...curioso nel mondo!!!


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I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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mercoledì 14 marzo 2018

Notazioni biografiche: è uno di quei momenti


Ci sono passaggi, ci sono momenti, ci sono crune che non possono essere evitati.
Nelle corse sfrenate, nelle premeditate assenze, nelle posticipazioni, nelle compresenze arriva un momento nel quale è necessario fermarsi, soffermarsi, impastarsi.
E' uno di quei momenti. 
E' uno di quei momenti biografici fondamentali, dove si creano le svolte, dove si sciolgono dei nodi, dove ci si immerge nella comprensione, nel significato di "prendere con sè". 
Mi piace pensarmi come una studiosa della biografia umana, mi piace pensarmi come un ricercatore di fili d'Arianna, i più svariati: quelli invisibili, quelli dolenti, quelli contemplativi, quelli profondi, quelli audaci, quelli progressisti...
Per meglio calarsi nell'atmosfera di uno snodo biografico è utile pensare agli antefatti, farsene delle immagini, delle sequenze, delle risonanze e quindi connettere tra loro gli eventi della propria vita.

Primo Antefatto
Percorso di formazione di Costellazioni familiari, un lungo tragitto nello studio degli ordini dell'Amore, delle leggi di sistema che indirizzano, plasmano, modellano i propri schemi relazionali nella vita. 
A week end intensivi mi sto confrontando con parecchi dei miei fantasmi, delle buone o cattive madri (o padri, o sorelle o fratelli o nonni) introiettati nell'infanzia, nelle ferite, negli snodi biografici (appunto).
Un percorso irto di ostacoli, di sospiri, di apnee, di condivisione, di sgomento, di resa, di perdono: un bel bagaglio di istantanee di se stessi nel tempo, ma anche nel qui e ora, nel rendere congruente il proprio sentire con il proprio volere.

Secondo Antefatto
Studio ed approfondimento dell'archetipo biografico, delle connessioni, del karma, delle leggi spirituali che governano le relazioni umane. 
Un percorso affascinante e articolato che mi porta lontano e soddisfa contemporaneamente la mia passione per la riflessione intellettuale e l'autoriflessione in chiave antropologica o antroposofica.
Pane per i miei denti e per la mia emotività, nutrimento per l'anima.

Terzo antefatto
I problemi di salute della mia mamma, la difficoltà a trovare la diagnosi, la sofferenza di questa anziana donna, il riincontrare il suo sguardo conosciuto intimamente (come nessun altro al mondo) e nel contempo sconosciuto per gli infiniti rigagnoli, torrenti, fiumi dirompenti, che hanno riempito le nostre vite e hanno necessariamente portato distanza, soprattutto nella stretta quotidianità che tanto costruisce identità (alla fini fine) e non si tratta solo di parenti e amici stretti, ma di tutte quelle interazioni quotidiane che dipingono le pareti della propria giornata interiore.
La mia mamma tanto cocciuta, tanto conosciuta fin nelle membra.
Una mamma di 82 anni che faticosamente vive ancora battagliera e arzilla, fermata di malavoglia da questo accidente di salute.

E con  tutti questi antefatti cosa posso dire? 
Sono, anzi siamo, io e la mia mamma, ad uno snodo ferroviario delle nostre esistenze (insieme e ognuno la propria), un momento magico e rarefatto, a volte tristemente riflessivo, a volte acceso da punte di nervosismo, a volte pensieroso...
Quanto lavoro interiore che stai facendo amata vegliarda: al di là del tempo che rimane (mesi, anni) non importa, quello che accade è  che dei nodi, degli incontri, dei copioni, delle ricapitolazioni, delle sintesi, delle meraviglie, dei solchi, delle risa, dei pianti, delle aspettative, dei rimpianti... rimane solo la certezza di riguardarci moltissimo...
e siamo qui, tu nelle tue vicende, io nelle mie e necessariamente nella nostra vicenda (dove connessa) a rotolarci e intesserci in questo momento peculiare. 
Grazie mamma perchè ancora oggi nasciamo e moriamo, come in un travaglio condiviso  ... ed è comunque un per sempre... 
grazie all'autoeducazione, grazie alla ricerca biografica, grazie alla presenza

lunedì 4 dicembre 2017

Costellazioni familiari e c.

Molto spesso quello che ci frega sono le rappresentazioni che ci siamo costruiti negli anni.
Non è molto importante andare a recuperare le verità biografiche della propria vita (sicuramente aiuta a svelare le maschere e a dare anche significante e appartenenza) ma quello che conta davvero è come si sono introiettate le esperienze.
Dopo un lungo e intenso weekend di costellazioni familiari, mi ritrovo un tantino basita a riconoscermi come unica e vera artefice delle mie zone erronee e fortemente attaccata al mio atavico dolore (o autocompatimento).
In verità niente di nuovo, so perfettamente, e da tanto tempo, che tutto quanto ci accade è nostra responsabilità e che il mondo, in genere, viene da noi interpretato attraverso le proiezioni che noi facciamo su di esso.
Il cambiamento sostanziale che ho registrato (in me) in questo nuovo ciclo di costellazioni "didattiche" nasce dall'aver finalmente lasciato andare quell'affezione (più o meno consapevole e più o meno sana) alla propria storia.
Questo, in buona sostanza, mi ha consentito di vedere con molta più chiarezza e con contorni nitidi lo scenario familiare che abita il mio inconscio e che costruisce il sistema di valutazione della realtà nei diversi campi della mia vita.
Cosa voglio dire, sono stata così tanto concentrata sul cercare di sciogliere, sanare, comprendere e sviscerare le vicende biografico/familiari, che non mi sono concentrata a sufficienza su quello che, infine, ha sempre mosso i miei passi nella crescita persona, ovvero i risultati attesi.
Sembra come un voler continuare a piangersi addosso, scavare, capire e sezionare, fine a se stesso.
Sì, ogni volta qualcosa in più entra, ci sono cambiamenti, risoluzioni (meno male), ma alla fin fine è sempre rimasta quella sensazione di ineluttabilità: vengo da lì e poco posso farci....
Ma anche no! Basta guardare da un'altra parte. Sì vengo da lì, mi ha portato delle difficoltà, dei talenti, delle modalità nella vita buone e cattive... PUNTO!
Dove voglio andare ora? 
Questa sensazione di essere sempre fuori posto, questo retaggio da (ormai) vecchia adolescente che pretende qualcosa e non vuole sforzarsi di farlo... BASTA... direi.
Se voglio una cosa devo andare nella giusta direzione, non posso andare verso nord e pretendere che faccia caldo.... se voglio il caldo devo andare verso sud, se scelgo di andare verso nord, perchè mi piace, devo farmi una ragione che andrò verso il freddo.
Ecco, questa è la metafora più sensata... i bivi, le scelte, le direzioni, le rinunce... 
di questo siamo sempre artefici noi
e non la nostra storia e il nostro passato.
E quindi, come una magia, antichi scenari (più o meno dolorosi) si dissolvono come una nuvola di vapore con un colpo di vento, come (quasi) non fossero mai esistiti.
Improvvisamente diventa chiarissimo perchè sono ricaduta in un'antica collera, perchè mi sono fatta male ad un piede, perchè giro intorno sempre agli stessi temi: perchè è meno faticoso che armarsi di volontà, determinazione e voglia di sacrificio (cioè rendere sacro) e incamminarsi verso qualunque strada io voglia intraprendere.
Le costellazioni sono una magia portentosa, perchè specchiano mirabilmente quello che è... e null'altro, nello scenario condiviso con persone più o meno conosciute, si materializza esattamente quello che la persona è pronta (o vuole) a vedere.
Come in ogni percorso di crescita, il passo nella direzione giusta lo deve fare il soggetto... non ci sono metodi o conduttori che possano fare questo passo volitivo in nostra vece... non esiste ne la modalità ne la persona giuste, esiste solo la volontà di andare verso....
verso cosa? 
Semplice dove guardiamo... guardiamo al passato? andremo sempre lì...
guardiamo al futuro... ecco è cominciata la nostra nuova vita!