...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta poesia. Mostra tutti i post

martedì 23 marzo 2021

istanti


Lieve nel mondo

la mia vita è un'istante,

una pulsazione breve

tra milioni e milioni

di altre brevi pulsazioni.


Daniela Merlino

domenica 20 maggio 2018

Difficile, quasi impossibile

Difficile, quasi impossibile

riuscire a riflettere su di sè, scriverne e nel contempo vivere in assoluta presenza.
Difficile, quasi impossibile
distogliere lo sguardo da un essere umano ridotto ad uno scheletro, anche se è tua madre.
Difficile, quasi impossibile 
partecipare gioiosamente a tutti i balzi di crescita delle mie figliole, sono troppo veloci.
Difficile, quasi impossibile
dare ordine, priorità al mondo che ti viene incontro, tutto sempre in primo piano.
Difficile, quasi impossibile
essere tristi di fronte alla bellezza e alla perfezione della vita, compresi i colpi di vento, ovunque è riconoscibile la saggezza.
Difficile, quasi impossibile
rimanere desti e ricordare che è nel presente che ogni obiettivo dovrebbe essere perseguito, passo dopo passo.
Difficile, quasi impossibile
Esserci al di là di ogni ragionevole dubbio...
Difficile, quasi impossibile
ma ci provo ogni giorno della mia vita.
Daniela Merlino 

mercoledì 25 aprile 2018

A proposito di ritmo...

Un inverno mite, non troppo freddo, poca neve, pochi cappelli, pochi vetri ghiacciati.
Un inverno lungo, eterno, infinito. 
Neve a marzo, aria gelida, la primavera in sordina, i germogli lontani.
L'inverno è finito. 
I tigli profumano...
Davvero? 
Sì i tigli... due giorni, in soli due giorni un'escursione termica di 20 gradi!
A proposito di ritmo... ma quale ritmo!

come anime vaganti in un deserto: torrido di giorno e gelido di notte
come fantasmi incerti, indecisi su come lasciare le coperte e le timidezze
come farfalle gioiose alla ricerca del sole... vogliose ma confuse
Che succede? 
Il mondo è confuso
Il mondo mi confonde
Eppure è talmente dolce indugiare alla sera sulla finestra aperta, ascoltare i silenzi e i profumi estivi
anche se siamo in aprile, anche se non dovrebbe essere, anche se ti aspetti che finisca, anche se non te l'aspettavi.
Il mondo è confuso.
Io sono confusa... e non solo dal caldo fuori stagione.
Daniela Merlino

lunedì 2 aprile 2018

Un giorno alla volta


Quasi scomparsa, quasi inghiottita da un portale. 
Ne di qui, ne di lì, in nessun luogo.
Spossatezza, mono espressione, riflessione.
Come essere attraversati da una lama sapiente, che infonde saggezza...
Fa comunque male e contemporaneamente no.
Abissi e tempeste, miopia e veggenza.
E intanto siamo ancora qui, uguali a ieri, ma non più gli stessi. 
Quanto ti ho potuta vedere  vicina alla morte, avviluppata tra le sue braccia.
E mi chiedi, e ci chiedi, aiuto, di non lasciarti andar via...
e noi ti abbiamo tenuta con tutte le nostre forze, 
anche quelle vitali.
Ma non sono più stata io... 
ho avuto necessità di distanziarmi da te, per reintegrarmi, rimettermi insieme. 
Ce l'hai fatta vegliarda: ti sei aggrappata con le unghie e con i denti... seppur nelle insidie e nei baratri, ce l'hai fatta e sei qui con noi. 
Siamo tutti un pò più avviliti, forse maggior pronte ai saluti, sicuramente più consce di noi stesse tutte, madri, figlie, sorelle... in qualunque modo ci attorcigliamo animicamente tra noi.
Potrei scrivere infinitamente e, nello stesso modo, non ho quasi nulla da dire.
Un confine troppo violento per lasciarti illesa... 
qualche tempo di rielaborazione è necessario.
E' inenarrabile... grazie sorelle di essere state insieme... testimoni delle nostre storie.
Un giorno alla volta... 
Daniela Merlino

martedì 20 marzo 2018

Ci siamo, manca poco!

Primavera,
ti aspettavo in silenzio,
e ieri ti ho scorto, lì in quella strada grigia e triste, 
un albero gremito di piccoli fiori rosa,
un occhiolino luminoso in mezzo al nulla.
Il collo si ritira ancora frettoloso al primo passo all'aria aperta,
la pioggerella incessante, rabbrividisce, come un tremito lontano,
come un brivido di febbre, un questo inverno morente e accanito.
Primavera,
ti ho sentita, improvvisamente, passando indifferente tra le vie,
un cespuglio pieno di uccelli canterini, ha investito il mio sentire,
in una fresca e dorata mattina.
Arrivi, silenziosa e misteriosa, 
come tocchi di luce, come giochi di armonie, come risveglio dell'anima.
Aspetto impaziente lo sfoggio di forsizie e magnolie,
mi immagino le aiuole da domare e rivitalizzare,
mi crogiolo in questi ultimi istanti di concentrazione,
mi preparo a uscire, piano piano, come un germoglio, 
in nuove iniziative, in nuovi aneliti, in nuovi sentieri.
Ci siamo... manca poco!

Daniela Merlino

mercoledì 7 marzo 2018

So tornare


Ciao sei ancora qui? 

Sì, sono stata via poco, ti sono mancata?

A volte sì, a volte no, cerco di non pensarti, a volte faccio finta che tu non esista.

Come adesso?

Cosa intendi?

Beh se mi chiedi se sono ancora qui... sottintende che speravi di non vedermi tornare.

Forse hai ragione, ma sai anche che non è vero, quando non ci sei sento un profondo senso di vuoto, di inutilità, di inconsistenza. Dove sei stata?

Sai che non posso rispondere io a questa domanda.

Silenzio, faccende, musica, pausa, assenza.

Mi ignori?

Un pochino, in verità ho tante cose da fare, da pensare...

Da pensare? Questo non è vero, sai che quando pensi io ci sono...

Non è vero, non è più vero, ho imparato ad isolarti, a non sentire il tuo sguardo osservatore, ad ignorare i richiami. Non è difficile sai? Basta riempire ogni più piccolo vuoto e tu scompari, come inghiottita dal nulla.

Non è bello quello che dici, pensi di sentirti bene quando lo fai?

A volte sì, a volte mi serve a prendere fiato, a realizzare, a consolidare relazioni... lo sai che la tua presenza è ingombrante.

Nuovo silenzio, nuova pausa, nuova assenza.

Bene se hai imparato a ignorarmi, a cancelarmi, a non sentirmi... perchè oggi continui a chiamarmi?

Perchè mi manchi, perchè senza di te non vedo i cieli violetti, non sento le vibrazioni, non mi ricordo di ieri e non credo nella forza dell'amore, perchè senza di te mi sembra di non esistere, perchè senza di te la morte è uno scandalo, perchè senza di te domani è uguale a oggi, perchè senza di te non colgo le sfumature, perchè senza di te è come se non esistessi davvero.

Capisco... cerchiamo la terra di mezzo allora, il luogo dell'incontro, della riflessione, della crescita... vivi pure la tua vita senza di me, senza il mio borbottio, il mio guardare prima... e poi ci incontriamo in quella striscia di nulla e ci guardiamo, ci raccontiamo, ci raduniamo...
puoi contare su di me e sulla mia benevolenza, so aspettare, so andare, so tornare.



domenica 27 agosto 2017

La coda dell'estate


La coda dell'estate ha un sapore vagamente nostalgico, 
delle vacanze che sono già passate, 
delle aspettative che non si sono realizzate, 
delle opere mai realizzate.

La coda dell'estate ti coglie di sorpresa 
quando ancora ti fa sudare e ti inonda di calore,
inaspettatamente arroventa ancora, 
a tratti,
e poi ti fa rabbrividire nei temporali grevi e violenti.

La coda dell'estate ti scopre indolente 
al pensiero di dover cominciare e ricominciare tutto, 
dove finiscono tutti gli "arimo" e i tempi sospesi... 
non è più tempo di galleggiare e di rimandare a domani.

La coda dell'estate ci proietta in nuovi progetti e 
in un ardente desiderio di raccogliere frutti 
di un ciclo che passa e ricomincia, 
con la paura di non avere abbastanza 
da far marcire nella terra prima che ghiacci, 
la paura di non riuscire a nutrire sufficientemente la terra... la propria terra.

La coda dell'estate accorcia le giornate 
ma ancora invita a goliardici crepuscoli alcolici e dolci assenze del proprio pensare,
della propria contemporaneità... 
e sembra che ad ogni incontro 
sia necessario respirare l'ultimo alito di questa estate 
eccola
che finisce.

La coda dell'estate ci incontra fatilicati nel dover affrontare responsabilità e nuovi inizi... 
partenze e ricorsi, 
ritorni e ancora dannate zanzare, 
melanzane e insalate, 
birre e vestitini, 
infradito e capelli bagnati, 
sole caldo... 
ma ancora straordinariamente estate.

Daniela Merlino

mercoledì 7 giugno 2017

In... ... mente

Intimamente Daniela, rincuorandomi di sapere incontrarmi e persino riconoscermi.
Intensamente me medesima, unico, vero depositario di me stessa.
Ingenuamente umana, sempre io, con la pochezza di fronte alla vastità.
Incongruentemente appassionata, incapace di staccarmi dalle persone, dalle situazioni, dai contesti.
Insensatamente fedele alle zone erronee, perpetuando la ricerca, però anche.
Incessantemente in movimento interiore, come un topo di laboratorio alla ricerca sfrenata.
Indubbiamente donna, dentro, fuori, nell'agito, nel pensato, nel voluto.
Incoscientemente lanciata nel mondo, piena di fiducia che tutto andrà bene...
In...       ...mente
Dentro la mia mente
A ognuno la sua... "e così è se vi pare".

Daniela Merlino


lunedì 5 giugno 2017

Che sapore ha...

Che sapore ha la pioggia torrenziale? 
Di terra battuta e sorpresa
Che sapore ha un sorriso mancato? 
Di caduta della risonanza e di vuoto nell'anima.
Che sapore ha lasciar trascorrere? 
Di mancanza e di noia ancora e anche.
Che sapore ha cadere in tentazione? 
Di assenza dell'Io e di velata soddisfazione.
Che sapore ha il rancore a denti stretti? 
Di amori perduti dalla notte dei tempi.
Che sapore ha lasciarsi guidare senza dubitare?
Di conforto e infanzia.
Che sapore ha perdersi nel cielo? 
Di forme ballerine delle nuvole.
Che sapore ha accorgersi che il tempo non sta passando ma che è già passato?
Di forme di saggezza e demenza insieme.
Ah la demenza in cui ognuno cerca di sotterrarsi anzitempo: nella dipendenza, nelle solitudini, nella grettitudine, nella maldicenza, nella sfiducia, nel pressapochismo... lontani dalle stelle.

Che sapore ha fermarsi e raccogliersi e ricordarsi
dell'amato cammino,
delle mete,
dei compagni di viaggio,
di ieri, oggi e domani, insieme.

... allora le stelle non sono più così lontane... o temibili?

Daniela Merlino

lunedì 15 maggio 2017

Dove Siamo?

Cosa accade?
Non c'è tempo, 
mancano le calde risate e i lieti sfioramenti.
Dove siamo,
Dove siamo stati,
Quando ci siamo scordati?
Amore mio, dove si sono sganciate le nostre dita?
Appena aggrappate ma salde e calde.
Dove siamo?
Lo so, è la vita...
gli ideali,
gli impegni,
diventar grandi,
mi manca quel pensiero complice,
quel porto sicuro,
quell' incavo della spalla dove potevo essere piccola...
Dove siamo andati?
Non c'è tempo...
il dovere chiama,,,
e se non rispondessimo più? Se scappassimo lontani
nel mare di Toscana, nella musica e nelle danze estive, negli ardori e nei fumi dell'alcol?
Siamo cresciuti?
Siamo perduti?
Siamo imbruttiti?
Dove siamo? 
Sfiora ancora le mie dita... e ci riagganceremo per l'eternità...
Amore mio...

Daniela Merlino

venerdì 21 aprile 2017

Who wants to live forever

Chi vuole vivere per sempre?
Combattere eternamente la Mortificazione dell'anima:
negli incontri sbagliati;
nelle false promesse;
nello scandalo di una società che frantumizza l'Infanzia;
nello sciogliersi della morale come un gelato in macchina;
nello sfregare nelle crune di infiniti aghi;
nello scegliere ogni giorno di aprire gli occhi.

Chi vuole vivere per sempre?
Sopportare l'accavallarsi di incontri e amori e affinità elettive...
che scompaiono,
che ritornano,
che muoiono,
che rinascono,
che coesistono nei nostri cuori
...e continuare a donare loro tutti se stessi... con quale Potere nel Mondo del Tempo?

Chi vuole vivere per sempre?
Soggiogati dalla linearità, dalla caducità, dal trascorrere, dai treni persi, dalle scelte affrettate...

Chi vuole vivere per sempre?
Senza lavoro, senza prospettiva, senza aria per respirare, con il cibo di plastica e veleno...
senza Dio... perchè anche questo ci stanno togliendo... 

Perchè questo mondo di controllori, di venditori di fumo, di arroganti, di comandanti, di azzeccagarbugli, di ladri e violenti.... oggi stanno oscurando persino il Sole!

Chi vuole vivere per sempre Oggi?

Daniela Merlino

domenica 2 aprile 2017

Soffio di Gibigiana

Ecco il tema di questi giorni.
Il loop degli anfratti del mio pensare,
rimbalza da una sfera all'altra del mio sentire e del mio fare:
l'anelito alla cura! Ah!
La cura di se stessi;
la cura dell'altro;
la cura di madre;
la cura della casa;
la cura dell'anima;
la cura dell'istante;
la cura dell'eterno;
la cura di ieri;
la cura di domani;
la cura di un fiore che sboccia;
la cura della lentezza;
la cura della bellezza;
la cura del corpo;
la cura dei particolari;
la cura della meraviglia e dello stupore;
la cura della memoria;
la cura degli affetti;
la cura dei difetti;
la cura dei conflitti e delle risoluzioni;
la cura dei sorrisi;
la cura dei rinforzi positivi;
la cura di esserci integralmente, ma con parsimonia, con delicatezza, con armonia, con gioia, con presenza, con amore... sempre e per questo è per sempre.
La cura... unico scopo, vera ragione dell'esistere... avere cura di...
questa vita che è un soffio di gibigiana...
dedicato  ai cari amici
Daniela Merlino

lunedì 20 marzo 2017

Non entrare nella vastità è un sacrificio troppo grande

La Magnanimità come un principio di Vastità:
la natura nell'offrire se stessa,
nella fioritura,
nell'opulenza dei frutti,
nel principio di economia energetica,
nella resistenza,
è magnanima e vasta
è di animo magno.

La magnanimità come virtù da coltivare
per trasformarla in forze di Amore e Fratellanza.
Riconoscersi capaci di perdono,
perchè il giudizio non deve essere morale,
ma solo consapevole,
e chi non ha peccato scagli la prima pietra...

Magnanimi con noi stessi,
con le nostre indolenze,
con i nostri sempre ripercorsi solchi erronei
con le nostre insicurezze e i piccoli fallimenti
con il nostro bisogno di conferma e di essere visti.

Magnanimi con chi amiamo,
proprio perchè li amiamo,
magnanimi con i nostri antagonisti
proprio perchè non li amiamo.

Magnanimi perchè non entrare nella vastità è un sacrificio troppo grande...
Daniela Merlino

domenica 19 marzo 2017

Come un'infinita inspirazione...

Come una lunga inspirazione 
mi appaiono questi giorni, 
passaggi fugaci da lepre 
tra stati d'anima e d'essere.
Il mulinello dei ruoli impersonati,
veri certo,  ma comunque impersonati,
si intensifica come se, 
in un momento di passione, 
il vento e il mare, 
si siano congiunti in un rutilante tango argentino. 
Mi immergo nella mammità, 
dedicando forze ed attenzione, presenza e significato;
mi immergo nella figlità, 
incontrando la mia amata Mami, 
donna risoluta e tenue insieme, 
depositaria della mia biografia e del mio trascorrere.
Mi immergo nella Volontà
 di perseguire ed onorare i miei intenti, le promesse, 
le intraviste altezze nell'Arte Sociale e nello studio del Karma.
Mi immergo nella mia anima 
e incontro il mio amato, 
compagno di vita, complice, amico, nuovo depositario e culla della testa, oltre che del cuore, del totale affido.
Mi immergo nelle relazioni, nella casa, nella formazione, nelle arti manuali, nel corpo affaticato, nella cura... 
Oh si la cura... quanta cura necessità il mio cuore, 
l'accettazione di me,  
fin troppa resilienza nella percezione di me stessa...
Giorni di grande inspirazione, 
ma pensandoci, 
anni di grande inspirazione,
da quando sono diventata madre,
da quando sono diventata io.
E' tempo, 
o forse è un desiderio, 
o forse è una necessità, 
di Espirazione, 
di "Sfruttare", nel senso di togliere i frutti, 
le mie esperienze e di ricapitolarle all'esterno. 
Come se finora gli eventi della mia vita siano stati al servizio della costruzione delle fondamenta e  delle radici della mia stessa biografia, 
ed ora è il tempo di assaporare il Divenire 
come un dolce assecondare la corrente di un fiume, 
a tratti in piena e burrascoso, 
a tratti dolce e accogliente, 
a tratti freddo e buio, 
a tratti ridente e fresco. 
Quanto è dolce ritrovarsi, 
scorgere la propria anima e riconoscersi,
 con magnanimità.
Daniela Merlino

martedì 28 febbraio 2017

Soli, unici, uniti

Cosa mi dici?
Mi ostacoli, mi derubi, mi denudi.
Dici che vuoi aiutarmi,
che vuoi farmi comprendere il tuo mondo...
perchè è quello giusto
che il mio è sbagliato
che ti toglie qualcosa
che ho paura
che non ce la faccio.

E se fossero le tue paure e non le mie?
Eppure mi fai onore,
mi investi, mi dai valore,
mi metti più in alto di quanto io sia...
Tu che passi veloce nella mia vita,
tu che mi conosci profondamente,
tu che vorresti distruggermi,
tu che vorresti seguirmi,
tu che sei mio fratello e anche il mio carnefice.
Annaspo e nuoto in questo mare di mani e sguardi,
di silenzi e troppe parole,
di presenze e archetipiche assenze,
di false cortesie e sincere scontrosità.
Rotolo e mi graffio nei rovi delle sfide quotidiane
e mi ergo fiera e mi sento sola
perchè tutti siamo soli
eppure siamo un unico essere
Soli, unici, uniti
e annaspo
si annaspo
nella fatica di ricordarlo
sempre.
Daniela Merlino

martedì 21 febbraio 2017

E se fosse poesia?

Tutto d'un fiato, 
in questo modo potrei definire il mio modo di scrivere,
soffiare sulle parole, condensarle, raccapricciarle, sconnetterle e agganciarle...
Mi balenano seduttive nel cervello e si inseguono come guizzi di pesci le parole, senza punteggiatura, in frasi insensate eppure comprensibili.
Riflettevo e mi immaginavo... perchè scrivo?
Per rinomata, quanto inutile, oltre che improbabile, fama? 
Per puro, dolce, euforico, gustoso piacere. 
Come arricciare capelli dritti, domare chiome irsute,
come decorare e accostare spregiudicatamente,
come un bambino che gioca,
come accozzaglia di suoni ma anche di sensi e di significati e di percezioni e di risonanze.
Scrivere come canticchiare, come saltellare, come sognare, costruendo circonvoluzioni oniriche di istanti e di incontri.
E se fosse poesia? 
La mia personalissima poesia?
Mi ci dedicherò con passione e amore a questa mia poesia, a questi miei non sensi, perchè?
Perchè mi piacciono da morire... in ogni caso... 
E se fosse poesia?

Daniela Merlino

domenica 10 luglio 2016

Caro Faggio...


Caro Faggio,
non sapevo che avrei dovuto salutarti, 
non pensavo di trovarti così, un moncone, 
l'essenzialità di te... 
Caro faggio, amico di numerose e variegate stagioni della mia vita.
Le tue fronde dipinte dei colori stagionali e le tue nodose radici che correvano lontano, contorte e carezzevoli la terra, mi hanno visto, silenti e benevole, in tanti modi e moti dell'anima.
Ricordo una primavera burrascosa e piovosa, giovinetta, quando, con la mia amica Rosalba, saltavamo gioiose e ridenti nelle pozzanghere e, proprio lì vicino a te, gridavamo a squarciagola, nella villa deserta, fradice, sotto la pioggia battente, volando verso il cielo grigio sulle altalene.
Ricordo che passavo furtiva vicino al tuo imponente tronco, mentre scappavo verso la parte più boscosa della villa, per andare a fare all'amore con il mio primo amore.
Ricordo che le bigiate più belle sono state quelle fatte nel tuo giardino, ridendo e giocando e scrivendo innumerevoli pagine di diario.
Ricordo infinite chiacchierate con Diana, incantate, insieme, della tua casa, del tuo essere imponente e dell'assoluto che rappresentavi e ci ascoltavi silenzioso, nelle migliaia di ore di conversazione che siamo state capaci di fare in una vita intera.
Ricordo il tuo "sguardo" preoccupato che mi vedeva adolescente, ubriaca persa a ridere, piangere, biascicare nel prato lì vicino.
Ricordo giornate liete e solitarie, seduta lì tra l'ombra e il sole a studiare copiosamente per superare gli esami.
Ricordo pianti disperati e sconsolati, abbracciata dal fruscio dolce delle tue fronde, ricordo che nella disperazione amorosa ho sentito, guardando in alto tra i tuoi rami che si stagliavano nell'azzurro, l'immenso e l'appartenenza al cosmo, come un giramento di testa, come un amore infinito, come un gioco momentaneo... questa vita.
Ricordo pic-nic gioiosi con infinite e variegate compagnie, la famiglia, gli amici, gli amanti, i compagni di vita e le mie figliole.
Ricordo le volte, tante volte, che ho appoggiato la mano sul tuo tronco, con rispetto, con amore, come a sentire il tuo cuore, 
Ricordo che ti ho abbracciato, che ho scrutato le tue foglioline, osservato i funghi sul tuo tronco, odiato le mani oltraggiose che avevano inciso inutilità sui tuoi nodi.
Ricordo ancora gite scolastiche con numerosi bambini vocianti, tutti insieme a giocare intorno a te. 
Quanti bambini hai visto nascere, crescere, giocare, Faggio, lì in quel parco giochi di villa Toeplitz? 
Ricordo anche quando sono venuta insieme al verde pubblico a censire le piante del parco, ricordo che ho sgridato i bambini che si dondolavano sui rami sottili, ricordo che ho insegnato alle mie figlie ad amarti, come ti amavo io, circondandoti in un abbraccio dolce e sentito.
Quante gite con le mie piccole, nella pancia, nei passeggini, gattonando e correndo... 
E insieme a me, ricorderai con amore la lunga storia della Villa, per prima la signora Toeplitz che volle questo parco meraviglioso, amante delle stelle e dei giochi d'acqua, degli alberi secolari e delle specie botaniche, esteta e generosa. Immagino anch'io questa donna che cammina nell'immenso giardino, che accarezza i tronchi, il tuo tronco e poi, una volta donato e aperto il parco alla cittadinanza, le miriadi di persone, bambini, sentimenti, pensieri...
Caro Faggio, ieri mi sono tanto addolorata quando sono arrivata e ti ho visto così, oltraggiato, distrutto, menomato, avrei voluto tanto poterti salutare prima... ma dentro di me so che il tuo cuore legnoso c'è ancora, fosse anche solo nelle memorie e nel vento della Villa...
Caro Faggio grazie di tutto e questo è il mio saluto per te.

domenica 28 aprile 2013

Apnea emozionale

Piove dannatamente, fortissimamente, lungamente, ininterrottamente piove! 
Quanti sguardi incontrati, quanti pensieri dimenticati ma impressi. 
I sogni si confondono con i desideri e i desideri si accendono di riflessi d'oro e sembra una magia del cielo.
Le lancette ticchettano inesorabili e sembrano veloci e la terra profuma di umido e l'umido è profondo fin nel chakra della radice ed è rosso bruno... pulsante ... e siamo della terra... umanità fraterna... seppur distante un'unità.
... veloci gli scenari si dipingono di danze, di corpi, di odori, di appetiti, di paure... e siamo sempre più immersi nella dualità tra terra e cielo...
Sono giorni in cui mi sembra di essere mille persone, di annegare nel mio sentire eppure il respiro c'è... sempre e comunque, nell'acqua, nella terra, nel fuoco, nell'aria... corro corro spregiudicata e incarno la femminilità di madre, moglie, amica, maga... e sembra impossibile dover morire per poi rinascere...
Corro, corro, corro e non vorrei perdere neanche un istante delle mie piccine, non vorrei perdere neanche una magnolia che fiorisce, non vorrei perdere neanche un palpito del cuore per ogni incontro speciale...
ieri come oggi...
Corro, abito, pratico, elaboro e vorrei la simultanea compresenza di ognuno dei miei sè nella coscienza... ma forse sarebbe follia... e mi sembra di esserci davvero, di esserci sempre stata, di doverci essere per sempre ed è un'emozione fisica, psichica, spirituale... in un unico respiro... un'apnea emozionale che somiglia ad una magnifica sindrome di stendhal.

venerdì 8 marzo 2013

Le donne che ho amato

Non mi è mai piaciuta la festa della donna, l'ho sempre trovata una festa densa di ipocrisia, dedicata come tutte le altre al consumismo, al qualunquismo, agli stereotipi. Certo è fondata su fatti storici importanti, certo è un momento che potrebbe e dovrebbe essere di riflessione, certo la mimosa è meravigliosa... però in questo momento storico in cui la donna è un corpo mercificato, dove le cariche decisionali le sono negate, dove la differenza nella retribuzione tra donna e uomo è ancora troppo grande, in questo momento non mi sembra ci sia molto da "festeggiare". Però io non dimentico mai che le donne hanno un privilegio ontologico incommensurabile... hanno la possibilità di rivivere la magia della simbiosi con un altro essere da adulti. Ognuno di noi nell'utero ha vissuto quel magico essere all'unisono, compresenti, avvolti carnalmente... le donne possono riviverlo in modo cosciente. Questo è grandioso ed è quanto basta per celebrare l'essenza stessa del femminile (che è dentro ognuno di noi che è del mondo intero).
in questa giornata speciale ho ripensato ad una poesia che scrissi anni fa e volevo ricordarla: 

LE DONNE CHE HO AMATO

E improvvisamente compaiono immaggini e ricordi.
I volti di alcune donne incontrate nella vita.
Donne speciali, assurdamente emotive,
incredibilmente belle,
voluttuasamente brutte.
Le ricordo in posizioni, in sguardi e sorrisi.
Innumerevoli risate.
Alcuni attimi brevi di essenze femminili....
o passioni lunghe e travolgenti.
E infine evocando il ricordo di loro si moltiplicano
e non so perchè oggi voglio gridare.....
viva le donne.

01/02/2002  dedicato a tutte le donne che ho amato

di Daniela Merlino



... e quante ancora ce ne sono state da allora, nuove amiche, nuove colleghe, nuove amate, nuovi incontri eccezionali e nel tempo sono diventate tante tante tante...
 e le vorrei abbracciare tutte...