...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







Visualizzazione post con etichetta cugis. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cugis. Mostra tutti i post

mercoledì 30 marzo 2016

Salute a tutti...

Martedì sera, quasi mercoledì... i miei 4 giorni e mezzo di vacanza si concludono inesorabilmente. 
Mi sono riposata però. 
Non ho pensato a nulla di nulla di nulla. 
Non ho progettato nuove attività per la Corte Dalì, non ho studiato, non ho pensato al lavoro (ho un lavoro?), non ho scritto nulla, non ho lavorato a maglia, non ho fatto retrospettiva, non ho sentito nessuno, non ho fatto gite... 
In realtà non sono stati propriamente giorni rilassanti, perchè comunque ho saltellato tra banchetti e libagioni (molte autoprodotte) all'insegna di famiglia e cari (fraterni) amici. 
Quindi ho cucinato, cucinato, cucinato, brindato, assaporato, mescolato, tagliuzzato, chiacchierato, riso, giocato, stemperato, lavato, grigliato, ancora brindato, fumato, ascoltato. 
Due memorabili pomeriggi con i cugi, dove ho riso fino al dolor di ganasce, dove siamo rimbalzati da un gioco a una poltrona, da uno spuntino a una risata, da una chiacchiera semiseria a una risata alle lacrime, da una pietanza nel forno a giochi in compagnia di grandi e piccini. 
Ecco, le vacanze sono trascorse velocissime, è già quasi ora di andare a letto, di ricominciare con il tran tran: ufficio, commissioni, appuntamenti, colloqui... ma sono rinata. Ho fatto il pieno di eterico e vitalità, mi sono corroborata dell'affetto, dei bacetti delle mie piccole, dei pisolini con il cane Pepe, della facciona baffuta di Cristian, di cibo gustoso, di vino buono e fratelli di sempre (veri e acquisiti), ci voleva. 
La primavera è sempre un nuovo inizio ed ora ce la posso fare, non vedo l'ora di ricominciare a correre, più viva e in forze che mai. Salute a tutti!

domenica 20 marzo 2016

Immensa gratitudine

E poi succede. 
la primavera arriva, sempre, nonostante tutto. 
Ed io posso dire che oggi, per me, è arrivata radiosa, dolce, incantevole, piena di energia e di gioia.
Erano giorni che ero affaticata, un pò triste... mi aggiravo in corsa per la provincia, rincorrendomi nelle mie mille vicende e, solo ieri, cogliendo il dolce bacio delle magnolie pronte a sbocciare, mi sono detta che ero triste e, per pochi istanti, nel breve tragitto in macchina che mi mancava, ho pianto un pò, malinconicamente... ma poi già mi sono ritrovata a dipingere con la maestra Letizia alla Corte Dalì, parlando dell'atmosfera di Pasqua che porta, con sè, queste forze di redenzione, di perdono, di fratellanza. 
Concentrata nella mia pittura mi sono come ricomposta in me stessa, ricominciando a "credere" fortemente in quello che sto facendo... che è questo anelito grande di mettere insieme, di costruire qualcosa insieme ad altre persone, di fare arte... nel modo più ampio possibile, mettendo insieme degli umani che credono, davvero, che il mondo è un posto meraviglioso.
E poi oggi è avvenuta la magia... oggi grande festa alla Corte Dalì, la festa di primavera. 
La Corte si è trasformata come sempre, ha aperto le sue porte con calore, per accogliere gli amici, i bambini, le persone che con immenso amore hanno portato luce e arte in questa primavera nascente e in questi miei giorni difficili.
Grazie amici, grazie Guacamole, grazie parenti, grazie cugini, grazie fratelli di avventura e soci di progetti. Grazie ai genitori della scuola delle mie figlie, a chi ha cantato, sbucciato, lavato, corso, bevuto, cucito, amato, decorato, rassettato, sorriso, partecipato, mangiato, creduto, spremuto, centrifugato, brindato, sgridato, rincorso, preparato, compreso, ascoltato, applaudito, caricato e scaricato, voluto, sentito, pensato...
Grazie perchè la forza della fratellanza e dell'arte sociale è nello stare insieme, grazie al cielo che ci ha donato una splendida giornata di sole e un azzurro che avvolgeva. 
La primavera è arrivata... 

mercoledì 16 dicembre 2015

Corte in festa: Santa Lucia e la bellezza di esserci

Come sempre a dicembre  il tempo subisce una mutazione e la relatività diventa estremamente percepibile. Lo so, ne sono consapevole e aspetto il tempo che si trasforma in un precipitevolissimevolmente... eppure ogni anno mi coglie impreparata. Dicembre arriva carico di impegni ancor prima di esserci, pieno di riflessione e meditazione anche nel delirio, pieno di traffico caotico e indisciplinato, pieno di contatti e relazioni anche se si è soli, pieno di stelle e di cielo.Pieno!
In questa corsa sfrenata fermarsi un attimo a scrivere diventa indispensabile, diventa quel momento di retrospettiva di sè e del proprio agito che rende vere e durature le esperienze. 
Sono una persona che si butta a capofitto in innumerevoli attività, ho molti  e svariati interessi, ho molte responsabilità (verso le mie figlie... ma questo impegno lo condivido con tutte le mamme del mondo), ho un pensiero a domino che si rincorre e immagina e progetta.
Questo modo di essere a volte può fagocitare: me stessa, la vita, le relazioni, i ricordi, l'apprendimento... Solo quando mi soffermo e rielaboro alla fin fine anche fermo e registo... e in particolare stasera voglio fissare e sottolineare e annotare e pennellare e rivivere una serata bella e deliziosa, un momento di comunione e calore.
Domenica era la festa di Santa Lucia, la Corte Dalì ha organizzato un evento, un momento di incontro, di gusto, di cultura, di dolcezza, di amicizia, di creatività, di musica, di dialogo, di calore.
Già, il calore... Mi piace soffermarmi a pensare a quanto calore ho sentito in quella serata e i miei pensieri galoppano felici e pensano all'incontro, all'esserci vicini. 
Penso alla mia cara amica Eva che tanto si è prodigata, impegnata (come solo lei sa fare da perfezionista quale è) per realizzare un momento di manipolazione e gioco con materiali naturali. Una semplice decorazione per l'albero fatta con la cannella, ma così elegante e profumata. La rivedo china e dedicata alle persone, nel fare più che mai generosa con gli altri, con il mondo, con me. 
Quanto mi è piaciuto vedere il suo bimbo sorridente rincorrersi con la mia piccolina, amici...

E veloce il mio pensiero corre al viso di Ivano, all'amore che esprime, cauto, ad occhi chiusi, vero, generoso mentre canta, con una voce che a volte sembra non appartenergli, travestita, ingannata, sedotta dal desiderio di essere davvero egoista... eppure no quanto amore nel tuo cantare... nel tuo riempire la stanza con tutto te stesso e la tua voce.

E poi ancora tu amore mio, con la tua chitarra, con la tua passione per la musica... ricordo benissimo Cristian quando mi sono innamorata di te... e stavi accarezzando la tua chitarra e cantavi e sorridevi ed eri luce... ed oggi lì ancora per me, per tutti, per le nostre figlie, per l'arte sociale... insieme.

E poi quei due che insieme sanno realizzare atelier meravigliosi con i bambini, complici nel creare, ritagliare, incollare, accompagnare, spruzzare e tinteggiare mille magie riescono a fare Goffredo ed Elisa, e li penso mentre insieme corriamo affannati a pulire la Corte, organizzare gli spazi, bere una birra, ridere rumorosi e ritirarsi ritrosi. 

E poi Uvertour, Romano e la Diana con il loro delizioso vino biologico e biodinamico... non solo vino, un pensiero, una riflessione, un nettare... non solo ingurgitare ma assaporare, una presenza speciale, accogliente, elegante, ridente... la Diana... sempre presente, sempre bellissima, sempre con me ...

E poi la Claudia che mi vuole un sacco bene e corre come una trottola, una donna nella volontà, si spacca in quattro, si attiva, organizza e se solo vedesse da sè quanti talenti ha... mi sei mancata e sono stata felice quando sei arrivata, ti guardavo e ti ho trovato tanto bella, tanto...
Una Corte piena di amore, piena di voglia di stare insieme e ti guardo Daniela... che bella mamma sei, che bella bimba hai... e la guardo nel marsupio mentre lavorate e girate e partecipate... tu e la bimba "ridosa" che non aspetta altro che un accenno lieve per fare un grande sorriso... ed è merito del tuo amore, del vostro amore, tuo e di Marco...
E poi penso agli amici che non mancano mai... piccoli istanti rubati in una giornata rutilante... fare una rosa con Valentina, ridendo e scherzando, abbracciare Daniele mentre fumiamo una sigaretta, guardarci per un istante, profondamente con Michela, riconoscersi con Anna e sapere che cominceremo insieme a costruire percorsi d'arte, e nuovi arrivati e vecchie conoscenze e la cura del cibo e del buffet... quante immagini, quanti momenti che si rincorrono alla rinfusa nella mia mente. I bambini che corrono e giocano e Sara, cara Amica, ti aspettavo, e sei arrivata.
La Corte... un luogo vibrante, la nostra sede: vestita a festa, imbellettata per accogliere, per com-prendere, per offrire, per crescere. Gongolava guardando quanta vitalità, quanto amore, nello stare insieme. 
Più di una festa, più di una degustazione, più che laboratori, più ...
un momento vivente di arte sociale e questo mi fa sentire così bene, così serena... lo so che è dura, difficile, che tenere in piedi un'associazione comporta sacrifici, nessun vero guadagno, ma tanto lavoro... ma lì tutti insieme eravamo una comunione, una promessa mantenuta sulla bellezza dell'essere umano che sempre è capace di far ardere la propria scintilla divina. 
Ed ora sono qui che cerco di scrivere per quello che sono, non descrivo, non racconto, cerco di trasmettere il sentire, il colore dei momenti, i suoni dell'anima, le vibrazioni delle relazioni: è il mio stile ed è come un'istantanea su una giornata che è stata un trionfo dell'essere solidali l'uno con l'altro.
Grazie a voi, a tutti voi, anche a chi non ho nominato ma che ho nel mio cuore  

... grazie di correre insieme a me...

lunedì 8 aprile 2013

Momenti d’arte e atmosfere del sentire



È stato un week end intenso, carico di amicizia, arte, colore, sensazioni e pensieri.
Andiamo in ordine, venerdì ho lasciato frettolosamente il lavoro e sono corsa a casa a prelevare figlie e marito e ci siamo diretti belli baldanzosi a casa di amici carissimi. Le bimbe erano tutte elettrizzate, non vedevano l’ora di incontrare le loro amichette (anche i nostri amici  hanno due belle bimbe) e immergersi in giochi, urla, travestimenti e letture per ore e ore.
Nel frattempo le mamme e i papà si sono dilettati in chiacchiere interminabili e scambi di vicende e incontri vissuti. Per me e Cri (e anche le bimbe) il tempo passato con questi amici è sempre lieto e fugace, ci separiamo sempre con una sensazione di “avevamo ancora tante cose da dirci, da fare, da raccontare…” e, in contemporanea, di caldo abbraccio, di “famiglia”…
Quindi il fine settimana è cominciato intenso e gradevole, la sera è stata dedicata finalmente al riposo.
Il sabato si è rivelata una giornata densa e ricca di imput diversi, infatti dopo essere andati a pranzo dall’amata nonna Emanuela, ho lasciato le pulcine al papà e, ancora insieme a Diana, ci siamo dirette contente al secondo incontro di pittura con Letizia. Questa volta l’incontro lavorava sulle atmosfere del viola. Abbiamo preparato il nostro spazio (tavoletta, vaschette di colore, pennelli, pezzette di cotone, acqua) e abbiamo ascoltato la presentazione con molta curiosità e attenzione. Come la volta precedente mi ha colto lo stupore nell’incontrare gli occhi significativi di Letizia: azzurri, presenti, diretti, in alcuni momenti quasi interrogativi, veri. 
Ci ha presentato questo meraviglioso colore come la possibile esperienza religiosa, ovvero di contatto e unione con il divino. Il viola è il rischiararsi della tenebra (dell’indaco), rappresenta il germoglio di nuove forze per affrontare il futuro. Lo troviamo nell’alzarsi delle nebbie mattutine o, per pochi momenti, durante il crepuscolo, talvolta più accompagnato da sfumature del blu, altre del rosso. 
Quella del viola è un’atmosfera che accompagna un passaggio, una sospensione momentanea e delicata.  
 Quindi abbiamo dovuto cercare nel nostro foglio, attraverso l’acquarello,  più sfumature di viola possibili. Avevamo a disposizione il vermiglio, il blu e il viola stesso. Per riuscire a creare più sfumature possibili era necessario stendere il colore ed attendere che asciugasse, anche portando il foglio umidiccio davanti alla stufa. La richiesta era di fare un lavoro interiore, di cercare dentro di sé quell’atmosfera mistica e di passaggio e di riprodurla sul foglio attraverso i colori. 
Questo approccio all’arte è interessante: non si comincia mai dalla forma e neanche dal gesto, si cerca sempre di creare un’espansione del colore (caratterizzata dalle sue peculiarità – ovvero irraggiante se è giallo, avvolgente per il blu, fluttuante per il viola…). Solo successivamente si accentua il gesto e, cercando nelle sfumature e nelle atmosfere che si sono create, si sottolineano delle forme più o meno definite. Letizia ci ha detto che viola e verde si amano e così, a foglio  asciutto, abbiamo cercato di creare un paesaggio naturale o intimo che rappresentasse quanto detto, cercando il contrasto, l’atmosfera…
Successivamente dopo aver asciugato ben bene il lavoro abbiamo potuto “rifinire” il panorama con alcuni gessetti, assecondando le forme e i gesti che emergevano dal foglio. I disegni erano tutti bellissimi, ognuno con caratteristiche diverse, alcuni più naturali altri più intimisti, ma tutti con una medesima sensazione di freschezza, di rinascita. Ero molto soddisfatta, mi sono aggirata a mio agio in questo atelier che comincia ad avere delle mie intimità, ho sbirciato l’ambiente meno metodicamente ed ho sentito l’energia della creatività, del colore, del riflettere e dell’esprimere che sicuramente hanno abitato questo simpatico ambiente.
E poi piano piano, mente mi dirigevo a casa con il mio bel disegno, ha cominciato a farsi strada una nuova sensazione: un dannato mal di testa proprio tra le due sopracciglia, dove è situato il terzo occhio (il cui colore non a caso è proprio viola !!!).
Mi sono sorpresa (come al solito) di questa sensibilità, addirittura corporea, all’arte e al sentire e mi sono diretta a casa un po’ afflitta, sapendo di dover preparare pizze per la famiglia e i nostri graditi ospiti (i cugis…).  

Fortunatamente l’attività, le bimbe affamate di mamma, i cugis e la pizza hanno dato un pochino di tregua all’emicrania, così, grazie alle indicazioni di Cri, abbiamo fatto in gruppo un altro bel disegno: le betulle.
Con gomma pane, fusaggine e tocco magico abbiamo realizzato delle bellissime tavole. È stato molto bello fare questa attività di gruppo con i cugis, condividere un momento artistico, sociale, individuale e corale contemporaneamente, perchè è proprio quello che vorremmo raggiungere in questo momento storico come famiglia… ancora lei… sono molto fortunata: in molti luoghi sono a casa, in famiglia.
La domenica poi ci ha visti sornioni e felici all’inseguimento di un timido sole che ha fatto capolino tra le nubi… ne abbiamo approfittato e tutti insieme siamo andati a sentire il verde sotto i nostri piedi, il marrone della terra fra le mani, ad annusare l’umido e l’elettricità della montagna remota e, amanti, costruiamo giorni e giorni, strati e strati di intimità e condivisione e le mie bimbe AMANO un sacco di persone e credo che questo è il più grande dono che io e Cri possiamo fare loro.

lunedì 25 febbraio 2013

La magia della neve e la gioia del cuore


Le gattine delle nevi

Che nevicata! Era un po’ che non faceva una bella nevicata come quella di oggi. 
Stamattina in giro per il paese insieme a Cri e alle bambine improvvisamente mi sono ricordata di quanto sia poetica la neve.

 Negli ultimi anni ho solo badato a quanto fosse scomoda e destabilizzante. 
amor
Oggi, a spasso con le mie gattine delle nevi, ho sentito sgorgare una risata gioiosa dal mio petto, guardavo loro affondare fino all’ombelico, annaspavo con la neve alle ginocchia e guardavo il mio amato Folletto e lì mi sono ricordata di quante magie è capace la neve. 
segui la mia stradina
La piccolona mi ha chiesto che rumore fa la neve e dopo pochi istanti si è risposta da sola con la faccia meditabonda “…è silenziosa…”. Sì micina mia la neve porta per prima cosa il silenzio, le voci sono sommesse, si sentono i passi scricchiolosi – croc.. croc.. – della neve schiacciata dalle scarpe. 
Le campane si sentono attutite e tutto tace nel roteare silenzioso e tumultuoso dei fiocchi. 
È una magia associare tanto movimento al silenzio: è una danza sinuosa, palpitante, sempre diversa. 
Quante nevi ci sono: quella fitta fitta piccolina che di notte scruti alla luce dei lampioni, quella a GRANDI fiocchi che svolazzano come piume o che cadono veloci (credi che siano bagnati di pioggia e invece sono fiocconi giganti e farinosi), quella minuta e ghiacciata che ti rimbalza pungente sulla faccia, quella umida un po’ piovosa… una danza di cristalli, di meraviglia, di perfezione.

La neve porta ad ognuno ricordi intensi, fatti di immagini e sensazioni. 
Le nevicate dei bambini sono le più belle: sono buffi, quando comincia a nevicare, emettono gridolini e saltellano contenti, la vogliono mangiare, tirare, prendere tutta…

Poi ci sono i ricordi di ragazzina quando i “maschi” ci inseguivano per farci “l’omino” (ovvero buttarci a terra e ricoprirci di neve – qualche volta agli scostumati scappava qualche palpatina).

Le notti innevate sono le più belle, il silenzio accompagna ogni cosa e la neve diventa misteriosa, si scende nelle profondità di sé e guardando in alto verso il cielo si vedono i fiocchi, alla luce della luna, dondolare sorridenti. 

In particolare ricordo una neve davvero speciale dove io e Cri abbiamo evocato la nostra piccolona, abbiamo fatto una romantica passeggiata e sotto i fiocchi abbiamo scritto il suo nome nella neve… e qualche mese dopo la nostra piccola snow strillava tra le mie braccia.

La neve desta un’incredibile ilarità: giocare, correre e camminare nella neve fa sgorgare quella risata gioiosa di cui dicevo e quanto è divertente fare i pupazzi di neve con le loro facce improbabili… con una vena di saggia malinconia… perché loro SANNO che domani si scioglieranno…

La neve porta inquietudine, per tutti quelli che devono essere efficienti e pronti, per coloro che non sanno fermarsi, la neve disturba… ed io odio guidare con la neve, non voglio.. è viscida sotto le ruote, ti fa perdere il controllo del mezzo… che paure ho avuto dovendo tornare a casa durante una grossa nevicata…

mandala con Ivano
La neve avvicina le persone, ci si trova del tempo inaspettato, si bevono cioccolate, si gioca amabilmente davanti al camino e qui mi viene in mente l’amato cugivo: che bei pomeriggi di neve a disegnare mandala, giocare, chiacchierare…
La neve se la lasci entrare è una "calda" carezza per l’anima, è un ritorno nell’infanzia, nell’appartenenza cosmica, un poetico e gioioso ricongiungersi con tutte le anime.

giovedì 27 dicembre 2012

La quarta settimana d'Avvento: l'angelo viola e i folletti laboriosi...


gattino in lana cardata per la mia bimba
Dopo il momento poetico dedicato alla festività natalizia, volevo raccontare brevemente il turbine dell'ULTIMA settimana d'Avvento. 
Devo dire che è stata estenuante. 
Andiamo in ordine. 
Il 20 dicembre è stato un momento molto simpatico, c'è stata la piccola festa natalizia con tutte le educatrici, ho incontrato volti e sorrisi che mi sono assai noti e per i quali provo un sincero affetto. 
Ho chiacchierato amabilmente e girovagato prendendo e dando baci a tutti. 
Nel pomeriggio mi sono ritrovata in una riunione stravagante nella quale si parlava di una bimba... le sono stati attribuiti 1000 problemi, si è sviscerata la sua intimità, si è giudicato il suo essere e la sua famiglia, senza proposte, senza speranze (oserei dire) ... è bastata una domanda: quanti anni ha? nove! Ah! il rubicone ecco cos'è, ecco cosa agita questa bimba, un momento normalissimo, un passaggio delicato, una cruna dell'ago dove ogni individuo deve passare per poter affermare se stesso e il proprio io... quanti esperti (educatori, assistenti, insegnanti, psicologi)... e nessuno di loro conosce queste tappe fondamentali... ma come può essere? 
Perchè la pedagogia Waldorf non è in tutte le scuole? Me ne sono andata dall riunione sconsolata, affidando la bimba agli angeli... 

Corro veloce perchè gli appuntamenti sono molteplici, una spesa veloce per avere tutti gli ingredienti per un magico Natale (burro e uova per i biscotti, noci e arachidi, mandarini, cioccolato, carciofini, funghetti, olive... etc). Ovviamente insieme a me c'era solo la metà della popolazione della valceresio e la lotta con i carrelli è stata estenuante. Sempre più veloce sono corsa a Bisuschio dal mio fiorista preferito: il vivaio del ponte. 
Ero già andata il giorno prima a scegliere piante e piantine e composizioni per fare piccoli regali, per le maestre, per le mie bambine... passaggio veloce quindi, ma come si sa sono un'inguaribile chiacchierona e mi sono trovata ad avere un bellissimo scambio con una persona: è stato un momento magico, un istante eterno di incontro con un'altra persona e la sua individualità... è stata una sincronicità speciale e ci siamo toccate nell'anima, lo so l'ho sentito... e mi ha lasciata con un regalo favoloso, un mandala di bulbi e Natale. 
Grazie, grazie, grazie a te, al tuo bel negozio alla persona che lavora con te... grazie di esere un mio pezzo di casa...



Finalmente sono ufficialmente in vacanza!!!! 
Beh per modo di dire ci sono ancora tanti regali da ultimare, faccende da sbrigare, eventi a cui partecipare... (per i quali ho dovuto preparare nottetempo una focaccia farcita e dei biscottini a forma di stella e albererello) infatti l'indomani, il 21 dicembre ci rechiamo a scuola cariche di piantine,  composizioni natalizie, focaccia e biscotti. 
Affido la micina alla sua maestra e mi concedo una fantastica colazione con la piccolona (e anche un suo compagnetto e mamma annessa)... la festicciola della grande comincia alle 10. 
E qui c'è stato un momento epocale: la mia piccolona indossa un semplice velo azzurro e si è trasformata in una madonnina concentrata, seria e composta, seguendo le note e le parole delle canzoncine natalizie (sentite e ripetute infinitamente sia a scuola che a casa) ha percorso il cammino di Maria e con le sue braccia ha accolto con un gesto dolcissimo il bambin Gesù... non c'era nulla tra le sue braccia, ma il suo sguardo, la sua postura, la sua dedizione... facevano intravedere davvero il bambino di luce... che emozione grande la mia bambina sensibile... 
Poi, solo un breve istante di rallentamento, poi dicevo ricominciano le corse, scambia gli auguri con tutti (i genitori, le maestre, i bambini) segui la piccolona che ha dimenticato velocemente la compostezza di Maria ed è diventata una gattaccia sguaiata... 
Saluti e baci e ci precipitiamo nella classe della micina, la trovo vestita di un velo bianco: è un angelo... oh sì lo è sicuramente, il mio angelo dorato... anche lei concentrata per accendere la sua candelina da porre sull'albero di Natale, insieme ai suoi compagni, alla sua maestra ... cantiamo canzoni accompagnate dal suono di un violino (dalla piccolona c'era un meraviglio flauto traverso e il musicista, un papà, ha composto una melodia appositamente per l'asilo mirtillo, quanti dolci regali in questo Natale). 
Nuovi saluti, nuovi dolcetti, nuovi baci e sorrisi e finalmente (stravolte) ce ne torniamo a casa felici. 
gnomette in lana cardata per le amiche delle mie bimbe
Ma non ci si può arrestare, presto presto bisogna preparare gli ultimi regali, una pallina all'uncinetto per una piccina, delle gnomette per alcune amiche, dei berretti d lana... e nel frattempo giocare amabilmente con Daniele, preparare vettovaglie...
E così il 22 dicembre siamo andate alla recita della scuola: tre classi fantastiche!
La prima è la classe di Cri. Hanno fatto uno spettacolo meraviglioso, erano dritti, potenti, concentrati... quanti applausi avevo le mani arrossate e gli occhi pieni di lacrime: guardavo quei bambini che conosco da anni, che ho visto passare dall'asilo ed ho capito... sono tutti nostri figli, li vedrò crescere e cambiare, a fianco alle mie bimbe, li vedrò entrare nella vita e correre lontano e questo mi ha riempito di gioia... e così l'Avvento precipita sempre più velocemente ed è arrivato il 23 dicembre l'ultima settimana dell'Avvento e l'angelo viola: 

 
  
L'Angelo Viola Malva - Quarta Domenica
L'ultima domenica prima di Natale un grande angelo con il mantello di un colore violetto molto delicato e caldo appare in cielo e sorvola tutta la terra. Tiene nella sua mano una grande lira. Suona con questa lira una musica molto dolce e canta un canto molto armonioso e chiaro. Ma per udirlo bisogna avere un cuore silenzioso e attento.
Egli canta il grande canto della Pace, il canto del Bambino Natale e del Regno di Dio che viene sulla terra. Moltissimi angioletti lo accompagnano e anch'essi cantano e giubilano nel cielo.
Allora tutti i semi che dormono nella terra si risvegliano e la terra stessa ascolta e trasale: il canto degli angeli le dice che Dio non la dimentica e che un giorno sarà di nuovo un Paradiso. 
 
 Tratto dal libro – Festeggiare l’avvento” di Soline Lienhard, Pierre Lienhard, Fior di pesco edizioni


Ed è proprio arrivato il nostro bambino di luce, è arrivata la vigilia di Natale con la mia famiglia, il giorno di Natale con la famiglia di Cri, i regali, il cibo, la dolcezza, ancora baci e sorrisi e sono riuscita a terminare tutti i miei doni fatti a mano (compreso il portapennelli in stoffa per la Diana).

E in tutto questo c'è stata anche la grande riunione della compagnia dell'esagono... i cugis al completo a giocare, a ridere, a mangiare, sbrodoloni e gonfi e tanto amati... un Natale carico di luce, energia e amore... un turbine certo, ma un turbine favoloso!!!