice Alessia ha introdotto “il
blu”: ha detto delle cose meravigliose, era musica per le mie orecchie.
L’approccio
sul colore in genere era meraviglioso.
Ci ha spiegato dove incontriamo il blu,
nel cielo terso, come tenebra (lo spazio) illuminato (dal sole, le stelle, la
luna).
È come osservare l’oscuro, il mistero ma irradiato, rischiarato dalla
luce, la tenebra vivificata.
In parallelo il blu corrisponde al colore del
sentimento (del sentire) che ci porta nella nostra interiorità, nella
riflessione di noi come separati dal mondo ma, contemporaneamente, tendiamo a
ricongiungerci ad esso, sempre attraverso il movimento centripeto del blu che
troviamo come una coppa dentro di noi, nelle nostre viscere, pronta ad
accogliere il nostro e l’altrui sentire. Il blu contempla la separazione tra sé
e il divino e, attraverso il nostro anelito al cielo, ci restituisce la nostra
scintilla divina.
Sono
rimasta estasiata ad ascoltare esempi concreti di questa correlazione profonda
tra io e colori e in particolare mi ha colpito riconoscere che quanto più
animali (e piante) sono semplici quanto più il colore è manifestato all’esterno,
viceversa quanto più sono complesse le strutture dell’io tanto più il colore è
rivolto all’interno. I fiori, la farfalla, gli insetti hanno, infatti, colori
sgargianti e man mano sempre meno (i mammiferi hanno manti variopinti ma
inferiore a pappagalli, uccelli e pesci). L’uomo ha una moltitudine di colori
brillanti all’interno: verde della bile, rosso del sangue, blu dei nervi,
bianco delle ossa.. etc) inoltre (questo lo aggiungo io) quante sfumature di
colore hanno i sentimenti umani?
Dopo
questa profondissima riflessione ci siamo compenetrate di blu, siamo diventate
blu e abbiamo lavorato a due piccoli dipinti, cercando di fare esperienza del
colore e non di creare a priori delle forme. È stato molto bello agire il
colore, un po’ come ascoltare una musica. Il colore non è stato come mezzo per
ottenere un risultato, ma proprio come elemento da godere. I dipinti erano
tutti meravigliosi e sono uscita da questo incontro riempita da questa
esperienza. Letizia ha una modalità espressiva e un approccio all’arte davvero
bellissima e la ringrazio infinitamente. Non vedo l’ora di tornare al prossimo
incontro.
| madamigella primavera |
Piena,
con i miei disegni, sono tornata dalle mie bimbe… ho fatto appena in tempo a
vederle scappare in un’altra stanza e scorgere i titoli di coda di un cartone
animato che il mio nipotone stava cercando di spegnere senza farsi beccare…
A
Natale al mio bel nipote ho regalato un re dell’inverno in lana cardata per la
sua cameretta e lui mi chiese se poteva avere tutte le stagioni… sabato gli ho
portato madamigella primavera e lui era davvero felice… abbiamo salutato la
Mami, abbiamo guardato un asinello che si strusciava sul muso della sua mamma e
felici siamo andate a casa.
venerdì 8 marzo 2013
Le donne che ho amato
Non mi è mai piaciuta la festa della donna, l'ho sempre trovata una festa densa di ipocrisia, dedicata come tutte le altre al consumismo, al qualunquismo, agli stereotipi. Certo è fondata su fatti storici importanti, certo è un momento che potrebbe e dovrebbe essere di riflessione, certo la mimosa è meravigliosa... però in questo momento storico in cui la donna è un corpo mercificato, dove le cariche decisionali le sono negate, dove la differenza nella retribuzione tra donna e uomo è ancora troppo grande, in questo momento non mi sembra ci sia molto da "festeggiare". Però io non dimentico mai che le donne hanno un privilegio ontologico incommensurabile... hanno la possibilità di rivivere la magia della simbiosi con un altro essere da adulti. Ognuno di noi nell'utero ha vissuto quel magico essere all'unisono, compresenti, avvolti carnalmente... le donne possono riviverlo in modo cosciente. Questo è grandioso ed è quanto basta per celebrare l'essenza stessa del femminile (che è dentro ognuno di noi che è del mondo intero).
in questa giornata speciale ho ripensato ad una poesia che scrissi anni fa e volevo ricordarla:
LE DONNE CHE HO AMATO
E improvvisamente compaiono immaggini e ricordi.
I volti di alcune donne incontrate nella vita.
Donne speciali, assurdamente emotive,
incredibilmente belle,
voluttuasamente brutte.
Le ricordo in posizioni, in sguardi e sorrisi.
Innumerevoli risate.
Alcuni attimi brevi di essenze femminili....
o passioni lunghe e travolgenti.
E infine evocando il ricordo di loro si moltiplicano
e non so perchè oggi voglio gridare.....
viva le donne.
01/02/2002 dedicato a tutte le donne che ho amato
di Daniela Merlino
... e quante ancora ce ne sono state da allora, nuove amiche, nuove colleghe, nuove amate, nuovi incontri eccezionali e nel tempo sono diventate tante tante tante...
e le vorrei abbracciare tutte...
martedì 5 marzo 2013
Scorci di primavera
Nel
sottobosco compaiono mazzetti di campanule bianche, tutte in fila, orgogliose
(sembra davvero di vederle tintinnare), sbucano gloriose, anche tra la neve e,
dritte e fiere, fanno il primo annuncio. Sulle rive erbose particolarmente
soleggiate compaiono timide e sparute delle primule gialle, promessa di un sole
che scalderà. Le mattine cominciano meno buie e gelide, all’orizzonte il sole
fa capolino molto prima e sorride scintillante. Gli odori cambiano e le narici
non si riempiono più dell’odore della terra fradicia e marcescente ma si
comincia a sentire un lieve profumo di verde. Le magnolie sembra si stiano
preparando all’unisono per un grande
salto, i rami ricoperti di dolci gemme pelose, sembrano voler bucare il cielo
lì in alto, protese e vogliose.
E
poi la mia bella bimba grande ha cominciato a disegnare alberi che germogliano
e fatine burlone che si dilettano ad usare i raggi del sole come tante piccole
altalene. Loro, i bambini, sono ancora in contatto con “l’eterico” della terra
e “sentono” la vibrazione della vita che sta germogliando come ogni anno.
La
primavera è la promessa di eternità, è la scintilla di divinità umana,
terrestre, eterica. Ogni primavera si rinasce, ci si rinnova, ci si ritrova.
E
allora piano piano anche nel nostro tavolino delle stagioni il re dell’inverno
si ritirerà, lasciando lo spazio a qualche bella bimba fiore che bella e lieve
porterà con sé qualche fiore (crocus o primula) e qualche germoglio.
Solitamente prendo un vaso trasparente (in vetro), metto della terra, lo decoro
con una pigna e/o qualche bel sasso e appena sotto, la terra mettiamo, insieme
alle bimbe, un po’ di semi di frumento. È bellissimo vedere dopo pochissimo
tempo (un giorno o due, non di più) i semi schiudersi timidi e mandare la
piccola radice bianca verso la terra e un lieve filo d’erba verso la luce. È
meraviglioso vedere come la natura fondi la sua vita tanto nella terra quanto
nel cielo.
(le gatte sono molto felici e
cominciano a rosicchiare le punte di questa prelibatezza tenera e verde).
Il
nostro tavolo delle stagioni cambia con lentezza, piano e cauto come l’arrivo
della primavera. Cambieranno i veli del cielo che saranno più azzurri e sul
fondo si cambierà il marrone della terra con il verde di un prato. Cercherò
delle immagini di fiori e ci sarà un bel vaso con dei rami fioriti…
Il
tavolino si prepara tutto ad accogliere il 21 marzo l’equinozio di primavera e
la dolce fata che lo rappresenta.
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