...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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giovedì 23 novembre 2017

Il salotto delle Gatte


Così,
ci si incontra per caso...
e altrettanto per caso si comincia a vedersi.
E poi, inspiegabilmente, giorno dopo giorno, consuetudini e lievi intimità, grandi e gentili affetti, carezze con gli occhi, accettazione.
Come nascono le amicizie? 
Dalle grandi esaltazioni reciproche, dagli entusiasmi, dalle condivisioni, dalle affinità, dalle risate...
Non solo.
Nascono anche dai silenzi, dalle compresenze, dalle presenze, dalle continuità, dal comprendersi, dal conoscersi attimo per attimo.
Così è nato il salotto delle Gatte, da giorni vissuti insieme, facendo silenziosamente, aiutandosi reciprocamente, scaldandosi, accettandosi nei giorni buoni e in quelli meno buoni.
Un dono prezioso e delicato.
Così bello e tenero che ogni giorno di più è capace anche di donarsi agli altri ed è una dolce promessa per infiniti futuri: nostri, della  sorellanza, della capacità sociale, dell'arte sociale...ed è un sogno rosa...
anche se a noi gatte piace un sacco il nero!
Grazie

domenica 2 aprile 2017

Soffio di Gibigiana

Ecco il tema di questi giorni.
Il loop degli anfratti del mio pensare,
rimbalza da una sfera all'altra del mio sentire e del mio fare:
l'anelito alla cura! Ah!
La cura di se stessi;
la cura dell'altro;
la cura di madre;
la cura della casa;
la cura dell'anima;
la cura dell'istante;
la cura dell'eterno;
la cura di ieri;
la cura di domani;
la cura di un fiore che sboccia;
la cura della lentezza;
la cura della bellezza;
la cura del corpo;
la cura dei particolari;
la cura della meraviglia e dello stupore;
la cura della memoria;
la cura degli affetti;
la cura dei difetti;
la cura dei conflitti e delle risoluzioni;
la cura dei sorrisi;
la cura dei rinforzi positivi;
la cura di esserci integralmente, ma con parsimonia, con delicatezza, con armonia, con gioia, con presenza, con amore... sempre e per questo è per sempre.
La cura... unico scopo, vera ragione dell'esistere... avere cura di...
questa vita che è un soffio di gibigiana...
dedicato  ai cari amici
Daniela Merlino

lunedì 13 febbraio 2017

La nuova Babele


 Stasera scriverò un post scontato, inflazionato direi, ma in questi giorni, in diversi frangenti, mi sono sentita toccata fortemente da questo argomento, quindi desidero esprimere qualche pensiero, giusto per chiarirmi, tra me e me le idee.
I famigerati messaggini delle diverse Chat telefoniche. 
Ecco, ci casco anch'io, le danno e condanno, eppure le utilizzo.
Ebbene sì, anch'io rimango inorridita di fronte al continuo cicaleccio dei maledetti supporti, di fronte agli scatti di chicchessia che corrono a "vedere" chi li ha contattati, di fronte alla furia mediatica a cui non siamo in grado di far fronte.
Trovo Whatsapp e C. degli strumenti di comunicazione e diffusione molto comodi ed efficaci: con un unico messaggio riesci a raggiungere contemporaneamente centinaia di persone. 
E ringrazio internet, la multimedialità e le nuove invenzioni che consentono di potersi raggiungere così facilmente.
Però c'è anche il lato oscuro di questo mezzo: la spersonalizzazione, il volto nascosto, il delirio personale, l'ostilità. la lamentela, l'equivoco, la massificazione, la confusione.
Quando una chat è utilizzata per scambiarsi opinioni importanti e significative, diventa uno strumento terribile.
Indipendentemente dai numerosi esempi che si possono fare (ad esempio carriere di insegnanti distrutte dalla chat dei genitori, matrimoni rovinati da pettegolezzi incauti, stati generali indetti per un nonnulla), insomma indipendentemente da ciò, quello che mi sorprende di più è lo stato emotivo in cui si viene gettati. Quando teniamo all'argomento della conversazione, quando ci accorgiamo che un gruppo sta prendendo una deriva che non vorremmo, (ed essendo in chat vale il solito discorso di chi tace acconsente?) Quando vorremmo non occuparcene più ma il telefono continua a trillare, quando vorremmo dimenticare un argomento ma qualcuno si accanisce, quando vorresti silenzio, ma l'incontinenza mediatica non ce la fa, in questi momenti diventiamo nervosi, invasi dai mosconi, agitati.
Un tempo se dovevo confrontarmi con qualcuno aspettavo di incontrarlo, guardarlo negli occhi, argomentare...
Oggi regna sovrana l'incontinenza. appunto, ho un bisogno e lo voglio esprimere subito, a qualunque ora, a qualunque costo, senza immaginarmi in quale contesto, in quale casa, in quale momento il mio messaggio arrivi... è terribile, è la cancellazione dell'io altrui, è la cancellazione delle regole di base della comunicazione che richiede messaggio, emittente e ricevente... 
il Ricevente cade in secondo piano, quello che conta è la spunta azzurra... l'ha visto... perchè non mi risponde? Fa finta di niente? è d'accordo...
Siamo in un momento storico/culturale nel quale è facilissimo comunicare, ma cosa comunichiamo? Come? 
La nuova Babele, dove le parole si sono mischiate e sono diventate incomprensibili, non sappiamo più guardarci negli occhi, aspettare le risposte, porre delle domande vere che necessitano di silenzi, di ascolto, di pensiero.
Affidiamo a questi strumenti comunicazioni troppo importanti, la fine o l'inizio di relazioni, scelte di vita, impressioni, giudizi.
Mentre parliamo con qualcuno è così straordinariamente appagante cogliere le mini espressioni degli occhi che possono appena appena guizzare e cambiare completamente l'orientamento di una discussione, quei piccoli gesti delle pupille, delle mani, quei brevi respiri o apnee, quelle pause, quelle incertezze, tutti questi particolari che offrono ad un dialogo il novantapercento del significato di qualunque conversazione... cosa ci siamo persi?
Utilizziamo pure questi comodi supporti ma non perdiamo il valore nutriente, appagante, significante di una bella e sana chiacchierata...
Non demandiamo ad un click... e continuiamo a fare all'amore con la parola, lo sguardo, il contatto...

giovedì 29 settembre 2016

San Michele e la fortezza interiore (per nutrire quello in cui credo)


Al mattino mi sveglio un pochino tumefatta e arruffata, dormo meno profondamente del solito (il mio sonno usuale è di piombo, precipito all'istante tra le braccia di Morfeo, dormo tutta la notte filata e difficilmente ricordo qualche sogno).
In questi giorni, o meglio in queste notti, ho avuto qualche risveglio, mi è sembrato di incontrare qualche sogno sporadico ed ho una sensazione  come se fossi un pochino più vigile.
Mi alzo al mattino con un pochino di pesantezza, sento le membra ancora desiderose di riposo, ma nel contempo, invece, il pensiero parte al galoppo, tumultuoso, in mille direzioni... 
Sbrigo operazioni pratiche e semplici: preparo i vestiti delle bambine, organizzo il pranzo (perchè la mensa delle scuola è in ritardo sulla tabella di marcia e dobbiamo portare colazione al sacco), pettino le piccoline, faccio mente locale sui loro bagagli e quando le saluto dal balcone, mentre si avviano a scuola con il papà mi viene un momento di scoraggiamento.
Stamattina in particolare mi sono fermata un attimo a pensare: cosa conta davvero? 
I progetti? La realizzazione di sè? Le "famose" opere di bene? 
Attimi intensi, un affacciarsi nel giorno con una certa serietà d'animo e mi scappa la terra sotto i piedi e il tempo dalle mani e tutto vorrei fare, ma a qualcosa devo rinunciare...ecco questo non mi piace!
Rinuncio a passare maggior tempo con le mie figlie per lasciare spazio a ciò in cui credo;
rinuncio a un modo di lavorare, al mettermi in gioco con dedizione per offrire tempo a ciò in cui credo;
rinuncio alla sicurezza di due quattrini e accetto (parzialmente) la sfida di sbarcare il lunario... con fiducia, per creare il giusto movimento ai miei talenti in cui credo;
rinuncio alla mediocrità e alla riflessione continuando ad aumentare la frenesia operativa per alimentare quello in cui credo;
rinuncio ad un sacco di ore di sonno per estraniarmi un pochino dalla corsa folle e far retrospettiva (anche attraverso il blog), per staccare tra un giorno e l'altro, come a ricordarmi che io sono qui e questo lo credo davvero.

Sarà giusto mi sono domandata stamattina?
Sarà sensato?

Non c'è risposta, tutto è giusto o, in egual misura, sbagliato. Questa è la risposta che mi posso dare, esserci con me stessa, costruire la coerenza con le diverse me stessa, assaporare la vita acchiappandola con forza... 

Ecco cosa conta davvero, la relazione con se stessi e le proprie possibilità di vita. Potrei dedicarmi completamente all'essere mamma ma comunque rinuncerei  ad uno spazio, potrei stare più tranquilla e accontentarmi con piccole sicurezze, su terreni conosciuti, senza infamia, ma anche senza lode (da me verso me stessa).

E poi le giornate scorrono convulse, rincorrendo mail, messaggi, whatsapp, telefonate, faccende da sbrigare, carte da compilare, passaggi burocratici da governare.
Non c'è più il tempo di soffermarsi su domande sull'essere, si corre, "si fa", si prevede quello che sarà fra 5 minuti, un'ora, un giorno.

Ma questi sono giorni speciali dove sto facendo tanti nuovi passi in una strada nuova, (che nuova non è visto che è un'aspirazione di sempre) e insieme ai miei amati compagni di viaggio, oggi abbiamo imbiancato un nuovo spazio, un nuovo esserci, belli, familiari, affettuosi, intimi, conosciuti abbiamo cenato insieme con una pizza non proprio buonissima, stremati e stanchi, ma felici e fiduciosi.
Grazie amici, grazie Guacamole (soci della Corte Dalì) di costruire infiniti acchiappasogni insieme a me e di stimolare la mia parte più ridosa, propositiva.

E le domande di stamani trovano eco nella festa di San Michele e so che quello in cui credo ha valore e ne vale sempre la pena.

domenica 14 agosto 2016

Non tutto il male viene per (solo) nuocere

 Come si suol dire le disgrazie non vengono solo per nuocere. 
In questi giorni di ritiro besanese abbiamo finito di risistemare la camera delle bimbe, abbiamo finito di imbiancare e dato un nuovo assetto per bimbe "grandi", meno spazio ai giochi e più spazio a tavoli e scrittoi.
Sono venuti a trovarci i cugis con i quali abbiamo giocato, mangiato, ghignato, bevuto...
Ci siamo dedicati allo stare insieme, noi famiglia, nella rilassatezza, nella tranquillità.
E poi, non da ultimo, ho potuto vedere e sentire quanto amore c'è intorno a me. Una carissima amica ci presta la sua vettura nei prossimi giorni, così magari riusciamo ad organizzare meglio il recupero della puzzolona e facciamo qualche ultima piccola gita prima del mio rientro al lavoro e poi, ancora, i cugi ci presteranno la macchina per i primi giorni del rientro al lavoro. 
Così recuperiamo anche la twingo. 
Ho ricevuto messaggi di solidarietà ed amicizia, offerta di passaggi e compagnia.
Una profusione di affetto e sincera amicizia: non che avessi bisogno di "provarlo", ma tastare con mano tanta disponibilità per noi è senz'altro un bellissimo dono portato dalla sciagura di questi giorni.
E non lo penso solo in questa occasione, capita spesso che le persone mi portino un dono, un pensiero, un saluto che mi da un grande senso di riconoscimento, mi sento amata e questo mi fa pensare che forse riesco a portare qualcosa di buono agli altri. 
Non è così scontato riuscire a dare "qualcosa", senza entrare nel vuoto altruismo, riuscire ad essere qualcosa per gli altri, grazie a ciò che sei. 
E questo mi ripaga dell'infinito lavoro personale che faccio ormai da quasi 20 anni: psicodrammi, armonizzazione, psicomotricità, arte, costellazioni etc...
Qualcuno mi dice: ma non è mai abbastanza? 
No, è un esercizio continuo per cercare di tenere a bada l'Ego che tramuta tutto in tornaconto personale. 
Invece lo sforzo sta proprio nel cercare di incontrarsi tra anime... ed io ho in mente tante anime che incontro... (oltre alla mia amata famiglia): 
Sara, Daniele, Ivano, Goffredo, Daniela, Claudia, Diana, Mami, Eva, Davide... e tanti altri ancora, non posso elencarli tutti. 
Grazie a tutti, amici, parenti... amati tutti! 
Sono molto fortunata!

martedì 12 luglio 2016

Il regalo più grande...

Oggi è stato un lunedì molto intenso e lieto. 
Il rientro al lavoro (dopo il week end) è stato un pò duro, in estate è talmente facile e repentino dimenticare il lavoro. 
E' un periodo in cui si trotta mica da ridere, come tutte le estati, quando la scuola chiude i battenti, nel momento del meritato ristoro e della leggerezza estiva, noi "degli educativi" siamo in attività frenetica per preparare i servizi per il prossimo anno scolastico. 
Tra le altre cose nella mia città c'era vento di elezioni e sono avvenuti cambiamenti di direzione che necessitano di aggiustamenti o quantomeno di conoscenza reciproca. E quindi sono giorni di riunioni continue, aggiornamenti e rielaborazioni e, nel contempo, di organizzazione di servizi per oltre 1500 bambini. Mica un affare da poco.
E come dicevo, nonostante tutto questo, la leggerezza estiva, il caldo umido, la voglia di famiglia, la stanchezza (forse anche quella), fanno sì che nelle brevi pause lavorative io riesca a dimenticare completamente il lavoro.
Stamani, quindi, sono arrivata in ufficio come un alieno, stranita di ritrovarmi lì, quasi fosse uno scherzo burlone del destino, con la faccia plissettata dal cuscino e, già, una lieve umidità di sudore della fronte. Ho sempre questo pensiero che mi frulla, quando fa caldo bisognerebbe mettersi tutti d'accordo e indire un sacrosanto arimo lavorativo... prendiamocela più calma!
Invece no, la mattinata è partita al fulmicotone e, subito dopo il primo caffè orrido della macchinetta, sono cominciate riunioni, nuovi servizi, nuove tabelle, nuove mail... etc... e prima che io potessi accorgermene ero già oltre un'ora il tempo in cui sarei dovuta uscire! AH! Meglio così, quando non ti accorgi del tempo che passa il lavoro, alla fin fine non pesa.
Arrivo a casa e trovo le mie figliole già un pò agitate, infatti le abbiamo iscritte ad un mini corso di nuoto estivo ed oggi c'era la prima lezione. 
La prima cosa che mi hanno chiesto le bimbe quando sono entrata dalla porta è stata: "quando è ora di andare?"
Ho cercato di convincerle che mancava qualche ora e sono stramazzata sulla poltrona, morta di caldo nell'afa pomeridiana, e sono caduta in un sonno profondissimo, necessario per svuotare il cervello dalle ore del mattino e dallo schermo del pc. 
Un sonno interrotto più e più volte dalla stessa litanìa: "mamma, quando è ora di andare?"
Beh poi come spesso accade è arrivato un momento convulso in cui si cominciava a fare tardi, naturalmente le cuffie per la piscina hanno deciso di giocare a nascondino con noi, mettendoci un bel pò di tempo prima di farsi scovare, insieme ad altre due o tre cosine (la casa quando ci si mette è un pò burlona, nasconde gli oggetti e ti obbliga a far tardi proprio quando non volevi)... Ma ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti ad organizzare il nostro bel borsone, nella ricerca abbiamo trovato delle mie vecchie pinne e la piccolina, tutta ridente, le ha subito indossate facendo un buffo "clomp clomp" in cucina, le ho intimato di toglierle cercando di convincerla che non le sarebbero servite. Sono buffe le mie piccoline, vivono la vita in modo entusiasta e totale, ogni esperienza le invade completamente ed oggi, infatti, eravamo pronte a grandi "traversate" olimpiche, molto serie e decisamente agitate.
Siamo partiti in corsa, papà compreso, e siamo andati a prendere anche un'amica con il suo piccolino (altro iscritto al corso)... siamo anche riusciti, sempre correnti, sudanti, agitanti e ridenti, a passare in libreria a comprare un paio di libri (l'estate è un periodo meraviglioso per leggere): ho acchiappato al volo un libro per papà e uno per la piccolona (Pennac) e via di corsa verso la piscina.
I bambini emettevano gridolini e non stavano più nella pelle (nemmeno io). Senza indugi si sono preparati e li abbiamo accompagnati fino al muretto d'ingresso della piscina. E' arrivata un'istruttrice che ha fatto uno specie di appello (per i nuovi) ed è stato bellissimo vedere le mie piccolotte fare un passo deciso in avanti quando sono state chiamate (e il cuore di mamma si è ingrossato di orgoglio e commozione)... non ho potuto farne a meno... ho chiamato le istruttrici per dir loro... non so neanch'io cosa, qualcosa di insensato, che sanno mettere la testa sotto, ma che... non so cos'altro, credo forse solo che volessi dire loro... sono le mie bimbe... mi raccomando occupatevene... e infatti le istruttrici mi hanno preso subito in giro: "non si preoccupi signora, vediamo come va e poi le portiamo al largo nel lago"... spiritose! Mi sono sentita la solita chioccia e correndo come un furetto sono uscita per andare a gustarmele tutte dal vetro.
Mi sentivo una bambina! Ero felice, orgogliosa, divertita, fiera... come erano belle le mie figliole... tutte saltellanti, tutte serie ad ascoltare la maestra di nuoto, ad eseguire le consegne, intente e felici. Tre idioti: io, Cristian e la nostra amica, lì a guardare ogni istante del corso... (comprensivo di qualche bella foto) ma come rinunciare alla gioia immensa delle mie figlie?
 Il regalo più grande...
E' durato poco (50 minuti) ma a me, e soprattutto a loro, è sembrato brevissimo, sono corsa a riprenderle al muretto, e sono arrivate, incuffiate, in accappatoio, tutte fiere ed esaltate... e siamo andate a fare tutte quelle cose da corso di nuoto (la doccia). 
La piccolina si informava su quale fosse il nostro camerino e le ho accontentate, le ho lasciate fare da sole, si sono asciugate (più o meno) e vestite dentro il bugigattolo, abbiamo comprato una simpatica magliettina griffata con il logo del corso e poi siamo andati a festeggiare dai nostri amici con una bellissima apericena.
 Birra, aranciata e leccornie di ogni genere, una giornata memorabile... coronata dalla condiscendenza degli angeli, sì perchè è arrivato un fragoroso e ventoso temporale che ha portato con sè un doppio arcobaleno scintillante... una gioia infinita, un arco completo, sfumature di colori ineguagliabili ed eravamo estasiati tutti e sette, adulti e bambini, a cercare di rimirarlo tutto, a immaginare il pentolone d'oro alla fine... non ricordo di aver mai visto un arco così perfetto... grazie cielo di aver baciato questa bella giornata... 
e tornando a casa le mie bimbe mi hanno detto che terranno la maglietta per sempre e alla mia obiezione che diventeranno piccole mi hanno semplicemente  risposto che le terranno per i loro figli e i loro nipoti... 
Il regalo più grande... la gioia delle mie figlie!

domenica 3 luglio 2016

Vacanze deliziose a Bonassola

Domenica passata tra bucato, rassetto e galleggiamento prima della ripresa del lavoro. 
Io e le bambine siamo andate al mare una settimanella e sono state giornate piene, deliziose, divertenti, faticose, ridenti e nutrienti.
Siamo andati a trovare degli amici a Bonassola, in Liguria, siamo state accolte, abbracciate e coccolate da questa bella famigliola che si è fatta in quattro per farci sentire bene e mostrarci i luoghi che loro conoscono tanto bene. 
E il mio primo pensiero, finite le vacanze, è di immensa dolcezza e gratitudine: per la possibilità ricevuta, per le ore liete, per i luoghi meravigliosi, per lo spettacolo della natura, per l'amicizia e la condivisione, per gli spunti di pensiero e per la gioia immensa delle mie bambine.
La nostra avventura è cominciata con un bel viaggio in treno, le bimbe non lo avevano mai preso, cariche di zaini, zainetti, borsette e valigia siamo state accompagnate dalla gentilissima zia Diana in Centrale a Milano, dove smarrite e un pò intimidite le bimbe si guardavano in giro, la grandona soffriva di un pò d'ansia, temeva di perdere il treno... e mentre mi orientavo sul binario un treno ha sbuffato forte, è stato molto buffo, le bimbe hanno fatto un balzo di spavento e si sono precipitate tra le mie braccia temendo di chissà quale oscuro e sconosciuto pericolo. Le ho rassicurate ridendo e ci siamo precipitate nel nostro binario, issato la valigia, trovato l'abitacolo e sistemate per benino. 
C'era grande agitazione, ai primi movimenti del treno le bimbe erano esaltate, guardavano con occhi grandi e sorridenti l'inizio di questa bella avventura. Man mano però le piccine non hanno apprezzato i grossi sferragliamenti e lo stridere acuto dei freni, sembravano i lamenti di uno strano dinosauro meccanico che correva sferragliando, ma siamo riuscite tra spuntini, tramezzini, letture e passatempi a passare felicemente le nostre tre ore di treno.
Arrivate a destinazione c'erano i nostri amici sorridenti ad accoglierci e la bella vacanza è cominciata tra tuffi, bagni, focacce, giochi, passeggiate, mulattiere (tipiche delle cinque terre), birre, manicaretti, chiacchierate, risate, cocco, crema solare, venditori di spiaggia e tanta amicizia.
Il mare grosso ha sbatacchiato le mie bimbe sui sassi frullandole per bene, ma anche facendole ridere forte e riempiendole di gioia. Il mare fresco e schiumoso ha accarezzato dolcemente le mie piccole ed è stato un vero toccasana lasciarsi l'inverno alle spalle tra scottature date dal sole rovente e dalle grattugiate della ghiaietta, dal sudore delle salite impervie, dalla brezza fresca e dalle ginestre scintillanti e dai mille fiori che incorniciavano i nostri cammini. 
Abbiamo incontrato piccoli animaletti, visitato luoghi vecchi e nuovi, ci siamo abbuffate di focaccia e di pesto prelibato,  
abbiamo comprato regalini e ricordini, abbiamo fatto scorta per l'inverno. Volevo fare un piccolo inciso sul pesto... beh siamo tutti dei dilettanti, mai nessun pesto assaggiato nella mia vita può eguagliare la delizia del palato che è il pesto ligure: delicato, saporito, fresco, cremoso... ineguagliabile.
Grazie cari amici, grazie mare, grazie per questo ricordo indelebile per me e le mie piccole... grazie di essere così speciali e generosi Attilio, Eva e Martino e Annamaria.

mercoledì 30 marzo 2016

Salute a tutti...

Martedì sera, quasi mercoledì... i miei 4 giorni e mezzo di vacanza si concludono inesorabilmente. 
Mi sono riposata però. 
Non ho pensato a nulla di nulla di nulla. 
Non ho progettato nuove attività per la Corte Dalì, non ho studiato, non ho pensato al lavoro (ho un lavoro?), non ho scritto nulla, non ho lavorato a maglia, non ho fatto retrospettiva, non ho sentito nessuno, non ho fatto gite... 
In realtà non sono stati propriamente giorni rilassanti, perchè comunque ho saltellato tra banchetti e libagioni (molte autoprodotte) all'insegna di famiglia e cari (fraterni) amici. 
Quindi ho cucinato, cucinato, cucinato, brindato, assaporato, mescolato, tagliuzzato, chiacchierato, riso, giocato, stemperato, lavato, grigliato, ancora brindato, fumato, ascoltato. 
Due memorabili pomeriggi con i cugi, dove ho riso fino al dolor di ganasce, dove siamo rimbalzati da un gioco a una poltrona, da uno spuntino a una risata, da una chiacchiera semiseria a una risata alle lacrime, da una pietanza nel forno a giochi in compagnia di grandi e piccini. 
Ecco, le vacanze sono trascorse velocissime, è già quasi ora di andare a letto, di ricominciare con il tran tran: ufficio, commissioni, appuntamenti, colloqui... ma sono rinata. Ho fatto il pieno di eterico e vitalità, mi sono corroborata dell'affetto, dei bacetti delle mie piccole, dei pisolini con il cane Pepe, della facciona baffuta di Cristian, di cibo gustoso, di vino buono e fratelli di sempre (veri e acquisiti), ci voleva. 
La primavera è sempre un nuovo inizio ed ora ce la posso fare, non vedo l'ora di ricominciare a correre, più viva e in forze che mai. Salute a tutti!

domenica 20 marzo 2016

Immensa gratitudine

E poi succede. 
la primavera arriva, sempre, nonostante tutto. 
Ed io posso dire che oggi, per me, è arrivata radiosa, dolce, incantevole, piena di energia e di gioia.
Erano giorni che ero affaticata, un pò triste... mi aggiravo in corsa per la provincia, rincorrendomi nelle mie mille vicende e, solo ieri, cogliendo il dolce bacio delle magnolie pronte a sbocciare, mi sono detta che ero triste e, per pochi istanti, nel breve tragitto in macchina che mi mancava, ho pianto un pò, malinconicamente... ma poi già mi sono ritrovata a dipingere con la maestra Letizia alla Corte Dalì, parlando dell'atmosfera di Pasqua che porta, con sè, queste forze di redenzione, di perdono, di fratellanza. 
Concentrata nella mia pittura mi sono come ricomposta in me stessa, ricominciando a "credere" fortemente in quello che sto facendo... che è questo anelito grande di mettere insieme, di costruire qualcosa insieme ad altre persone, di fare arte... nel modo più ampio possibile, mettendo insieme degli umani che credono, davvero, che il mondo è un posto meraviglioso.
E poi oggi è avvenuta la magia... oggi grande festa alla Corte Dalì, la festa di primavera. 
La Corte si è trasformata come sempre, ha aperto le sue porte con calore, per accogliere gli amici, i bambini, le persone che con immenso amore hanno portato luce e arte in questa primavera nascente e in questi miei giorni difficili.
Grazie amici, grazie Guacamole, grazie parenti, grazie cugini, grazie fratelli di avventura e soci di progetti. Grazie ai genitori della scuola delle mie figlie, a chi ha cantato, sbucciato, lavato, corso, bevuto, cucito, amato, decorato, rassettato, sorriso, partecipato, mangiato, creduto, spremuto, centrifugato, brindato, sgridato, rincorso, preparato, compreso, ascoltato, applaudito, caricato e scaricato, voluto, sentito, pensato...
Grazie perchè la forza della fratellanza e dell'arte sociale è nello stare insieme, grazie al cielo che ci ha donato una splendida giornata di sole e un azzurro che avvolgeva. 
La primavera è arrivata... 

mercoledì 16 marzo 2016

Maledetta psicosomatica

Ci risiamo, è bastato un attimo di distrazione, un momento di abbassamento energetico e TRAC la faringite o tracheite o sinusite, o quello che diavolo è, mi ha colpito come un pugno sulla testa. 
Devo ammettere che sicuramente anche questa gelida, nevosa, ululante Primavera (sì perchè nel parcheggio sotto casa il vento ulula come tra i ghiacci della germanica Foresta Nera) ha contribuito con forza. Come so perfettamente, ci sono sempre delle cause meccaniche perchè i fatti avvengano (e in questo caso è questo gelo primaverile), ma il fatto è un altro: in questi giorni  relazionalmente mi sono incrociata con "dei" miei soliti intoppi personali, nelle mie ferite ancestrali, nel mio bisogno di conferme e nel contempo nella disconferma di me. 
Non è proprio così, semplicemente accade che le persone SONO quello che SONO... ma è come vivo io le vicende che fa la differenza! E saperlo non aiuta! Per niente! A volte un po' di seccatura, un bell'assestato (o più d'uno) vaffa... possono risistemare rosponi di traverso meglio di tante menate personali. Purtroppo (o meno male) quando cerchi di essere onesto con te stesso e SAI che gli altri non c'entrano nulla, che sei tu che hai dei vissuti piuttosto che altri, che quella data vicenda ti suscita quell'emozione a te... ma non è una realtà oggettiva (soprattutto dell'altro con cui ti relazioni)... beh quando davvero vivi così... con chi te la prendi? Chi mandi a quel paese? Io personalmente comincio ad arrovellarmi, a torcermi (metaforicamente) su me stessa, a rigirarmi il sentire tra le mani, nei capelli, nelle viscere, nelle pietanze, nei tragitti in macchina, nelle attività, nelle sincronicità, nei dialoghi, nella doccia... mi intesso di quella sensazione e me la rimugino e rimastico e riingoio (come una mucca) fino a quando non riesco in qualche modo a metabolizzarla davvero!
Alcuni rospi sono più indigesti di altri (e ad ognuno il suo). Quando queste indigeste sensazioni relazionali mi invadono succede che mi ammalo! E qui vorrebbe tanto scattare il vaffa... Ho sentito arrivare quella sensazione sgradevole in fondo alla gola... ho cercato di ignorarla, di dormire un pò di più, ma stasera sono mezza afona, ammaccata e più afflitta che mai! Va bene! Va bene mi conosco... prima accetto la situazione prima uscirò da questa situazione! Per quanto conosca tutti questi meccanismi, per quanto io possa lavorare su di me e le mie zone erronee, nei momenti di debolezza mi colpisco alla gola! 
E' una vecchia storia, praticamente mia coetanea: sono stata una bambina con tonsilliti impegnative che mi hanno portato ad una bella asportazione delle tonsille (lasciando quindi una voragine nelle difese), sono stata operata di polipi alle corde vocali e periodicamente, prima bronchiti, poi laringiti, poi sinusiti, poi faringiti, nel corso degli anni mi sono potuta riconoscere questo "punto debole"... oppure possiamo dire semplicemente che questo è il mio ingresso del sentire, è come un campanello d'allarme che mi dice sempre... eccoti, sei lì, dove ti duole, sei nella tua parte fragile, dove ti senti smarrita e sola, irrazionale e desiderosa di sicurezza! 
AH! 
Non mi è mai piaciuto sentirmi così, sono una persona resistente, forte, determinata, ce la faccio sempre, anche quando vado avanti sui gomiti, sono ottimista, sono pronta a cercare e trovare soluzioni... O forse è come mi vedono gli altri? O forse è come vorrei essere? O forse è come mi mostro? O forse... e credo sia l'ipotesi più vera, ci sono zone dell'anima dove cado rovinosamente, dove mi sbuccio, dove prendo una musata forte e vorrei solo ascoltare musica struggente in macchina e piangere infinitamente viaggiando senza meta! Non lo faccio più, da quando sono mamma, da quando ho sempre fretta di tornare dalle mie piccoline non appena finisco le mie attività, dove non c'è tempo per godersi pienamente le proprie tristezze o malinconie. E allora puntuale la psicosomatica fa capolino e mi ammalo! Vaffan.......maledetto Murphy... ma so anche che quando son qui vuol dire che il rospo è in fase di metabolizzazione... passerà, un pò di pazienza!



martedì 8 marzo 2016

E' sempre bello ricevere dei fiori...

Ecco, sono una di quelle donne che non amano particolarmente la festa della donna. Perchè? Non per il vecchio adagio che bisogna festeggiare  365 giorni l'anno, non perchè mi indigno per il fatto che ci siamo dimenticati dei fatti storici che ricordano questa festa, non perchè le carriere ai vertici sono ancora oggi precluse alle donne, non perchè lo stipendio medio di una donna è sempre inferiore a quello di un uomo con pari lavoro, non perchè la donna deve scegliere tra famiglia e lavoro o impazzire inseguendo entrambi, non perchè la donna è ancora oggi vittima di indicibili violenze. 
No non è per tutte queste ragioni che non amo la festa della donna (anche se potrebbero essere ottime ragioni). 
Non amo uscire l'otto marzo perchè i locali sono pieni di donne urlanti, impomatate, forzatamente su di giri, con aspettative speciali... e i gruppi di "provoloni" uomini che si aggirano come mosconi alla ricerca di prede alticce sono terribili... 
Eppure le donne sono belle, me ne vengono in mente tante (me compresa): isteriche di fronte ad un insetto, perdono dignità trasformandosi in esseri urlanti e tremanti; inette e sconsolate di fronte ai dannati mezzi meccanici che, traditori, smettono (chissà perchè) di funzionare; riflessive e meditabonde sui pasti dei propri cari; gelose e spaventate quando una giovane ragazza entra nel raggio d'azione del proprio compagno; insicure e timorose indossando un nuovo abito davanti ad uno specchio; spaventate e curiose sui dolori del parto; ostinate e irragionevoli nelle loro logiche del cuore; laboriose e attente a quel particolare, proprio quello che corrisponde alla persone che hanno di fronte; argute e veloci nel comprendere che bisogna cambiare argomento e salvare il salvabile; intimiste e consapevoli di avere un'interiorità; curiose e pronte a buttarsi nella tempesta; fiere e piene di coraggio per difendere i propri cuccioli; pronte a correre in soccorso dell'amica, della sorella, dell'altra donna.
Questo dovrebbe celebrare la festa della donna, questo e molto ancora dell'universo femminile, così sfaccettato, così colorato, così nella sensazione, così sornione, così illogico, così... 
Conosco tante donne, tutte belle, speciali, uniche, amiche auguri a tutte voi e decido fermamente che AMO la festa della donna... perchè me lo ricordo sempre, ogni anno, e amo regalare la mimosa, alle mie bimbe, alle donne che incontro e ogni occasione è buona per ricordarsi che siamo esseri d'amore (noi e anche gli uomini)... auguri a tutte.

E' così bello ricevere dei fiori 
e poi le mimose sono così dolci e profumate...

mercoledì 16 dicembre 2015

Corte in festa: Santa Lucia e la bellezza di esserci

Come sempre a dicembre  il tempo subisce una mutazione e la relatività diventa estremamente percepibile. Lo so, ne sono consapevole e aspetto il tempo che si trasforma in un precipitevolissimevolmente... eppure ogni anno mi coglie impreparata. Dicembre arriva carico di impegni ancor prima di esserci, pieno di riflessione e meditazione anche nel delirio, pieno di traffico caotico e indisciplinato, pieno di contatti e relazioni anche se si è soli, pieno di stelle e di cielo.Pieno!
In questa corsa sfrenata fermarsi un attimo a scrivere diventa indispensabile, diventa quel momento di retrospettiva di sè e del proprio agito che rende vere e durature le esperienze. 
Sono una persona che si butta a capofitto in innumerevoli attività, ho molti  e svariati interessi, ho molte responsabilità (verso le mie figlie... ma questo impegno lo condivido con tutte le mamme del mondo), ho un pensiero a domino che si rincorre e immagina e progetta.
Questo modo di essere a volte può fagocitare: me stessa, la vita, le relazioni, i ricordi, l'apprendimento... Solo quando mi soffermo e rielaboro alla fin fine anche fermo e registo... e in particolare stasera voglio fissare e sottolineare e annotare e pennellare e rivivere una serata bella e deliziosa, un momento di comunione e calore.
Domenica era la festa di Santa Lucia, la Corte Dalì ha organizzato un evento, un momento di incontro, di gusto, di cultura, di dolcezza, di amicizia, di creatività, di musica, di dialogo, di calore.
Già, il calore... Mi piace soffermarmi a pensare a quanto calore ho sentito in quella serata e i miei pensieri galoppano felici e pensano all'incontro, all'esserci vicini. 
Penso alla mia cara amica Eva che tanto si è prodigata, impegnata (come solo lei sa fare da perfezionista quale è) per realizzare un momento di manipolazione e gioco con materiali naturali. Una semplice decorazione per l'albero fatta con la cannella, ma così elegante e profumata. La rivedo china e dedicata alle persone, nel fare più che mai generosa con gli altri, con il mondo, con me. 
Quanto mi è piaciuto vedere il suo bimbo sorridente rincorrersi con la mia piccolina, amici...

E veloce il mio pensiero corre al viso di Ivano, all'amore che esprime, cauto, ad occhi chiusi, vero, generoso mentre canta, con una voce che a volte sembra non appartenergli, travestita, ingannata, sedotta dal desiderio di essere davvero egoista... eppure no quanto amore nel tuo cantare... nel tuo riempire la stanza con tutto te stesso e la tua voce.

E poi ancora tu amore mio, con la tua chitarra, con la tua passione per la musica... ricordo benissimo Cristian quando mi sono innamorata di te... e stavi accarezzando la tua chitarra e cantavi e sorridevi ed eri luce... ed oggi lì ancora per me, per tutti, per le nostre figlie, per l'arte sociale... insieme.

E poi quei due che insieme sanno realizzare atelier meravigliosi con i bambini, complici nel creare, ritagliare, incollare, accompagnare, spruzzare e tinteggiare mille magie riescono a fare Goffredo ed Elisa, e li penso mentre insieme corriamo affannati a pulire la Corte, organizzare gli spazi, bere una birra, ridere rumorosi e ritirarsi ritrosi. 

E poi Uvertour, Romano e la Diana con il loro delizioso vino biologico e biodinamico... non solo vino, un pensiero, una riflessione, un nettare... non solo ingurgitare ma assaporare, una presenza speciale, accogliente, elegante, ridente... la Diana... sempre presente, sempre bellissima, sempre con me ...

E poi la Claudia che mi vuole un sacco bene e corre come una trottola, una donna nella volontà, si spacca in quattro, si attiva, organizza e se solo vedesse da sè quanti talenti ha... mi sei mancata e sono stata felice quando sei arrivata, ti guardavo e ti ho trovato tanto bella, tanto...
Una Corte piena di amore, piena di voglia di stare insieme e ti guardo Daniela... che bella mamma sei, che bella bimba hai... e la guardo nel marsupio mentre lavorate e girate e partecipate... tu e la bimba "ridosa" che non aspetta altro che un accenno lieve per fare un grande sorriso... ed è merito del tuo amore, del vostro amore, tuo e di Marco...
E poi penso agli amici che non mancano mai... piccoli istanti rubati in una giornata rutilante... fare una rosa con Valentina, ridendo e scherzando, abbracciare Daniele mentre fumiamo una sigaretta, guardarci per un istante, profondamente con Michela, riconoscersi con Anna e sapere che cominceremo insieme a costruire percorsi d'arte, e nuovi arrivati e vecchie conoscenze e la cura del cibo e del buffet... quante immagini, quanti momenti che si rincorrono alla rinfusa nella mia mente. I bambini che corrono e giocano e Sara, cara Amica, ti aspettavo, e sei arrivata.
La Corte... un luogo vibrante, la nostra sede: vestita a festa, imbellettata per accogliere, per com-prendere, per offrire, per crescere. Gongolava guardando quanta vitalità, quanto amore, nello stare insieme. 
Più di una festa, più di una degustazione, più che laboratori, più ...
un momento vivente di arte sociale e questo mi fa sentire così bene, così serena... lo so che è dura, difficile, che tenere in piedi un'associazione comporta sacrifici, nessun vero guadagno, ma tanto lavoro... ma lì tutti insieme eravamo una comunione, una promessa mantenuta sulla bellezza dell'essere umano che sempre è capace di far ardere la propria scintilla divina. 
Ed ora sono qui che cerco di scrivere per quello che sono, non descrivo, non racconto, cerco di trasmettere il sentire, il colore dei momenti, i suoni dell'anima, le vibrazioni delle relazioni: è il mio stile ed è come un'istantanea su una giornata che è stata un trionfo dell'essere solidali l'uno con l'altro.
Grazie a voi, a tutti voi, anche a chi non ho nominato ma che ho nel mio cuore  

... grazie di correre insieme a me...

venerdì 4 dicembre 2015

Comunque ci credo, si io credo

Pensieri e pensieri, è tardi sono molto stanca, dovrei dormire, ma sento di dovere qualcosa a me stessa, sento che sto percorrendo un sentiero finalmente chiaro, almeno per me, almeno lo spero. Ma infine non è così importante cosa è chiaro, cosa è vero... sono giorni mordenti in cui corro e gioco come un funambolo senza rete e a volte precipito, sì mi faccio male ma alla fine è quello che vado cercando. Sbattere, frantumarmi, inchiodarmi, destreggiarmi, per poi riconoscermi e ritrovarmi e rinnovarmi.
Sono giorni importanti dove cerco di mettermi in contatto con la parte più ferita di me, con il mio "corpo di dolore" e il mondo intorno a me semplicemente mi assiste in questo mio peregrinare tra le ombre e le mie incongruenze.
Oggi abbiamo parlato di Avvento di silenzio e di pace... abbiamo parlato di Babbo Natale e di Gesù bambino, e alla domanda aspettata, consueta e dissacrante "ma esiste?" io riporto il mio sentire a quando ero bambina, alla grande forza del desiderio, dell'attendere, del sentire che quella luce c'è ed è di tutti. Certo che esistono, come potremmo noi esistere senza lo Spirito del Natale, saremmo pietre e nulla sarebbe più costruibile. Certo che esistono perchè ogni anno le mie bimbe li aspettano, perchè ognuno spera e vuole che esista anche il giorno di Domani. Io ci credo
Ed oggi la Corte Dalì era piena di bambini, di giovani mamme, di scambio, di amicizia e tanto altro, in armonia, nel desiderio. E c'era molto calore e le risa di bimbi che riempiono la stanza, il cuore e l'anima.
E stasera mi sono sentita sola, mi sono sentita lasciata da un compagno di viaggio, da un sogno di condivisione, da un percorrere insieme ed un sapore amaro e ineluttabile insieme mi ha svuotato e riportato profondamente in me. Mille fiori nascono ogni giorno e sanno opporsi alla durezza della strada e mille attimi di amicizia, complicità e speranza si dissolvono come polvere sulle idee. Ma io ci credo lo stesso. Io credo che gli uomini siano tutti fratelli, io credo che c'è sempre una scappattoia, io credo che un domani ci sarà. Non vorrei perdere chi mi sta vicino e neanche chi è lontano e spero possiate sempre far coincidere la voglia di scappare con la voglia di restare e restituire al mondo quella chiave che tante porte apre che è quella dell'amore. Ed io ci credo, io credo che si possa costruire l'arte sociale, io credo che la dedizione e la valutazione di intenti possano restituire al mondo la grande saggezza della magia. Sono fragile, sono inappropriata e nella solitudine mi dibatto ma so che tutto scorre e voglio credere fermamente, anche per chi se ne va e nega l'altro. Non dovevi andare, dovevi restare e parlare con me, ma non importa io ci credo  al progetto di fare cultura, di far il buono, il bello e il vero. E so che non sono sola... anche se a volte ci si sente soli, quando qualcuno non ti riconosce più... comunque io credo.

venerdì 25 luglio 2014

Guacamole


Devo ammettere, mio malgrado, che in questa estate fresca, bruna e piovosa si incontrano degli spettacoli meravigliosi, cieli inaspettati e variegati, con profondi e intensi toni di indaco e violetto... segno di una nuova era... 

il contrasto tra questa volta celeste burrascosa e la lussureggiante vegetazione crea una danza di linfa e di vento, di lampi e fronde. 
Il verde ci inonda in tutte le sue sfumature e gradazioni, l'umidità ci accompagna e sembra di essere sospesi... 
Sì certo come tutti sono un pò delusa e come in attesa dell'atteso caldo, dei cieli grandi, della luce scintillante, dello sciogliersi nell'espansione stagionale... certo tutto ciò manca, ma non si può dire che è una brutta estate, è singolare, interessante, speciale. 
Questa pioggia quotidiana, questo incalzare dei boschi e dei prati, questi cirri imperiosi, un estate che rimane impressa, che racconta di una riflessività persino nel momento di maggiore apertura all'esterno.

In tutto questo scenario vivo un periodo ancora intenso di attività varia e ripetuto incontro. 
Sicuramente i ritmi sono un pochino più lenti e questo mi permette di godermi un pò di più i percorsi e i processi.

Questa è l'estate dell'incontro, dell'arte sociale, dell'esserci insieme, dell'affettività, delle progettualità, dei sodalizi, delle promesse, dello sperimentarsi, del concentrarsi, dell'esserci: 
pronti ad un grande salto nel prossimo autunno... 
pronti a giocarsi un "fare cultura" insieme a persone affini e quindi partecipare come è possibile all'anelito rivoluzionario di vivere in una società dove è prioritario il sentire, il condividere e la relazione con l'altro da me. 
Una società che ha come missione la cura e la devozione per l'infanzia, che cerca la magia del contatto, della fratellanza reciproca attraverso una sensata solidarietà prima fra tutti alla vita stessa.

E questo significante è dato dall'incontrasi di persone e dall'instaurarsi di progetti condivisi e in questi giorni mi accorgo di imparare sempre di più a riconoscere le piccole sfumature di persone già conosciute ma nel convivio e nella compartecipazione penso alle risate, al giocare, al raccogliersi, scambiarsi, sorridersi, di mangiare guacamole ridendo felicemente...
Sentire con estrema sicurezza di essere reciprocamente accolti, voluti, scelti e quindi "amabilmente tollerati" ognuno per le proprie inevitabili ruvidezze. Persone che ho imparato a conoscere e amare.

E poi tante persone nuove, nuove relazioni, nuovi incontri e prospettive e progettando ingordamente tra "bambini in festa" e "Festival della creatività" e seminario di biografia... mi accorgo che l'autunno mi aspetta gioioso e ricco.... e mi lecco le dita... che gioia...
Mi sento infinitamente viva

martedì 3 dicembre 2013

Con -Passione

Ho avuto bisogno di due giorni per depositare il turbinio di quest'ultimo periodo, la necessità di riposare e rievocare soffusamente gli eventi, le azioni, le relazioni, le sensazioni... 
Domenica c'è stato il consueto Bazar natalizio della scuola delle mie bimbe: l'estenuante corsa e la succulenta festa come sempre mi hanno sfiancato.
Quest'anno eravamo uno squadrone a coordinare questo immenso processo evolutivo che è l'arte sociale... ovvero la capacità di interagire con arte... S.Francesco D'Assisi dice: "chi lavora con le mani è un operaio, chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con le mani, la mente e il cuore è un artista"... senza entrare nel giudizio di merito tra operaio, artigiano o artista, è interessante pensare all'arte come ad un insieme coeso delle parti di sè: pensare, sentire e volere.
Quindi l'arte sociale si può sentirla come un esserci tra persone con tutti i se stessi di ognuno. Uao... 
C'è ancora un gran cammino per tutti ma questo squadrone organizzativo di cui parlavo è riuscito nella e attraverso la diversità di ognuno a condividere una bellissima giornata di festa. E sono tante le immagini che affiorano alla rinfusa nella mia mente: l'incantevole decorazione su ogni porta, delicata ed efficace... e bellissime mamme e amiche devote nell'intrecciare, incollare, adornare, progettare, appiccicare, creare per ore e ore e ore... 
insieme poi la collaborazione di tante mamme nel preparare i cartelli, le indicazioni, i menù... il guscio, l'abbraccio esterno del nostro bazar.
 Grazie davvero...
La fragranza di quelle pagnotte dorate, offrire il pane è come offrire la vita... il sole... il nutrimento, quelle pagnotte impastate e accudite dai papà. grazie ancora...
L'artigianato delle mamme, la compagnia dell'ago... è come una piccola fiaba sempre a lieto fine: lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo e quella credenza è sempre vuota, pochi manufatti, l'ansia di non aver nulla di bello da offrire. ...e, come ogni volta accade, negli ultimi giorni sembra un brulicare di folletti che arrivano e sbucano da ogni direzione, compaiono nuovi nanetti, presepi, scaldotti di ciliegio, angeli e piccoli animali in lana, le bambole, la cartella, re magi e sacchetti, casette e ghirlande... tutto arriva dalle tante mani laboriose di tutte le mamme ed è una cascata d'amore... e quanta gioia nell'offrirle al nostro bazar... infinitamente grazie...
...il coro: per un attimo in contatto con la voce degli angeli... un momento di estrema commozione e di immensa riconoscenza per quel fremito che le voci hanno saputo dare alla mia anima e quella dei miei cari...
Una caffetteria strepitosa: offriva squisitezze di ogni tipo, cioccolata calda, tisana, caffè, orzo... e biscotti, dolcetti, torte, focaccia, tutti cucinati con amore e raffinatezza, mamme sorridenti e stoiche per un giorno intero nell'offrire ristoro in un momento di pausa o di golosità, uno spazio dove conversare, dove incontrare... grazie...
e infinite grazie a chi ha scaricato, montato e spostato e rispostato e spostato ancora e un'altra volta ancora i tendoni per il buffet... 
il buffet necessita di un momento di silenzio... negli anni abbiamo imparato dall'esperienza e con la sapiente guida di persone esperte abbiamo portato raffinatezza e qualità gastronomica al nostro stand: le sfiziose e rustiche pane e panelle, il falafel e le cremine saporite, il riso dal discreto sapore indiano, le lasagne fumanti alle verdure, torte salate e pizza e un delizioso vino biodinamico... e si rincorrono i miei ricordi di amici che sbucciano, affettano, mescolano, infornano, mondano, spolverano, tagliuzzano, frollano, impastano... sorridono... sempre. Impagabili... istanti di convivialità indimenticabili: di fronte a un piatto di pasta piccante al ristorante in un momento di chiacchiere, ristoro e amicizia, in una caffetteria super impiastricciata di aghi di pino, stoffe, tovaglie... a brindare felici addentando una squacquera pizza nel cartone... e una lasagna in piedi in cucina ridendo felice  con Veronica... e un pane e panella dietro le quinte fatto assaggiare a tanti amici... guardandoci ridenti... 
e incontrare delle amiche.. i loro sguardi, il loro sentire, aver voglia di abbracciare chi è presente e correre insieme a me anche se è un momento difficile e faticoso... 
La sorpresa del mercatino dell'usato, mi sono girata un attimo ed ecco lì pronto uno spazio curato, pensato, accogliente e saper ridonare vita a un oggetto "sperduto" è un fantastico regalo per la natura, per i nostri figli e il nostro futuro.
La corsa sfrenata a cercare i fondi per pagare le spese di questo bazar, per portare a casa un risultato netto, che porti un bel respiro che sia l'avvio di tante attività insieme, di Gruppi d'Acquisto che sostengano le famiglie e la scuola... e penso alle corse con le cassette di frutta, i sacchi di lana, le borse con plastica, bollitore e sapone, i colori, la cera, i libri, .... le mie soce... le mie amiche...
e la magia per i nostri bimbi per opera di consuete fate e affabili folletti offrendo loro l'atmosfera del teatrino, la gioia ridente della pesca miracolosa, la creatività nel realizzare prodotti artistici, la laboriosità nel lavorare il legno, la pazienza nel veder crescere una candela... emozioni e corse e risate dei nostri amati figli tutti quanti...
In quell'aula dove tutti insieme si trovavano i lavori di tanti amici e genitori e maestri... c'era l'incanto, si poteva annusare la sensazione... l'amore, il sentimento... mani che intrecciano con passione le corone d'avvento, mani che con cura danno vita e sostanza alle bambole di miglio e lavanda, a personaggi incantati o sacri, alla natura e alla stagione, casette di gnomi e sacre famiglie, legno profumato e levigato, giochi pensati con amore e devozione. Offrire una sensazione è quanto di più bello si possa sperare... 
Un sovraffollamento di immagini, di ricordi, di emozioni.
Allestisci, spazza, pulisci, riordina, incolla, smonta, verifica, chiacchiera, brinda, abbraccia, corri, guardarsi negli occhi, ridi... 
Con - Passione ... tanta...
 grazie a chi è sempre con me, a chi corre felice anche nella fatica ma, soprattutto, nell'amore.