...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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venerdì 9 marzo 2018

Origini o radici?


Nel laboratorio di scrittura creativa in Corte Dalì è nata un'interessante riflessione sulla differenza (se c'è) tra origini e radici. 
La prima distinzione che abbiamo fatto è stata quella di riconoscere che le origini sono la nostra provenienza e le radici sono il luogo dove ci troviamo adesso.
Per utilizzare delle immagini possiamo dire che se mi immagino come un albero le mie radici sono proprio dove mi sono ancorato, dove prendo nutrimento, dove svolgo pienamente la mia vita, dove prendo le forze per sviluppare un bel tronco forte e stabile che regga la pianta stessa. Dall'altra parte le origini di un albero possono essere ben distanti dalla pianta di partenza, i frutti di un albero possono essere portati lontano dal vento, da qualche animale, da casi fortuiti.
E' una differenza sottile, perchè questa certosina differenziazione? 
Riflettendo da sola e in gruppo mi sono soffermata volentieri, perchè anche questa sfumatura appartiene alla biografia di ognuno, perchè a volte rimanere ancorati alle origini non ci permette di sviluppare noi stessi pienamente,  se le nostre origini non sono forti e stabili passiamo una vita nel rimpianto, o anche solo nel languore, di non appartenere e magari costruiamo radici troppo rigide o non riusciamo a trovare mai il luogo che ci fa sentire a casa (perchè non siamo in grado di riconoscerla una casa).
Insomma la propria storia di partenza, la famiglia da cui proveniamo, il nostro passato determinano in qualche modo anche il flusso della nostra vita e credo che, indipendente da quale sia la giusta definizione o discriminazione tra questi due concetti, origine e radicamento, quello che è fondamentale è farvi  interiormente pace e comprendere consapevolmente chi siamo e da dove proveniamo, in un'ottica di progresso, nella ricerca di libertà individuale, scevra da irretimenti o copioni.
Certamente si possono fare delle importanti distinzioni in base all'età o all'evoluzione di ogni individuo: per un bambino e/o un ragazzo origini e radici coincidono totalmente. Crescendo però potrebbe essere sano, si riconoscere ed onorare da dove veniamo, ma anche scegliere di radicarci, di trovare casa, nutrimento, appartenenza in "luoghi" molto lontani da dove siamo venuti.
Questo pensiero potrebbe essere una riflessione molto utile per tutte quelle persone che hanno alle spalle una storia familiare infelice, un sentimento di abbandono o esclusione. 
Siamo liberi dalle nostre origini... non intendo che bisognerebbe dimenticarle, non sarebbe giusto, sarebbe come non accettarci fino in fondo, intendo, invece, che potremmo scegliere e riconoscere le radici interiori, dentro di noi, così che ci offrano la spinta alla crescita, il nutrimento terrestre e solare, la propensione al futuro e ai frutti. 
Non a caso si distinguono famiglia d'origine e  famiglia attuale. 
La radice è la capacità del seme di ancorarsi alla terra prima di germogliare... 
ed è una qualità che il seme ha intrinsecamente in se stesso.
E poi non posso fare a meno di soffermarmi ancora sull'importanza dell'incontro umano, perchè questi miei pensieri potrebbero essere inutili astrazioni, crivelli mentali dettati da un desiderio di precisione linguistica... invece nascono da un'esperienza condivisa con altre persone, nascono da vissuti e sono pensieri viventi, sono radici che si mettono nel mio cuore e ringrazio la vita di avermi offerto queste possibilità di giocare, di raccontare, di costruire momenti e pensieri insieme ad altre persone, fondando e radicando sempre più la mia crescita. Grazie

giovedì 23 novembre 2017

Il salotto delle Gatte


Così,
ci si incontra per caso...
e altrettanto per caso si comincia a vedersi.
E poi, inspiegabilmente, giorno dopo giorno, consuetudini e lievi intimità, grandi e gentili affetti, carezze con gli occhi, accettazione.
Come nascono le amicizie? 
Dalle grandi esaltazioni reciproche, dagli entusiasmi, dalle condivisioni, dalle affinità, dalle risate...
Non solo.
Nascono anche dai silenzi, dalle compresenze, dalle presenze, dalle continuità, dal comprendersi, dal conoscersi attimo per attimo.
Così è nato il salotto delle Gatte, da giorni vissuti insieme, facendo silenziosamente, aiutandosi reciprocamente, scaldandosi, accettandosi nei giorni buoni e in quelli meno buoni.
Un dono prezioso e delicato.
Così bello e tenero che ogni giorno di più è capace anche di donarsi agli altri ed è una dolce promessa per infiniti futuri: nostri, della  sorellanza, della capacità sociale, dell'arte sociale...ed è un sogno rosa...
anche se a noi gatte piace un sacco il nero!
Grazie

venerdì 17 novembre 2017

Laboratorio di Scrittura Creativa: da brivido!

E poi ci sono momenti che sento una così grande sintonia con il mondo, dove sento che il cosmo è lì a disposizione per ognuno, dove sento che le persone sono un tutt'uno.
Privilegio di un talento immaginativo che mi consente di donare, di condividere, sperimentare.
Ieri sera laboratorio di scrittura creativa in Corte Dalì: la ricerca di sè nel corso delle stagioni dell'anno ci sta portando a grandi e significative scoperte. Il gruppo è bello folto e variegato, generoso e aperto alla sperimentazione. 
Quest'anno c'è anche una bella presenza maschile che offre "forma" al sentire, spesso ridondante delle donne. Nel contempo, questi uomini, si lasciano contaminare dai vissuti e dalle emozioni, tipicamente intimistiche delle donne. Ne nasce un'alchimia decisamente nutriente e magica.
Io stessa piacevolmente sorpresa dalle bellissime parole che escono dai lapis graffianti dei partecipanti, coccolata dai sorrisi, dalla presenza di ognuno, nei lievi imbarazzi, nella messa in gioco, nell'ascolto di sè e dell'altro, nell'andare lontano stando vicino.
E ieri ci muovevamo nello spazio come un sol essere, con rispetto sacro degli impulsi di ognuno, seri ma non seriosi, impegnati ma non rigidi.
Penso agli sguardi di chi mi accompagna in questo sentiero di scoperta e gioco, indagine e ricerca, gioia e introspezione. E sono sguardi di affinità elettiva che conosco da lustri, sguardi nuovi che, serata dopo serata, diventano sorprendentemente intimi, sguardi un pò sofferenti che bevono in questa fonte di condivisione, sguardi curiosi che cercano avidi nuovi strumenti di crescita, sguardi dolci che cercano un momento di socialità ricco e vero, sguardi intimoriti che temono di incontrare se stessi un pò troppo da vicino, ma, insieme e anche, è proprio quello che cercano, sguardi, sorrisi, gesti, tocchi, risate e giravolte, continue giravolte intorno alla parola, alla voglia di... accorgersi di essere davvero speciali... e si lo siamo davvero.
Dicevo che è un privilegio essere il custode della Casa dell'Arte Sociale, fortunata di avere strumenti che mi consentano di movimentare concetti complessi e farli diventare semplici: nel gruppo, nel gioco, nella creatività.
Sono fortunata di aver incontrato il mio compagno di viaggio, caro Ivano, affinità da sempre, mi regali forma, rigore, analisi, concretezza... da sempre ti senti un allievo ma non sai quanto sei maestro... mi conduci verso... sempre e da sempre, con un affetto così vero e tangibile che mi accarezza profondamente nel mio essere... 
e quanto è bello lavorare insieme: anche di questo sono grata al laboratorio di scrittura creativa.
E sono giorni dove corro come una gatta che infila una zampata dietro l'altra, tra corsi, laboratori, iniziative, mi sembra di dover andare tanto lontano... in alcuni momenti mi spavento un pochino, in altri sono galvanizzata, emozionata, divertita, sempre e comunque concentrata.
La vita è un solletico lungo la colonna vertebrale, da brivido...

giovedì 25 maggio 2017

Lucciole e Laboratorio di Scrittura creativa

Ieri sera ultimo incontro della stagione del Laboratorio di Scrittura Creativa che, io e il caro Ivano, abbiamo organizzato in Corte Dalì.
E' stata una bellissima esperienza, una grande occasione di amati incontri, di scambio, di conoscenza, di esperienza e vita, quella vera, fatta di intimità sociale e nuovi orizzonti.
Nel corso delle serate abbiamo costruito un racconto  (Quercia Scarlatta), pieno di personaggi densi e significativi, di intrecci e nuovi orizzonti.
Abbiamo terminato con una passeggiata serale improvvisata, un'immersione crepuscolare nella natura e a sorpresa sono venute le lucciole a trovarci.
Oh meraviglia. Una manciata di persone, un pò di umanità e un pò di immensità, delle suggestioni, un suggello e il gioco continua.
Abbiamo ritrovato i tarocchi che abbiamo usato nelle serate, con le lucciole nel cuore abbiamo scritto ed è stato un momento di estrema bellezza, grazie amici di essere stati con noi, grazie Ivano di essere con me, gratitudine vera per il privilegio di incontrare l'altro attraverso l'arte.

E quello che segue è quanto io stessa ho scritto, attraverso la magia delle lucciole, la musica, il gruppo e i tarocchi... 

"Proprio così, troppa paura di perdere la mia integrità, la mia specialità, 
così desiderosa di andare in mille direzioni,
che rimango ferma, immobile, paralizzata.
O forse non è neanche così, forse correre in infinite direzioni corrisponde all'immobilità, un perfetto alibi dove nascondersi, per celare la propria inettitudine.
Sono troppo presa e piena dai miei talenti che mi dimentico di Esserci,
guardo così lontano che non sono mai qui...
e perdo qualcosa, gli istanti, i sorrisi e gli abbracci dei miei figli...
e non solo quelli di sangue...
Chi sono io? (l'Appeso).
La sospensione al di fuori di sè o il fuori di senno?


Chi vorrei essere?
Cosa vorrei sperimentare?
La leggerezza, lasciar scorrere, esserci senza pretesa, un punto di riferimento, un'ancella della Sofia Celeste.
Ma forse non è ancora il momento di nascere, forse la mia casa è ancora Quercia Scarlatta, le lucciole non sono venute per me, sono solo l'arco, il tramite, no è per me questa comunione naturale, io sono un traghettatore, lo so... onorata di esserlo... inseme è un pensiero triste, un sacrificio (fare sacro) o forse una gradita illusione?
Ecco l'Appeso che torna... non posso fare altro che rimanere Qui!
Quello che sicuramente so è che senza gli altri non sono nessuno"
Daniela Merlino
un possibile esordio di infiniti racconti e forse e sicuramente un pò di me

e a settembre l'avventura continua...

domenica 26 febbraio 2017

Custode

Arte Sociale, cosa intendo?
Per me, l'Arte è tale ogniqualvolta vi sia la compresenza delle sfere dell'uomo: pensare, sentire, volere o, se si vuole, corpo, anima e psiche, o, ancora, testa cuore membra... di chi l'arte la fa.
Arte vuol dire esserci anima e corpo, qui e ora (hic et nunc), attraversare e compenetrare la materia della mia arte, di me stesso.
E nel momento in cui sento di potermi compromettere (promettere- con gli altri), ovvero mi sento di condividere il mio sentire con gli altri e "prometto" di esserci, soprattutto ad ascoltare il tuo sentire (oltre che il mio), in quel momento diventa Arte Sociale e   l'Arte si moltiplica e diventa Bellezza (volevo ricordare che salverà il mondo).
La Bellezza si genera quando si incontrano degli sguardi nuovi e ci si regala sorrisi benevoli, quando nasce condivisione, quando "la mia casa è la tua casa".  
Lo spazio dell'arte sociale diventa un campo neutro, una sfera individuale ma non intima (quella sfera la lasciamo all'amore (familiare e non) e all'amicizia (affettiva e/o elettiva).
Presenti ma anche coscienti. 
E' uno spazio delicato che va curato, amato, illuminato.
Il tempo passa e sento sempre più il mio compito di Custode della Corte Dalì, della Casa dell'Arte Sociale. Ed è un bellissimo compito, lo sento come un privilegio che mi riempie il cuore di immensa  gratitudine.

sabato 4 febbraio 2017

Coraggio e Volontà

Coraggio e volontà. 
Sì ecco, ci vuole molto coraggio, oggi, ad investire nella cultura. 
In una cultura che non è proprio pop, in un pensiero di condivisione e arte sociale.
Ci vuole anche volontà, perchè bisogna aver voglia di lavorare sodo, di impegnare i propri fine settimana, le serate, ordinare, pulire, pensare.
C'è stata una bella conferenza: salute e malattia alla luce del Karma, tenuta dal bravissimo Mauro Vaccani.
Abbiamo deciso di ospitare questo relatore tanto preparato e scrupoloso, abbiamo voluto questo tema difficile e importante, abbiamo scelto di preparare anche un pranzetto per i nostri "ospiti", abbiamo abbellito con fiori, preparazione e dedizione.
Cosa c'è di così eccezionale in tutto ciò? 
Niente, in effetti, uguale a tante altre associazioni. Però, proprio come per tutti gli altri, non ci si immagina quanto sia impegnativo.
Ieri la mia Piccolona aveva un bel febbrone e tanto dolore alla pancia, io sono super raffreddata con una tosse d'asino, lavoro e vita scolastica impegnano moltissimo la mia attenzione, vorrei svuotare gli ultimi cartoni del trasloco e trovare un posticino per ogni cosa, vorrei riposare, vorrei chiacchierare in modo ameno con le mie amiche, il relatore stesso era molto fatilicato con un bel mal di gola.
Eppure tutti noi  ci siamo organizzati e radunati, oggi e tante altre volte, perchè crediamo in qualcosa, crediamo che sia bello offrire nuovi impulsi, costruire calore e relazioni, lavorare insieme, spingere con forza per realizzare qualcosa di utile per il mondo.
Ed oggi la conferenza parlava proprio di questo, di come si sviluppi malattia quando viviamo nella menzogna e nell'errore. 
E questa vita è costruita sopra la menzogna e l'errore: sempre più separati dall'etere, vicinissimi e lontanissimi insieme; 
sempre più intrappolati nelle maglie di una rete virtuale, connessi e soli; 
sempre più lontani dalla natura vivente e immersi nell'apparenza.
Ecco sì, ci vuole coraggio per proporre qualcosa di diverso, ma credo fortemente che questo sia un bellissimo modo per perseguire il vero, la sincerità, la vita. 
E sono stata felice oggi, mentre sentivo Mauro parlare di questo, in qualche modo, parzialmente, mi sono riconosciuta in questo anelito di verità e concretezza relazionale. Mi piace pensare che quello che stiamo realizzando siano dei timidi passi verso la salute, verso la guarigione dell'anima, verso l'opportunità di incontrarsi veramente.
Tutto questo non sarebbe possibile se non fossimo un gruppo, amici che si tengono per mano, che camminano nella stessa direzione, anche se con mete diverse, passi diversi, desideri diversi: siamo spinti tutti da questo anelito gratuito di realizzare contatto, opportunità e condivisione, di cercare noi stessi attraverso la relazione con gli altri.
Grazie amiche che oggi siete state con me, che vi siete alzate prestissimo di sabato, che avete riso e faticato insieme a me, che ci siete... sempre!
E grazie Mauro di aver portato tanta sapienza e studio che ci hai offerto, con infinita generosità e fatica, e anche tu Grazia, che credi in me e porti tanto e tanto di bello, anche per te il mio ringraziamento.
Un amore infinito per te, Cristian, che sei sempre al mio fianco, papà meraviglioso  e, soprattutto, credi in me, sempre! 
E ne vale la pena, nonostante gli starnuti, il sonno, il turbine esistenziale, ne vale sempre la pena!
E sì ci vogliono infinito coraggio e tanta volontà, ma il bello è che non si è mai soli.

domenica 20 novembre 2016

Il carro impazzito


Penso di non aver mai vissuto nulla del genere! 
Certo mi è capitato di fare altri traslochi, ma quando è accaduto erano il focus della mia vita, mi occupavo intensamente di quello, mi godevo anche l'afflizione e la gioia contemporanea del cambiamento, rovistavo in me stessa attraverso gli oggetti riposti e mi lasciavo condurre in questa strada di rinnovamento.
Oggi è tutto diverso: il trasloco occupa tutti (e dico tutti) i miei tempi residui, non appena riesco a stare qualche mezz'ora in più a casa, il tempo è dedicato allo smantellamento di 13 anni di vita.
E non finisce mai! Il tempo stringe e siamo agli sgoccioli, il primo dicembre la casa va consegnata ai nuovi inquilini e quindi non può esserci grande riguardo, le cose, i ricordi, gli effetti personali, gli amati libri, i giochi delle bimbe, le suppellettili e tutta la nostra vita viene pigiata alla bell'e meglio (si scrive proprio così l'ho cercato...😅 !) dentro gli scatoloni.
Come dicevo tutto questo nei ritagli di tempo, perchè nel frattempo sono in una fase piena e vigorosa di lavoro, frenetico, rutilante, pregnante e chi più ne ha più ne metta.
Lavoro nel senso più ampio del termine, perchè oltre al mio lavoro di coordinatore pedagogico che mi richiede grande attenzione mentale e prontezza di risposta, anche la Corte Dalì si muove velocemente e promuove numerose attività di diverso genere, così tanto che faccio fatica ad incastrarle tutte!
Ricordo che qualche tempo addietro ero così affaticata e concentrata perchè mi sembrava sempre di spingere un carro con le ruote quadrate in salita... erano tempi duri, nei quali ogni azione, ogni progetto necessitavano di continua energia lavoro perchè potessero procedere.
Oggi è diverso, adesso mi sembra di dover governare lo stesso carro, le ruote sono diventate rotonde e la strada è una ripida discesa piena di curve.
Tenere le briglie è davvero un'avventura mozzafiato. Sono serena, non credo di schiantarmi in qualche curva o di finire in qualche crepaccio, ho piena fiducia nell'aiuto celeste, perchè SO che sto facendo le scelte giuste: cambiare abitazione e andare a vivere nella città dove lavoriamo e le bimbe vanno a scuola, ingrandire la Corte Dalì, pensare nuovi percorsi, promuovere incontri, creare nuove realtà... nulla è rimandabile, tutto è importante.
Io, Cristian e le bimbe ingurgitiamo fiori di Bach per aiutarci (gentilmente forniti dalla sorellona Diana), corriamo e galoppiamo insieme... e inevitabilmente in questo marasma avvengono piccoli lutti, separazioni, pagine che si voltano... ma non sempre è un male, perchè voltando pagina si iniziano nuovi racconti.
Ieri c'è stato il secondo incontro della formazione in astrosofia e la biografia, un concentrato di sapere, di incontro cosmico, di luce... e la Corte Dalì, calda e accogliente, ci ha ospitato, piena di luce e bellezza, Anna Mattei ci ha nuovamente guidate nei meandri di questo meraviglioso sapere archetipico. 
La pioggia e l'umidità inondano questo novembre di cambiamento, i giorni scorrono e scivolano, guardo la mia casa semivuota e smontata, il mio amato camino spento, gli sguardi preoccupati dei nostri animali, la confusione del nostro pensare e delle giornate da organizzare, tra Besano e Varese, tra la casa, la scuola, la Corte, il lavoro e i mille impegni CON UNA MACCHINA SOLA!
Ce la facciamo, ne sono certa e quello che è più bello è che noi quattro, famigliola amata, siamo felici, sorridenti e pronti a tutto questo scombussolamento... e tra poco comincia l'Avvento... che magia questa vita!


martedì 1 novembre 2016

Immaginare mondi possibili... ed è una specie di magia!

 Novembre, finalmente è arrivato.
Il mio caro ottobre si è concluso con la definitiva dipartita della nostra Puzzolona, una delle due macchine.
Si è concluso ottobre con un importante e presente mal di schiena che strattonava a fitte... a momenti.
Ha coronato se stesso, ottobre, accarezzandomi nella notte dei morti e lasciandomi dolente ma più determinata che mai.

Le sensazioni che mi attraversano sono molteplici e multi contestualizzate.

Passo da una me stessa immersa nel mondo istituzionale, veloce e competente, un tantino disinteressata ma con la confermata assunzione di responsabilità, continuare a portare la mia personalità nel mondo delle procedure e delle burocrazie, ed è come immaginare un mondo possibile.

poi passo a prendermi carico dell'associazione culturale Corte Dalì come qualcosa di vivente che necessita quindi di cura, attenzione e amore. 
E questo vuol dire occuparsi delle utenze, dei contatti, delle relazioni, dei momenti, degli spazi e dei tempi, delle pulizie, della manutenzione, degli arredi, della visibilità, della testimonianza, del raccordo tra persone, dei conti da pagare, delle scadenze e dell'immaginare mondi possibili.

Passo poi, anche, a momenti formativi dove conduco dei gruppi di diverso tipo, laboratori alla corte, èquipe di lavoro, formazione... e questa è un'altra dimensione personale davvero presente e coinvolgente. 
In questi momenti sono attraversata di presente: sono in quei momenti in cui non sento il tempo che passa, in cui ogni altro pensiero mi abbandona e sono lì! Credo che sia la cosa che faccio meglio per questa ragione. 
Credo che la mia efficacia nella conduzione dei gruppi risieda proprio nel fatto che io porto una presenza "vera", sono lì e basta. Questo penso rassicuri sull'intenzionalità della conduzione che è quella di condivisione e non di guida, e anche questo è cercare di immaginare mondi possibili.

E poi (che non è un vero poi perchè pervade il mio stesso essere) ci sono Cristian e le mie bambine che stanno per raggiungere l'isola delle ragazze, alla Marghi mancano poche bracciate, sta per raggiungere le rive sabbiose... a Mariasole tocca ancora una bella nuotata giocosa e vigorosa nell'essere bambina (grande). Cristian, il mio compagno di viaggio e di paure, di sogni e accoglienza, di fiducia e prospettive, trottiamo insieme occupandoci delle nostre cucciole, impastandoci con loro, predisponendo il loro futuro volo nel mondo... e anche questo è un po' immaginare mondi possibili...

Poi, ancora, sono presenza nel progetto della scuola steinariana di Varese: un progetto a cui dedico amore, pensiero e azioni da 8 anni, dal primo ingresso di Margherita nel giardino d'Infanzia. 
E' stato un precipizio, una passione, un rafforzo della volontà, un completamento di preparazione personale e professionale, un'occasione di incontro e nuove importati relazioni elettive, una casa per le mie bimbe e per il maestro Cristian, un luogo di mondi possibili... ed io sono un pochino distante oggi, questo non vuol dire assente, ma distante perchè ho bisogno di una pausa, perchè sono concentrata nella costruzione di altri mondi possibili dove l'arte sociale sia il condimento e il contenitore dell'incontro (non solo di mamme, non solo di bambini, non solo di pedagogia).
Distante perchè tanto mi ha dato questo progetto ed ho bisogno di digerirlo e metabolizzarlo per restituirlo al mondo in quello che so fare.
E tutto questo è stato questo lungo percorso in questo progetto di una comunità che crede che l'educazione possa essere  scelta e non imposta, che la persona esiste ed ha un suo personale cammino.
La scuola cresce e, secondo me, ha sempre più bisogno di pensiero e un sentire governato, quando la scuola era piccina il motore del possibile risiedeva nell'amore di chi ci credeva e offriva le proprie forze di volontà. Adesso siamo cresciuti e sono necessarie nuove forze, questa volta servono forze plastiche che danno forma... e credo che nei diversi ambiti della triarticolazione sociale (amministrazione, maestri e genitori), in ognuno di essi sta maturando la forma, attraverso la trasformazione. E visto che so che sono in continuo lavoro su me stessa per governare proprio queste forze plastiche di forma, è proprio per questo che sento la necessità di essere un po' distante, anche se non assente (soprattutto nelle forze del sentire). E questa scuola è la prova che si possono creare mondi possibili... che poi vanno ancora riimmaginati... secondo un pensiero di crescita continua...sia nella quantità  ma anche nella qualità dell'esserci.

E poi ci sono le relazioni, tante, tutte prioritarie: i parenti, le affinità elettive, gli amici, i colleghi, i compagni di viaggio, gli amati, i considerati e gli affini, i simpatizzanti e i conoscenti, gli interessati e i curiosi, le collaborazioni e le progettazioni, le casualità e le improvvisazioni.
Una moltitudine di persone, tutte "volte verso" e interessanti, da curare e accogliere, da farsi attraversare e da ascoltare... è la presenza "intera" con ogni loro... anche questo è un mondo possibile da immaginare!

E poi, a conclusione, tutto è armonizzato dalla frase che ha cambiato il mio modo di pensare la vita:
immaginare e magia hanno una radice in comune, una stessa provenienza... 

ovvero da quei mondi possibili... 

ed è una specie di magia...

basta mettersi in contatto



mercoledì 19 ottobre 2016

Formazione in astrosofia: approfondimenti, archetipi e ritmi della biografia umana


Rutilante, entusiasmante, spaventevole, serrante, imponderabile, totalizzante.
Mille pensieri, mille progetti, mille idee, mille compresenze, mille incontri.
Sono giorni di grande attività, di nuovi trampolini e collaborazioni, di progetti e idee nuove.
Sono un po' attonita e diventa difficile soffermarsi nella riflessione e nella retrospettiva degli eventi.
In particolare, in questo fine settimana, alla Corte Dalì è cominciata un'importante formazione di astrosofia: approfondimenti, archetipi e ritmi della biografia umana.
Eravamo un bel gruppo nutrito, desideroso di incamminarsi in questa avventura nuova e in un certo modo conosciuto. 
E' qualche anno che organizziamo seminari due volte l'anno su questo tema, ed è arrivato il momento (il desiderio) di andare oltre.
Ma cosa vuol dire andare oltre?
Tutte le persone quando si approcciano a questi temi della biografia (giustamente), sono centrati e concentrati sulla propria, cercano di comprendere le leggi della biografia per meglio comprendere se stessi.
Non dico che sia sbagliato, ma credo che quello che sia più interessante sia cercare di capirne il senso generale, il filo conduttore, facendosi aiutare e guidare da una sempre maggiore consapevolezza dell'esistenza del karma e del valore della propria vita come luogo dell'apprendimento e della percezione (nel più ampio significato).
Studiare e approfondire le leggi che governano la biografia è un altro fatto.
E' necessario, secondo me, fare un passo indietro rispetto alla nostra personalissima storia e cominciare a cogliere, considerare e comprendere che questi studi sono un regalo per la propria comunità e la storia dell'uomo.
Parlare di karma e biografia equivale ad onorare la divinità di ogni essere umano, come facente parte di un unico organismo vivente che è l'umanità tutta.
Oggi, soffermandoci, anche poco, sui fatti di cronaca locali, nazionali o internazionali, non si può ignorare che qualcosa stia degenerando velocemente.
Se tanto ci ha favorito ed arricchito la tecnologia e la modernità, altrettanto ci sta strappando dal contatto con i nostri simili.
Un contatto che comprende (ovvero prende con sè), non possiamo pensare che le nostre azioni, i nostri pensieri, i nostri sentimenti non gravino su quanto accade. 
La terra è malconcia, depredata dalle foreste, trivellata, ricoperta di pattumiera; gli uomini, le donne e, quel che è peggio, i bambini sono mortificati, violati, interiormente derubati.
Gli animali sono diventati la massima espressione del nichilismo umano che non prova pietà per il dolore, per l'atrocità, per l'inutilità.
Perchè non è una questione di attivismo o meno, ma di indifferenza: far finta di nulla, soffermarsi su qualche articolo visto su internet qualche minuto e poi dimenticare, indignarsi pure e combattere delle lotte su qualche versante. Nessuna di queste azioni potrà mai compensare davvero quanto sta accadendo.
Credo fortemente che quello che si può fare, invece, è di svegliarci a noi stessi rispetto a questo pensiero biografico: riconoscere (conoscere di nuovo) che siamo tutti collegati (uomini, animali, terra), che siamo un'armonia celeste e ogni piccola o grande grettitudine non ha senso.
Non ha senso accumulare averi,
non ha senso disprezzare chi non vive come noi,
non ha senso mangiare cibo industrializzato e trattato e avvelenarci quotidianamente;
non ha senso timbrare ogni giorno il cartellino e svolgere un lavoro che non sia manifestazione di qualcosa di vivente come i nostri talenti o un vero dono per il mondo;
non ha senso indignarsi di fronte agli orrori di ogni genere (il maltrattamento degli animali, i femminicidi, le stragi), quando poi non sappiamo porgere la guancia al nostro collega in ufficio;
non ha senso amare svisceratamente i propri figli e poi riversare su di loro tutti i nostri irrisolti;
non ha senso...
Ecco, per me studiare le leggi della biografia umana è questo: un percorso di consapevolezza per trovare senso, un significato profondo sul nostro passaggio terrestre, personale, familiare e dell'umanità tutta.
Certo è un percorso lungo e difficile ma sono immensamente felice di averlo promosso e cominciato.
Grazie Anna Mattei che ci guidi in questa via, grazie amiche tutte che lo rendete possibile con la vostra presenza e la stessa passione condivisa, grazie Corte Dalì di ospitarci con un grande abbraccio.
Buon viaggio a tutte noi!

venerdì 7 ottobre 2016

Arti manuali e benefici sulla salute

Sono un pedagogista, nello specifico sono un pedagogista clinico che si occupa di percorsi di crescita e accompagno le persone nella ricerca del proprio ben-Essere personale.
In questo post desidero raccontare perchè nelle mie attività, alla Corte Dalì e con le mie stesse piccoline (anche nella scuola Waldorf è previsto)) insisto nel proporre laboratori e incontri di arte manuale.
Cosa sono le arti manuali? 
Gli uomini e le donne, da sempre, grazie alla profondità della visione, associata al pollice opponibile, ha "allenato" e potenziato le proprie capacità cerebrali utilizzando strumenti e attrezzi per facilitare la propria esistenza, per coltivare il gusto estetico e creare artisticamente.
L'artigianato e la costruzione di oggetti accompagnano l'uomo da sempre ed hanno portato, oltre a grande utilità, anche formidabile nutrimento e ricchezza interiore.
Oggi sempre meno ci dedichiamo a questa straordinaria capacità umana, capita sempre più spesso che lavoriamo solo per il sostentamento e non perchè mettiamo in pratica i nostri talenti o ciò che amiamo "fare", è una magica rarità quando queste due componenti coincidono.
Il terziario, le catene di montaggio e la "fiera dell'inutile" ci hanno allontanato dalle nostre grandi capacità manuali strappandoci dalla nostra scintilla divina capace di creare.
Non so quante volte ho sentito dire la frase: "Non sono capace, sono impedita, non ci sono mai riuscita e non ci riuscirò mai"!
Caspita! E dire che tutti noi con dedizione, esercizio, amore e grande volontà abbiamo imparato a camminare e parlare! Perchè di questo si tratta: ogni bambino mette tutto se stesso per diventare abile nel costruire la propria peculiarità umana e non si abbatte e compie il miracolo di alzare la testa verso il cielo, sfidando la gravità e, infine, mettersi in piedi.
La stessa cosa vale per imparare a suonare uno strumento, disegnare, cucire, cucinare, scolpire, inventare: è solo questione di volontà, esercizio e passione! 
Può sembrare faticoso ma il regalo è grandioso! 
Seguire con cura, passo passo, la costruzione di un maglione, di una giocattolo, di una pittura, di un telaio, di un tappeto, di un capo d'abbigliamento, è quanto di più soddisfacente ci sia.
E' la riconquista della nostra capacità di progettare, di plasmare, di immaginare, di "essere".
Inoltre, pensato per i più piccini, sono attività di straordinaria importanza, perchè le facoltà mentali di un uomo si sviluppano nei primi anni di vita. Il cervello, come tutti gli altri organi del corpo umano,  non è completo alla nascita, durante lo sviluppo non cresce solo in grandezza, ma anche nella sua funzionalità. Quindi un bambino passivo (seduto davanti alla televisione o utilizzando solo due dita su uno schermo touch) rischia di sviluppare uno scarso numero di sinapsi e circonvoluzioni cerebrali. 
Queste ultime si costituiscono attraverso la grande attività delle dita. Per questa ragione è tanto importante che i bambini, sin dalla scuola dell'infanzia, siano abituati a cucire, lavorare a maglia, fare falegnameria, telai e modellaggio. (tutte attività presenti nella scuola Waldorf).
Inoltre lavorare alla trama e agli orditi dei tessuti, seguire il filo della lavorazione, trovare il "bandolo della matassa", seguire uno schema di lavoro sono tutte attività che mettono ordine al pensiero, favoriscono la capacità di trovare soluzioni ai problemi (problem solving a me piace l'italiano), offrono calma e pace interiore.
Inoltre (ancora) un tempo le donne si riunivano in gruppi per ricamare, lavorare a maglia e creare per i propri familiari: erano momenti preziosi di confronto scambio sociale e culturale.
I bambini giocavano sereni nei cortili con la terra, le foglie, gli avanzi del cucito di mamme, nonne e zie e le donne si supportavano a vicenda concretamente, psicologicamente e animicamente.
Oggi siamo chiusi dentro piccoli appartamenti, uffici, loculi di lavoro, abitacoli di macchine, ognun per sè o nelle matriosche relazionali del lavoro e ci disperdiamo, ci sciogliamo come se fossimo cubetti di ghiaccio in acqua calda. Abbiamo perso la parola, il confronto, la connessione con le nostre mani e il nostro cuore e il nostro simile.
Ecco perchè propongo laboratori e gruppi di arti manuali: per sviluppare l'arte sociale, per riconquistare la nostra capacità di connessione con la terra e il cielo insieme, perchè possiamo fare e creare, perchè possiamo accarezzarci animicamente senza raccontarci necessariamente le nostre sofferenze  ma semplicemente offrendoci reciprocamente una tisana, una torta fatta in casa, una battuta, un complimento per il bel lavoro svolto insieme. E tutto ciò nutre l'anima, scalda il cuore e crea grande soddisfazione. 
E' troppo importante ed io insisterò ed insisterò e dedicherò tante forze perchè queste attività siano il più possibili diffuse ed è per questo che c'è il gruppo della maglia, perchè cardiamo la lana e facciamo laboratori di cucito creativo. Ed è anche per questo che è nata la Corte Dalì: la casa dell'arte sociale.









giovedì 29 settembre 2016

San Michele e la fortezza interiore (per nutrire quello in cui credo)


Al mattino mi sveglio un pochino tumefatta e arruffata, dormo meno profondamente del solito (il mio sonno usuale è di piombo, precipito all'istante tra le braccia di Morfeo, dormo tutta la notte filata e difficilmente ricordo qualche sogno).
In questi giorni, o meglio in queste notti, ho avuto qualche risveglio, mi è sembrato di incontrare qualche sogno sporadico ed ho una sensazione  come se fossi un pochino più vigile.
Mi alzo al mattino con un pochino di pesantezza, sento le membra ancora desiderose di riposo, ma nel contempo, invece, il pensiero parte al galoppo, tumultuoso, in mille direzioni... 
Sbrigo operazioni pratiche e semplici: preparo i vestiti delle bambine, organizzo il pranzo (perchè la mensa delle scuola è in ritardo sulla tabella di marcia e dobbiamo portare colazione al sacco), pettino le piccoline, faccio mente locale sui loro bagagli e quando le saluto dal balcone, mentre si avviano a scuola con il papà mi viene un momento di scoraggiamento.
Stamattina in particolare mi sono fermata un attimo a pensare: cosa conta davvero? 
I progetti? La realizzazione di sè? Le "famose" opere di bene? 
Attimi intensi, un affacciarsi nel giorno con una certa serietà d'animo e mi scappa la terra sotto i piedi e il tempo dalle mani e tutto vorrei fare, ma a qualcosa devo rinunciare...ecco questo non mi piace!
Rinuncio a passare maggior tempo con le mie figlie per lasciare spazio a ciò in cui credo;
rinuncio a un modo di lavorare, al mettermi in gioco con dedizione per offrire tempo a ciò in cui credo;
rinuncio alla sicurezza di due quattrini e accetto (parzialmente) la sfida di sbarcare il lunario... con fiducia, per creare il giusto movimento ai miei talenti in cui credo;
rinuncio alla mediocrità e alla riflessione continuando ad aumentare la frenesia operativa per alimentare quello in cui credo;
rinuncio ad un sacco di ore di sonno per estraniarmi un pochino dalla corsa folle e far retrospettiva (anche attraverso il blog), per staccare tra un giorno e l'altro, come a ricordarmi che io sono qui e questo lo credo davvero.

Sarà giusto mi sono domandata stamattina?
Sarà sensato?

Non c'è risposta, tutto è giusto o, in egual misura, sbagliato. Questa è la risposta che mi posso dare, esserci con me stessa, costruire la coerenza con le diverse me stessa, assaporare la vita acchiappandola con forza... 

Ecco cosa conta davvero, la relazione con se stessi e le proprie possibilità di vita. Potrei dedicarmi completamente all'essere mamma ma comunque rinuncerei  ad uno spazio, potrei stare più tranquilla e accontentarmi con piccole sicurezze, su terreni conosciuti, senza infamia, ma anche senza lode (da me verso me stessa).

E poi le giornate scorrono convulse, rincorrendo mail, messaggi, whatsapp, telefonate, faccende da sbrigare, carte da compilare, passaggi burocratici da governare.
Non c'è più il tempo di soffermarsi su domande sull'essere, si corre, "si fa", si prevede quello che sarà fra 5 minuti, un'ora, un giorno.

Ma questi sono giorni speciali dove sto facendo tanti nuovi passi in una strada nuova, (che nuova non è visto che è un'aspirazione di sempre) e insieme ai miei amati compagni di viaggio, oggi abbiamo imbiancato un nuovo spazio, un nuovo esserci, belli, familiari, affettuosi, intimi, conosciuti abbiamo cenato insieme con una pizza non proprio buonissima, stremati e stanchi, ma felici e fiduciosi.
Grazie amici, grazie Guacamole (soci della Corte Dalì) di costruire infiniti acchiappasogni insieme a me e di stimolare la mia parte più ridosa, propositiva.

E le domande di stamani trovano eco nella festa di San Michele e so che quello in cui credo ha valore e ne vale sempre la pena.

lunedì 26 settembre 2016

Accelerazioni autunnali

Ho passato giorni (e post) a descrivere e raccontare le mie sensazioni, i sentimenti, le paure, le congetture... su quanto stava per accadere, sulle prospettive, sui progetti.
Beh, in un attimo è arrivata un'accelerazione fotonica che mi ha lasciata piuttosto sgomenta e schiacciata al suolo.
Tutto si materializza (contemporaneamente certo). 


Il lavoro richiede ad ogni minuto di più, i costi aumentano a dismisura, abbiamo trovato la nuova casa dove andare ad abitare, è l'ultima settimana a tempo pieno al lavoro, il famigerato caldo è scomparso, lasciando il posto a una gelida arietta mattutina che tutti ci ha stroncato.
A turno il raffreddore è passato da Cristian, alla piccolona, alla piccolina e per finire, più forte che mai, a me! AH! Due giorni come se avessi bevuto una bottiglia di superalcolico, svarioni, confusione mentale, vista annebbiata e, in più, naso rossissimo, starnuti violenti, apnea e tosse.
Nel frattempo ho dovuto sostenere un numero indecifrato di riunioni, incontrare la padrona di casa, pensare a traslocare una cucina (generosamente donata ma da prendere subito), sono arrivate le chiavi dei nuovi locali della Corte Dalì e, per finire, organizzare una mirabilante festa di compleanno per la mia piccolona che festeggiava i suoi 10 anni!
Stasera ho ricominciato a prendere un pò di fiato e tremo all'idea che fra una manciata di ore è già il famigerato lunedì!
Per intenderci, sono felice di tutto (beh del dannato raffreddore no), soprattutto tenendo conto che il movimento è sempre segno di cambiamento, di nuovo, di mutazioni e grande energia.
Semplicemente sono stata presa alla sprovvista e ho retto a fatica, per questo mi sono ammalata.
Nel contempo, anche, però, sono stati giorni meravigliosi, ho potuto contare su amiche straordinarie, assaggiando con mano la “sorellanza” e l’empatia, l’affetto e la disponibilità. Mi sento il cuore colmo di gratitudine, per essere così amata e fortunata.
La festa della mia piccolona è stata bella ed emozionante: abbiamo fatto un salto in avanti, è diventata grande.
Per meglio sottolineare questo momento, abbiamo esaudito un suo grande desiderio e, finita la festa coi compagni, abbiamo preparato una sorpresa, una prova importante: siamo andate a fare i buchi nelle orecchie!
E’ bellissima la mia dolce Margherita, vanitosa, determinata, dolce, una bella ragazzina di 10 anni.
Tra uno starnuto e una tirata in su di naso, mi sono goduta la mia bimbetta che faceva gli occhi dolci a qualcuno a cui tiene molto, l’ho guardata armarsi di coraggio di fronte a quel bruto che le ha trafitto le orecchie, l’ho vista gioire dei doni ricevuti, dei momenti magici, delle sorprese, delle amicizie, dei parenti, dell’essere al mondo.
Ed io rutilante per le diverse organizzazioni, per la testa ottusa dal raffreddore e la febbriciattola, barcamenandomi tra le spese e il lavoro, con il preziosissimo aiuto delle mie sorelle acquisite, sono riuscita ad organizzare una giornata da favola per questa bella anima che ha impreziosito la mia vita da quando l’ho solo pensata…

Un equinozio strepitoso… ed è solo l’inizio! Buon Autunno a tutti!


martedì 16 agosto 2016

Rispecchiamenti nella biografia

Pensa che ti ripensa, anzi meglio, non ci ho pensato affatto. Mi sono lasciata trasportare dalla corrente rilassata del mese di agosto, approfittando dell'immobilità casalinga, riordinando cantucci che ti riprometti sempre di ripulire ma non c'è mai abbastanza tempo, coccolando le mie picciotte, oziando bellamente, ascoltando infinitamente Mina. 
In questo gradito, familiare, corroborante torpore, mi è giunta l'intuizione giusta. 
Ho trovato la sincronicità, dei recenti fatti, dove voleva mettere l'accento e attirare la mia attenzione. 
Ho pensato ai rispecchiamenti della curva biografica e, con un conteggio veloce, mi sono resa conto che in quest'anno si rispecchiano gli eventi di quando avevo dai 16 ai 17 anni.
Ah! Anno duro, anzi durissimo quello, un salto (!!) da uno stato d'essere (ancora fanciullo) ad un altro senz'altro nel sentire ma un essere sulla terra, senza più l'incanto.
Penso sia utile fare due parole (velocissime e quindi sicuramente incomplete) su cosa vuol dire rispecchiamenti nella curva biografica.
Immaginiamo la traccia della nostra vita lungo una parabola che ha il suo inizio alla nascita (0 anni), il suo punto culmine in discesa (dove tange il piano orizzontale) "nel mezzo del cammino di nostra vita" (tra i 31 ai 33) e come culmine della linea verticale che ritorna su da dove abbiamo iniziato ai 63 anni (come completamento di una sequenza di settenni). 
I primi tre settenni (da 0 a 21 anni) sono quelli legati al nostro sviluppo nel mondo: corpo, riconoscimento "dell'io sono" e la relazione con il mondo. 
I settenni tra i 21 e i 42 sono quelli di massima realizzazione delle proprie competenze, capacità, talenti e, nel contempo, di sviluppo del sè sociale (emancipazione, vita di coppia, figli, amicizie elettive). 
Per concludere con i settenni della raccolta interiore di quanto esperito negli anni precedenti (da 42 a 63 anni). 
Certo la vita non si conclude a 63 anni, questo varia a secondo della biografia di ognuno. Dopo iniziano altri schemi ed altri riverberi. 
Possiamo però considerare il periodo da 0 a 63 anni un ciclo completo della nostra realizzazione di esseri umani: 1 discesa sulla terra, 2  costituzione dell'anima e  3 pensiero rivolto alla spiritualità, alla restituzione al mondo di quanto ci è stato dato.
Secondo questo "moto" la prima parte della curva biografica va da 0 a 32 anni e i rispecchiamenti partono da 31 anni e mezzo fino ai 63. (es. a 42 anni si rispecchiano i 21 o, come ho detto prima i 46 rispecchiano i 16 e via dicendo).
E' semplicemente un punto di vista: ho la possibilità di rivivere "certi sentiti" o vissuti con il famoso senno di poi. Se negli anni sono riuscita a realizzare un cammino "abbastanza" consapevole, dovrei riuscire ad affrontare "meglio" (con maggiori punti di vista oltre al mio Ego smisurato)  i sentimenti a 42 anni, piuttosto che a 21. 
Ricapitolare il proprio sentire da adulti è una grande occasione.
Sono stata molto stringata e non ne ha beneficiato la chiarezza, infatti per chi è interessato a questi argomenti consiglio la lettura di questo libro, un ottimo inizio per comprendere le leggi archetipiche della curva biografica. 
Tornando a me, quindi, in questo momento si stanno rispecchiando i 16 anni. Beh, ora è tutto più chiaro. A 16 anni sono precipitata sulla terra, mi sono resa conto di dover badare a me stessa, ho incontrato gli ormoni e il desiderio, ho sentito fortemente che siamo "esseri mortali", sono precipitata in un buco nero di non senso, di droghe leggere, prime ciucche, prime "cazzate" (grandi e piccole), l'incontro con l'amore, con il cuore spaccato in frantumi dal mio primo Grande amore e non sei più come prima. Si perdono un sacco di verginità in quegli anni. Ed io a 16 anni ho vissuto questo e altro ancora, ho rischiato di morire, sono uscita di senno, ho pianto così disperatamente, ho riso così gioiosamente, ho amato così intensamente...
Ed oggi sono qui e mi rendo conto che sta succedendo la stessa cosa, sto andando verso un "nuovo" cammino, quello dell'arte sociale, della scrittrice, dell'armonizzatrice, della biografia personale.
Ed è come prendere la rincorsa (questo agosto) prima di spiccare un grande balzo ed essere un'altra Daniela ancora. E mi fa piacere, oggi, condividere i miei pensieri e i miei sentimenti con quella Daniela di 16 anni che tante domande aveva sul senso della vita e che scriveva:

"Il giorno si confonde con la notte come la mia vita si confonde con la morte. Daniela a 16 anni".

E' chiaro, ci voleva uno stop e le due macchine (insieme) sono state questa pausa di pensiero, questa "attenzione" per cogliere dove sono e, anche, a chi, e a cosa, voglio ricollegarmi nella mia storia.
E sono felice che alla Corte Dalì inizia un Gruppo di studio sulla biografia e l'astrosofia con Anna Mattei. Un gruppo di studio che vuole approfondire questi temi, per irrorare la propria vita e quella di chi ci sta intorno, di significato e scintilla divina.
Mi sento molto fortunata e questo sentire lo voglio mandare anche a quella ragazza così fagocitata dal buio... a 16 anni. 
Che bella avventura è la vita!

domenica 24 luglio 2016

Costellazioni familiari e altro


Domenica scorsa alla Corte Dalì abbiamo organizzato un incontro di Costellazioni familiari. 
Una settimana giusta per depositare e far riposare l'intensità di una giornata passata tra persone, vissuti e archetipi.
Mille e mille pensieri nel mentre e dopo e ancora oggi: mi domando come sia possibile che le persone facciano tanta fatica ad intraprendere percorsi di crescita personale.
Senza voler cavalcare l'onda retorica dei "social" giochi (vedi pockemon), senza voler cadere nella lamentela della povertà culturale, senza giudicare nessuno, non posso fare a meno di rilevare che quando si tratta di approfondimenti dell'essere, di liberi raduni per condividere cultura e pensiero, le persone che arrivano sono pochissime, tanti interessati ma pochi presenti.
E poi insieme, quello che vedo, sempre, è che le persone hanno un bisogno sviscerato di azione, di sentito, di condivisione. Una volta giunti, sia che si stiano facendo arti manuali, sia che ci si confronti con biografia, costellazioni o arte, gli individui sono felici di compartecipare all'arte sociale, all'esserci integralmente. 
E allora perchè tanta fatica?
Da una parte è comprensibile, perchè proprio ritornando a settimana scorsa, la domenica è stata impegnativa: le Costellazioni ci hanno portato a commuoverci, incontrarci, guardarci nelle nostre difficoltà, nei nostri bambini afflitti che non cercano altro che un'accogliente carezza. 
Però, nonostante l'impegno, quello che posso sempre constatare è che si finisce la giornata più leggeri, contenti di "aver vuotato" un certo sacco che pesava sulle spalle, consapevoli che non finisce lì, ma soddisfatti di essersi  per qualche istante guardati con onestà allo specchio.
Lavorare in gruppo è straordinario, perchè ogni presente trabocca d'amore per l'altro, a disposizione e pronto a favorire, aiutare, accogliere il sentito dell'altro: ed è una magia! 

La nostra società fatta di schermi di telefonini, di attentati, di  solitudini, di pensieri per sbarcare il lunario, di insoddisfazioni avrebbe tanto bisogno di incontrare se stesso, l'altro, la condivisione, la potenza del pensiero del cuore.

Cosa ci frena? Cosa ci spaventa davvero? Forse di incontrarci davvero e non essere poi capaci di cambiare? Ma non si lavora su di sè con aspettativa... ma con amore ... per sè e gli altri... spero che la Corte Dalì ce la faccia a realizzare il suo sogno di essere un centro di arte sociale dove ci si possa incontrare come in un'agorà dove siamo tutti fratelli e uguali.
 Io ce la metterò tutta e sono felice di incontrare bravi conduttori, artisti, amici, artigiani, terapisti che mi accompagnano e mi aiutano a camminare in questa via in salita! 
Grazie a tutti e grazie a Giuseppe Clemente (il nostro costellatore).
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