...curioso nel mondo!!!


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I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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giovedì 23 febbraio 2017

Sai davvero desiderare?

In questi giorni mi è capitato più volte di dire a persone diverse (sul lavoro, personalmente, in Corte):
Beh ma se non chiedi come pensi che possa arrivare una risposta?
Questo è un approccio decisamente "femminile", perchè le donne, in genere, pretendono che gli altri comprendano i loro stati d'animo e i loro desideri e che rispondano ad essi in modo adeguato automaticamente. Le donne dicono (e ne faccio parte anch'io ovviamente) e ribadiscono che se devono chiederlo tanto vale, che non è lo stesso... e cose del genere.
Ecco vorrei pentirmi di tutto ciò ed esercitare sempre più la facoltà di CHIEDERE quello che voglio, senza tanti giri di parole, senza nascondersi dietro a dei fuscelli, senza pretendere una risposta affermativa. Esprimere chiaramente e sinceramente quello che si sente e si desidera non ci mette in una posizione di debolezza, non ci espone alla delusione, non riduce il valore di ciò che chiediamo, semplicemente abbiamo maggiori possibilità di ottenerlo e di essere più felici.
Non che basti chiedere per ottenere quello che vogliamo, ma almeno possiamo opporci, arrabbiarci, deluderci, arrovellarci, intristirci per qualcosa di vero e non per una mera dietrologia o un'eterna e imponderabile attesa degna dell'orizzonte del Deserto dei Tartari.
Indipendentemente da queste affermazioni abbastanza banali, se vogliamo, quello che mi colpisce (come di consueto) è la risonanza di quanto accade.
Come mai mi ritrovo a dire ad altri sempre lo stesso concetto? 
Perchè mi riguarda ovvio...
E quindi?
Cosa non sto chiedendo e a chi?
E allora mi si illumina un altro pensiero... beh prima ancora di chiedere ad altri... forse dovremmo quotidianamente chiedere a noi stessi quali sono i nostri desideri... perchè se non sappiamo desiderare... beh non abbiamo accesso alla magia, alla realizzazione, a noi stessi.
Il voto, allora, che voglio fare con me stessa è proprio questo: ogni giorno reimpostare il focus sui miei desideri, sui sogni... perchè a volte si realizzano e neanche ce ne accorgiamo, perchè a volte cambiano e non lo sappiamo, perchè a volte ci procuriamo delusioni, aspettative e tradimenti... solo perchè guardiamo dalla parte sbagliata...
ci vorrebbe una scuola dei desideri... una scuola di magia, per donne ... ma anche per uomini... una scuola di sogni nel cassetto... di cassetti che si aprono...

martedì 13 settembre 2016

Sincronicità karmiche

No, non voglio lamentarmi, non voglio autocommiserarmi della vita in salita e della corsa ad ostacoli che ultimamente mi accompagna.

Come ho già spesso ribadito, ho scelto un tempo parziale, nel tanto "desiderato posto a tempo indeterminato" in un ente pubblico, per dedicare maggior tempo ed energie a quello in cui credo con tutto il cuore.
Forse quello che non ho mai detto è che ho posticipato questa scelta (come un assegno post- datato) perchè sapevo che al lavoro sarebbe stato un periodo duro e caotico.

Premesso tutto ciò, non posso fare a meno di soffermarmi sul fatto che, da quando ho preso questa decisione ed ho formalizzato la richiesta, sono accaduti due fatti molto interessanti (che sembrano non collegati ad una prima analisi):

1  il lavoro ha subito un'accelerazione senza precedenti, diventa difficile uscire dall'ufficio, quasi non si trova il tempo di espletare le funzioni di base (non so quanti pranzi abbiamo saltato io e i miei colleghi strettissimi).
2 sono sopraggiunte una serie infinita di calamità tecnologiche, e non solo, che ci hanno portato ad avere una vera e consistente penuria economica che ci ha costretto a contare le monetine per tirare gli ultimi dannati "fine mese". (oltre a chiedere qualche piccolo prestito ai più amati e fidati amici, che con grande cuore ci hanno accolto)

Il collegamento fra questi fatti mi sembra semplice: ma come, con tutto il lavoro che c'è, non ce la fai ad arrivare a fine mese, COME TI E' SALTATO IN MENTE  di ridurre le ore lavorative?

Ecco cosa intendo per sincronicità karmiche.
Ogni nostra azione nel mondo provoca un mutamento di energie e, molto spesso, le nostre stesse paure materializzano davanti a noi montagne insormontabili da temere e forze dell'ostacolo alla nostra determinazione.

Mi sono scoperta, in questi giorni, a meditare titubante e preoccupata sulla nostra situazione economica familiare, sugli impegni presi e il senso di responsabilità, sull'orgoglio per i miei compiti e la sensazione (soffocante) di non potermi allontanare.

Succede sempre così, quando ci autodeterminiamo, il cosmo burlone, ci presenta innumerevoli ostacoli, turbamenti, vincoli e difficoltà. 

Siamo sicuri di quello che facciamo?
Sappiamo veramente desiderare? 
A che cosa sappiamo rinunciare?
Davvero abbiamo fiducia in noi stessi e fede sulla provvidenza verso ciò che è fatto con amore?

No non sono sicura di niente, in verità, e muoio di paura!
Ma non mollo!
Riconosco la trappola, la tentazione di rimanere dentro il noto per paura dell'ignoto, di non lasciare il porto per non dover affrontare qualche inevitabile tempesta!

Ma non importa, questo non mi farà desistere e fremo felice all'idea di un nuovo cammino e adesso arranco con fiducia... perchè so per certo che quando la sincronicità si scatena e nascono grandi difficoltà
 ... allora siamo sulla strada giusta...
infine la fiducia in me stessa e la fede nella provvidenza li ho!


mercoledì 20 luglio 2016

Diamoci un taglio...

Estatissima, fa caldo e i giorni passano veloci e striscianti insieme.
Un'estate a tratti violenta, la cronaca riempie di immagini atroci e disumane i nostri vissuti, il cambiamento è necessario e la nullità d'essere ci trova accomodanti di fronte all'ennesima tragedia lobotomizzante dell'uomo, ovvero il gioco dei pokemon.
Anche  e invece è un'estate pregnante e presente, di preparazione e concentrazione, di cambiamento e nuovi arrivi, di chiusure e determinazioni.
Si è fatta attendere oltremodo questa estate, ma adesso i venti africani ci surriscaldano e rallentano, ci asciugano e ci chetano.
In questo clima e in questo sentire sono un pochino più assente: nelle relazioni, nelle attività. nella scrittura sociale, nello studio, nell'arte sociale. 
Il lavoro assorbe (ahimè) ancora potentemente il mio pensiero e le mie energie. Mi sveglio di buon ora al mattino e con calma e solitudine mi reco in ufficio. Questa credo sia la mia vacanza più significativa: alzarmi da sola, lavare solo me stessa, vestire solo me stessa, attardarmi nei pensieri sulla notte appena trascorsa e sul giorno che ha da venire, guardarmi allo specchio, ciondolare, non parlare, non avere espressioni del viso... semplicemente riattivarmi nel mondo. Infatti le bimbe e Cristian dormono ed io mi godo pienamente questa sorta di solitudine, questo incontro con il mio risveglio. 
Vado al bar a fare colazione, leggo il giornale, cerco di comunicare con il minor numero possibile di persone, insomma galleggio più che posso prima di arrivare al lavoro... dove poi vengo fagocitata da mille situazioni, pensieri, dialoghi, prospettive, problemi, mail.
E mi accorgo che in questo tempo rarefatto accade qualcosa, come una selezione naturale di certi stati, certi impegni, certe persone, certe priorità e mi ritrovo sempre più spesso a pensare che è ora di darci un taglio.

Diamo un taglio all'inutilità e alle false dipendenze;
diamo un taglio alla retorica e al dolore inscenato in foto costruite ad hoc per inorridire;
diamo un taglio alle false ventate di cambiamento, perchè la politica è politica e quella di oggi è tutta contaminata di falsi ideali e ancor più fittizie soluzioni, destra o sinistra che sia;
diamo un taglio alle amicizie stantie che ti trattano con noncuranza e ti lasciano attonita nei ripetuti e prevedibili bidoni affettivi, nelle non risposte, nelle non presenze, perchè alla fin fine sono meglio le assenze;
diamo un taglio alle lusinghe e alle false simpatie che mirano a carpire futili informazioni che sembrano segreti della CIA e sono solo normale amministrazione di piccoli uffici;
diamo un taglio alla formale cortesia per i vicini, troppo vicini, che di vicino hanno solo uno spazio geografico, ma che nella realtà vivono a circa una decina di galassie lontani da noi;
diamo un taglio alla paura dello straniero, perchè (per fortuna) la razza ariana non esiste e non è mai esistita, perchè i nazionalismi hanno perso spessore e si costruiscono sulla nazionale di calcio;
diamo un taglio alla risposta individuale ai bisogni e cerchiamo la cooperazione sociale, la solidarietà, la fratellanza, la comunanza;
diamoci un taglio... chiaro, netto, definitivo e ricominciamo a vivere: nell'armonia e nella pace.

E taglia qui e taglia lì, al supermercato mi hanno chiesto se volevo lo sconto per i pensionati. AH! Questo no! Sono corsa dal parrucchiere e ho dato un bel taglio ai capelli, un taglio che ricorda il passato e vuole futuro: voglia di rinnovamento, anche di apparenza (talvolta), di risoluzioni.

martedì 12 luglio 2016

Il regalo più grande...

Oggi è stato un lunedì molto intenso e lieto. 
Il rientro al lavoro (dopo il week end) è stato un pò duro, in estate è talmente facile e repentino dimenticare il lavoro. 
E' un periodo in cui si trotta mica da ridere, come tutte le estati, quando la scuola chiude i battenti, nel momento del meritato ristoro e della leggerezza estiva, noi "degli educativi" siamo in attività frenetica per preparare i servizi per il prossimo anno scolastico. 
Tra le altre cose nella mia città c'era vento di elezioni e sono avvenuti cambiamenti di direzione che necessitano di aggiustamenti o quantomeno di conoscenza reciproca. E quindi sono giorni di riunioni continue, aggiornamenti e rielaborazioni e, nel contempo, di organizzazione di servizi per oltre 1500 bambini. Mica un affare da poco.
E come dicevo, nonostante tutto questo, la leggerezza estiva, il caldo umido, la voglia di famiglia, la stanchezza (forse anche quella), fanno sì che nelle brevi pause lavorative io riesca a dimenticare completamente il lavoro.
Stamani, quindi, sono arrivata in ufficio come un alieno, stranita di ritrovarmi lì, quasi fosse uno scherzo burlone del destino, con la faccia plissettata dal cuscino e, già, una lieve umidità di sudore della fronte. Ho sempre questo pensiero che mi frulla, quando fa caldo bisognerebbe mettersi tutti d'accordo e indire un sacrosanto arimo lavorativo... prendiamocela più calma!
Invece no, la mattinata è partita al fulmicotone e, subito dopo il primo caffè orrido della macchinetta, sono cominciate riunioni, nuovi servizi, nuove tabelle, nuove mail... etc... e prima che io potessi accorgermene ero già oltre un'ora il tempo in cui sarei dovuta uscire! AH! Meglio così, quando non ti accorgi del tempo che passa il lavoro, alla fin fine non pesa.
Arrivo a casa e trovo le mie figliole già un pò agitate, infatti le abbiamo iscritte ad un mini corso di nuoto estivo ed oggi c'era la prima lezione. 
La prima cosa che mi hanno chiesto le bimbe quando sono entrata dalla porta è stata: "quando è ora di andare?"
Ho cercato di convincerle che mancava qualche ora e sono stramazzata sulla poltrona, morta di caldo nell'afa pomeridiana, e sono caduta in un sonno profondissimo, necessario per svuotare il cervello dalle ore del mattino e dallo schermo del pc. 
Un sonno interrotto più e più volte dalla stessa litanìa: "mamma, quando è ora di andare?"
Beh poi come spesso accade è arrivato un momento convulso in cui si cominciava a fare tardi, naturalmente le cuffie per la piscina hanno deciso di giocare a nascondino con noi, mettendoci un bel pò di tempo prima di farsi scovare, insieme ad altre due o tre cosine (la casa quando ci si mette è un pò burlona, nasconde gli oggetti e ti obbliga a far tardi proprio quando non volevi)... Ma ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti ad organizzare il nostro bel borsone, nella ricerca abbiamo trovato delle mie vecchie pinne e la piccolina, tutta ridente, le ha subito indossate facendo un buffo "clomp clomp" in cucina, le ho intimato di toglierle cercando di convincerla che non le sarebbero servite. Sono buffe le mie piccoline, vivono la vita in modo entusiasta e totale, ogni esperienza le invade completamente ed oggi, infatti, eravamo pronte a grandi "traversate" olimpiche, molto serie e decisamente agitate.
Siamo partiti in corsa, papà compreso, e siamo andati a prendere anche un'amica con il suo piccolino (altro iscritto al corso)... siamo anche riusciti, sempre correnti, sudanti, agitanti e ridenti, a passare in libreria a comprare un paio di libri (l'estate è un periodo meraviglioso per leggere): ho acchiappato al volo un libro per papà e uno per la piccolona (Pennac) e via di corsa verso la piscina.
I bambini emettevano gridolini e non stavano più nella pelle (nemmeno io). Senza indugi si sono preparati e li abbiamo accompagnati fino al muretto d'ingresso della piscina. E' arrivata un'istruttrice che ha fatto uno specie di appello (per i nuovi) ed è stato bellissimo vedere le mie piccolotte fare un passo deciso in avanti quando sono state chiamate (e il cuore di mamma si è ingrossato di orgoglio e commozione)... non ho potuto farne a meno... ho chiamato le istruttrici per dir loro... non so neanch'io cosa, qualcosa di insensato, che sanno mettere la testa sotto, ma che... non so cos'altro, credo forse solo che volessi dire loro... sono le mie bimbe... mi raccomando occupatevene... e infatti le istruttrici mi hanno preso subito in giro: "non si preoccupi signora, vediamo come va e poi le portiamo al largo nel lago"... spiritose! Mi sono sentita la solita chioccia e correndo come un furetto sono uscita per andare a gustarmele tutte dal vetro.
Mi sentivo una bambina! Ero felice, orgogliosa, divertita, fiera... come erano belle le mie figliole... tutte saltellanti, tutte serie ad ascoltare la maestra di nuoto, ad eseguire le consegne, intente e felici. Tre idioti: io, Cristian e la nostra amica, lì a guardare ogni istante del corso... (comprensivo di qualche bella foto) ma come rinunciare alla gioia immensa delle mie figlie?
 Il regalo più grande...
E' durato poco (50 minuti) ma a me, e soprattutto a loro, è sembrato brevissimo, sono corsa a riprenderle al muretto, e sono arrivate, incuffiate, in accappatoio, tutte fiere ed esaltate... e siamo andate a fare tutte quelle cose da corso di nuoto (la doccia). 
La piccolina si informava su quale fosse il nostro camerino e le ho accontentate, le ho lasciate fare da sole, si sono asciugate (più o meno) e vestite dentro il bugigattolo, abbiamo comprato una simpatica magliettina griffata con il logo del corso e poi siamo andati a festeggiare dai nostri amici con una bellissima apericena.
 Birra, aranciata e leccornie di ogni genere, una giornata memorabile... coronata dalla condiscendenza degli angeli, sì perchè è arrivato un fragoroso e ventoso temporale che ha portato con sè un doppio arcobaleno scintillante... una gioia infinita, un arco completo, sfumature di colori ineguagliabili ed eravamo estasiati tutti e sette, adulti e bambini, a cercare di rimirarlo tutto, a immaginare il pentolone d'oro alla fine... non ricordo di aver mai visto un arco così perfetto... grazie cielo di aver baciato questa bella giornata... 
e tornando a casa le mie bimbe mi hanno detto che terranno la maglietta per sempre e alla mia obiezione che diventeranno piccole mi hanno semplicemente  risposto che le terranno per i loro figli e i loro nipoti... 
Il regalo più grande... la gioia delle mie figlie!

venerdì 22 gennaio 2016

A scuola di magia...

 Giornate, serate, ore passate in Corte. Il mio studio, la casa dei Guacamole, un gruppo di amici, di sognatori di persone.
 È da quando ho cominciato il master in pedagogia clinica che ho cominciato a desiderare di aprire uno studio, di costruire, realizzare, riempire, abitare uno spazio dedicato allo stare insieme, al giocare, al danzare, al colorare, al sentire.

Ricordo come fosse ieri quando ho scelto di cominciare il master, di quando stavo cercando delle soluzioni al dolore della vita, delle persone.
Ricordo che trovai, “casualmente” il volantino di questo Istituto di Firenze ed oggi posso dire che me lo ha proprio mandato un angelo, quel volantino. Ero un essere diverso da oggi, razionale, piena di rancore verso la mia storia, arrabbiata, a tratti feroce, addolorata nell’esistere. E poi, piano piano, sperimentando su di me l’incontro con l’arte, con gli umani, con il sentire del cuore, con una pedagogia vera, non solo teorica, ho iniziato un lungo e lento percorso che ancora oggi non ho abbandonato. Sono un’altra persona oggi. Mi sono riconciliata con il senso del divino, con la mia religiosità ed ho scoperto che il mondo è un luogo meraviglioso dove sperimentarsi e incontrarsi. Non è stato facile, è stato doloroso, è stata una scoperta e sono felice di avercela fatta, di aver aperto il mio cuore al possibile.

Ricordo benissimo le settimane intensive di psicodramma, ribaltata e anche rincuorata, ho incontrato i mostri che abitavano la mia anima… li ho abbracciati e lievemente, ma sempre più sostanzialmente, si sono rimpiccioliti ed oggi quasi scomparsi. Sento ancora forte la sensazione di me stessa lungo l’Arno mentre sorseggiavo cognac, mentre piangevo e gridavo forte, mentre buttavo alle calme acque tonnellate di sofferenza ancestrale, guardavo le nutrie nuotare e rinascevo come una fenice.

Ricordo me stessa viaggiare supersonica tra le colline toscane mentre incrociavo e incocciavo in infiniti viaggiatori del mio cuore, in nuovi amici, fratelli, compagni, complici… e intanto qualcosa di me moriva… ma era giusto così, era l’unico modo per vivere ancora e pienamente.
Ricordo che ho disegnato, immaginato, sognato, desiderato il mio studio dove portare ad altri questa carezza per curare ferite e lenire dolori, ricordo che, esordiente nel mondo, finalmente libera, ho potuto incontrare l’amore della mia vita… sono arrivate le bambine e i progetti sono rallentati…

Ma oggi lo studio c’è e si chiama la Corte Dalì, la casa dell’arte sociale ed è completamente diverso da come lo avevo immaginato, più bello, più ricco, più caldo, più vero che mai… grazie al contributo di tutti… è arrivato senza che me ne accorgessi, fino a pochi mesi fa, quando d’un tratto mi sono resa conto: 
ho realizzato il mio sogno!
E questi mesi sono stati dedicati al pensiero, alla riflessione, alle elucubrazioni, alle retrospettive. 
Ho bisogno di un nuovo desiderio! 
Ecco cosa ho pensato in questi mesi, ed è stato facile, è bastato capirlo perché subito si formulasse, chiaro e preciso, nella mia mente, un nuovo ardente desiderio: aprire una scuola. 
In realtà è un vecchio desiderio, ma allora, quando lavoravo con i miei bambini del doposcuola, non sapevo che tipo di scuola avrei voluto aprire. Sapevo che volevo costruire qualcosa di diverso, un luogo dove i bambini fossero felici di trovare la loro strada, un’occasione per crescere, un mondo da scoprire… crescendo, soprattutto grazie alle mie figlie, ho capito che questa scuola esiste già, ed è la scuola Waldorf, dove le bambine ogni giorno corrono gioiose e desiderose di incontrare ed incontrarsi.


Quello che so oggi è che sono gli insegnanti e gli educatori che hanno bisogno di una scuola: una scuola del sentire, una scuola dell’arte maieutica, una scuola che sappia carezzare anche l’anima. 

E oggi qui in Corte è cominciato un progetto meraviglioso, ci siamo incontrati tra professionisti della pedagogia, ci siamo parlati, guardati, toccati, messi in gioco per intraprendere questo nuovo viaggio. Iniziamo, progettiamo e, a piccoli passi, timidamente, so che riusciremo, perché qualcosa ci accomuna: l’amore! L’amore per i processi, per i diritti di scegliere il modo e il tempo di apprendere, l’attenzione e la cura verso l’altro.
 Abbiamo dipinto insieme, una pittura sociale e ci siamo intrecciati con i nostri pennelli e i nostri colori per creare una nuova tessitura, una nuova avventura. Ecco che il mio desiderio comincia a prendere forma, sì un grande desiderio di arte sociale, di cammini, di proposte, di amicizie vecchie e nuove. 

Quanto è bella questa nostra capacità di desiderare… ed è solo una questione di immaginazione… del resto immagine e magia hanno una radice comune. 
Che gioia, grazie amici dei vostri doni di oggi ed auguro a tutti noi di fare una lunga strada! 
Del resto È una specie di magia 
…sì It's a kind of magic