...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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mercoledì 14 settembre 2016

Primo giorno di scuola: ecco perchè mando le mie figlie in una scuola steineriana



Un'emozione grandissima, momenti brevi, e insieme lunghi, di attesa fuori dal cancello.
Ci guardavamo genitori e bambini, bambini e bambini, genitori e genitori, vecchi e nuovi maestri.
Facce di bambini tesi e concentrati, felici, scalpitanti, pronti.
Oggi la mia piccolina ha iniziato un sentiero lungo 8 anni, insieme al suo maestro e ai suoi compagni.
La cerimonia della Prima classe è un momento magico ed unico. 
L'ho già vista alcune volte, quando Cristian ha preso l'attuale quinta, quando la Piccolona ha iniziato tre anni  fa e stamattina con la mia bella Piccolina.
In questi giorni affermava risoluta che non era emozionata, ma la conosco bene e la vedevo che fremeva impaziente e nel contempo era agitata. 
E' arrivato anche qualche piccolo incubo notturno.
Ieri sera lo ha ammesso: sì sono emozionata!
Io e la Piccolona abbiamo sorriso sornione... (perchè lo sapevamo benissimo) e le abbiamo risposto che anche noi lo eravamo. 
Stamani si è svegliata con un balzo e si è preparata gioiosa.

Qual'è la differenza con le altre scuole? 

La cerimonia è un momento di grande sacralità, i bambini possono percepire chiaramente che qualcosa è cambiato, un rito di iniziazione ad una nuova era della loro vita.
Oggi purtroppo i bambini sono troppo poco protetti, non ci sono più mete da raggiungere, momenti da aspettare, tutto viene anticipato e fagocitato.
Scegliere un andamento lento, selezionare cosa fare e cosa no, dando (alle loro normali opposizioni) una risposta semplice che sempre accettano: "potrai farlo quando sarai più grande", è il più bel regalo che si possa fare loro.
Questa è per loro una sicurezza, un ponte tra oggi e domani, traguardi e desideri da raggiungere un pò meno effimeri della vuota materia acquistabile.
Ed oggi quei piccini erano lì vicini vicini... molti di loro, provenendo dalla scuola materna steineriana lì a fianco, si conoscono da molto tempo, ed è stato bello che la loro maestra dell'anno scorso li abbia accolti e dopo poche parole gli abbia presentato il loro Maestro.
Eravamo lì in semicerchio, i bambini davanti e i genitori dietro, il Maestro ha raccontato una storia dolcissima e poi, ad uno ad uno, lì ha chiamati per nome. E'stato bello vedere come ognuno di loro abbia affrontato questo primo passo verso questa nuova strada, la mia Piccolina è partita a passo deciso e non ha più rivolto neanche uno sguardo a mamma e papà, fiera di essere lì, orgogliosa e seria.
Io piangevo! Anche le altre mamme!
I bambini (anzi i ragazzini) di sesta classe li hanno accolti nella nostra scuola con una rosa rossa ciascuno... e poi sono andati... in classe... buon viaggio piccolini, buon viaggio maestro...
Pensare che questo gruppo potrà essere unito e fare un percorso di 8 anni (elementari e medie insieme) con gli stessi compagni, con lo stesso maestro...è un atto d'amore!
Qui sì che si può parlare di progetto di vita: alla fine bambini e maestro non saranno più gli stessi, si impasteranno e condivideranno come un gruppo fraterno (nel bene e nel male).
Molti di loro, praticamente tutti, hanno fatto l'anno del re alla scuola materna, ovvero hanno già 7 anni da un pezzo o li compiranno a breve.
Nella scuola steineriana si chiama maturità scolare: una peculiarità fondamentale che ben rappresenta e spiega cosa sia la scuola steineriana. 
E' un percorso di studio, un metodo che si basa sullo sviluppo biologico e animico degli individui, non precorre i tempi e offre un ritmo, un respiro, un sentire che ben si adattano ai continui cambiamenti di una persona che cresce.
E i bambini, prima dei 7 anni, non hanno ancora maturato le forze per intraprendere un cammino di apprendimento, la capacità di rappresentazione non è ancora del tutto matura,  i concetti di spazio e tempo sono relativi al sè e la coordinazione è ancora lacunosa. 
Questo fa sì che i bambini ancora piccini (prima dei sei anni e mezzo compiuti) che vanno a scuola (troppo presto)  o incontreranno difficoltà di apprendimento o, comunque, saranno in una condizione "come se camminassero in salita" per tutto il loro percorso scolastico.
Aspettare, invece, la maturità scolare, fa sì che il bimbo possa correre gioioso, sperimentare e imparare, apprendere giocando e attraverso l'arte, il movimento, la fiaba, le forme, gli elementi, le metafore archetipiche e lo stare insieme amalgamati.
Ecco perchè scelgo la scuola steineriana: non mi importa che sappiano leggere e scrivere entro Natale in stampatello, in stampatino e in corsivo, non mi interessa che siano scolarizzate, non mi interessa che siano piene di informazioni... 
quello che voglio è che loro, le mie creature, sviluppino l'amore per il conoscere, la capacità di aiutarsi reciprocamente, di fare ed essere insieme, 


che si immergano nell'essere pienamente umani: 
ovvero sapersi porre delle domande
 (non conoscere le risposte!)
Ecco perchè ho scelto questa scuola 
per le persone che amo di più al mondo!
Grazie...

martedì 17 maggio 2016

Pentecoste la festa della Fratellanza

Oggi è la festa di Pentecoste, una festa molto particolare, poco conosciuta, in verità, nella nostra cultura. Sebbene sia un'importante festa liturgica, non viene festeggiata ed è persino poco ricordata. Passa inosservata ai più e non si ricorda bene il suo significato (a parte i devoti ovviamente).
Più o meno praticanti tutti sanno di cosa trattano o cosa commemorano altre feste come il Natale, la Pasqua e persino l'ascensione, invece la Pentecoste è sempre rimasta un pochino in sordina.
Lo scopo originario di questa festa era il  ringraziamento a Dio per i frutti della terra, successivamente, dopo la venuta del Cristo, come descritto negli Atti degli Apostoli, è la discesa dello Spirito Santo su Maria e appunto gli Apostoli. Si legge quanto segue: 
  «si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme giudei osservanti, di ogni Nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita, perché ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua. Erano stupefatti e, fuori di sé per lo stupore, dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?…».

Non sono un'esperta di liturgia e non è mia intenzione spendermi in spiegazioni religiose di cui non sarei assolutamente all'altezza, mi interessa però soffermarmi sul significato simbolico da un punto di vista antropologico (e se vogliamo antroposofico, infatti per chi volesse approfondire l'argomento consiglio la lettura di questo libro di Steiner).

La Pentecoste è la festa che celebra la dignità, l'importanza e il valore dell'individualità di ognuno rispetto al cosmo intero, definisce come in ogni individuo ci sia la scintilla di unicità, di divinità e sacralità. 
Ogni uomo ha in se lo Spirito Santo. Inoltre, sempre pensando al pezzo sopra citato, è interessante sottolineare come, questo primigenio momento di individuazione dell'io rispetto alla tribù o razza di appartenenza, sia l'inizio di un cammino di cosmopolitismo e fratellanza. E' la festa che rende onore all'individuo tra altri individui.
Penso sia la più bella festa dell'anno ed è molto bello che abbia la sua radice storica nel ringraziamento per i frutti donati dalla terra (e dal cielo aggiungerei).
Il dono divino di essere uomini, unici, irripetibili ma insieme come un grande organismo (l'umanità).



E oggi la mia piccolina ha festeggiato alla Scuola Materna la Pentecoste, simbolicamente, tutti vestiti di bianco come colombelle di pace, i bimbi hanno festeggiato con una bella storia, insieme ai genitori (pure noi vestiti di bianco), con una bella canzoncina e un momento dolce di convivio: a ricordarci che facciamo parte di un unico amore per la terra e il nostro prossimo.
E così è stato in questo scorcio di sole regalato, in giorni di varesina piovosità, ci siamo tenuti per mano in girotondi danzanti, abbiamo condiviso del cibo e poi con alcune mamme siamo andate a fare un giro al lago... scintillante, nutriente, caldo e... come si fa a non ringraziare con il cuore di questi doni offertici dalla vita stessa.
Pentecoste festa della Fratellanza, dove non contano le razze, le lingue o le differenze, ma l'unica cosa vera che esiste è l'amore: divino, individuale, naturale, e ad ognuno il suo dono a cui inviare immensa gratitudine (liturgico, religioso, spirituale o prosaico che sia)


domenica 20 marzo 2016

Immensa gratitudine

E poi succede. 
la primavera arriva, sempre, nonostante tutto. 
Ed io posso dire che oggi, per me, è arrivata radiosa, dolce, incantevole, piena di energia e di gioia.
Erano giorni che ero affaticata, un pò triste... mi aggiravo in corsa per la provincia, rincorrendomi nelle mie mille vicende e, solo ieri, cogliendo il dolce bacio delle magnolie pronte a sbocciare, mi sono detta che ero triste e, per pochi istanti, nel breve tragitto in macchina che mi mancava, ho pianto un pò, malinconicamente... ma poi già mi sono ritrovata a dipingere con la maestra Letizia alla Corte Dalì, parlando dell'atmosfera di Pasqua che porta, con sè, queste forze di redenzione, di perdono, di fratellanza. 
Concentrata nella mia pittura mi sono come ricomposta in me stessa, ricominciando a "credere" fortemente in quello che sto facendo... che è questo anelito grande di mettere insieme, di costruire qualcosa insieme ad altre persone, di fare arte... nel modo più ampio possibile, mettendo insieme degli umani che credono, davvero, che il mondo è un posto meraviglioso.
E poi oggi è avvenuta la magia... oggi grande festa alla Corte Dalì, la festa di primavera. 
La Corte si è trasformata come sempre, ha aperto le sue porte con calore, per accogliere gli amici, i bambini, le persone che con immenso amore hanno portato luce e arte in questa primavera nascente e in questi miei giorni difficili.
Grazie amici, grazie Guacamole, grazie parenti, grazie cugini, grazie fratelli di avventura e soci di progetti. Grazie ai genitori della scuola delle mie figlie, a chi ha cantato, sbucciato, lavato, corso, bevuto, cucito, amato, decorato, rassettato, sorriso, partecipato, mangiato, creduto, spremuto, centrifugato, brindato, sgridato, rincorso, preparato, compreso, ascoltato, applaudito, caricato e scaricato, voluto, sentito, pensato...
Grazie perchè la forza della fratellanza e dell'arte sociale è nello stare insieme, grazie al cielo che ci ha donato una splendida giornata di sole e un azzurro che avvolgeva. 
La primavera è arrivata... 

domenica 18 maggio 2014

Magica Mente


Tempesta! Ore, giorni, settimane, mesi nella tempesta...
Un secondo oggi voglio fermarmi e concedermi una piccola riflessione, un momento per cercare, nella retrospettiva, il senso di me. Così difficile in questo periodo dove la relazione e l'azione hanno regnato sovrane assoluto. 
E' una magia, è un sogno che si realizza, e vedo e rivedo e risento e raccolgo innumerevoli sorrisi, abbracci, giochi, risate, discussioni, collaborazioni... 
e mi sento viva come non mai, tuffata nell'agire e nel sociale... si realizza un sogno: la Corte Dalì è arrivata, ha bussato piano e la mia vita ha cominciato ad essere magnificamente rutilante.
Tutto è cominciato, è una magia, un dolce accordo cosmico: appena ti metti in moto mille risposte, aiuti, condivisioni, occasioni ti vengono incontro. E' amore: e l'amore produce amore!
Reduce dalla preparazione di un evento, stanca e soddisfatta
: ho dimenticato le difficoltà, la fatica e la frenesia e ricordo benissimo invece le risate fino alle lacrime, il senso di appartenenza, la volontà, la cooperazione, l'attenzione, la cura... grazie amici e amiche mie per questa fantastica avventura piena di girasoli, bambini, colori, sorrisi, birre e risate, professionalità, presenza... che gioia lavorare così, esserci insieme e realizzare ... e tutto questo risuona come un grande nutrimento per tanti e tanti e tanti bimbi... che onore poter assistere a tutto ciò!
Come nel Bazar della scuola delle mie bimbe, anche lì tanti ricordi turbinosi e ciò che più resta sono quei sorrisi tra amici, quegli istanti convissuti con tanti amici splendidi, i papà e le mamme di questa bella comunità di amanti del bello, del buono e del vero... che abbiamo scelto come insegnamento per i nostri figli... 
E la Corte Dalì in festa mi ha trovato in un cerchio di felicità: Lilli, Roberto, Goffredo, Elisa, Daniela, Claudia, Maddalena, Sara, Diana, i Totemon... un sogno che si realizza, stare vicini per fare cultura... quella stessa: il bello, il buono e il vero... ed è una magia, insieme possiamo fare il miracolo della moltiplicazione e davvero realizzare qualcosa di profondamente significativo. Ho tanta gratitudine per questa bella opportunità. Grazie...

E mi sembra di essere affacciata e felice... di aver aperto finalmente la Magica Mente...





giovedì 7 novembre 2013

Magnificat





 
 Novembre ci ha accolto nel movimento e nelle attività, nella meraviglia della natura, nella raccolta di frutti e nel torpore di attraversare la vita come saette incandescenti, affamate di aria che brucia al solo contatto.

Navigo felice tra le persone, nel fare insieme, nel cercare risposte o forse nel cercare sempre nuove domande che innescano nuovi cammini.
In molti momenti fatico a stare dietro al ritmo di tutto e di quanto avviene intorno a me. 
Sempre più la presenza, l’esserci integralmente e fortemente, mi è richiesto in tutti gli ambiti di vita: la famiglia, la scuola, il lavoro, i progetti, le realizzazioni, le passioni, i miei animali, la natura stessa.

È uno zampettare frenetico tra riunioni programmate, riti familiari, stagioni che si attraversano e insieme tante persone che con una grande risonanza condividono un sentire. 
Amicizie che nascono, affinità germogliano e sono promesse di lunghi tragitti variopinti.

Novembre iniziato un po’ nella pioggia e un po’ nei cieli scintillanti mi sta regalando dei sogni e dei nuovi desideri, fatiche ma tanta gioia… nella pazienza e nel grande anelito di “stare con” l’umanità, tutti i miei fratelli.

Lavorare in equipe di lavoro sentendo ogni giorno che il nostro orto è più variegato, più ricco… che è un giardino… un pensiero condiviso: tanto bene alle “mie maestre” che inseguono un sogno insieme a me… nutrire l’infanzia… esserci intenzionalmente… veramente… nella bellezza e nell’amore.
 
E sono belle parole che poi si traducono in cose semplici: fare insieme una borsa in feltro con donne amiche, affini, sorelle.
 
Onorare le feste e la stagionalità e preparare con le bimbe ossi dei morti per la commemorazione dei defunti.

Passeggiare tutti insieme nei boschi della nostra valle e scoprire che quest’anno gli agrifogli sono pieni di bacche rosse.

Meravigliarsi, insieme alle mie bimbe, della bellezza degli alberi carichi di cachi lucenti, macchie di colore arancione, un lampo dell’estate che è passata.

E poi improvvisamente magnificamente straordinariamente nelle corse mattutine ecco un arcobaleno… ed è sgomento: magnificat.

lunedì 8 luglio 2013

Percorsi del volere: cucire una bambola di stoffa!



Derviscio


 Riassumendo: a parte il fatto che mi sembra di vivere come un derviscio, in questo moto perpetuo del sentire, in questa danza rotante delle relazioni e quindi diventa estremamente difficile seguire un filo logico degli eventi…

Premesso questo volevo soffermarmi su una settimana molto particolare appena vissuta: ho trascorso cinque mattinate in un gruppo di donne per fare la classica bambola steineriana da vestire.

Qualche settimana fa una cara amica della compagnia dell’ago mi aveva annunciato questo simpatico corso intensivo.

Avevo già fatto una di queste bambole, l’avevo cucita e preparata con tanto amore per la mia Piccolona un paio di anni fa, a Natale Gesù Bambino l’aveva portata e lei la chiamò Sofia, fu subito un grande amore.

Per la Micina piccola nel frattempo sono arrivate altre bambole: bamboline in miglio e lavanda e la Titti (sempre fatta da me, bambola con pigiamino). Era un po’ che pensavo che era arrivato il momento di confezionare La Bambola della piccina e quando Arianna ha parlato del corso mi sono illuminata. D’istinto le ho detto che avrei partecipato.

Questa settimana (appena trascorsa) è stato come un profondo e significativo viaggio interiore (solo parzialmente inaspettato).

Per iniziare ogni giorno mi dovevo svegliare di buon mattino perché il corso si teneva a due (e dico due) ore di macchina da casa mia!!!! (se non è buona volontà questa). A metà strada mi incontravo con Lilli che ha partecipato a questo processo insieme a me.

Quindi (grazie anche all’ausilio prezioso della tecnologia, ovvero con il navigatore) ci siamo addentrate in quel di Invorio per giungere in questo ameno quanto sperduto paesino di Barquedo. Se non fosse stato per il petulante e preciso navigatore quando ci siamo ritrovate in stradine larghe quanto la vettura che si snodavano tra boschi e prati incontaminati, avremmo sicuramente girato la macchina convinte di esserci perse.

Invece eccoci giunte in questo luogo molto grazioso, un piccolo spazio erboso con annessa piccola baita con tutti i confort desiderabili (tavoli, toilette, piastra per il caffè etc).

Abbiamo incontrato le due donne (madre e figlia) che tenevano il corso: Marinella e Manuela.

Ci siamo sedute all’aperto intorno ad un tavolo in legno e le maestre ci hanno mostrato delle bambole finite, erano bellissime e complicatissime da fare…..

Manuela ha introdotto il lavoro offrendo qualche spiegazione sul perché proprio queste bambole (che presuppongono un grande lavoro) e non le semplici bambole comprate (persino quelle di stoffa).

In prima istanza il solito discorso sulla differenza percettiva tra plastica e materiali naturali. Il bambino ha bisogno di incontrare (nelle sue sperimentazioni, nei vissuti, nel gioco) qualcosa che gli porti incontro la verità, il “vero” che c’è nel mondo. La plastica è una sostanza derivata, costruita e non ha una vera corrispondenza (in termini percettivi, energetici, tonici) con la realtà naturale che ci circonda. In modo particolare la bambola, rappresentando la figura umana, ha una necessità intrinseca di verosimiglianza con la realtà vivente. Una bambola steineriana è fatta di cotone, lana naturale e soprattutto di calore e amore umani.

Nessun giocattolo prodotto in una fabbrica o in serie ha in sé quelle caratteristiche animiche che possiede un gioco costruito con il sentire, l’amore, il volere e l’intenzione di un individuo.

Dopo questa breve e giustissima introduzione siamo partite nella “volontà”, abbiamo cominciato a cucire le varie parti in maglina color incarnato (gambe e corpo, braccia e testa).

Detto così sembra una cosa semplice, in verità bisogna cucire con punti piccoli, precisi e saldi perché la bambola non si “apra” tra le mani giocose di un bimbo. Abbiamo utilizzato il punto “macchinetta” o punto “indietro” che dir si voglia e abbiamo cucito con grande cura ed attenzione. Abbiamo impiegato tutta la mattina ed è stato molto faticoso (alcuni, tra cui io, abbiamo dovuto terminare a casa, con dita sanguinanti e doloranti).

Beh poi io e Lilli siamo corse a prendere la macchina, una bella corsa nel caldo e nel traffico e via al lavoro. Non credevo che sarei stata così stanca e poco propensa a nuove attività!!!

L’indomani ci siamo dedicate al riempimento dei pezzi che avevamo cucito! È un lavoro tutt’altro che semplice o veloce. Ci vuole molta pazienza e perseveranza. Dopo aver preparato delle palline belle dure di lana per mani e piedi, si preparano dei piccoli ciuffetti di lana grezza e si vanno ad infilare negli arti, spingendo con forza (anche con l’aiuto del manico di un cucchiaio di legno), si cerca di infilare i ciuffi uno dentro l’altro come a formare una pila di bicchierini uno dentro l’altro (come una matriosca), sempre spingendo con forza. Gli arti devono essere belli duri e “gnucchi” (parola che è piaciuta molto alle nostre maestre venete che non ne conoscevano il significato dialettale). Insomma devono essere belli sodi e nel frattempo bisogna cercare di evitare nodi (groppi… alla veneta), ispessimenti e gibolli.

Il secondo incontro è stato dedicato a questa delicata operazione e qui si comincia a comprendere cosa si intende che questo balocco per bambini ha in sé l’energia di chi la costruisce, energia offerta al piccolo che la coccolerà, amerà, tirerà per le braccine gnucche ….

La giornata poi si è dipanata nell’accelerazione, sono scappata a pranzo dalla sorella Diana, un paio d’ore rubate (come sempre) per chiacchierare di noi, dei nostri percorsi, sempre di fretta, affamate, desiderose di condividere ma sempre prese dalla vita che incalza e chiede attività, presenza… un soffio d’amore stare con lei, una voglia di carezzare il suo sentire, una sensazione penetrante di somiglianza, di appartenenza… sono centinaia d’anni che ci vogliamo bene io e lei….

Una fuga veloce verso casa dove già mi aspettavano amici cari, venuti a salutarci prima di partire per il mare e in breve rieccomi rituffata nel dialogo, nella relazione, nell’esserci con un’altra persona… soffi di me, di esistenza, di compresenza… e via alla sera a festeggiare il compleanno di un’altra affinità elettiva… La giornata è finalmente finita: sono piena, affollata, un pochino concitata…


E rieccoci a Barquedo per il terzo giorno… e tutto si ferma, placide queste donne (me compresa) si riuniscono operose e lavorano, scambiano qualche simpatica chiacchiera, alcuni argomenti sono profondi, ci si racconta, ci si conosce, ci si affeziona… Ogni giorno abbiamo portato qualche buona leccornia da condividere: pane e marmellata, brioche, biscottini, tisane, succhi ci hanno accompagnato in queste nostre mattinate, insieme a ciuffi di lana, aghi ritorni, spilli, forbicine… sempre immerse in questo spazio verde, abbracciate tra cielo e natura…

 
 

In questa atmosfera placida ed avvolgente il tempo e i pensieri si quietavano e si lavorava contente…

Come dicevo il terzo giorno abbiamo fatto una parte molto importante e difficile, abbiamo preparato la testa: si parte da una nocciolina dura di lana e si avvolge con forza. La testa deve essere bella dura e rotonda. Non è certo facile! Poi la grossa palla di lana si infila in una garza e con opportune legature (con un filo moooolto resistente) si crea l’incavo degli occhi, la forma della nuca, i guanciotti… Poi con pazienza e forza si cuciono i fili, si ricopre di maglina e si cuce… avevo tutte le dita bucate. È un piccolo miracolo della nascita vedere questa piccola figura prendere forma sotto le proprie mani… sempre dietro l’attenta guida delle nostre maestre, così dolci, disponibili, sorridenti, incoraggianti…

In questa giornata andare al lavoro è stato ancor più difficile, ero abbastanza svuotata (positivamente), il desiderio era di rimanere in movimento, nel fare… il pensare era fastidioso…

Venerdì (quarto giorno) abbiamo cominciato a mettere insieme i pezzi, abbiamo cucito la testa alle spalle e le braccia, abbiamo poi unito corpo e gambe e abbiamo cucito con punti (materasso) piccoli e forti sempre per garantire grande resistenza a queste piccine di stoffa… man mano che la bambola prendeva forma ho cominciato ad intravedere una lieve somiglianza con la mia Piccina… mentre cucivo, imbottivo, avvolgevo, montavo con “la coda dell’occhio” pensavo sempre a lei ed effettivamente…

Marinella e Manuela sono due persone splendide, hanno portato un’emozione vera, parte di loro, l’accoglienza … il sorriso vero, dolce e sincero: mi hanno dato grande nutrimento. Guardavo con orgoglio questo gruppo, la bellezza della femminilità che abbraccia incondizionatamente e crea… meraviglioso!!!

Non nascondo che i viaggi interminabili (due ore andata e due a tornare) siano stati estenuanti e non ne potevo più…. 
Ma sabato, ultimo giorno di corso, abbiamo completato le ultime cuciture, abbiamo avviato la capigliatura (solo avviato perché i fili di lana vanno cuciti uno ad uno…. E  ci vorrà un po’ di tempo)… insomma in quella mattinata ero dispiaciuta che questi dolci e ricchi incontri in natura, nel fare, nel sentire, nell’esserci con gli altri, si concludessero. 
Ero dispiaciuta di salutare queste donne fantastiche, piene di volontà, di generosità, di sentimento, di bellezza… provavo sentimenti diversi per le due maestre…. 
Marinella è una bellissima e saggia mamma… operosa, accogliente e Manuela è molto bella, ha questo sguardo ridente, emozionato… vivente. Grazie, grazie ad entrambe e grazie a tutto il gruppo che ha fatto un percorso difficile, nella figura umana, nella femminilità, nella maternità, nell’esserci insieme. Grazie!  Ed ora mi aspetta altro lavoro a casa… devo concludere i capelli, fare il vestitino… ci siamo ripromesse, Io e Lilli, di continuare insieme…
Fare la bambola un’esperienza meravigliosa…