...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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domenica 22 maggio 2016

Elogio del riordino

Finalmente in questi ultimi due giorni è arrivato un pò di caldo. 
Portare la mantellina di lana in maggio è un affronto al buon senso, a tutti i sostenitori dell'effetto serra e alle rondini.
Passi la primavera piovosa, tipica di Varese, ma il freddo no. 
E in questo fine settimana siamo ritornati ad uno standard di stagione.
Un fine settimana di grandi pulizie e riordino, io e Cri ci siamo battuti senza risparmiarci per cercare di avere la meglio su entropia, polvere, vestiti, bucato, giocattoli e animali domestici. 
E' stata una dura lotta, ma ce l'abbiamo fatta e stasera, stanchi ed esausti, siamo soddisfatti. Ci sarebbero ancora degli angoli da sistemare, ma devo dire che FINALMENTE siamo venuti a capo del marasma che ci aveva colpito dopo i lavori in casa. Adesso possiamo tornare ad occuparci di ordinaria pulizia e normale amministrazione casalinga. 
Mi soffermo così a lungo su questo argomento perchè mettere in ordine, pulire la casa e rassettare sono azioni comuni, semplici e alla portata di tutti, ma hanno un grandissimo valore terapeutico e meditativo. 
E' come se si mettessero a posto anche i pensieri e i sentimenti, come se si togliessero polvere e detriti anche dall'anima e alla fine ci si sentisse molto più leggeri e "puliti". Infatti ho trascorso due giorni senza pensare a nulla, ne il lavoro, ne i progetti, ne la Corte Dalì, ne le preoccupazioni, ne le scadenze, ne ieri... ne domani. AHHH che meraviglia l'assoluto presente e null'altro. 
E questa sera ho voglia di soffermarmi un attimo e fare un pò di retrospettiva su questo periodo tanto denso e significativo e non posso fare a meno di correre con il ricordo alla settimana appena passata (solo... mi sembra molto più tempo). Mi è accaduta una cosa meravigliosa, ho potuto toccare con mano il significato di affidarsi alle forze celesti, ho potuto sentire la forza dell'audacia e della fiducia. Mi sono lasciata condurre dall'istinto e ho seguito i miei sogni e subito il cosmo mi ha risposto benevolo. 
Ho fatto una mossa azzardata, ho deciso di ampliare i miei progetti, di ridurre le mie entrate e aumentare le spese, credendo veramente che questo è giusto, sperando (in verità) di poter ampliare sempre più la Corte Dalì, la casa dell'arte sociale perchè credo sia una cosa giusta e vera. Credo fermamente che se ci si mette a disposizione del mondo, se si costruiscono le basi della cooperazione e del "fare insieme" il cielo non può che assisterrci. Ed è stato così, è bastato muovere un passo in questa direzione e sono arrivati nuovi collaboratori, nuovi contatti, nuove prospettive.
Mi ha ricordato l'immagine del film di Indiana Jones, quando doveva attraversare un crepaccio con fiducia e muovere un passo nel vuoto: solo quando l'ha fatto è comparso un ponte... 
E' sempre così, per avere l'aiuto celeste non si possono chiedere garanzie, il primo passo, il movimento, l'azione, l'impulso, la volontà deve nascere da dentro, incondizionatamente e allora i progetti, gli ideali, i sogni prendono il volo. E questo non vuol dire che non ci saranno difficoltà, che sarà facile, ma vuol dire credere in se stessi e nei propri progetti e allora le forze si moltiplicheranno a dismisura. 
E stasera, con questa bella sensazione, con la casa bella pulita e ordinata, dopo un fine settimana meditativo, trascorso in seno alla mia amata famiglia, scrutando le mie bambine che crescono, il mio amato che mi accompagna, le mie belle bestiole: mi sento piena di energia, di gratitudine e pronta a riprendere la corsa in questa folle e meravigliosa vita.

mercoledì 20 aprile 2016

casa dolce casa

Gli omaccioni sono arrivati.
Lunedì di buon mattino è arrivato giovialone l’idraulico, e indorandomi la pillola, mi ha prefigurato un intervento veloce e indolore.
La mattina sono rimasta a casa a vigilare sull’operato, in cuor mio fiduciosa che tutto sarebbe passato presto.
Di lì a breve sono arrivati altri omaccioni, un po’ meno sorridenti e un po’ meno rassicuranti! Infatti di lì a poco è cominciato il tormento del martello pneumatico, la polvere e i calcinacci.
Io e il cane Pepe ci guardavamo sgomenti e un po’ spaventati. Lui si è rifugiato in un finto sonno, accovacciato come un gatto sul divano, ed io mi sono “concentrata” in attività sul portatile.
Sentivo gli omaccioni trapanare e spaccare la mia casetta, vedevo l’idraulico un
po’ contrito quando mi guardava… e, ammetto, sono stata felice di andarmene a prendere le bimbe a scuola e rifugiarmi, insieme a loro e al cane Pepe, da mia mamma.
Le bambine erano festose e contente, sono sempre felici di andare dalla nonna, io e Pepe eravamo afflitti. Mi sono accovacciata come fanno i miei animaletti sulla poltrona della Mami e ho fatto un lungo pisolo tormentato.
Per preservare un pochino le bambine, abbiamo deciso di lasciarle a dormire dalla nonna, non era mai successo… e che sarà mai… beh quando ha cominciato ad ululare forte il vento, sbatacchiando finestre e alberi, ho cominciato ad essere inquieta, mi sembrava di lasciare le mie figliole nella tormenta, di allontanarmi proprio nel momento del pericolo, mi sono aggirata ansiosa nelle stanze di mia mamma, aspettando Cristian che venisse a salutarle… Mi ha rassicurato, con uno sguardo divertito mi ha detto: “non preoccuparti, la casa non volerà via”! AH!

Lo so, sono una mamma apprensiva e chioccia… ma ci sarà tanto tempo, nel quale le mie amate bimbe andranno nel mondo senza che io possa accorrere nel loro tormento del cuore, finchè posso, vorrei esserci sempre ad ascoltare e abbracciare ogni loro tormento… ma so che, persino adesso, questa è un’utopia (sob).
Così messe a letto le bimbe, salutata la Mami, preso Pepe, ci siamo diretti verso casa.
Beh non potevo certo immaginare cosa avremmo trovato, buchi nel muro, polvere, detriti e pandemonio ovunque. Sembra quasi che gli operai avessero aspettato che io uscissi per sfogare tutta la loro operosità repressa, camminando ovunque, spargendo gesso e rudera…
La mia afflizione è cresciuta notevolmente, mi sono accasciata attonita sul divano polveroso, incapace di fare niente! Un momento di gioia grazie a una deliziosa spaghettata, preparata con grande amore dal caro Cristian, che mi conosce benissimo e sa, che questi frangenti, quando è attaccato l’eterico della casa, io perdo energie e mi affloscio come una torta tirata fuori dal forno troppo presto… E poi mi sentivo mancare… il fatto che nella cameretta non ci fossero le bimbe mi affliggeva ancor più. Siamo andati a dormire quasi subito, facendoci spazio tra i detriti e coprendoci bene per proteggerci dagli spifferi che, in quella notte tempestosa, si insinuavano copiosi, tra i nuovi buchi della casa! AH!
Beh ieri mi sono svegliata di scatto, lesta mi sono preparata con un persistente mal di testa, paragonabile al martello pneumatico del giorno prima, le ossa rotte come se avessi scalato di corsa il monte Orsa lì a fianco, squilla il telefono, la mia piccolona mi ha chiesto di portarle del materiale scolastico, il cane Pepe è stato portato nel garage dei vicini (e mi ha guardato come se lo avessi riportato al canile) e sono corsa dalle mie patatine. La piccolina mi ha abbracciato stretta stretta stretta… le sono mancata, erano felici di vedermi, anche se l’avventura dalla nonna è stata di loro immenso gradimento.
La giornata lavorativa è stata lunga e fitta e non ho pensato quasi a nulla, solo un po’ di fatica, malinconia, confusione mentale. Sapevo che le bimbe nel pomeriggio sarebbero tornate tranquille e gioiose dalla nonna e meno male. Cristian è tornato a casa prima di noi e ha reso abitabile, per me e le piccine, un luogo che cade a pezzi, una casa sforacchiata, martellata, sventrata per far passare orribili tubi simili a serpenti scintillanti e malvagi. Cristian ha lavato, aspirato, spostato… reso parzialmente vivibile la casa… grazie amore mio… grazie davvero perché, quando siamo arrivate noi tre, volevamo piangere, ci siamo sentite sparute e abbacchiate.
Non ho parlato delle gattone… in preda al terrore, hanno trovato nascondigli impensabili e solo di notte escono miagolando, raccontandomi in miagolese e strusciamenti, degli omaccioni terribili che avanti e indietro come furie, sbuffano ed emettono  rumori e versi raccapriccianti. Povere piccoline, immagino la loro paura con i martelli pneumatici, i trapani, le picconate, i tubi… la Teresina in particolare, scompare nel nulla, credo si nasconda tra i pupazzi delle bimbe, con le pupille dilatate e il terrore della fine del mondo, poi esce piatta, strisciando raso terra ad annusare l’ambiente, miagolando insistentemente, chiamandomi, fino a quando non la carezzo lungamente.
Per concludere… ciliegina sulla torta, gli operai maldestri hanno danneggiato la linea internet… ed io non so se riuscirò mai a pubblicare questo post… sono triste, frastornata, arrabbiata, sconsolata, stanca… perché in questo frangente prevale il mio temperamento malinconico?

Dove finisce il mio volitivo, determinato e risolutivo temperamento collerico nel momento del bisogno? Mi sono presa dei fiori di Bach e attendo, fiduciosa, di riappropriarmi della mia cuccia … mi sento tanto gatta Teresina… 

Sto pubblicando... qualcosa va migliorando... internet ripristinato... non spaccano più ma ricostruiscono... coraggio famiglia mia... e come ho detto alle mie bimbe... casa è ... dove c'è chi ami...



domenica 10 aprile 2016

Eterico come scudo protettivo

Ogni individuo ha intorno a sè un campo vitale di protezione che meglio è definito come Corpo Eterico: sono le nostre forze di vita, la parte che ci protegge dagli attacchi esterni (bacilli di malattia, energie negative, onde, negatività). Nell'arco della giornata lo sfruttiamo al massimo, utilizziamo le nostre forze per lavorare, metabolizzare il mondo, reagire agli eventi e proteggerci. Alla sera è necessario riposare, offrire al nostro corpo un lungo riposo per decongestionare il corpo fisico e ridare forze vitali al corpo eterico attraverso il sonno ristoratore.
Il corpo eterico degli appartenenti ad una famiglia o a un gruppo si fortificano e/o si inquinano vicendevolmente: in questo modo si costituisce un nuovo campo eterico, della casa, del focolare, di una scuola, di una classe, di un convivio, di un cenacolo, di un'associazione. 
Le variazioni di stato modificano questo campo, ad esempio una persona abbandona un gruppo, o in una classe c'è una lunga assenza per malattia, o un trasloco, o l'aggiunta di un nuovo membro, tutti questi eventi necessitano di un momento di transito, affinchè l'eterico si possa ristabilire. In questi momenti di passaggio può esserci una certa debolezza, una certa fatica e l'emotività si fa strada, i raffreddori vagheggiano nell'aria e, spesso, qualche elettrodomestico si spacca.
Ecco mi ritrovo in uno di questi fatidici momenti. Finalmente è giunto il tanto aspettato e temuto momento in cui i nostri vicini hanno acquistato la casa sotto, sono necessari lavori (benvenuti) per separare gli impianti dell'acqua e del riscaldamento che avevamo in comune con l'ex proprietario (il fratello di Cristian). 
Sono arrivati come un plotone d'esecuzione nella nostra minuscola casa questi quattro omaccioni (che hanno riempito come sardine ogni stanza che hanno attraversato, dovendo in alcuni momenti anche abbassare la testa per il sottotetto all'altezza della nostra - bassa - statura). Sono arrivati con grossi metri di legno, con vocioni e dita alzate per farmi capire bene anche con i gesti (trattandomi come una scimmia preistorica) cosa sarebbe successo alla nostra casa. 
Ho cercato di dire qualche parola, spiegando anche che sapevo cosa sarebbe successo, cercando di far capire cosa mi interessava di più, ma la situazione era anche un tantino imbarazzante, un pochino faticosa, a tratti ridicola. Oltre a non riuscire a entrare tutti insieme (tanto erano grossi e tanto è piccola la nostra casetta) sono stati subito accolti dall'esuberante cane Pepe che ha subito assestato una bella zampata anteriore sui cosidetti di uno di loro nel tentativo di farseli amici e nel contempo di annusarli a dovere, nel mentre è arrivata la gatta Gengia incuriosita da tutti questi stranieri e infine anche le bimbe inquiete e curiose. Io e Cri non sapevamo bene come girarci. Mentre gli omaccioni parlavano di come avrebbero scavato nei nostri muri, spaccato le nostre mattonelle del bagno (solo quattro!), le bambine sgattaiolavano tra i loro gamboni, puntando il naso in su e ascoltando fameliche e inquiete. 
La piccolina mi si è avvinghiata addosso e ha cominciato a dirmi che lei non voleva che spaccassero tutto, di mandarli via, di non lasciargli toccare la casa... e nel frattempo il Geometra mi spiegava certe necessità e il giovane muratore sorrideva divertito, guardandosi intorno e il cane Pepe lo annusava interessato, e ancora la piccolona inseguiva non so quale gioco tra i loro piedi e il nuovo vicino mi spiegava della sua (sacrosanta) fretta, mentre l'idraulico continuava a parlare di tubi e possibili future ristrutturazioni...
Va bene accordi presi, bisogna spostare mezza casa e fare posto, e poi da qui a due settimane comincia il delirio di polvere, calcinacci e detriti.
Finalmente soli, le bambine piagnucolose e tristi, io e Cri sgomenti. Ho preso il Rescue  Remedy (una miscela di fiori di Bach per le emergenze) e li ho dati alle mie figliole confuse... io e Cri ci siamo guardati sconsolati.
Siamo usciti a prendere un gelato, la pioggia ci ha colti ma eravamo contenti, lontani dall'incombere di che? 
Niente di che, non succede nulla, un pò di confusione e disagio, ma abbiamo tutti insieme sentito vacillare l'eterico della nostra amata casa, della nostra famiglia, della nostra felicità. Saranno momenti in cui i nostri ritmi, le nostre abitudini, i nostri angoli, le nostre cose, saranno frammentate e sparse in giro, ci sentiremo smarriti ed è importante più che mai stringerci forte.
E va proprio così, oggi io e Cri abbiamo subito cominciato di buona lena ad ammucchiare cose, a fare spazio, ad accumulare per lasciare libera la zona dove passeranno gli orribili nuovi tubi (a vista sob). E' stata una domenica difficile di lavoro, piagnistei tesi delle bimbe e risposte non proprio accomodanti mie e di Cristian. Abbiamo lavorato sodo per approfittare di questa domenica (tra le poche) libera, eravamo nervosi e tristi. E come sempre accade in questi frangenti ci è venuta in "soccorso" l'acqua!
 La lavatrice (perchè bisogna pensare anche ai lavori ordinari) ha pensato di scaricare un  pò della nostra tensione. Ero sul balcone a fumare una sigaretta, a prendere fiato, a guardare Cristian che come un mulo portava su e giù oggetti e sacchetti, quando la piccolina è venuta a chiamarmi: "mamma cosa fa la lavatrice?" Per un attimo non l'ho ascoltata, pensando che fosse il solito giochino tra noi (infatti con la centrifuga la nostra lavatrice vaga per il bagno e noi scherzosamente diciamo - cosa fa, vuole scappare dalla finestra?-), ma improvvisamente mi si è accesa una lampadina "perchè cosa fa?" chiedo... e la piccolina mi risponde che sputa acqua dapperttutto... corro dentro e vedo il bagno completamente inondato, butto subito degli stracci e mando la piccina a chiamare papà...
Cara lavatrice, possibile che ogni volta che noi siamo afflitti e ragioniamo sulla casa, tu debba inondarci completamente?
Mi sembrava uno scherzo, un film già visto, io e Cri con i pantaloni alzati a strizzare asciugamani madidi e a guardarci con delle espressioni che erano dei poemi. La Piccolona si è rifugiata tutto il giorno nella lettura di fumetti, la Piccolina è stata con noi, basita, nervosa, piagnucolona, richiedente.
Dopo la lavatrice mi sono data una calmata e ho cominciato a puntellare il nostro eterico, ho ritrovato il sorriso, abbracci per le mie bimbe e ho deciso di preparare una cenetta golosa per tutti noi. Abbiamo acceso una candela e ci siamo stretti vicini, alla fin fine il nostro eterico siamo noi, con il nostro amore, con la nostra presenza. Ci aspettano settimane un pò complicate ma non importa, la lavatrice ha dato una bella ripulita al nostro pensiero inquinato ed ha ridonato forza al nostro eterico vacillante. E nel frattempo la gatta Gengia si aggira attenta tra le stanze, tra gli oggetti ammucchiati, come una piccola maga che pulisce le energie e mette tutto al suo posto. 
Siamo una famiglia molto fortunata, piena di amore, di progetti, di amici, di prospettive, di sogni, di allegria... abbiamo un Eterico molto forte e protettivo, non c'è niente di cui aver paura.

domenica 15 settembre 2013

È arrivato Alex: storie di amici pelosi



Il titolo del mio blog la dice lunga, sono una gattofila convinta, anzi in verità io sono proprio LaMicia. Le caratteristiche dei piccoli felini trovano ampie corrispondenze con la mia personalità. Sono animali a me congeniali con i quali instauro (da buona strega) un’intesa particolare.
I cani mi piacciono (soprattutto quelli di taglia grossa), sono compagni fedeli e presenti in un loro modo squisitamente canino (molto vicino all’invadenza), però il mio animale guida è senz’altro il gatto.
Ho desiderato avere un Peloso in casa sin da bambina, la Mami però non voleva, credo perché sapeva perfettamente che poi si sarebbe dovuta occupare lei degli oneri legati agli animali (bisogni, cibo, pulizie, passeggiate e quant’altro) e credo che in fondo abbia anche un po’ paura. Insomma da bambina ho portato a casa ogni sorta di trovatello (gatti, uccelli, cani) ma, ogni volta, mi sono dovuta anche occupare della loro collocazione in altra casa.
Non appena ho avuto un’abitazione  tutta mia, in due o tre settimane (giusto il tempo del trasloco) nella mia dimora è arrivato un gatto, anzi per la precisione una gatta: la bella Minou. Era bellissima la mia gattona (era perché dopo 14 anni di felice convivenza purtroppo è andata nelle grandi praterie celesti dei gatti), insieme ne abbiamo passate tante e lei era davvero il mio Daimon (animale guida), grazie di tutto Bella Minou… Poi c’è stato il Piccolo Gatto Nero (soprannominato il Piccolino) è arrivato in casa con me e Minou… era speciale, un gattino nero affettuoso, tenero, pauroso e imbranato (l’altra parte di me il secondo Daimon). Anche lui è andato nelle grandi praterie… le altre due gattone sono arrivate in momenti diversi della mia vita: ero già mamma, felicemente innamorata e nel pieno galoppo dei miei progetti di vita e hanno, quindi, assunto meno le caratteristiche della mia personalità e sono rimaste più gatte, più vicine alla loro animalità felina. Le adoro entrambe (Gengia e Teresina) ma è una relazione più normale, sono i nostri animali domestici, fanno parte della famiglia e riempiono di fusa e pelo la nostra casa. Ci sono infiniti e divertenti aneddoti su queste quattro gattone che potrei narrare e qualche volta lo farò, ma oggi mi interessava parlare del nuovo ed inaspettato membro della famiglia: Alex!
Tutto questo preambolo era necessario per meglio spiegare l’enorme sconvolgimento avvenuto: Alex è un cane!!!
È necessaria un’ulteriore premessa: ultimamente avevo visto le bimbe (soprattutto la Piccolona) guardare con una certa malinconia i cagnetti delle amichette, avevano fatto velate ma insistenti richieste ed io, cuore di mamma, avevo cominciato a sbirciare a tempo perso i siti dei canili della zona. Quotidianamente guardavamo le foto di questi cagnetti (tutti di taglia medio grossa) e regolarmente concludevamo dicendoci: non si possono tenere cani in un appartamento, i cani hanno bisogno di giardino, la convivenza con le gattone sarebbe terribile e infine, ma non per ultimo in ordine di importanza, nella nostra vita caotica ci mancava un cane da dover portare in giro per i suoi bisogni. Quindi concludevamo sempre dicendoci che era IMPOSSIBILE prendere un cane!!!!
Purtroppo ho sottovalutato la mia capacità evocativa e tanti pensieri sui cani hanno portato Cri ad incrociare questo Pincher in cerca di casa… i suoi precedenti umani non potevano più tenerlo e la bestiolina ha subito dimostrato una spiccata simpatia per Cristian (per altro reciproca).
Un cagnetto di piccola taglia di tre anni era forse l’unica possibilità nel nostro minuscolo appartamento… insomma ora o mai più… dopo un po’ di indecisione abbiamo valutato che sembrava proprio “mandato” come risposta ai nostri pensieri.
Sono stati giorni difficili… la gatta Gengia ha subito messo in chiaro le cose, appena entrato in casa gli ha assestato una bella zampata sul muso e mai una volta si è nascosta di fronte a lui. Lo guarda con decisa circospezione e i grandi conoscitori di gatti comprenderanno quando dico che ha sempre una sua espressione di velato compatimento misto a superbia.
Per la Teresina è stata tutta un’altra storia… il terrore si è impossessato di lei e per un mese intero la sua casa è diventata la cima del nostro armadio. Scendeva solo nella notte per fare un frugale e veloce pasto, qualche bisogno e poi camminando rasente il pavimento con la coda gonfia correva nuovamente in cima al suo rifugio. Le cose sono un po’ migliorate, comincia a farsi vedere in giro, ha capito che se viaggia in alto (mensole, tavoli, scaffali) riesce persino ad evitarlo.
Alex è buffo quando le incontra le sbircia senza fissarle direttamente e mugola verso di noi come a chiedere il permesso di muoversi.
Lui ha sconvolto le nostre esistenze il furfante non sopporta la solitudine e non appena ci allontaniamo da casa fa pipì in giro… quando rientriamo in preda alla più sfrenata felicità spisciazza dappertutto (comprese le nostre scarpe), quando si offende … piscia in giro … sob questo è davvero terribile. Passo il mio tempo con carta assorbente, spruzzino e mocio per i pavimenti… dobbiamo arrivare ad un compromesso caro cane… così non si può andare avanti.
È molto carino, affettuoso e le bambine sono al settimo cielo. Ci segue come un’ombra e mugola di felicità non appena lo chiami e gli fai una carezza. È nata una nuova avventura e ne sono felice… spero che perda presto le sue cattivissime abitudine pisciatorie… e mi sono guardata intorno felice… che bella la nostra piccola casa così viva, così animata … così caotica e tutti e nove (cani gatti, bambine, pappagalli e solo due poveri adulti) siamo felici.
Benvenuto Alex!!!!