...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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martedì 14 marzo 2017

Varicella: malattie esantematiche e dintorni

In questi giorni ci è letteralmente piombata addosso la varicella.
La piccolina era vagamente fiacca, inappettente e coccolona, prima di andare a letto ho notato un piccolissimo puntino rosa sulla manina, le ho chiesto se era una spina o un graffio delle gatte, ma tra me e me già pensavo che aveva tutta l'aria di essere un incipit.
E' bastata una notte di sonno perchè testa e fronte della piccolina fiorissero oltre modo di numerose e gonfie pustoline.
Così, senza preavviso, senza febbri, senza tossi e raffreddori, nel bel mezzo di frenetiche attività, con ospiti che pernottavano a casa, con una formazione alle porte, con una vita da governare, questa malattia esantematica si è presentata più decisa che mai.
Le mie bimbe sono abbastanza grandi, la prima ha 10 anni e mezzo e la seconda ne compirà 8 fra due mesi, fino ad ora siamo state spazzate solo da una pertosse asinina e da una scarlattina veloce. 
Null'altro era arrivato a noi. Se da una parte ero contenta, perchè queste malattie sono molto lunghe e impegnative, dall'altra ero consapevole che le mie piccole si stavano (e si stanno) perdendo delle importanti opportunità di crescita.
Nella società di oggi osteggiamo talmente tanto i sintomi delle malattie che abbiamo smesso di occuparci delle malattie stesse.
In una società igienicamente avanzata, senza una presenza di immunodeficienza o altre patologie, i bambini sono perfettamente in grado di debellare le malattie esantematiche  e cogliere la grande occasione di crescita e cambiamento che intervengono in questo grande scombussolamento.
Quindi accetto di buon grado quanto accade e spero, alla fin fine, che anche la grandona la prenda.
Per spiegarmi, la malattia esantematica, attraverso la manifestazione sulla pelle (esantema appunto), porta effettivamente ad un rimescolamento fisico che cambia letteralmente i nostri bambini.
E' come se, attraverso queste malattie, i bambini rendessero il proprio corpo meglio "calzante" alle proprie esigenze dell'anima.
In questi momenti concitati i bambini crescono, tagliano cordoni ombelicali emotivi con la mamma, rinforzano il sistema immunitario, rafforzano la volontà e la sopportazione, imparano a riconoscere se stessi, come vincitori di battaglie, come attori del processo della propria guarigione.
Ogni bambino, superato il momento difficile dell'esantema, si riconosce con un nuovo sguardo sul mondo.
Quindi perchè debellare queste malattie, queste opportunità di crescita, questi passaggi iniziatici del sentire il mondo, dico, perchè eliminarle attraverso il vaccino?
A chi serve tutto ciò? Alle aziende farmaceutiche? Ai genitori lavoratori? 
I bambini hanno bisogno di superare questa prova, di abitare pienamente il proprio corpo, riconoscendolo, attraverso la pelle, anche dolorosamente. 
La mia piccolina l'ha presa forte e sono stati giorni difficili, nessuna possibilità di dormire la notte, una pena infinita per questa piccolina piangente che saltellava nervosamente per resistere al prurito dirompente delle piccole feritine che le hanno ricoperto (letteralmente) il corpo.
Le sono venute su tutto il tronco, su tutta la testa, sulla faccia, nelle parti intime, nelle orecchie e vicino, troppo vicino agli occhi.
Ci sono stati anche bei momenti, dei riti dove, io e la piccina, ci chiudevamo in bagno e, lentamente e delicatamente, ci riservavamo un tempo dove la massaggiavo da capo a piedi con il talco mentolato.
Ieri si è alzata da un quarto d'ora agitato di sonno ed è venuta a dirmi che si è trasformata in un'altra bambina, ed è vero, ha un altro sguardo, un altro modo di esserci. E la capisco, è come essere scorticati e pulsanti senza che nessuno ci possa fare niente, neanche la mamma! Si può solo pazientare, aspettare e patire: è una grande scuola di vita, è un passaggio fondamentale di riconoscimento di sè, dove un bambino si può davvero propriocepire come un essere staccato dalla mamma, dal mondo e quindi, quando finisce, è un trionfo, una battaglia vinta, dove il piccolo sa che è in grado di farcela anche da solo.
Quindi grazie care malattie esantematiche, mi dispiace solo che alcune non sono più incontrabili: la varicella brucia come il fuoco e il morbillo inonda come l'acqua... la pertosse ti insegna a respirare, e via così... ma i vaccini le hanno rese di difficile reperimento... anzi rendendo gli incontri a volte pericolosi, perchè queste malattie sono pericolose da adulti... insomma abbiamo ucciso dei maestri di vita dei bambini e abbiamo creato degli attentatori di adolescenti.
Sono giorni difficili per noi in casa e per lei, povera piccola mia, ma so, per certo che tutto ciò ci porterà dei grandi doni.

sabato 7 gennaio 2017

Intensamente presente

Rassetta, sistema, sposta, ordina e riordina, apri, richiudi e riapri ancora...
Dopo tanto peregrinare e anelare, eccoci nella nostra casetta. 
Io e Cri abbiamo lavorato indefessamente per giorni, dal mattino appena svegli sino a notte fonda. 
Ci aprivamo varchi negli scatoloni e, pian pianino, rendevamo abitabile il nostro nuovo nido.
Giorni faticosi ma estremamente felici.
Nessun pensiero, nessuna proiezione nell'anno nuovo, nessuna prospettiva futura, nessun rimpianto per ieri, per i passaggi: intensamente e assolutamente presente.
Una sensazione meravigliosa!
Essere esattamente dove vuoi essere, insieme a chi vuoi essere, a fare quello che ami fare: impagabile, incommensurabile, ineguagliabile, come un orgasmo animico.
Certo ci sono disguidi di ogni tipo, fatica e stanchezza, ma essere qui, tutti e 7 insieme (sì perchè ci sono anche le due gatte e il cagnolone) a costruire il nostro nuovo mondo è un'esperienza elettrizzante, piena, intensa.
Mi aggiro nelle stanze, riconoscendo parti di ieri e pensieri di domani, mi soffermo sul balcone ad assaporare infiniti cieli tra i tetti, mi riconosco e mi ritrovo e tutto sa di buono.
Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato, ci hanno pensato, accompagnato, salutato in questo straordinario viaggio che è l'inizio di una nuova vita, di nuove esperienze, di nuovo.
Grazie!!! Grazie vita!
Mi rendo conto di essere un po' monotematica in questo periodo, parlo del trasloco, di casa, di cambiamento... ma ogni giorno mi arriva un nuovo insegnamento prezioso che non voglio dimenticare: 
assaporare il presente come unica realtà possibile è quanto auguro a me e ad ognuno per il prossimo anno... è un modo di vivere così pieno e vero che non credo possa esistere altro... 
eppure lo so, ci cadiamo tutti, nel rimpianto e nel ricordo, nelle rimembranze del passato, nelle proiezioni e nelle aspettative future... e non ci rendiamo conto di non vivere affatto, perchè l'unica cosa che abbiamo davvero è il presente... 
tutto il resto è niente. 
E questo è il mio proposito: esserci sempre, totalmente, 
amante di ogni istante presente.

sabato 31 dicembre 2016

San Silvestro e gli amati inizi

Questo 2016 particolare e intenso sta volgendo al termine.
Termino questo anno e faccio capolino in quello nuovo aggirandomi nella casa nuova, cercando pezzi di me e di noi famiglia, sognando, immaginando, costruendo insieme all'amore mio, all'entusiasmo delle mie bimbe, al calore della famiglia, riempiendola di gioco, risate, cuginanza, lietezza e confusione.
Credo che sarà un 2017 altrettanto intenso.
Ieri mattina primo risveglio nella casa... ecco senso di estraneità, finita la parentesi con la Mami, raccogliendoci noi, le nostre cose, i nostri animali... improvvisamente il mio cuore ha realizzato che mai saremmo "tornati a casa", un pò di sconforto... non c'è casa... è da costruire!
Sono stata un pò da sola, ho digerito il mio mal di testa, ho comprato accessori per il nuovo nido...e la malinconia è passata, ed è rimasta una gran gioia, affetto per il recente passato, (perchè casa è dove c'è chi si ama) la voglia di futuro, di nuovi orizzonti, nuovi ricordi...
Che avventura straordinaria la vita!
Auguri a noi, a tutti, alla terra...

venerdì 23 dicembre 2016

Angeli veri e Demoni ridicoli

 Un'oretta ed entriamo ufficialmente nella Vigilia di Natale. 
Quest'anno l'Avvento è stato davvero lento, palpitante, presente: siamo ancora raminghi senza casa.
Per intenderci, una casa l'abbiamo, la Mami è incredibilmente ospitale, abbiamo ogni confort e pensiero genuino. 
L'essere raminghi deriva dal sentirsi frammentati, in bilico tra ieri, oggi e domani, oggetti sparsi nel mondo, (solai, cantine, case vuote, case in attesa), nuove routine assimilate che a breve cambieranno di nuovo, confusione mentale, voglia di tana, di comodità, di solitudine...
Molto interessante questo: la propria famiglia intima consente di ricavarsi delle belle e significative solitudini. 
Mia mamma è spesso fuori e non è invadente, mi è cara, anche intima, ma non è la stessa cosa... è comunque una presenza che non mi consente solitudini interiori piene... 
Penso che questo sia uno degli aspetti più belli della mia relazione con Cristian, sappiamo concederci vicendevolmente le nostre assenze e solitudini, senza che questo ci faccia sentire meno un Noi. Grazie amore mio anche di questo.
Sono piccole divagazioni pre natalizie, ma una cosa in particolare mi interessava fissare nella mia memoria virtuale.
Il 21 dicembre, solstizio d'inverno, è stata per me una giornata molto particolare.
Sin dal mattino: 
mi sono svegliata molto presto (come al solito), era ancora buio, dopo un caffè sono uscita sul balcone e nel cielo scuro ho visto delle nuvole chiare che avevano nettamente una forma di angelo. Non appena l'ho visto ho formulato chiaramente questo pensiero:
"è un angelo" 
e in quello stesso istante uno spicchio di luna lucente si intravede proprio nel punto della testa, come un occhiolino, per un istante.
Una bella esperienza.
La giornata è stata lunga e caotica, mi sono occupata di sbrigare un sacco di vicende caserecce, oltre che organizzare i trasporti delle bimbe, di Cristian, la riparazione del rubinetto della Mami, recuperare le arance biologiche acquistate (chili e chili), ritirare una libreria acquistata, preparare una festa di saluto in Corte Dalì per il Natale, impacchettare i doni per gli amici... etc etc...
Il giorno prima ero riuscita anche a fare gli allacciamenti del gas e la luce... evviva... ma qualcosa non va. La luce tanto attesa non funziona, comincio ad innervosirmi, tra una faccenda e l'altra, un tragitto in macchina e l'altro, tento di mettermi in contatto telefonico con la famigerata azienda che mi ha stipulato i contratti. 
Primo grande errore della giornata: sono caduta vittima dell'epopea dei numeri verdi, delle voci registrate, delle promozioni telefoniche, dagli operatori che rispondono praticamente dal sud est asiatico, dall'inutilità di tutta la procedura, ognuno di loro mi rispondeva (dopo interminabili attese) che non poteva aiutarmi. Nel frattempo speravo continuamente che la magia si avverasse e la correte zap potesse raggiungere la nostra abitazione... no niente... e questo è stato il secondo enorme errore... 
so perfettamente che quando le cose non filano lisce bisogna IMMEDIATAMENTE rassegnarsi... se no si inizia il vortice della furia...
Nel contempo siamo arrivate in Corte (io e le bambine), dovevo preparare la serata, (mentre tentavo sempre di contattare l'azienda via telefono), le casualità hanno voluto che le mie figliole in un battibaleno (davvero in frettissima) hanno lordato la Corte in modo imponderabile: fango di scarpe in ogni dove, hanno rovesciato un vaso, fiori e rami ovunque... mi è caduta la mascella... e in più ancora dovevo fare dei pacchetti, apparecchiare, scaldare e. OSTINATAMENTE, cercare di risolvere la questione luce (come se fosse una questione di vita o di morte)... e qui ho fatto il mio terzo terribile sbaglio...mi sono infuriata, arrabbiata, (oltre modo) con le mie bimbe... le ho sgridate aspramente e lungamente, facendole sentire in colpa... oh me meschina... ci ho messo un pò a riprendermi, a scusarmi con loro, ad entrare nel clima natalizio, negli amici che nel frattempo arrivavano in corte... mi sono sentita un mostro... una tapina... un primate.
E' stata una serata splendida, tante persone sono arrivate ed hanno portato tanto affetto, amicizia, stima, amore, bellezza, doni, sorrisi e risate, presenze e aiuti... è stato meraviglioso ed io nella mia stanchezza felice, in fondo al mio cuore, ancora sentivo un fremito pensando alla luce che non c'era...(anche se non ho mancato di godermi  con piacere e gratitudine la bellissima serata e amata compagnia).
Va beh per farla breve, l'indomani mattina ho scoperto che bastava alzare un piccolo, insulso pulsante in casa, che tutto andava bene, la luce era sempre stata lì!!!!!
Andando al lavoro ho capito profondamente che ero stata messa alla prova, avevo visto un angelo, avevo sentito una profonda gratitudine al mattino presto... eppure durante il giorno, poi, non ho avuto fede nelle soluzioni semplici, non ho avuto sufficiente amore per le mie bimbe, ho fallito su ogni fronte. 
Ho ricevuto bellissimi messaggi dagli amici della Corte... e mi sono sentita ancora più meschina... e a chiudere il cerchio, in un attimo di pausa in ufficio, abbiamo deciso di bere una tisana, quelle dell'avvento... beh sono andata a cercare la tisana del 21 dicembre, era stata una giornata così particolare... e cosa era raffigurato sulla bustina? 
Un Angelo! 
Ah beh... se non è sincronicità questa!
Mi sono rasserenata anche dagli inutili sensi di colpa, sono comunque felice di riuscire a vedere i miei miserabili demoni interiori che si arrovellano per distogliermi dal calore e della bellezza... sono demoni ridicoli... era solo un pulsante... tutto si è risolto... e mi perdono per le mie sbavature, è un periodo difficile e sono grata di riuscire a chiedere scusa alle mie piccine, insomma sicuramente non hanno una mamma perfetta, ma hanno una mamma che ha sufficiente umiltà per tornare indietro sui propri passi e sa chiedere scusa...(e questo è un bell'insegnamento penso)
Ringrazio gli angeli che mi accompagnano e mi consentono di moltiplicare le mie forze...
e ringrazio il cielo di avermi dato abbastanza intuito da cogliere le risonanze tra tutto quello che mi accade.
Intanto i disguidi casalinghi sono continuati, ogni giorno c'è un inghippo (semplice) e bisogna attendere (come è giusto che sia durante l'Avvento), forse domani arriviamo all'ultimo atto, forse riusciremo ad accendere la caldaia? Speriamo! 
Intanto però sono certa che riuscirò a godermi questo Natale tanto speciale, con la mia Mami (tanto per cominciare), con le mie piccole, con Cristian ramingo come me, con la Corte... con gli angeli...
Buon Natale 
e a tutti auguro di riuscire a cogliere tutte (o almeno tante) le sincronicità e le risonanze che la vita ogni giorno ci offre.

mercoledì 21 dicembre 2016

Mamma, voglio farti un regalo, ma ho solo 10 anni

Solstizio d'inverno, un momento di transito, un momento di risalita.
Sono giorni di corse e commissioni, di silenzio e frastuono, di attesa e di corse forsennate.
Ci siamo l'Avvento sta giungendo al termine: le mie piccoline saltellano gaie in casa, rotolano sotto l'albero e non sanno più come poter aspettare Natale.
Sin dall'inizio, con Cristian, abbiamo deciso che il regalo magico (Gesù bambino o Babbo Natale suo aiutante) è uno solo e arriva il 25 mattina. Poi abbiamo deciso di insegnare loro la reciprocità, il senso del dono e del pensiero per chi si ama.
Quindi si impacchettano regalini, si creano biglietti e si scrutano pacchetti che arrivano sotto l'albero.
Mai come quest'anno le mie piccine si stanno godendo questa attesa e questa preparazione.
Ieri la piccolona mi ha fatto un'infinita tenerezza, mi ha chiesto dei soldini... voleva comprare dei doni per me e il suo papà, io le ho risposto che avevamo già preso dei pensierini, lei mi ha guardato sconsolata e mi ha detto: "mamma ho solo 10 anni, aiutami, voglio prenderli io..."
Oh patatina mia... il suo desiderio era tanto grande che in un mercatino delle pulci è riuscita a farsi regalare due oggetti che di nascosto, insieme alla sorella, ha impacchettato e messo sotto l'albero. Così riesce a farci la sorpresa che desiderava: o piccola mia, quanto mi insegni sempre... la forza del tuo desiderio e del tuo amore hanno reso possibile la magia... 
Grazie amore mio per quel che sei e per aver benedetto la mia vita (insieme alla tua sorellina) con la tua presenza...
E oggi sono qui che attendo di entrare nella casa nuova, siamo riusciti a fare contratti di luce e gas, ancora un pò di pazienza, quando attiveranno tutto, finalmente, potremo costruire il nostro nido, intanto la Mami ci coccola, il calore ci circonda e il Natale ci pervade... 
...e mi ritrovo inaspettatamente, in momenti impensati a sentire le lacrime riempirmi gli occhi: come se il grido di dolore dei bambini e delle anime di Aleppo mi gridassero nel petto!
 Mai come oggi le sento e mi sento impotente, incapace, privilegiata e voglio, almeno, ogni giorno ringraziare della mia vita, ringraziare loro per il sacrificio che assumono a favore dell'umanità tutta... 
coltivare la gratitudine... per me e le mie creature e per tutti loro...

domenica 18 dicembre 2016

Cosa ho capito quest'anno del Natale

Il Natale è davvero una festa straordinaria.

Negli anni ho provato sentimenti di ogni tipo per questo momento tanto particolare, quanto universale.

Ricordo Natali pieni di attesa,
ricordo  pieni di solitudine,
ricordo  pieni di abbracci, 
ricordo  pieni di lacrime,
ricordo  pieni di silenzio,
ricordo  pieni di famiglia,
ricordo  pieni di alcol,
ricordo  pieni di fiele,
ricordo Natali pieni... sempre!
Sono una di quelle bambine cresciuta senza credere ne a Babbo Natale ne a Gesù Bambino.
Sin da piccina sapevo chiaramente che erano genitori e sorelle a riempire di doni l'albero di Natale e devo dire che questo mi ha sempre creato una piccola malinconia.
Ho sempre invidiato i ricordi della magia di tante persone e, in cuor mio, ho un pò rimproverato la mia famiglia di avermi negato questa straordinaria attesa del sacro, del magico, del mistero.
Grazie alle mie figlie però mi sono riscattata: come spesso accade, cerchiamo di offrire ai nostri figli quello che non abbiamo avuto noi; infatti sin da che erano piccine, io e Cristian, abbiamo lavorato sodo per creare grande magia ed aspettativa per questa festa molto speciale.
Potrei raccontare numerosi episodi, in questi anni di genitore, nei quali ho riscoperto e ritrovato ogni istante perduto di questa magia calda, delicata, dolce... 
Mi interessa di più però soffermarmi sulla sorpresa continua.
A parte quanto sono riuscita a portare alle mie figlie, è molto interessante quello che sono riuscita a portare a me stessa: anno dopo anno ho scoperto che la magia esiste davvero, che davvero è possibile credere che ogni anno "qualcosa di molto speciale" sta per arrivare. Ho capito che Gesù Bambino, Babbo Natale, gli angeli, gli elfi e lo Spirito Natalizio esistono davvero.
Esistono nei gesti, nelle attese, negli sguardi, nel silenzio delle notti gelide, nelle mattine brinate, nelle favole di Natale, nei lievi gesti, nei nastri, nelle canzoni, nei doni, nelle gioie, nelle terra e nei semi tremanti.
Percorrere l'avvento, insieme alle bimbe, mi ha ridonato l'appartenenza cosmica, le gerarchie celesti, l'incanto.
E quello che è più straordinario di ogni altra cosa è che non smetto mai di imparare.
Ogni anno trovo un nuovo pensiero, una nuova sfumatura, un gesto mai visto che mi ricongiunge a questa meravigliosa festa.
E così è stato anche quest'anno, leggendo un piccolo libretto di Steiner "Per una rinascita del Natale", ho capito (finalmente aggiungerei) un particolare in più.
Ho compreso l'importanza di costruire l'attesa per i bimbi durante l'Avvento: per nutrire e coltivare profondamente il senso di gratitudine.
Ma quale gratitudine? Lo avevo già letto anni or sono, ma mi sfuggiva il significato preciso.
La gratitudine di non averci abbandonato. 
Il peccato originale, la cacciata dal Paradiso terrestre, poteva essere un baratro di oscurità, invece, attraverso la Natività (di Gesù, dei semi, della terra), ogni anno ci viene ricordato che ci sarà un nuovo sole, una nuova rinascita, una nuova metamorfosi: ecco il più profondo significato del Natale, il mondo spirituale non ci ha abbandonato, anzi, con la venuta del Cristo, siamo stati riscattati, benevolmente redenti.
C'è molta saggezza in tutto ciò... e tanto amore.
Indipendentemente dalla propria appartenenza religiosa, del proprio credo, il Natale rappresenta, al di là di ogni ragionevole dubbio, un momento di svolta, di luce in terra (nel momento più buio della terra), e le stelle ci sono vicine, e domani sarà ancora giorno, e in primavera ci saranno ancora frutti ed è un dono di continua speranza: ecco quale gratitudine!

E questo libretto mi ha donato questa nuova consapevolezza ... e la mia gratitudine è grande...
E credo anche che questo percorso mi sia stato utile, partire senza conoscere nulla (da bambina), mi ha permesso di portare a consapevolezza con grande profondità il mistero del Natale... e di questo ringrazio la mia famiglia, la mia storia e la vita stessa.

sabato 12 novembre 2016

Sgomento e felicità... insieme!

Novembre scivola alla velocità della luce, denso di impegni, intriso di stanchezza, pungente come le prime ghiacciate sulle macchine, dorato e violetto come le nuvole all'alba, nebbioso e impalpabile come la bruma sui prati del mattino.
Corriamo a perdifiato tra i cambiamenti, gli impegni, le nostre responsabilità e i venti di domani, incalzante come se, quasi fosse già oggi.
E mentre io e Cristian inscatoliamo la nostra vita in comune, anni di vita felice, mentre ci guardiamo un pò confusi, esaltati e sommersi, mentre le nostre bimbe giocano (apparentemente serene) tra gli scatoloni e il disordine esistenziale, mentre galoppiamo tra il lavoro e i nostri progetti che sono nel pieno della loro realizzazione, mentre saltiamo di palo in frasca nel gestire il tempo e quanto c'è da fare, inevitabilmente, mentre accade tutto ciò sento sempre più emergere sulla pelle, nei pensieri, nel sentimento, un ineluttabile senso di morte.
Lo so, insieme al mio temperamento collerico, in questi frangenti di grande cambiamento, fa capolino e si insinua l'altra parte di me, quella malinconica, quella che è capace di trovare e offrire gioia, quella che assapora e gioisce delle piccolezze della vita, dell'incontro con la natura, dell'appartenenza cosmica, nell'esserci integralmente, ma è anche quella parte che nel cambiamento e nelle partenze vive il lutto e la consapevolezza che le nuove ere necessitano del sacrificio di quelle vecchie.
Normale, ovvio, ma ugualmente mi portano sgomento e grande riflessione: 
si sta concludendo un'epoca della mia vita. 
Un'epoca meravigliosa, dove ho incontrato la mia anima gemella ed ho costruito un nido d'amore, dove sono nati tutti i miei figli, quelle che trottano serene e quelli che sono nelle mie viscere e nella mia anima, dove mi sono trasformata e metamorfosata in un io, invece di un ego, dove ho cominciato davvero a vivere.
Nulla di tutto questo scomparirà, anzi proprio perchè mi soffermo a pensarlo e risentirlo, lo fisso ancor più indelebilmente, il fatto è che inizia una nuova fase di vita, desiderata, anelata, promossa e realizzata, ma pur sempre una nuova via che lascia qualcosa dietro di sè... cosa lascio?

La maternità di bimbe piccole da curare, di ritmi lenti e nasini da asciugare, di magia e coccole nell'incavo della spalla, di sonni in compagnia di boccucce sorridenti e sorprese continue... comincia una vita cittadina dove noi, bella famigliola, trottiamo felici e ardimentosi nel mondo, abbandoniamo tutto quello che conosciamo, la nostra soffitta di legno, il nostro caldo camino, i nostri boschi e il monte Orsa, la Novella e San Martino, gli scricchiolii conosciuti, gli spigoli assaggiati con i mignolini, le stanze percorribili al buio, perchè tanto conosciute... in ogni angolo, dove poso lo sguardo, ricordo momenti dolci e meravigliosi... non potrò più farlo, le pareti saranno altre, pagine bianche su cui scrivere nuovi ricordi... e lo aspetto con trepidazione, eppure il mio temperamento malinconico non può fare a meno di soffermarsi su questo senso immenso di perdita... scelto, voluto, desiderato... e la ringrazio questa maliconia perchè mi consente di salutare, di imprimere, di riconoscere... e ricordarmi, sempre, che sono tanto fortunata, che ho una vita meravigliosa e non voglio dimenticare neanche un istante... traslochi... come sono impegnativi....

domenica 6 novembre 2016

Trasloco... come sbucciarsi un pò

Sono giorni caotici e pieni di attività di sentimenti e cambiamenti, di presenza e grande volontà.
Stiamo preparando il trasloco. AH!
Tutti quelli che ci sono passati sanno cosa vuol dire: riempire numerosissimi cartoni... e la casa è sempre piena di oggetti e stralci di passato. Vorresti anche sempre domandarti se questi oggetti vogliono diventare anche pezzi di futuro... o se, invece, sia arrivato il tempo di una separazione.
Qualche volta ci sono riuscita, ma presto la foga di finire più velocemente possibile mi ha portato ad infilare tutto nelle scatole... e poi si vedrà.
Abbiamo trovato una simpatica coppia che prende la nostra casa... il piccolo problema è che ne hanno bisogno immediatamente, quindi entro il primo dicembre dobbiamo traslocare tutto! AH!
Oltretutto la casa dove dovremo andare non sarà pronta subito, forse dopo Natale... AH!
Io e Cristian ci siamo buttati all'arrembaggio, sono giorni che trottiamo come dei pazzi: procura scatole, riempile, riponile, trasporta materiali, ordina e ragiona, programma e pulisci e sposta e trascina e riempi.
E intanto, come un vecchio pachiderma, la nostra cuccia si sta smontando, mi si posano gli occhi in alcuni punti e, pur sapendolo perfettamente, mi sembra che gli oggetti siano svaniti nel nulla e al loro posto ci sia un piccolo vuoto evanescente...
Siamo felici e concentrati, desiderosi di questo cambiamento e vagamente euforici.
Le bimbe le vedo, sono entusiaste e partecipano nel riporre le loro cose, giocando e immaginando, e in alcuni momenti vedo nel loro sguardo un velo di malinconia nel sentire che qualcosa sta cambiando.
E' la casa dove sono nate e cresciute, l'unica realtà di casa conosciuta, il loro riferimento, la loro pelle più esterna... e mi addolora sapere che si sbucceranno un pochino e un pò farà male.... però so anche che sarà una nuova grande e straordinaria avventura. 
Faremo un bell'avvento, un pò raminghi, un pò ospiti, un pò alla ricerca di noi e del nostro nuovo modo di vivere. 
Tutto improvvisamente, tutto in una volta... ma è sempre stata così la mia vita, di grandi balzi, di salti nel vuoto, di entusiasmo e grande fiducia nel fatto che tutto andrà bene, che ogni giorno è una scoperta.
Adesso si lavora... uno sguardo al sentire... ma la volontà e la fortezza sono quello che ci occorrerà in questo novembre di svolta.
Si parte... evviva!


lunedì 26 settembre 2016

Accelerazioni autunnali

Ho passato giorni (e post) a descrivere e raccontare le mie sensazioni, i sentimenti, le paure, le congetture... su quanto stava per accadere, sulle prospettive, sui progetti.
Beh, in un attimo è arrivata un'accelerazione fotonica che mi ha lasciata piuttosto sgomenta e schiacciata al suolo.
Tutto si materializza (contemporaneamente certo). 


Il lavoro richiede ad ogni minuto di più, i costi aumentano a dismisura, abbiamo trovato la nuova casa dove andare ad abitare, è l'ultima settimana a tempo pieno al lavoro, il famigerato caldo è scomparso, lasciando il posto a una gelida arietta mattutina che tutti ci ha stroncato.
A turno il raffreddore è passato da Cristian, alla piccolona, alla piccolina e per finire, più forte che mai, a me! AH! Due giorni come se avessi bevuto una bottiglia di superalcolico, svarioni, confusione mentale, vista annebbiata e, in più, naso rossissimo, starnuti violenti, apnea e tosse.
Nel frattempo ho dovuto sostenere un numero indecifrato di riunioni, incontrare la padrona di casa, pensare a traslocare una cucina (generosamente donata ma da prendere subito), sono arrivate le chiavi dei nuovi locali della Corte Dalì e, per finire, organizzare una mirabilante festa di compleanno per la mia piccolona che festeggiava i suoi 10 anni!
Stasera ho ricominciato a prendere un pò di fiato e tremo all'idea che fra una manciata di ore è già il famigerato lunedì!
Per intenderci, sono felice di tutto (beh del dannato raffreddore no), soprattutto tenendo conto che il movimento è sempre segno di cambiamento, di nuovo, di mutazioni e grande energia.
Semplicemente sono stata presa alla sprovvista e ho retto a fatica, per questo mi sono ammalata.
Nel contempo, anche, però, sono stati giorni meravigliosi, ho potuto contare su amiche straordinarie, assaggiando con mano la “sorellanza” e l’empatia, l’affetto e la disponibilità. Mi sento il cuore colmo di gratitudine, per essere così amata e fortunata.
La festa della mia piccolona è stata bella ed emozionante: abbiamo fatto un salto in avanti, è diventata grande.
Per meglio sottolineare questo momento, abbiamo esaudito un suo grande desiderio e, finita la festa coi compagni, abbiamo preparato una sorpresa, una prova importante: siamo andate a fare i buchi nelle orecchie!
E’ bellissima la mia dolce Margherita, vanitosa, determinata, dolce, una bella ragazzina di 10 anni.
Tra uno starnuto e una tirata in su di naso, mi sono goduta la mia bimbetta che faceva gli occhi dolci a qualcuno a cui tiene molto, l’ho guardata armarsi di coraggio di fronte a quel bruto che le ha trafitto le orecchie, l’ho vista gioire dei doni ricevuti, dei momenti magici, delle sorprese, delle amicizie, dei parenti, dell’essere al mondo.
Ed io rutilante per le diverse organizzazioni, per la testa ottusa dal raffreddore e la febbriciattola, barcamenandomi tra le spese e il lavoro, con il preziosissimo aiuto delle mie sorelle acquisite, sono riuscita ad organizzare una giornata da favola per questa bella anima che ha impreziosito la mia vita da quando l’ho solo pensata…

Un equinozio strepitoso… ed è solo l’inizio! Buon Autunno a tutti!


domenica 14 agosto 2016

Non tutto il male viene per (solo) nuocere

 Come si suol dire le disgrazie non vengono solo per nuocere. 
In questi giorni di ritiro besanese abbiamo finito di risistemare la camera delle bimbe, abbiamo finito di imbiancare e dato un nuovo assetto per bimbe "grandi", meno spazio ai giochi e più spazio a tavoli e scrittoi.
Sono venuti a trovarci i cugis con i quali abbiamo giocato, mangiato, ghignato, bevuto...
Ci siamo dedicati allo stare insieme, noi famiglia, nella rilassatezza, nella tranquillità.
E poi, non da ultimo, ho potuto vedere e sentire quanto amore c'è intorno a me. Una carissima amica ci presta la sua vettura nei prossimi giorni, così magari riusciamo ad organizzare meglio il recupero della puzzolona e facciamo qualche ultima piccola gita prima del mio rientro al lavoro e poi, ancora, i cugi ci presteranno la macchina per i primi giorni del rientro al lavoro. 
Così recuperiamo anche la twingo. 
Ho ricevuto messaggi di solidarietà ed amicizia, offerta di passaggi e compagnia.
Una profusione di affetto e sincera amicizia: non che avessi bisogno di "provarlo", ma tastare con mano tanta disponibilità per noi è senz'altro un bellissimo dono portato dalla sciagura di questi giorni.
E non lo penso solo in questa occasione, capita spesso che le persone mi portino un dono, un pensiero, un saluto che mi da un grande senso di riconoscimento, mi sento amata e questo mi fa pensare che forse riesco a portare qualcosa di buono agli altri. 
Non è così scontato riuscire a dare "qualcosa", senza entrare nel vuoto altruismo, riuscire ad essere qualcosa per gli altri, grazie a ciò che sei. 
E questo mi ripaga dell'infinito lavoro personale che faccio ormai da quasi 20 anni: psicodrammi, armonizzazione, psicomotricità, arte, costellazioni etc...
Qualcuno mi dice: ma non è mai abbastanza? 
No, è un esercizio continuo per cercare di tenere a bada l'Ego che tramuta tutto in tornaconto personale. 
Invece lo sforzo sta proprio nel cercare di incontrarsi tra anime... ed io ho in mente tante anime che incontro... (oltre alla mia amata famiglia): 
Sara, Daniele, Ivano, Goffredo, Daniela, Claudia, Diana, Mami, Eva, Davide... e tanti altri ancora, non posso elencarli tutti. 
Grazie a tutti, amici, parenti... amati tutti! 
Sono molto fortunata!

sabato 13 agosto 2016

Prigioniera a Besano

Va beh, avevo in mente di scrivere numerosi post in merito alle belle attività dei giorni appena trascorsi, mi ripromettevo che avrei scritto numerose simpatiche righe, non appena ne avessi avuto il tempo... e lo farò (anche perchè adesso di tempo ne avrò senz'altro). 
Invece oggi mi preme scrivere di un fatto increscioso accaduto ieri sera che mi lascia alquanto sgomenta.
E' successo di nuovo! La macchina mi ha di nuovo piantato in asso! Sob!
Ieri  sera siamo andate con le bimbe a guardare le stelle cadenti e sul ritorno, felici e stanchi, a bordo della puzzolona (il nome della nostra multiplona scasciona),  le spie cominciano a lampeggiare e sentiamo un terribile odore di plastica e gomma bruciata. Prontamente Cristian si è fermato in una rientranza al lato della strada. Apre il cofano, una bella fumata e, ovviamente, la macchina non riparte più! Ah! Di nuovo! 
Questa volta alle 11 di sera con a bordo le mie figliole che hanno subito cominciato a miagolare nel panico: "e adesso cosa facciamo?", "la nostra macchina poverina?", "rimarremo qui tutta la notte?".
Un attimo di basimento (direi comprensibile) mio e di Cristian e poi abbiamo attivato la procedura, cerca il carro attrezzi convenzionato, cerca di farti venire a prendere (perchè è venerdì sera, alle porte di ferragosto). 
Nel frattempo io ho chiamato la cavalleria (come al solito la mia cara sorella Diana) che ha prontamente risposto, si è alzata dal letto ed è venuta a recuperarci tutti e quattro, riportandoci a casa sani e salvi!
Va beh, ripeto, per la seconda volta, nel giro di pochi giorni vedo la mia carrozza trainata e issata e portata via. Una cosa curiosa, ad alcune persone questo non accade mai nella vita,  per me sta diventando un'abitudine. Certo, se avessi delle macchine nuove, questo sarebbe più difficile, i nostri due bidoni, si sa, sono un pò a rischio. 
A parte le considerazioni su come faremo (economicamente parlando) a far riparare DUE macchine, a parte che meditiamo da tempo la demolizione della Puzzolona (al solo pensiero le bimbe gridano innorridite, ieri sera hanno gridato in coro che loro vogliono tenerla fino a quando sono adulte, ah beata gioventù innocente), comunque dicevo, a parte tutti i pensieri di tipo pratico, mi domando che DIAMINE mi voglia dire questa situazione, perchè le sincronicità, come spesso dico, hanno il loro perchè ed io, oggi, faccio un pò fatica a coglierla.
Siamo nella settimana di ferragosto, il dannato meccanico non ha fatto in tempo a guardare la twingo prima delle ferie, la puzzolona ci ha mollato ed io, cari miei, mi sento decisamente PRIGIONIERA a Besano (minuscola località priva di servizi, con paesani e vicini non troppo cordiali, poco servita dai mezzi e dalla quale, come ripeto da tempo, vorrei allontanarmi al più presto).
E invece eccomi qui, nelle mie prigioni!
Da una parte mi consolo pensando che passerò la mia ultima settimana di ferie appiccicata alle mie figlie, riposando e dedicandomi alla casa e alla scrittura, dall'altra parte sento un vago senso di soffocamento e prigionia. 
La macchina per me ha sempre simboleggiato la via di fuga, il piano B per ogni evenienza, il mezzo per sfuggire le situazioni e cambiare scenario... AH!
C'è di buono che non voglio sfuggire alla mia famiglia e che il periodo è molto calmo, però torno a domandarmi: perchè tutto ciò? Spero che sia il presagio di qualcosa di buono, gli ultimi atti di questa mia vita besanese, che al di là del luogo geografico, sono stati anni meravigliosi: d'amore, di maternità, di crescita.
E' ovvio che staccarsi da tutto ciò procuri qualche subbuglio energetico... e quindi va bene, mi godrò la mia prigione dorata fatta di giochi con le bimbe e relax estivo... sperando che poi il costo del meccanico non sia una pillola indigeribile...........


lunedì 8 agosto 2016

Margherita disastri in cucina


La Piccolona (o forse dovrei cominciare a chiamarla la Grandina?) è in pieno Rubicone, 9 anni, passaggio epico e definitivo. 
(Per maggiori approfondimenti è interessante questo libro, di cui consiglio vivamente la lettura, oppure più velocemente è interessante un articolo che ho trovato qui).
In questo momento di transito e di sostanziale cambiamento non riusciamo a trovare il nome giusto per questa bella figliola: non è più una bambina, ma non è neanche una ragazzina, una fanciulla? Sì potrebbe essere corretto, ma è un nome un pò anacronistico, ormai desueto (purtroppo perchè rende bene l'idea). Scherzando ogni tanto le dico che è una "vecchia bambina", ma lei se la piglia e non vuole. La maestra Annamaria ci ha suggerito "bambina saggia", questo è risultato più gradito, però non sempre appropriato: quando grido esasperata di fronte ai suoi no perentori o alle pigrizie insensate o all'altalenare degli stati d'essere o alle paure sfrenate, mi viene in mente di tutto fuorchè la parola saggezza.
Comunque al di là dei nomi (anche se il nome la racconta tutta, il nome ti identifica e ti colloca al tuo posto nel mondo), vedo la mia amata creatura cambiare profondamente e iniziare i primi timidi passi verso "altro", verso la vita, le esperienze e i suoi propri pensieri.
La perdita dell'incanto dell'infanzia, i primi pensieri sulla morte, il primo occhio critico sui suoi amati genitori, tutto ciò è ricompensato da un'acquisita e tormentata individualità, da un io che si afferma non solo come differenziazione da tutto ciò che è non-io, diventa un io che sta sulla terra, in bilico tra bene e male, giusto e sbagliato, vero o falso, insomma emerge timido un io che comincia ad emettere dei giudizi sulla realtà. Una grande ricompensa perchè spiana la strada dell'indipendenza, del gusto personale, delle scelte, in ultima analisi della libertà d'essere.
E questa estate 2016 è all'insegna di questo fantastico passaggio d'identità e mentre ancora la Piccolona mi chiede (talvolta) di dormire nel lettone, contemporaneamente la Grandina che sta diventando mi chiede di "fare cose da grandi".
Tra i tanti desideri ce ne sono alcuni realizzabili e la cucina è diventata uno spazio di sperimentazione identitario.
Abbiamo cominciato con il caffè, ero perplessa, mi inquietava un tantino quell'oggetto e quel liquido incandescente, ma a farmi capitolare è stata una sua affermazione: "mamma se non me lo fai fare non imparerò mai!"
Hai ragione figlia mia. Si è accontentata per qualche giorno, orgogliosa, di preparare il caffè per me e Cristian.
E' durato poco, è arrivata all'attacco con nuove richieste e abbiamo cominciato l'apprendistato di piccola cuoca.
Ha già cucinato, sotto la mia supervisione, simpatici piattini estivi: riso in insalata quattro risate (ogni pietanza ha un nome ovviamente), pasta con le patatine alla nonna Emanuela, pepite di Zio Paperone (polpettine di ricotta al sugo), peperoni all'aceto alla sicula e una simpatica torta presa dal manuale di Nonna Papera, il ciambellone di Achille con variante marmellata.
Le operazioni non hanno mancato di creare alcuni incidenti di percorso, olio bollente che schizza sulle manine inesperte, lo sbattitore elettrico che si accende improvvisamente sbatacchiando le povere ditine, il fornello che sbuffa una fiammata come un drago e via dicendo.
Nonostante questi piccoli incidenti (che hanno abbastanza atterrito la Grandina) l'entusiasmo non è calato e devo dire che i risultati sono stati ottimi.
Abbiamo sbafato qualche pranzetto e cenetta cucinato dalla nostra cuoca in erba.
Ti guardo piccola mia e mentre sei tutta presa dai tuoi romanzi che leggi, dai bronci di ribellione, dai piccoli segni di un corpicino che cambia, dal senso dell'umorismo sempre più spiccato e complice, dai tuoi primi turbamenti, sento rinnovato il mio profondo innamoramento per te amore mio che, insieme a tua sorella, siete quanto di più bello abbia mai realizzato:
un cammino di vita condiviso tra anime karmiche! Che spettacolo la vita!

venerdì 29 luglio 2016

La differenza

Due bambine, due sorelle, stessi genitori... 
eppure differenze sostanziali, impatto con il mondo quasi polare!
Ieri sera siamo andati con amici ad una festa della birra della zona per mangiare un boccone estivo all'aperto, degustare delle birre artigianali crude e assaporare un pò di serata estiva. 
La festa prevedeva l'intervento di una band rock che suonava anche qualche pezzo metal con la chitarra distorta.
Una simpatica cantante dalle forme morbide, vestita di nero troneggiava in mezzo al piccolo palco e le casse ci assordavano un pochino. Non sapevo di questo "interludio musicale", non lo avrei scelto per le mie figliole, ma il contesto era carino, la serata piacevole e il gruppetto era simpatico da vedere.  
La grandona, che proviene dal mondo delle fate, era abbastanza inorridita e turbata. Quei suoni acuti, dissonanti e penetranti, la infastidivano e mi si  è incollata addosso, tappandosi le orecchie e, con occhi preganti, mi ha chiesto di andarcene. 
La piccolina invece, che è una fata tuttofare di terra, si è seduta a gambe incrociate, ferma e dritta come toro seduto, davanti al palco ed è stata subito rapita, affascinata, da quanto erano in grado di produrre quei giovani davanti a lei.
Mi sono sorpresa non poco a vederla accennare con la testa il ritmo duro del pezzo, una piccola rockettara in erba. Dopo un paio di pezzi abbiamo deciso di toglierci da quel baccano, la luce se ne stava andando ed eravamo ben oltre il crepuscolo e quella musica, ho deciso, era davvero troppo per le mie bimbe. 
La piccolina ha manifestato tutto il suo dissenso, voleva rimanere ad ascoltare fino in fondo, ci ha seguito con estremo disappunto, asserendo decisa che vorrà sentirli sempre. Ah!
Non ho un particolare giudizio in merito a chi ascolta musica rock o metal, anzi ne ho ascoltata molta anch'io, più che altro mi basisce che possa essere così gradita a sette anni.
Ripeto, sono entrambe figlie nostre, sono cresciute con lo stesso modello e con gli stessi stimoli, eppure mostrano delle differenze estreme che mettono in evidenza i loro differenti temperamenti, le loro caratteristiche e il loro "essere nel mondo" sostanzialmente e formalmente divergenti.
In verità sono due piccoline pacifiche, giocano molto insieme e sono sorellissime, si amano molto e passano infinite ore a "fare" insieme: leggere, recitare, inventare, colorare, costruire, giocare, cantare, inscenare ... sono favolose, da sempre, amorevolmente, l'una per l'altra.
Eppure sono fatte di una sostanza diversa, una celeste e l'altra terrestre, una nella leggerezza e l'altra nell'affondo, una un pò indolente e l'altra nella volontà di ferro, una flessibile e l'altra granitica.
La nascita delle mie figlie è stata un'occasione meravigliosa per riconquistare e riassaporare il mondo attraverso l'incanto dei loro occhi avidi e curiosi di conoscenza. Mi hanno insegnato a vivere, a cogliere ancor più le sfumature, ad approfondire i minimi perchè e i grandi dilemmi esistenziali.
Ogni giorno che passa mi accorgo che si allontanano verso il mondo e sempre più la mia gonna è leggera, non ci si appendono più come un tempo, gagliarde e volitive cercano esperienza.
Quanta felicità mi da vederle crescere, e sempre, e ancora, e fortemente, continuano ad insegnarmi.
E ieri sera mi hanno mostrato questa grande verità antropologica: indipendentemente dal contesto educativo, ognuno di noi porta con sè una propria sfumatura individuale e unica. Ovviamente non è una novità, lo sapevo già prima di ieri sera, ma vederlo così palesato dalle mie piccole, in uno scorcio normale di vita è stato davvero esplicativo ed evidente.
Grazie piccoline di tanto che mi portate, di quanto mi regalate e ieri mi avete offerto la bellezza della differenza e poi... 
non posso fare a meno di pensare alla mia piccolina... 
chissà in quanti pratoni finirà a pogare davanti a sconosciute band, dark e fracassose! Ah! speriamo bene...

mercoledì 27 luglio 2016

Burger di quinoa e verdure


In questi giorni di vacanza (delle bambine) il fattore alimentare diventa più complesso rispetto al resto dell'anno.  
Durante l'anno scolastico Cristian e le bimbe i pranzi li consumano sempre a scuola. 
In estate invece le derrate alimentari, la  programmazione dei pasti e la loro successiva preparazione necessitano di impegno e riflessione.
Inoltre nei periodi di caldo vengono meno tutta una serie di semplici e sane pietanze che tanto favoriscono l'organizzazione familiare (pastine, zuppe di legumi e minestre con cereali integrali).
Stasera ho aperto il cassettone delle cibarie ed ho guardato, insieme alle bimbe, con perplessità le diverse confezioni che amo comprare nei negozietti biologici/salutisti. Abbiamo elencato le possibilità: riso venere? riso basmati integrale? Cous cous? Legumi? 
Sia io che le bimbe non avevamo davvero voglia di nulla, finchè abbiamo adocchiato la quinoa (questo strano cereale non cereale), ci siamo guardate un pò svogliate, immaginandoci il solito pappone che queste "granaglie per uccellini" producono.
Intendiamoci, sono una promotrice di questo tipo di alimentazione, ma come dicevo, in estate è tutto un pò più complicato o semplice (a seconda dei punti di vista).
Insomma, insalate di riso fresche e piene di verdure, insalate in genere, pomodori e cetrioli, capresi e qualche ovetto si organizzano in fretta e rispondono alle necessità legate al caldo. Però i pasti sono tanti e anche le giornate di vacanze e alla lunga manca il cibo "cotto", manca all'umore e anche all'intestino.
Allora ci siamo attrezzate di entusiasmo e su internet abbiamo cercato ricette sfiziose con la quinoa. A giudicare dal quantitativo di preparazioni in formato polpetta, credo che molte altre persone abbiano fatto le nostre stesse riflessioni sui "papponi" non proprio appetibili in questo periodo dell'anno.
Navigando tra vari siti culinari, abbiamo trovato in che cosa cimentarci: burger di quinoa e zucchine.
E mentre ci siamo attrezzate con ingredienti e utensili, ho pensato a quanto fosse facile, in verità, organizzare pasti vegetariani (se non addirittura vegani), sani e anche gustosi.
Abbiamo fatto una cenetta deliziosa con in nostri burger appetitosi, un contorno mediterraneo con verdure stagionali che si è autocucinato nel forno (è bastato tagliuzzare una melanzana, una patata, una zucchina e un peperone, una spolverata di sale, erba cipollina, un goccio d'olio e metterle a cucinare; due o tre "rugate" nel quarto d'ora di forno e le verdure deliziose erano pronte).
La quinoa si prepara in un attimo e non è tanto importante cosa ci si mette dentro (io ho usato curry, purea di cannellini, zucchine ed erbe aromatiche), il "pappone" di cui parlavo, una volta intiepidito si presta benissimo ad essere maneggiato e si possono fare burger, polpette o tortini, da cuocere in padella o nel forno... insomma è facile e si presta all'improvvisazione, comunque è un ottimo risultato. 
Ho pensato a quanto siamo vincolati alla carne e, in genere, alle proteine animali. Sembra sempre, mangiando prevalentemente verdura, che la tavola sia sguarnita: invece tutte le volte che mi invento varianti sul tema, che imbandiamo la tavola di colori, profumi e vegetali, mi rendo conto che è il modo più giusto di alimentarsi, leggero, goloso e, appunto, sano!
Quale inganno ci ha condotto a privilegiare le proteine animali che tanto affaticano il nostro corpo? Cosa ci spinge a privilegiare un'alimentazione che si discosta dalla nostra fisiologia? Infatti noi abbiamo un intestino lungo come gli erbivori, una mascella che non è atta a "strappare e lacerare" la carne.
Cosa è successo? Siamo ancora dentro il retaggio del post guerra che vedeva nella carne il segnale di benessere? 
E al di là delle ragioni storico/antropologiche, come è possibile che una persona come me (e come me ce ne sono tante), consapevole di quale sia l'alimentazione più adatta per la salute, persin fantasiosa e creativa ai fornelli, come è possibile che ci sia sovente una ricaduta nelle proteine animali?
So perfettamente che i chicchi integrali, i semi, i legumi e le verdure sono gli alimenti che mantengono e garantiscono il miglior equilibrio del nostro corpo, il nostro tempio dell'essere, e mi impegno, formalmente, di fare uno sforzo di volontà per me, la mia famiglia e per il pianeta e di ricordarmelo il più possibile, farlo diventare, una volta per tutte, uno stile di vita e non solo un pensiero astratto o un periodo disintossicante.
I nostri burger di quinoa erano davvero deliziosi e ce li siamo sbafati contenti! 
Posso farcela...

martedì 12 luglio 2016

Il regalo più grande...

Oggi è stato un lunedì molto intenso e lieto. 
Il rientro al lavoro (dopo il week end) è stato un pò duro, in estate è talmente facile e repentino dimenticare il lavoro. 
E' un periodo in cui si trotta mica da ridere, come tutte le estati, quando la scuola chiude i battenti, nel momento del meritato ristoro e della leggerezza estiva, noi "degli educativi" siamo in attività frenetica per preparare i servizi per il prossimo anno scolastico. 
Tra le altre cose nella mia città c'era vento di elezioni e sono avvenuti cambiamenti di direzione che necessitano di aggiustamenti o quantomeno di conoscenza reciproca. E quindi sono giorni di riunioni continue, aggiornamenti e rielaborazioni e, nel contempo, di organizzazione di servizi per oltre 1500 bambini. Mica un affare da poco.
E come dicevo, nonostante tutto questo, la leggerezza estiva, il caldo umido, la voglia di famiglia, la stanchezza (forse anche quella), fanno sì che nelle brevi pause lavorative io riesca a dimenticare completamente il lavoro.
Stamani, quindi, sono arrivata in ufficio come un alieno, stranita di ritrovarmi lì, quasi fosse uno scherzo burlone del destino, con la faccia plissettata dal cuscino e, già, una lieve umidità di sudore della fronte. Ho sempre questo pensiero che mi frulla, quando fa caldo bisognerebbe mettersi tutti d'accordo e indire un sacrosanto arimo lavorativo... prendiamocela più calma!
Invece no, la mattinata è partita al fulmicotone e, subito dopo il primo caffè orrido della macchinetta, sono cominciate riunioni, nuovi servizi, nuove tabelle, nuove mail... etc... e prima che io potessi accorgermene ero già oltre un'ora il tempo in cui sarei dovuta uscire! AH! Meglio così, quando non ti accorgi del tempo che passa il lavoro, alla fin fine non pesa.
Arrivo a casa e trovo le mie figliole già un pò agitate, infatti le abbiamo iscritte ad un mini corso di nuoto estivo ed oggi c'era la prima lezione. 
La prima cosa che mi hanno chiesto le bimbe quando sono entrata dalla porta è stata: "quando è ora di andare?"
Ho cercato di convincerle che mancava qualche ora e sono stramazzata sulla poltrona, morta di caldo nell'afa pomeridiana, e sono caduta in un sonno profondissimo, necessario per svuotare il cervello dalle ore del mattino e dallo schermo del pc. 
Un sonno interrotto più e più volte dalla stessa litanìa: "mamma, quando è ora di andare?"
Beh poi come spesso accade è arrivato un momento convulso in cui si cominciava a fare tardi, naturalmente le cuffie per la piscina hanno deciso di giocare a nascondino con noi, mettendoci un bel pò di tempo prima di farsi scovare, insieme ad altre due o tre cosine (la casa quando ci si mette è un pò burlona, nasconde gli oggetti e ti obbliga a far tardi proprio quando non volevi)... Ma ce l'abbiamo fatta, siamo riusciti ad organizzare il nostro bel borsone, nella ricerca abbiamo trovato delle mie vecchie pinne e la piccolina, tutta ridente, le ha subito indossate facendo un buffo "clomp clomp" in cucina, le ho intimato di toglierle cercando di convincerla che non le sarebbero servite. Sono buffe le mie piccoline, vivono la vita in modo entusiasta e totale, ogni esperienza le invade completamente ed oggi, infatti, eravamo pronte a grandi "traversate" olimpiche, molto serie e decisamente agitate.
Siamo partiti in corsa, papà compreso, e siamo andati a prendere anche un'amica con il suo piccolino (altro iscritto al corso)... siamo anche riusciti, sempre correnti, sudanti, agitanti e ridenti, a passare in libreria a comprare un paio di libri (l'estate è un periodo meraviglioso per leggere): ho acchiappato al volo un libro per papà e uno per la piccolona (Pennac) e via di corsa verso la piscina.
I bambini emettevano gridolini e non stavano più nella pelle (nemmeno io). Senza indugi si sono preparati e li abbiamo accompagnati fino al muretto d'ingresso della piscina. E' arrivata un'istruttrice che ha fatto uno specie di appello (per i nuovi) ed è stato bellissimo vedere le mie piccolotte fare un passo deciso in avanti quando sono state chiamate (e il cuore di mamma si è ingrossato di orgoglio e commozione)... non ho potuto farne a meno... ho chiamato le istruttrici per dir loro... non so neanch'io cosa, qualcosa di insensato, che sanno mettere la testa sotto, ma che... non so cos'altro, credo forse solo che volessi dire loro... sono le mie bimbe... mi raccomando occupatevene... e infatti le istruttrici mi hanno preso subito in giro: "non si preoccupi signora, vediamo come va e poi le portiamo al largo nel lago"... spiritose! Mi sono sentita la solita chioccia e correndo come un furetto sono uscita per andare a gustarmele tutte dal vetro.
Mi sentivo una bambina! Ero felice, orgogliosa, divertita, fiera... come erano belle le mie figliole... tutte saltellanti, tutte serie ad ascoltare la maestra di nuoto, ad eseguire le consegne, intente e felici. Tre idioti: io, Cristian e la nostra amica, lì a guardare ogni istante del corso... (comprensivo di qualche bella foto) ma come rinunciare alla gioia immensa delle mie figlie?
 Il regalo più grande...
E' durato poco (50 minuti) ma a me, e soprattutto a loro, è sembrato brevissimo, sono corsa a riprenderle al muretto, e sono arrivate, incuffiate, in accappatoio, tutte fiere ed esaltate... e siamo andate a fare tutte quelle cose da corso di nuoto (la doccia). 
La piccolina si informava su quale fosse il nostro camerino e le ho accontentate, le ho lasciate fare da sole, si sono asciugate (più o meno) e vestite dentro il bugigattolo, abbiamo comprato una simpatica magliettina griffata con il logo del corso e poi siamo andati a festeggiare dai nostri amici con una bellissima apericena.
 Birra, aranciata e leccornie di ogni genere, una giornata memorabile... coronata dalla condiscendenza degli angeli, sì perchè è arrivato un fragoroso e ventoso temporale che ha portato con sè un doppio arcobaleno scintillante... una gioia infinita, un arco completo, sfumature di colori ineguagliabili ed eravamo estasiati tutti e sette, adulti e bambini, a cercare di rimirarlo tutto, a immaginare il pentolone d'oro alla fine... non ricordo di aver mai visto un arco così perfetto... grazie cielo di aver baciato questa bella giornata... 
e tornando a casa le mie bimbe mi hanno detto che terranno la maglietta per sempre e alla mia obiezione che diventeranno piccole mi hanno semplicemente  risposto che le terranno per i loro figli e i loro nipoti... 
Il regalo più grande... la gioia delle mie figlie!