...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







Visualizzazione post con etichetta Daniela Merlino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Daniela Merlino. Mostra tutti i post

martedì 12 maggio 2020

I doni dell'Essere umano: l'Abbraccio


I doni dell’essere umano.
Cosa ci comprende in tutte le nostre parti: fisica, vitale, animica e spirituale?

L’abbraccio.

L’abbraccio è solo della specie uomo… quel particolare cingere, stringere, avvolgere, contenere, accogliere, scaldare, rincuorare, coccolare, cullare, proteggere, consolare, riconoscere, comprendere, curare, ascoltare… Amare!
Non è solo tenere o trattenere vicino a sé, è di più, è fondersi insieme seppur separati da un sottile strato di pelle, è risuonare e vibrare insieme.

L’abbraccio.

La casa dove sentirsi vivi, sicuri, conosciuti, accettati, il luogo dove incontrare contemporaneamente sé e l’altro.

L’abbraccio.

Il luogo dell’intimità, della fragilità, della tenerezza, della presenza, dello stare qui e ora.

L’abbraccio.

Ci ricorda che ci siamo mancati, che ci conosciamo, che ci vogliamo, che ci apparteniamo, che ci siamo l’uno per l’altro.

L’abbraccio.

Dove non possono entrare tutti, dove ci sono diversi livelli di contatto, dove la mia casa è la tua casa.

L’abbraccio.

Il tempo, il luogo, il movimento dell’Io e del Tu che diventano Noi!

Quanti abbracci ci perdiamo? Non adesso nell’emergenza, non nella distanza sociale di oggi…
Sempre… 
Quanti abbracci non hai dato? Mandiamolo adesso, almeno nel pensiero…

Un abbraccio a te che mi stai leggendo, a te che mi conosci, che mi vuoi bene, che mi hai condiviso…

Un abbraccio per regalarci un pezzo di umanità!

martedì 21 aprile 2020

Fiumi di Parole

Star of bethlehem

Fiumi di parole sono stati spesi, in questo periodo sciagurato, colpiti dalla più dura delle punizioni, non tanto dal famigerato Coronavirus, bensì con l’esilio sociale, colpiti intimamente nel nostro più sottile e perenne rispecchiamento.

Perché alla fin fine il mondo sociale, fin nelle sue più raffinate sfumature casuali, ci definisce totalmente. In ogni interazione umana, dalla più piccola, come quella con il proprio panettiere, fino alle più profonde, quelle della convivenza animica,  della famiglia, in ognuna di esse noi incrociamo fugacemente un piccolo riflesso, un frammento di noi stessi, tessere uniche e perfette nel definire il nostro mosaico personale, la nostra identità.

Siamo attori protagonisti nelle nostre esistenze, ma le quinte, il contesto, i ruoli, la scenografia, la colonna sonora della nostra esistenza è costituita dall’insieme (e non dalla somma) di tutte le succitate interazioni con gli altri umani.

E gli stessi attori della nostra storia sono, a loro volta, protagonisti delle loro storie, nelle loro personali identità, come soggetto primo.

Quante combinazioni, quanti fili che si tessono, quante storie che si intrecciano a costruire una connessione pulsante come un unico organismo vivente. 

Ognuno al suo posto, un posto per tutti.

Ebbene oggi siamo soli, nulla e nessuno ci rispecchia, ognuno è fra sé e sé e ci manca la storia, l’abito da indossare: chi sono io?

Questa domanda, la Domanda… che sfuggiamo profondamente, che riempiamo di oggetti posseduti, nuovi bisogni da rincorrere, faccende da sbrigare, pre- occupazioni… ovvero occupazioni per il prima… quale prima?

Il mio tempo, il tempo dello stare con me, qui esattamente dove sono.

E non importa in quanti viviamo sotto lo stesso tetto, è l’umanità che è sola in questo momento, sola ad ascoltare se stessa e il proprio battito vitale, perché di una cosa sono certa, in questi giorni inquieti mi capita sovente di assistere a dei veri miracoli: di solidarietà, di fratellanza, di empatia.

Sento, lo vedo, lo ascolto, basta un cenno perché gli altri, che si incrociano fugacemente e a distanza,  siano propensi alla relazione, al saluto, alla carezza, alla com-prensione
.
Fiumi di parole versate dalle migliaia di occhi asciutti che scelgono la scrittura per assaporare se stessi.

E c’è sempre, sempre,  un motivo per cui essere grati.

Halleluia

domenica 8 dicembre 2019

Rompo il silenzio






Rompo il silenzio,
squarcio il silenzio,
sacrifico il silenzio,
penetro il silenzio,
canto il silenzio,
respiro il silenzio,
onoro il silenzio,
con un urlo,
con un soffio,
con un desiderio,
con un pentimento,
con un perdono,
e mi dedico
con tutto quello che posso
anche se a volte sembra così poco.

venerdì 27 ottobre 2017

Officina del metodo biografico


Conto alla rovescia, giovedì prossimo (2 novembre) ci sarà il primo incontro del Gruppo studio sulla biografia Personale.
Sono anni che voglio cominciare questa avventura. 
Grazie all'incontro con la cara Anna Mattei, mia formatrice ed ispiratrice, ho potuto incontrare ed approfondire questo tema così importante ed essenziale.
Sono un pedagogista, un terapeuta, un counselor, un formatore che si avvale di tanti saperi diversi, di teorie, di pratiche artistiche e ludiche. 
Negli anni mi sono lasciata positivamente contaminare da diversi approcci, dalla pedagogia Waldorf, dalla bioenergetica, dall'arte, dalle costellazioni familiari, dalle mie figlie e dall'astrosofia.
Studiando e studiando ho capito l'importanza di lavorare per sistemi: ogni individuo appartiene a qualche sistema (famiglia, società, gruppi di lavoro, città, Stato... e via dicendo).
I sistemi interagiscono tra loro e gli individui devono continuamente attuare un riequilibrio tra se e i diversi contesti, tra le diverse "fedeltà" ai sistemi di appartenenza e ai propri naturali impulsi alla crescita.
Non sempre è facile, ma ho scoperto che studiando le leggi archetipiche della biografia è più semplice dare significato ed accorgersi di tutti i copioni ai quali, senza saperlo, obbediamo sin da bambini.
Comprendere i meccanismi che regolano le fasi della nostra vita, ricercare il filo rosso che tiene insieme gli eventi e i vissuti della nostra storia, riempie di significato, di gratitudine e gioia.
Non sono tanto importanti le felicità (o infelicità) contingenti, ma il corso, il flusso della vita che, come un fiume, segue le anse, le cascate, le correnti e le direzioni che il mondo intorno suggerisce continuamente.
Molto spesso non è possibile modificare queste direzioni, ma la comprensione consente, invece, di ottenere benefici dalle esperienze, di metabolizzare la nostra storia e vivere profondamente, realizzando il proprio destino.
Tutto questo pensiero accompagna la mia vita e i miei studi da molto tempo, arricchendo le mie giornate e le mie relazioni (oltre che il mio lavoro).
Sento dentro di me grande il desiderio di condividere con gli altri queste conoscenze, perchè trovo che sia l'unica strada per vivere pienamente ed aiutare le persone a riconoscere la propria anima cosciente, capace di fratellanza e amore.
Finalmente mi sono decisa e passo passo vorrei riuscire a costruire un laboratorio permanente dove le persone possano venire a conoscere queste leggi, dove possano rintracciare se stesse attraverso il lavoro artistico, dove si possano leggere insieme dei testi e scambiare considerazioni, una vera officina del metodo biografico. 
Un luogo aperto dove si può arrivare a lavori iniziati, dove si possono prendere delle pause, dove si può tornare a ricercare e ritrovarsi di nuovo.
Spero di trovare compagni di viaggio e spero che il mio impulso possa essere di nutrimento...
per me, per la Corte, per i partecipanti, per la società, per un'ideale spirituale.

giovedì 27 luglio 2017

...effetti collaterali...


Un'estate molto particolare questa, un'estate lunga, abbastanza calda, ma a tratti ventilata, persino qui a Varese, dove spesso regna l'afa e l'umidità.
Un'estate di riflessione e di svolte, non solo per me, ma per il mondo, a volte mi sembra che viviamo nella "guerra di tutti contro tutti"... manifestazioni, intolleranze semitiche, leggi proibizioniste, marce...
Io intanto mi rannicchio e raccolgo i pezzi di un senso che fatico a trovare.
Guardo come se fossi all'esterno degli accadimenti storici, sono perplessa, quasi attonita... 
non mi par vero sia possibile che non si riesca a trovare un dialogo e si scelga l'imposizione dei pensieri... 
come se non appartenessi del tutto a questo mondo o a questo presente.
Credo sia una questione di età... o non so di cos'altro... 
forse semplicemente di follia?
Un pensiero divergente innato, proveniente chissà da dove o da quale tempo, che sempre mi ha lasciato un pò disadattata a questo mondo... 
sin da bambina... sì, come dire, un pò diversa.
Ricordo che volevo cambiare il mondo, che volevo raccontare il mio punto di vista, che mi sembrava di vedere lontano, sempre un pochino controcorrente, sempre un pochino alternativa, sempre un pochino avventata.
Oggi mi sento ancora diversa... non ho più voglia di gridare forte il mio pensiero, vorrei trovare un modo per vivere più serenamente, nel piccolo, nella natura, nella semplicità, nell'inclusione, nella condivisione, nell'arte sociale...
Ma non sempre è facile... e noto che più vacillo meno facile è...
Mi sembra di girare in tondo... mi accendo arrabbiata di fronte a ciò che ritengo ingiusto... 
ma altrettanto velocemente mi spengo... non tanto pensando che non posso cambiare nulla, è come se si insinuasse una certa indifferenza... 
come se riconoscessi che quanto accade non mi riguarda fino in fondo.
Chi mi conosce bene, sa quanto tutto ciò mi porti sofferenza, sono sempre stata determinatamente portatrice del mio pensiero, al di là degli effetti collaterali, al di là delle ritorsioni, assumendomi la responsabilità del mio agire e, ancora prima, del mio pensare.
Eppure... 
Non penso di essermi rammollita, neanche uniformata... 
Penso che l'approfondimento di studi, ricerche e lavoro personale, mi abbiano portato a riconoscere che ogni azione che infervora, il senso di ingiustizia e le lotte contro i sopraffattori dei deboli, siano necessità di affermazione personale.
Nel contempo, nella mia ricerca personale, cerco di affievolire sempre più l'affermazione del mio Ego, cercando di approfondire un pensiero più etico, più sociale...
Quando sento il sangue ribollire e mi sento divampare, ci metto poco a specchiarmi e vedermi nella mia pochezza individuale...
Che fare quindi? Annegare in questo oceano di nulla? di sensatissima pacatezza?
Solo a parlarne mi indigno, sento solleticarmi il  desiderio di rivolta...
Mi sembra di essere su un'altalena... in un noioso e immobile "essere o non essere?"
NOIOSO
Ecco la parola giusta... l'effetto collaterale dell'equilibrio, della giusta misura, della risposte chete, della ponderatezza... è LA NOIA!
Non mi diverto, non mi esalta nulla, conosco il sentiero che sto percorrendo... ho bisogno di qualcosa di nuovo che mi accenda...
Se no, lo sento, morirò di NOIA!
Rimpiango il fervore, l'anelito, i desideri, la voglia di coinvolgere, di creare, di scalare, di giocare...
Ho bisogno di movimento... per me, per la mia famiglia, per il mondo che mi circonda, ho bisogno di sentire che quello che faccio ha valore... 
ed oggi non è così.
Tutto scorre, nulla mi accende... 

No, non è la vecchiaia, e neanche la maturità, è l'effetto collaterale nel vedere l'omologazione, la desertificazione delle anime nelle persone che incontro, la grettitudine di un mondo che pensa solo al materialismo e al tornaconto personale... il futuro sembra morire... 
ed io senza riuscire ad immaginare mi spengo... è come se avessi perso i miei poteri magici... 

spero che qualcuno mi aiuti a ritrovarli, che mi spinga a nuove ed entusiasmanti immaginazioni...
spero di ritrovare presto quella scintilla di fuoco che mi ha sempre reso quella persona diversa, pronta a ripartire, a ballare, a ridere... ad operare magie...


mercoledì 7 giugno 2017

In... ... mente

Intimamente Daniela, rincuorandomi di sapere incontrarmi e persino riconoscermi.
Intensamente me medesima, unico, vero depositario di me stessa.
Ingenuamente umana, sempre io, con la pochezza di fronte alla vastità.
Incongruentemente appassionata, incapace di staccarmi dalle persone, dalle situazioni, dai contesti.
Insensatamente fedele alle zone erronee, perpetuando la ricerca, però anche.
Incessantemente in movimento interiore, come un topo di laboratorio alla ricerca sfrenata.
Indubbiamente donna, dentro, fuori, nell'agito, nel pensato, nel voluto.
Incoscientemente lanciata nel mondo, piena di fiducia che tutto andrà bene...
In...       ...mente
Dentro la mia mente
A ognuno la sua... "e così è se vi pare".

Daniela Merlino


lunedì 5 giugno 2017

Che sapore ha...

Che sapore ha la pioggia torrenziale? 
Di terra battuta e sorpresa
Che sapore ha un sorriso mancato? 
Di caduta della risonanza e di vuoto nell'anima.
Che sapore ha lasciar trascorrere? 
Di mancanza e di noia ancora e anche.
Che sapore ha cadere in tentazione? 
Di assenza dell'Io e di velata soddisfazione.
Che sapore ha il rancore a denti stretti? 
Di amori perduti dalla notte dei tempi.
Che sapore ha lasciarsi guidare senza dubitare?
Di conforto e infanzia.
Che sapore ha perdersi nel cielo? 
Di forme ballerine delle nuvole.
Che sapore ha accorgersi che il tempo non sta passando ma che è già passato?
Di forme di saggezza e demenza insieme.
Ah la demenza in cui ognuno cerca di sotterrarsi anzitempo: nella dipendenza, nelle solitudini, nella grettitudine, nella maldicenza, nella sfiducia, nel pressapochismo... lontani dalle stelle.

Che sapore ha fermarsi e raccogliersi e ricordarsi
dell'amato cammino,
delle mete,
dei compagni di viaggio,
di ieri, oggi e domani, insieme.

... allora le stelle non sono più così lontane... o temibili?

Daniela Merlino

domenica 4 giugno 2017

Ti interessa aver ragione? Vincere? ...e convincere?

 La calura mi porta sempre alla dismissione della belligeranza, di qualunque genere. Nel senso che, da parte mia, non partirà mai un attacco di conquista di alcunchè, non mi interessa avere ragione, non mi interessa competere, non mi interessa convincere.
Certo se vengo sottoposta ad un massiccio attacco: petulanza contestuale, sudore appicicaticcio con rigolo giù dalla tempia, umidità da branchie, lamentela e sete... ecco in questa concomitanza di fattori divento polarmente nervosa  reagisco con un turpiloquio tanto isterico quanto inutile, ma irrefrenabile.
Quindi, di mio, sono pacifica e propensa alla solitudine, almeno nello scambio di parole! Invece è un periodo di conclusioni, di organizzazioni, di retrospettive e proiezioni... bla ... bla un sacco di parole che sembrano rendere l'umidità ancora più insopportabile.
Ma torniamo a qualche ragionamento più in là, quando dicevo: "non mi interessa avere ragione, non mi interessa competere, non mi interessa convincere"... mentre scrivevo non mi potevo esimere dal pensare... quando c'è caldo... allora quando fa freddo ti interessano queste cose?
................................................................................................................

Breve momento di silenzio e riflessione, ho riletto attentamente le parole e la loro combinazione e i loro possibili reconditi, inconsci, o come meglio vi pare, significati... e onestamente mi son dovuta dire che effettivamente sono affari che mi interessano...

1) mi interessa avere ragione? 
Sì sempre, e a chi no? Insomma se sto portando avanti un mio pensiero, cerco di argomentarlo, difenderlo, promuoverlo... certo che voglio avere ragione... se no cosa sto facendo? Una recita? So di aver torto ma sono un'incazzosa e quindi argomento per rompere le palle?
Certo che no... ognuno di noi perpetua la propria ragione... ovvio!

2) mi interessa competere?
No, mai... questo è vero, lo so per certo. Non mi interessa arrivare prima, mi interessa arrivare, in compagnia, piena di bagaglio, piena di scambi, piena di contatto. Mirare ad arrivare prima, cristallizza la meta e le energie... senza la competizione è più facile fluttuare tra le infatuazioni del momento (un nuovo interesse professionale, un nuovo inizio, etc)  e i grandi progetti da portare avanti, altalenare tra picchi di interesse e contemplazione del mondo... in questo modo d'essere amo assecondare le stagioni... e in questa (con la calura)  è dolce ed ineluttabile andare all'esterno, fuori da sè... con il proprio essere e la propria individualità... bruciando un pò al sole.
E quindi no, non mi interessa mai competere... come potrei rinunciare a tutto questo ondulamento?

3) mi interessa convincere?
Ecco questo è il punto che più mi ha messo in crisi... purtroppo sì, ogni tanto mi accorgo di farlo... e faccio marcia indietro... 
Insomma porto avanti un progetto di vita e anche una professionalità basati sulla libertà individuale e sulla biografia di ognuno, quindi completamente in antitesi con il concetto stesso di convincere (ovvero persuadere alla mia ragione) qualcun altro. 
So che di primo acchito sembra la stessa cosa del punto 1, in verità è profondamente diverso, un conto è difendere il proprio pensiero, vero per sè, un altro conto è quello di cercare di fare in modo che la propria ragione sia anche quella dell'altro.
Io posso essere solo me stessa e gli altri potranno condividire, tanto, poco, tutto, nulla ... questo non è importante, il confronto è l'unica cosa che conta... per il resto ognuno ha la propria personalissima ragione, l'importante è sapersi adattare alla condivisione sociale e moderare o mediare i propri impulsi.
Quindi sono in cammino, vorrei che non mi interessasse mai" convincere"  in questi termini... lo vorrei solo nel significato di "vincere con", inteso come" superare con", in questo senso, come una vittoria collettiva posso riconoscoere il desiderio di convincere addirittura come anelito.
Ed è un tentennamento tra l'ego e la fratellanza ed è un dondolio lungo tutta la vita...
almeno per me è così...
evviva il caldo che rende tutto più semplice e vige, quindi, la non belligeranza. Grazie!

domenica 30 ottobre 2016

Pensieri e azioni, relazioni e assenze!

Sta volgendo al termine, finalmente, Ottobre!
Pensieri e azioni, relazioni e assenze!
Precipitevolissimevolmente si inseguono e riproducono le idee nel mio cervello e mi sembra possibile che tutto si possa fare, dove si voglia, 
con ardore 
e compagni di viaggio.

Come una marea, si potrebbe diventare, se solo se si unissero le forze nelle passioni comuni, alimentando una stessa direzione: 
quella di agire i propri talenti, esaltarli e metterli a disposizione del mondo, riuscire a vivere di questo, per essere più veri, più coinvolti, più generosi, più armoniosi nel mondo e tutto ciò anche perchè piace.
Un giro virtuoso che crea benessere 
e nuove relazioni 
e nuovi contatti 
e nuovi orizzonti.

E non è solo pensare, è anche agire, allacciarsi al mondo, riassumendo se stessi continuamente, sbrigare e travagliare, proiettarsi e concretamente occupare lo spazio e il tempo.

E in tutto questo si intrecciano le relazioni, l'incrocio tra umani e nel contempo, anche, l'assenza di sè... perchè come dissipati nella moltitudine.

E poi, ancora, bastano due giorni nel tepore casalingo, nella sicurezza ancestrale del mio amore e delle mie piccole, la magia del camino e le chiacchiere lunghe e sincere, per ritrovarsi in sè, arricchiti di moltitudine animica.

Grazie!