...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







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domenica 20 novembre 2016

Il carro impazzito


Penso di non aver mai vissuto nulla del genere! 
Certo mi è capitato di fare altri traslochi, ma quando è accaduto erano il focus della mia vita, mi occupavo intensamente di quello, mi godevo anche l'afflizione e la gioia contemporanea del cambiamento, rovistavo in me stessa attraverso gli oggetti riposti e mi lasciavo condurre in questa strada di rinnovamento.
Oggi è tutto diverso: il trasloco occupa tutti (e dico tutti) i miei tempi residui, non appena riesco a stare qualche mezz'ora in più a casa, il tempo è dedicato allo smantellamento di 13 anni di vita.
E non finisce mai! Il tempo stringe e siamo agli sgoccioli, il primo dicembre la casa va consegnata ai nuovi inquilini e quindi non può esserci grande riguardo, le cose, i ricordi, gli effetti personali, gli amati libri, i giochi delle bimbe, le suppellettili e tutta la nostra vita viene pigiata alla bell'e meglio (si scrive proprio così l'ho cercato...😅 !) dentro gli scatoloni.
Come dicevo tutto questo nei ritagli di tempo, perchè nel frattempo sono in una fase piena e vigorosa di lavoro, frenetico, rutilante, pregnante e chi più ne ha più ne metta.
Lavoro nel senso più ampio del termine, perchè oltre al mio lavoro di coordinatore pedagogico che mi richiede grande attenzione mentale e prontezza di risposta, anche la Corte Dalì si muove velocemente e promuove numerose attività di diverso genere, così tanto che faccio fatica ad incastrarle tutte!
Ricordo che qualche tempo addietro ero così affaticata e concentrata perchè mi sembrava sempre di spingere un carro con le ruote quadrate in salita... erano tempi duri, nei quali ogni azione, ogni progetto necessitavano di continua energia lavoro perchè potessero procedere.
Oggi è diverso, adesso mi sembra di dover governare lo stesso carro, le ruote sono diventate rotonde e la strada è una ripida discesa piena di curve.
Tenere le briglie è davvero un'avventura mozzafiato. Sono serena, non credo di schiantarmi in qualche curva o di finire in qualche crepaccio, ho piena fiducia nell'aiuto celeste, perchè SO che sto facendo le scelte giuste: cambiare abitazione e andare a vivere nella città dove lavoriamo e le bimbe vanno a scuola, ingrandire la Corte Dalì, pensare nuovi percorsi, promuovere incontri, creare nuove realtà... nulla è rimandabile, tutto è importante.
Io, Cristian e le bimbe ingurgitiamo fiori di Bach per aiutarci (gentilmente forniti dalla sorellona Diana), corriamo e galoppiamo insieme... e inevitabilmente in questo marasma avvengono piccoli lutti, separazioni, pagine che si voltano... ma non sempre è un male, perchè voltando pagina si iniziano nuovi racconti.
Ieri c'è stato il secondo incontro della formazione in astrosofia e la biografia, un concentrato di sapere, di incontro cosmico, di luce... e la Corte Dalì, calda e accogliente, ci ha ospitato, piena di luce e bellezza, Anna Mattei ci ha nuovamente guidate nei meandri di questo meraviglioso sapere archetipico. 
La pioggia e l'umidità inondano questo novembre di cambiamento, i giorni scorrono e scivolano, guardo la mia casa semivuota e smontata, il mio amato camino spento, gli sguardi preoccupati dei nostri animali, la confusione del nostro pensare e delle giornate da organizzare, tra Besano e Varese, tra la casa, la scuola, la Corte, il lavoro e i mille impegni CON UNA MACCHINA SOLA!
Ce la facciamo, ne sono certa e quello che è più bello è che noi quattro, famigliola amata, siamo felici, sorridenti e pronti a tutto questo scombussolamento... e tra poco comincia l'Avvento... che magia questa vita!


lunedì 24 ottobre 2016

Relazioni e identità personale


Ricordo che quando feci uno studio monografico sull'identità personale, uno dei concetti che mi rimase più impresso fu il concetto di relazionalità: intesa come caratteristica fondante appunto dell'identità personale.
Certo, comprendo molto bene cosa vuol dire questo, è persin banale.
La costituzione di quello che definisco "io" si concretizza nell'interazione con l'ambiente, nel senso più ampio del termine. 
In altre parole se vivo all'equatore o nell'artico la relazione con quello specifico ambiente determinerà moltissimi fattori della mia personalità, come le persone che incontrerò nel mio cammino, dalle prime, accudenti, e via via tutte le altre.
Questo concetto di relazionalità è interessante perchè  è quanto  scaturito dalla cacciata dell'Eden. 
Questo continuo flusso di informazioni tra il "dentro e il fuori di me" disegna i miei contorni, le mie sfumature, le mie inflessioni, la mia sostanza e in qualche modo da "voce" al mio essere. 
E tutto ciò ha significato in qualità di animali senzienti che si pongono delle domande sull'Essere. 
Mi immagino Adamo ed Eva, felici e appagati, ma in qualche modo un pò inebetiti, dormienti, senza emozioni, senza turbamenti, senza desideri, senza aneliti... tutto già è! 
Non voglio dire un prosaico "che noia", (parzialmente lo penso) quello che voglio dire è che questo miscelamento e la contaminazione tra me e quello che c'è fuori da me è quello che produce in noi ardore, passione, sentimento, emozione (appunto), insomma tutto ciò che c'è di bello nella vita.
Tutta questa lunga e arzigogolata premessa per introdurre un pensiero semplice: 
come sono impegnative le relazioni.
Le relazioni umane in particolare sono campi minati, rebus indecifrabili, salti nel vuoto, brancolamenti nel buio, scommesse identitarie.
Quando incontriamo qualcuno dobbiamo fare i conti con la nostra pelle: la persona che abbiamo di fronte ci procura subito delle sensazioni epidermiche che possono essere di simpatia, antipatia o indifferenza (quest'ultima è abbastanza rara in verità).
Questo primo approccio è abbastanza determinante perchè influenzerà tutta la relazione futura. 
Non voglio dire che sicuramente sarò molto amica di chi "simpatizzo" e meno per gli altri, voglio dire invece che il processo di conoscenza dovrà attraversare due fiumi diversi. Il risultato di questo attraversamento non ci può essere noto agli esordi.
Le relazioni richiedono un impegno notevole, una capacità di riconoscere o meno l'io dell'altro, o il rispecchiamento, o il legame karmico, o...
Insomma tutto il nostro io, con il suo bagaglio, il suo pregiudizio, le sue paure, le sue aspettative, deve incontrare un altro io che possiede anche lui tutte queste "cose". Mica facile.
Inoltre, più i legami si approfondiscono, più la vicenda si complica. 
Nascono i fraintendimenti, le intimità, il lessico familiare, i copioni, i ruoli, i convissuti e chi più ne ha più ne metta.
Per tornare all'inizio di questo post; la relazionalità è una caratteristica fondante l'identità personale di ognuno!
Ebbene la solitudine è un'utopia, una chimera, un falso ontologico.
Non possiamo mai in alcun momento essere soli perchè siamo intessuti di tutti gli incontri della nostra vita, di tutte le nostre interazioni con l'ambiente, con le cose, gli animali, i parenti, gli amici, i passanti, i colleghi, gli amori, i vicini di casa....
Forse possiamo non piacerci a sufficienza, ma non possiamo definirci soli. 
E se non ci piacciamo abbastanza (noi o la nostra vita) allora dovremmo cambiare il nostro modo di relazionarci, affinchè le esperienze possano diversamente plasmare la mia identità personale.
Come dicevo è un concetto difficile ma facile al contempo.
Difficile perchè bisognerebbe sapersi guardare con un pochino di sincerità (affare assai complesso), facile perchè siamo immersi nella relazionalità e basterebbe cambiare continuamente punto di vista, spostarsi di fronte agli altri, rimescolarsi, sorprendersi.
Con questo non voglio dire di continuare a cambiare bulimicamente compagnie, intendo invece che sarebbe molto bello confrontarsi in modo sempre nuovo con chi mi trovo solitamente di fronte. (sia con i conoscenti che con le relazioni più profonde).
Coltivare la capacità di sorprendersi e incantarsi è la via per godere pienamente di questa nostra peculiarità umana: di essere consapevolmente esseri relazionali e quindi uniti.
E così mi si chiarisce un pensiero... 
"rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori"
è un concetto relazionale fondamentale, è un'assunzione di responsabilità sui miei debiti karmici, sulle mie omissioni di bene e sulla mia capacità di "dare e ricevere", capacità fondamentale per vivere nell'amore.
 E scusate ma NON non è poco!



lunedì 26 settembre 2016

Accelerazioni autunnali

Ho passato giorni (e post) a descrivere e raccontare le mie sensazioni, i sentimenti, le paure, le congetture... su quanto stava per accadere, sulle prospettive, sui progetti.
Beh, in un attimo è arrivata un'accelerazione fotonica che mi ha lasciata piuttosto sgomenta e schiacciata al suolo.
Tutto si materializza (contemporaneamente certo). 


Il lavoro richiede ad ogni minuto di più, i costi aumentano a dismisura, abbiamo trovato la nuova casa dove andare ad abitare, è l'ultima settimana a tempo pieno al lavoro, il famigerato caldo è scomparso, lasciando il posto a una gelida arietta mattutina che tutti ci ha stroncato.
A turno il raffreddore è passato da Cristian, alla piccolona, alla piccolina e per finire, più forte che mai, a me! AH! Due giorni come se avessi bevuto una bottiglia di superalcolico, svarioni, confusione mentale, vista annebbiata e, in più, naso rossissimo, starnuti violenti, apnea e tosse.
Nel frattempo ho dovuto sostenere un numero indecifrato di riunioni, incontrare la padrona di casa, pensare a traslocare una cucina (generosamente donata ma da prendere subito), sono arrivate le chiavi dei nuovi locali della Corte Dalì e, per finire, organizzare una mirabilante festa di compleanno per la mia piccolona che festeggiava i suoi 10 anni!
Stasera ho ricominciato a prendere un pò di fiato e tremo all'idea che fra una manciata di ore è già il famigerato lunedì!
Per intenderci, sono felice di tutto (beh del dannato raffreddore no), soprattutto tenendo conto che il movimento è sempre segno di cambiamento, di nuovo, di mutazioni e grande energia.
Semplicemente sono stata presa alla sprovvista e ho retto a fatica, per questo mi sono ammalata.
Nel contempo, anche, però, sono stati giorni meravigliosi, ho potuto contare su amiche straordinarie, assaggiando con mano la “sorellanza” e l’empatia, l’affetto e la disponibilità. Mi sento il cuore colmo di gratitudine, per essere così amata e fortunata.
La festa della mia piccolona è stata bella ed emozionante: abbiamo fatto un salto in avanti, è diventata grande.
Per meglio sottolineare questo momento, abbiamo esaudito un suo grande desiderio e, finita la festa coi compagni, abbiamo preparato una sorpresa, una prova importante: siamo andate a fare i buchi nelle orecchie!
E’ bellissima la mia dolce Margherita, vanitosa, determinata, dolce, una bella ragazzina di 10 anni.
Tra uno starnuto e una tirata in su di naso, mi sono goduta la mia bimbetta che faceva gli occhi dolci a qualcuno a cui tiene molto, l’ho guardata armarsi di coraggio di fronte a quel bruto che le ha trafitto le orecchie, l’ho vista gioire dei doni ricevuti, dei momenti magici, delle sorprese, delle amicizie, dei parenti, dell’essere al mondo.
Ed io rutilante per le diverse organizzazioni, per la testa ottusa dal raffreddore e la febbriciattola, barcamenandomi tra le spese e il lavoro, con il preziosissimo aiuto delle mie sorelle acquisite, sono riuscita ad organizzare una giornata da favola per questa bella anima che ha impreziosito la mia vita da quando l’ho solo pensata…

Un equinozio strepitoso… ed è solo l’inizio! Buon Autunno a tutti!


martedì 13 settembre 2016

Sincronicità karmiche

No, non voglio lamentarmi, non voglio autocommiserarmi della vita in salita e della corsa ad ostacoli che ultimamente mi accompagna.

Come ho già spesso ribadito, ho scelto un tempo parziale, nel tanto "desiderato posto a tempo indeterminato" in un ente pubblico, per dedicare maggior tempo ed energie a quello in cui credo con tutto il cuore.
Forse quello che non ho mai detto è che ho posticipato questa scelta (come un assegno post- datato) perchè sapevo che al lavoro sarebbe stato un periodo duro e caotico.

Premesso tutto ciò, non posso fare a meno di soffermarmi sul fatto che, da quando ho preso questa decisione ed ho formalizzato la richiesta, sono accaduti due fatti molto interessanti (che sembrano non collegati ad una prima analisi):

1  il lavoro ha subito un'accelerazione senza precedenti, diventa difficile uscire dall'ufficio, quasi non si trova il tempo di espletare le funzioni di base (non so quanti pranzi abbiamo saltato io e i miei colleghi strettissimi).
2 sono sopraggiunte una serie infinita di calamità tecnologiche, e non solo, che ci hanno portato ad avere una vera e consistente penuria economica che ci ha costretto a contare le monetine per tirare gli ultimi dannati "fine mese". (oltre a chiedere qualche piccolo prestito ai più amati e fidati amici, che con grande cuore ci hanno accolto)

Il collegamento fra questi fatti mi sembra semplice: ma come, con tutto il lavoro che c'è, non ce la fai ad arrivare a fine mese, COME TI E' SALTATO IN MENTE  di ridurre le ore lavorative?

Ecco cosa intendo per sincronicità karmiche.
Ogni nostra azione nel mondo provoca un mutamento di energie e, molto spesso, le nostre stesse paure materializzano davanti a noi montagne insormontabili da temere e forze dell'ostacolo alla nostra determinazione.

Mi sono scoperta, in questi giorni, a meditare titubante e preoccupata sulla nostra situazione economica familiare, sugli impegni presi e il senso di responsabilità, sull'orgoglio per i miei compiti e la sensazione (soffocante) di non potermi allontanare.

Succede sempre così, quando ci autodeterminiamo, il cosmo burlone, ci presenta innumerevoli ostacoli, turbamenti, vincoli e difficoltà. 

Siamo sicuri di quello che facciamo?
Sappiamo veramente desiderare? 
A che cosa sappiamo rinunciare?
Davvero abbiamo fiducia in noi stessi e fede sulla provvidenza verso ciò che è fatto con amore?

No non sono sicura di niente, in verità, e muoio di paura!
Ma non mollo!
Riconosco la trappola, la tentazione di rimanere dentro il noto per paura dell'ignoto, di non lasciare il porto per non dover affrontare qualche inevitabile tempesta!

Ma non importa, questo non mi farà desistere e fremo felice all'idea di un nuovo cammino e adesso arranco con fiducia... perchè so per certo che quando la sincronicità si scatena e nascono grandi difficoltà
 ... allora siamo sulla strada giusta...
infine la fiducia in me stessa e la fede nella provvidenza li ho!


lunedì 29 agosto 2016

Molti giorni di ...

Molti giorni di silenzio.
Molti giorni di caldo e gite fuori porta.
Molti giorni di attesa e aspettative.
Molti giorni di alcol e risate.
Molti giorni di famiglia e amore.
Molti giorni di scosse e tragedie.
Molti giorni di sproloqui e bassezze.
Molti giorni di dolore karmico e catastrofi naturali. 
Molti giorni di assenza e spensieratezza.
Molti giorni di riflessioni e approfondimenti personali.
Molti giorni di guai e disavventure.

Molti giorni di pensieri sparsi e non me la sono sentita di scrivere proprio nulla.

In questi molti (o pochi) giorni sono rimasta così colpita e frastornata dalle tragedie del terremoto che mi sono chiusa in un riservato e rispettoso silenzio.
Non so come mai, purtroppo ci sono tante e raccapriccianti tragedie nel mondo, ma questa volta ho indugiato oltre modo nella lettura di articoli e commenti, nel cercare i nomi e i volti dei defunti, nell'esaminare le vicende: chi sepolto, chi illeso, chi muto, chi solo... 

e fra tutti i bambini... 


rimasti soli, senza genitori, senza nonni, senza casa, senza storia... 

solo il ricordo indelebile di quella bara di macerie, le macerie del proprio nido di sicurezza, di amore, di infanzia.

Mi risulta semplice pensare al karma di chi va a dormire sereno e non si sveglia più, appuntamento significativo, in termini biografici, con il proprio destino e col vero senso della propria storia.
Invece i sopravvissuti mi lasciano nello sgomento, anche se capisco che anche per loro è senz'altro il karma ad averli condotti in quel paesino (a vivere o in vacanza è lo stesso), come ben espresso in Samarcanda, possiamo girare in ogni dove, ma non possiamo mancare al nostro magico momento...
Eppure, nonostante questi pensieri in cui credo profondamente, non posso fare a meno di sentire l'urlo lacerante del cuore di tutti quei genitori che hanno perso dei figli, quel senso di vuoto e di colpa per essersi salvati e il proprio fratello o sorella no, magari avendolo "portato" morto sopra di sè per infinite ore prima di essere liberati dalla trappola di terra e polvere. 
Non posso nemmeno immaginare lo smarrimento cosmico di quei bimbi che hanno perso tutto e non posso fare a meno di chiedermi che fine faranno. 
Vorrei adottarli tutti e carezzarli infinitamente, gridare al cielo a quei genitori andati che ci penserò io e li abbraccerò fino a che non avranno più paura. 

Penso sia un'immedesimazione di mamma, penso alle mie piccole, a come vorrei difenderle da ogni male, ma so bene che non potrò mai impedire lo svolgersi del loro destino.... e prego ogni giorno che non riservi loro qualcosa di disumano... e almeno spero di poter sempre essere al loro fianco a consolarle, a carezzarle, a ricordare loro che, comunque, la vita è meravigliosa, che domani è un altro giorno... 

bambini del terremoto... 

questo è il pensiero più vero che posso mandarvi... 
ed ho guardato i volti dei vostri genitori, ho letto del vostro dolore ed ho avuto bisogno di un pò di silenzio...
Molti giorni di dolore...
ma se riuscirete a reagire la vita vi darà ancora ... 

molti giorni di gioia... 
Coraggio!

martedì 16 agosto 2016

Rispecchiamenti nella biografia

Pensa che ti ripensa, anzi meglio, non ci ho pensato affatto. Mi sono lasciata trasportare dalla corrente rilassata del mese di agosto, approfittando dell'immobilità casalinga, riordinando cantucci che ti riprometti sempre di ripulire ma non c'è mai abbastanza tempo, coccolando le mie picciotte, oziando bellamente, ascoltando infinitamente Mina. 
In questo gradito, familiare, corroborante torpore, mi è giunta l'intuizione giusta. 
Ho trovato la sincronicità, dei recenti fatti, dove voleva mettere l'accento e attirare la mia attenzione. 
Ho pensato ai rispecchiamenti della curva biografica e, con un conteggio veloce, mi sono resa conto che in quest'anno si rispecchiano gli eventi di quando avevo dai 16 ai 17 anni.
Ah! Anno duro, anzi durissimo quello, un salto (!!) da uno stato d'essere (ancora fanciullo) ad un altro senz'altro nel sentire ma un essere sulla terra, senza più l'incanto.
Penso sia utile fare due parole (velocissime e quindi sicuramente incomplete) su cosa vuol dire rispecchiamenti nella curva biografica.
Immaginiamo la traccia della nostra vita lungo una parabola che ha il suo inizio alla nascita (0 anni), il suo punto culmine in discesa (dove tange il piano orizzontale) "nel mezzo del cammino di nostra vita" (tra i 31 ai 33) e come culmine della linea verticale che ritorna su da dove abbiamo iniziato ai 63 anni (come completamento di una sequenza di settenni). 
I primi tre settenni (da 0 a 21 anni) sono quelli legati al nostro sviluppo nel mondo: corpo, riconoscimento "dell'io sono" e la relazione con il mondo. 
I settenni tra i 21 e i 42 sono quelli di massima realizzazione delle proprie competenze, capacità, talenti e, nel contempo, di sviluppo del sè sociale (emancipazione, vita di coppia, figli, amicizie elettive). 
Per concludere con i settenni della raccolta interiore di quanto esperito negli anni precedenti (da 42 a 63 anni). 
Certo la vita non si conclude a 63 anni, questo varia a secondo della biografia di ognuno. Dopo iniziano altri schemi ed altri riverberi. 
Possiamo però considerare il periodo da 0 a 63 anni un ciclo completo della nostra realizzazione di esseri umani: 1 discesa sulla terra, 2  costituzione dell'anima e  3 pensiero rivolto alla spiritualità, alla restituzione al mondo di quanto ci è stato dato.
Secondo questo "moto" la prima parte della curva biografica va da 0 a 32 anni e i rispecchiamenti partono da 31 anni e mezzo fino ai 63. (es. a 42 anni si rispecchiano i 21 o, come ho detto prima i 46 rispecchiano i 16 e via dicendo).
E' semplicemente un punto di vista: ho la possibilità di rivivere "certi sentiti" o vissuti con il famoso senno di poi. Se negli anni sono riuscita a realizzare un cammino "abbastanza" consapevole, dovrei riuscire ad affrontare "meglio" (con maggiori punti di vista oltre al mio Ego smisurato)  i sentimenti a 42 anni, piuttosto che a 21. 
Ricapitolare il proprio sentire da adulti è una grande occasione.
Sono stata molto stringata e non ne ha beneficiato la chiarezza, infatti per chi è interessato a questi argomenti consiglio la lettura di questo libro, un ottimo inizio per comprendere le leggi archetipiche della curva biografica. 
Tornando a me, quindi, in questo momento si stanno rispecchiando i 16 anni. Beh, ora è tutto più chiaro. A 16 anni sono precipitata sulla terra, mi sono resa conto di dover badare a me stessa, ho incontrato gli ormoni e il desiderio, ho sentito fortemente che siamo "esseri mortali", sono precipitata in un buco nero di non senso, di droghe leggere, prime ciucche, prime "cazzate" (grandi e piccole), l'incontro con l'amore, con il cuore spaccato in frantumi dal mio primo Grande amore e non sei più come prima. Si perdono un sacco di verginità in quegli anni. Ed io a 16 anni ho vissuto questo e altro ancora, ho rischiato di morire, sono uscita di senno, ho pianto così disperatamente, ho riso così gioiosamente, ho amato così intensamente...
Ed oggi sono qui e mi rendo conto che sta succedendo la stessa cosa, sto andando verso un "nuovo" cammino, quello dell'arte sociale, della scrittrice, dell'armonizzatrice, della biografia personale.
Ed è come prendere la rincorsa (questo agosto) prima di spiccare un grande balzo ed essere un'altra Daniela ancora. E mi fa piacere, oggi, condividere i miei pensieri e i miei sentimenti con quella Daniela di 16 anni che tante domande aveva sul senso della vita e che scriveva:

"Il giorno si confonde con la notte come la mia vita si confonde con la morte. Daniela a 16 anni".

E' chiaro, ci voleva uno stop e le due macchine (insieme) sono state questa pausa di pensiero, questa "attenzione" per cogliere dove sono e, anche, a chi, e a cosa, voglio ricollegarmi nella mia storia.
E sono felice che alla Corte Dalì inizia un Gruppo di studio sulla biografia e l'astrosofia con Anna Mattei. Un gruppo di studio che vuole approfondire questi temi, per irrorare la propria vita e quella di chi ci sta intorno, di significato e scintilla divina.
Mi sento molto fortunata e questo sentire lo voglio mandare anche a quella ragazza così fagocitata dal buio... a 16 anni. 
Che bella avventura è la vita!

domenica 14 agosto 2016

Non tutto il male viene per (solo) nuocere

 Come si suol dire le disgrazie non vengono solo per nuocere. 
In questi giorni di ritiro besanese abbiamo finito di risistemare la camera delle bimbe, abbiamo finito di imbiancare e dato un nuovo assetto per bimbe "grandi", meno spazio ai giochi e più spazio a tavoli e scrittoi.
Sono venuti a trovarci i cugis con i quali abbiamo giocato, mangiato, ghignato, bevuto...
Ci siamo dedicati allo stare insieme, noi famiglia, nella rilassatezza, nella tranquillità.
E poi, non da ultimo, ho potuto vedere e sentire quanto amore c'è intorno a me. Una carissima amica ci presta la sua vettura nei prossimi giorni, così magari riusciamo ad organizzare meglio il recupero della puzzolona e facciamo qualche ultima piccola gita prima del mio rientro al lavoro e poi, ancora, i cugi ci presteranno la macchina per i primi giorni del rientro al lavoro. 
Così recuperiamo anche la twingo. 
Ho ricevuto messaggi di solidarietà ed amicizia, offerta di passaggi e compagnia.
Una profusione di affetto e sincera amicizia: non che avessi bisogno di "provarlo", ma tastare con mano tanta disponibilità per noi è senz'altro un bellissimo dono portato dalla sciagura di questi giorni.
E non lo penso solo in questa occasione, capita spesso che le persone mi portino un dono, un pensiero, un saluto che mi da un grande senso di riconoscimento, mi sento amata e questo mi fa pensare che forse riesco a portare qualcosa di buono agli altri. 
Non è così scontato riuscire a dare "qualcosa", senza entrare nel vuoto altruismo, riuscire ad essere qualcosa per gli altri, grazie a ciò che sei. 
E questo mi ripaga dell'infinito lavoro personale che faccio ormai da quasi 20 anni: psicodrammi, armonizzazione, psicomotricità, arte, costellazioni etc...
Qualcuno mi dice: ma non è mai abbastanza? 
No, è un esercizio continuo per cercare di tenere a bada l'Ego che tramuta tutto in tornaconto personale. 
Invece lo sforzo sta proprio nel cercare di incontrarsi tra anime... ed io ho in mente tante anime che incontro... (oltre alla mia amata famiglia): 
Sara, Daniele, Ivano, Goffredo, Daniela, Claudia, Diana, Mami, Eva, Davide... e tanti altri ancora, non posso elencarli tutti. 
Grazie a tutti, amici, parenti... amati tutti! 
Sono molto fortunata!

sabato 13 agosto 2016

Prigioniera a Besano

Va beh, avevo in mente di scrivere numerosi post in merito alle belle attività dei giorni appena trascorsi, mi ripromettevo che avrei scritto numerose simpatiche righe, non appena ne avessi avuto il tempo... e lo farò (anche perchè adesso di tempo ne avrò senz'altro). 
Invece oggi mi preme scrivere di un fatto increscioso accaduto ieri sera che mi lascia alquanto sgomenta.
E' successo di nuovo! La macchina mi ha di nuovo piantato in asso! Sob!
Ieri  sera siamo andate con le bimbe a guardare le stelle cadenti e sul ritorno, felici e stanchi, a bordo della puzzolona (il nome della nostra multiplona scasciona),  le spie cominciano a lampeggiare e sentiamo un terribile odore di plastica e gomma bruciata. Prontamente Cristian si è fermato in una rientranza al lato della strada. Apre il cofano, una bella fumata e, ovviamente, la macchina non riparte più! Ah! Di nuovo! 
Questa volta alle 11 di sera con a bordo le mie figliole che hanno subito cominciato a miagolare nel panico: "e adesso cosa facciamo?", "la nostra macchina poverina?", "rimarremo qui tutta la notte?".
Un attimo di basimento (direi comprensibile) mio e di Cristian e poi abbiamo attivato la procedura, cerca il carro attrezzi convenzionato, cerca di farti venire a prendere (perchè è venerdì sera, alle porte di ferragosto). 
Nel frattempo io ho chiamato la cavalleria (come al solito la mia cara sorella Diana) che ha prontamente risposto, si è alzata dal letto ed è venuta a recuperarci tutti e quattro, riportandoci a casa sani e salvi!
Va beh, ripeto, per la seconda volta, nel giro di pochi giorni vedo la mia carrozza trainata e issata e portata via. Una cosa curiosa, ad alcune persone questo non accade mai nella vita,  per me sta diventando un'abitudine. Certo, se avessi delle macchine nuove, questo sarebbe più difficile, i nostri due bidoni, si sa, sono un pò a rischio. 
A parte le considerazioni su come faremo (economicamente parlando) a far riparare DUE macchine, a parte che meditiamo da tempo la demolizione della Puzzolona (al solo pensiero le bimbe gridano innorridite, ieri sera hanno gridato in coro che loro vogliono tenerla fino a quando sono adulte, ah beata gioventù innocente), comunque dicevo, a parte tutti i pensieri di tipo pratico, mi domando che DIAMINE mi voglia dire questa situazione, perchè le sincronicità, come spesso dico, hanno il loro perchè ed io, oggi, faccio un pò fatica a coglierla.
Siamo nella settimana di ferragosto, il dannato meccanico non ha fatto in tempo a guardare la twingo prima delle ferie, la puzzolona ci ha mollato ed io, cari miei, mi sento decisamente PRIGIONIERA a Besano (minuscola località priva di servizi, con paesani e vicini non troppo cordiali, poco servita dai mezzi e dalla quale, come ripeto da tempo, vorrei allontanarmi al più presto).
E invece eccomi qui, nelle mie prigioni!
Da una parte mi consolo pensando che passerò la mia ultima settimana di ferie appiccicata alle mie figlie, riposando e dedicandomi alla casa e alla scrittura, dall'altra parte sento un vago senso di soffocamento e prigionia. 
La macchina per me ha sempre simboleggiato la via di fuga, il piano B per ogni evenienza, il mezzo per sfuggire le situazioni e cambiare scenario... AH!
C'è di buono che non voglio sfuggire alla mia famiglia e che il periodo è molto calmo, però torno a domandarmi: perchè tutto ciò? Spero che sia il presagio di qualcosa di buono, gli ultimi atti di questa mia vita besanese, che al di là del luogo geografico, sono stati anni meravigliosi: d'amore, di maternità, di crescita.
E' ovvio che staccarsi da tutto ciò procuri qualche subbuglio energetico... e quindi va bene, mi godrò la mia prigione dorata fatta di giochi con le bimbe e relax estivo... sperando che poi il costo del meccanico non sia una pillola indigeribile...........


lunedì 8 agosto 2016

Margherita disastri in cucina


La Piccolona (o forse dovrei cominciare a chiamarla la Grandina?) è in pieno Rubicone, 9 anni, passaggio epico e definitivo. 
(Per maggiori approfondimenti è interessante questo libro, di cui consiglio vivamente la lettura, oppure più velocemente è interessante un articolo che ho trovato qui).
In questo momento di transito e di sostanziale cambiamento non riusciamo a trovare il nome giusto per questa bella figliola: non è più una bambina, ma non è neanche una ragazzina, una fanciulla? Sì potrebbe essere corretto, ma è un nome un pò anacronistico, ormai desueto (purtroppo perchè rende bene l'idea). Scherzando ogni tanto le dico che è una "vecchia bambina", ma lei se la piglia e non vuole. La maestra Annamaria ci ha suggerito "bambina saggia", questo è risultato più gradito, però non sempre appropriato: quando grido esasperata di fronte ai suoi no perentori o alle pigrizie insensate o all'altalenare degli stati d'essere o alle paure sfrenate, mi viene in mente di tutto fuorchè la parola saggezza.
Comunque al di là dei nomi (anche se il nome la racconta tutta, il nome ti identifica e ti colloca al tuo posto nel mondo), vedo la mia amata creatura cambiare profondamente e iniziare i primi timidi passi verso "altro", verso la vita, le esperienze e i suoi propri pensieri.
La perdita dell'incanto dell'infanzia, i primi pensieri sulla morte, il primo occhio critico sui suoi amati genitori, tutto ciò è ricompensato da un'acquisita e tormentata individualità, da un io che si afferma non solo come differenziazione da tutto ciò che è non-io, diventa un io che sta sulla terra, in bilico tra bene e male, giusto e sbagliato, vero o falso, insomma emerge timido un io che comincia ad emettere dei giudizi sulla realtà. Una grande ricompensa perchè spiana la strada dell'indipendenza, del gusto personale, delle scelte, in ultima analisi della libertà d'essere.
E questa estate 2016 è all'insegna di questo fantastico passaggio d'identità e mentre ancora la Piccolona mi chiede (talvolta) di dormire nel lettone, contemporaneamente la Grandina che sta diventando mi chiede di "fare cose da grandi".
Tra i tanti desideri ce ne sono alcuni realizzabili e la cucina è diventata uno spazio di sperimentazione identitario.
Abbiamo cominciato con il caffè, ero perplessa, mi inquietava un tantino quell'oggetto e quel liquido incandescente, ma a farmi capitolare è stata una sua affermazione: "mamma se non me lo fai fare non imparerò mai!"
Hai ragione figlia mia. Si è accontentata per qualche giorno, orgogliosa, di preparare il caffè per me e Cristian.
E' durato poco, è arrivata all'attacco con nuove richieste e abbiamo cominciato l'apprendistato di piccola cuoca.
Ha già cucinato, sotto la mia supervisione, simpatici piattini estivi: riso in insalata quattro risate (ogni pietanza ha un nome ovviamente), pasta con le patatine alla nonna Emanuela, pepite di Zio Paperone (polpettine di ricotta al sugo), peperoni all'aceto alla sicula e una simpatica torta presa dal manuale di Nonna Papera, il ciambellone di Achille con variante marmellata.
Le operazioni non hanno mancato di creare alcuni incidenti di percorso, olio bollente che schizza sulle manine inesperte, lo sbattitore elettrico che si accende improvvisamente sbatacchiando le povere ditine, il fornello che sbuffa una fiammata come un drago e via dicendo.
Nonostante questi piccoli incidenti (che hanno abbastanza atterrito la Grandina) l'entusiasmo non è calato e devo dire che i risultati sono stati ottimi.
Abbiamo sbafato qualche pranzetto e cenetta cucinato dalla nostra cuoca in erba.
Ti guardo piccola mia e mentre sei tutta presa dai tuoi romanzi che leggi, dai bronci di ribellione, dai piccoli segni di un corpicino che cambia, dal senso dell'umorismo sempre più spiccato e complice, dai tuoi primi turbamenti, sento rinnovato il mio profondo innamoramento per te amore mio che, insieme a tua sorella, siete quanto di più bello abbia mai realizzato:
un cammino di vita condiviso tra anime karmiche! Che spettacolo la vita!

venerdì 29 luglio 2016

La differenza

Due bambine, due sorelle, stessi genitori... 
eppure differenze sostanziali, impatto con il mondo quasi polare!
Ieri sera siamo andati con amici ad una festa della birra della zona per mangiare un boccone estivo all'aperto, degustare delle birre artigianali crude e assaporare un pò di serata estiva. 
La festa prevedeva l'intervento di una band rock che suonava anche qualche pezzo metal con la chitarra distorta.
Una simpatica cantante dalle forme morbide, vestita di nero troneggiava in mezzo al piccolo palco e le casse ci assordavano un pochino. Non sapevo di questo "interludio musicale", non lo avrei scelto per le mie figliole, ma il contesto era carino, la serata piacevole e il gruppetto era simpatico da vedere.  
La grandona, che proviene dal mondo delle fate, era abbastanza inorridita e turbata. Quei suoni acuti, dissonanti e penetranti, la infastidivano e mi si  è incollata addosso, tappandosi le orecchie e, con occhi preganti, mi ha chiesto di andarcene. 
La piccolina invece, che è una fata tuttofare di terra, si è seduta a gambe incrociate, ferma e dritta come toro seduto, davanti al palco ed è stata subito rapita, affascinata, da quanto erano in grado di produrre quei giovani davanti a lei.
Mi sono sorpresa non poco a vederla accennare con la testa il ritmo duro del pezzo, una piccola rockettara in erba. Dopo un paio di pezzi abbiamo deciso di toglierci da quel baccano, la luce se ne stava andando ed eravamo ben oltre il crepuscolo e quella musica, ho deciso, era davvero troppo per le mie bimbe. 
La piccolina ha manifestato tutto il suo dissenso, voleva rimanere ad ascoltare fino in fondo, ci ha seguito con estremo disappunto, asserendo decisa che vorrà sentirli sempre. Ah!
Non ho un particolare giudizio in merito a chi ascolta musica rock o metal, anzi ne ho ascoltata molta anch'io, più che altro mi basisce che possa essere così gradita a sette anni.
Ripeto, sono entrambe figlie nostre, sono cresciute con lo stesso modello e con gli stessi stimoli, eppure mostrano delle differenze estreme che mettono in evidenza i loro differenti temperamenti, le loro caratteristiche e il loro "essere nel mondo" sostanzialmente e formalmente divergenti.
In verità sono due piccoline pacifiche, giocano molto insieme e sono sorellissime, si amano molto e passano infinite ore a "fare" insieme: leggere, recitare, inventare, colorare, costruire, giocare, cantare, inscenare ... sono favolose, da sempre, amorevolmente, l'una per l'altra.
Eppure sono fatte di una sostanza diversa, una celeste e l'altra terrestre, una nella leggerezza e l'altra nell'affondo, una un pò indolente e l'altra nella volontà di ferro, una flessibile e l'altra granitica.
La nascita delle mie figlie è stata un'occasione meravigliosa per riconquistare e riassaporare il mondo attraverso l'incanto dei loro occhi avidi e curiosi di conoscenza. Mi hanno insegnato a vivere, a cogliere ancor più le sfumature, ad approfondire i minimi perchè e i grandi dilemmi esistenziali.
Ogni giorno che passa mi accorgo che si allontanano verso il mondo e sempre più la mia gonna è leggera, non ci si appendono più come un tempo, gagliarde e volitive cercano esperienza.
Quanta felicità mi da vederle crescere, e sempre, e ancora, e fortemente, continuano ad insegnarmi.
E ieri sera mi hanno mostrato questa grande verità antropologica: indipendentemente dal contesto educativo, ognuno di noi porta con sè una propria sfumatura individuale e unica. Ovviamente non è una novità, lo sapevo già prima di ieri sera, ma vederlo così palesato dalle mie piccole, in uno scorcio normale di vita è stato davvero esplicativo ed evidente.
Grazie piccoline di tanto che mi portate, di quanto mi regalate e ieri mi avete offerto la bellezza della differenza e poi... 
non posso fare a meno di pensare alla mia piccolina... 
chissà in quanti pratoni finirà a pogare davanti a sconosciute band, dark e fracassose! Ah! speriamo bene...

giovedì 7 luglio 2016

L'odio: non nutriamolo mai!

Ecco, in questi giorni non ti puoi avvicinare ai mass media (italiani) senza essere inondato di ogni tipo di sproloquio sul razzismo e l'antirazzismo, sugli slogan, sulle etichette e le antietichette.
Non voglio sentirmi superiore a nulla e nessuno, mi sento triste, immensamente triste e sconcertata di come ogni singolo evento che accada venga poi strumentalizzato, massificato, mercificato, squadernato, uccidendo ancor più, se possibile, le vite di quei poveri sventurati che si sono immolati per noi, per mostrarci cosa stiamo diventando e cosa non siamo più capaci di fare, ovvero riconoscere il sacro in ogni vita che nasce o che muore.
Ogni biografia ha un suo significato ed un suo filo conduttore: ogni esperienza, ogni accadimento, ogni istante, ogni incontro sono come delle piccole scalpellate all'opera d'arte, alla scultura che è la nostra vita... e l'ultima ed essenziale scalpellata, che forse da anche l'intero senso a tutto il nostro esistere, è la nostra stessa morte. 
Quindi tutto lo strazio di questi giorni manca di prendere in considerazione che queste persone hanno portato a noi, comodi e seduti davanti ai nostri computer, televisori e quotidiani, uno scorcio di cielo, di karma, di sacro appunto.
E questo vale anche per i massacratori e gli aguzzini che a loro volta si fanno carico dell'ombra dell'umanità tutta, portandone karmicamente il peso. Con questo non voglio giustificare questi atti terribili e neanche dire che quanto accaduto sia giusto, ma sarebbe bello che si potesse mantenere l'attenzione su qualcosa di più "alto", che si riuscisse a parlare della multiculturalità invece che del razzismo, che si riuscisse davvero a riconosce che l'anima, la scintilla divina, non ha sesso, non ha colore della pelle, non ha religione, non ha ceto sociale e, soprattutto, non ha neanche giudizio di valore. 
Condanniamo il razzismo e l'integralismo... eppure nei fatti di Dacca, non posso fare a meno di notare la spiccata e forte sottolineatura (come in tutti  eventi di questa portata) sulla morte dei "nostri" 9 italiani, connazionali... perchè gli altri morti non sono "nostri"?
E' la stessa cosa di quando si dice ad un bambino di non urlare urlando... c'è qualcosa che non va...
e citando una mia cantante amata "chi governerà questa furia mediatica"? 
Insomma condanniamo la crudeltà terrificante dei killer del ristorante di Dacca, senza avere la pietà per loro stessi che sono così accecati e disumanizzati da commettere una simile atrocità. 
Non voglio essere santa e neanche invitare a porgere l'altra guancia, non ho idea di cosa potrei mai provare se una delle vittime fosse una persona a me molto cara. Loro, i parenti e gli amici e gli amati, dovranno fare i conti con tutto il loro sentire e il valore karmico di questo avvenimento è, per loro, del tutto individuale. Mentre per tutti gli altri non è così, bisognerebbe fare un passo indietro e unirsi tutti insieme in atti di luce per contrastare tanto dolore. Come? Stare in mezzo ai bambini e giocare, ridere forte, abbracciarsi, aiutarsi... l'odio genera odio, l'orrore genera orrore. Basta, smettiamo di  nutrirlo... mi spiegate a cosa serve fare l'autopsia sui corpi? E' follia... cosa vogliamo davvero sapere? Vorremmo essere delle mosche per essere stati lì a vedere attimo per attimo quanti fendenti, quanto terrore e quanta agonia hanno provato quelle persone? Insomma sapere se sono morti in 5 minuti o in 5 ore cosa cambia? Se sono morti per colpi da fuoco o dissanguati? E poi anche diffonderlo nei mezzi di comunicazione, senza tenere in nessun conto che le mogli e i mariti e i figli e gli amici, loro stessi leggeranno... trafitti da ogni dissacrante parola... che scempio, questo mi spaventa più degli attentati stessi... le disquisizioni sul marito salvo per una telefonata: cosa avreste fatto voi? (si legge in un articolo) sareste tornati indietro o sareste rimasti in salvo abbandonando la partner... ma come siamo bravi... quante volte devono morire queste persone, come in una moviola, come nei balli osceni di arancia meccanica...
In tutta questa "furia mediatica" si leggono anche altre cose... queste magari meno manifeste... ma interessanti... cosa nutre tanto odio? Beh tre anni fa, proprio in Bangladesh è crollata un'immensa industria tessile dove sono morti 1000 (1000) bambini che lavoravano per due euro al giorno nelle "nostre" industrie tessili... e quanti padri, fratelli, cugini possono aver perso quei bambini? Non vuole essere una giustificazione, (ovviamente) ma solo una presa di distanza per capire ancor meglio che l'odio genera odio, che il dolore genera dolore. E domandarci davvero: e noi cosa portiamo lì, in quei paesi strazianti e oltraggiati? E' difficile parlare di queste cose, è difficile dire qualcosa di intelligente, è difficile... quante persone stanno morendo in questo istante nel mondo? Perchè questo fatto desta tanta risonanza mondiale?  Perchè tutti, gli attentatori e anche chi governa nell'occidente vogliono che tutti si abbia paura, terrore, angoscia e i giornali e le televisioni si riempiono di immagini e particolari... no diciamo no, cerchiamo di guardare il cielo e ringraziare queste anime che si sono dilapidate per tutti noi, per metterci in contatto con la nostra morale.
E questo vale per tutti i fatti straridondanti di cronaca che ci propinano, come la morte di Emmanuel a Fermo... foto, articoli, qualunquismi, ribaltamenti delle versioni, fazioni... oh... ma facciamo silenzio e basta... lasciamo alle forze dell'ordine gli approfondimenti e le indagini... uniamoci nel cordoglio di tante vite spezzate, la moglie, le famiglie ... del morto e anche di chi ha ucciso... 
E questo vale per Yara, per Laura Scazzi, Orlando, Charlie, Bataclan, i barconi... troppo clamore, troppo... ci vuole solo amore... e allora forse potremmo in qualche modo contrastare... mi scuso se qualche vittima può sentirsi ferita da queste mie parole, qualunque vittima... ma per un attimo soffermiamoci a pensare: perchè dobbiamo sempre sapere ogni attimo, dettaglio, particolare, istante del dolore e delle sevizie e dell'orrore? Non nutriamolo... mai! Nutriamo qualcos'altro...


lunedì 13 giugno 2016

Quali sono i tuoi talenti?

Domenica sera, ancora per una manciata di minuti e poi siamo già proiettati di nuovo nell'attività frenetica del lavoro, degli impegni, degli incontri, delle commissioni, delle vicende da sbrigare...
Sento forte la necessità di stare qualche tempo tranquilla, riposando, leggendo beatamente, attardandomi su ciò che mi piace, riordinando casa, giocando con le bimbe, ascoltando musica, passeggiando, nuotando...
insomma ho bisogno di vacanza.
Non importa che fino ad oggi ci sia stato un clima bipolare tra pomeriggi roventi e mattine novembrine... insomma l'anima lo sa che è quasi estate e scalpita vogliosa di straripare nel sentire, nella luce, nella natura, nell'incontro.
E assaporo la transizione, insieme alle mie bimbe che crescono, incredibilmente crescono e danzano nel mondo, lontano da me. 
E' un'altalena infinita essere genitori... da una parte aneli a qualche ora di libertà dove concentrarti su te stesso e basta e da un'altra parte sei dolentemente consapevole che questo tempo non tornerà mai più, un tempo dove, per le tue figliole, sei l'essere più amato della terra. 
Caspita, quanto è bello essere amati così... e presto, velocemente, repentinamente, improvvisamente, naturalmente, non sarà più così, cresceranno e, giorno dopo giorno, si allontaneranno (per sempre! AH!). 
Questa sensazione è perenne, dal primo vagito e via via per tutte le loro conquiste. Perchè è già accaduto, ricordo benissimo la fatica estenuante di accudire un neonato e sono felice delle grandi autonomie raggiunte dalle mie figliole, ma ricordo anche l'incredibile profumo di un neonato, l'imponderabile compenetrazione tra mamma e piccino, mai più una catarsi così... lo so, ed ora che è passata, avrei voluto assaporarla di più.
E così sempre, i primi passi, l'asilo, gli amici del cuore, la scuola.
E come già dissi è finita un'era, ma stasera mi sento di voler immaginare anche un prossimo domani, assaporando le nuove infinite possibilità di relazione con le mie figlie. Credo di poter cominciare a parlare loro, (soprattutto la grande), condividere pensieri e costruire una conoscenza reciproca non solo di ruolo familiare, ma di conoscenza reciproca delle anime.
E questo mi sembra un bellissimo pensiero, immaginare un percorso di anime che si incontrano, madri o figli o compagni o colleghi o amici o conoscenti o collaboratori o amanti o sorelle e fratelli o nemici o fiamme gemelle ... anime che si toccano ed è una sinfonia, un'opera d'arte del libero arbitrio dell'uomo.
E questo è un pensiero sul lavoro biografico e sull'approfondimento del destino di ognuno: quanto è importante!
Sono in un assoluto presente e racconto chi sono, cosa sento, percepisco semplicemente, un pò dolorosamente, e mi accorgo che la mia piccolona ha fatto un salto, oggi mi ha chiesto di preparare il caffè, vorrebbe fare da sola qualche passo in paese, chiede autonomia, è cresciuta. In contemporanea in questo passaggio del rubicone, così faticoso, ha talvolta bisogno di rifugiarsi tremante tra le mie braccia... e come è dolce stringere quella testolona bionda, la mia amata bambina, insieme alla piccolina, i miei amori più grandi.
Ed io che mi sento una studiosa del karma, che scelgo ogni giorno questa via, nel mio studiare, nel mio progettare, nel mio lavorare, nel mio amare, nel mio essere. In questi giorni mi è stato domandato quali fossero i miei talenti e sono riuscita a sintetizzarli in un unico e vero: ho una grande capacità immaginativa. 
Eccolo, finalmente ho individuato il mio talento e questo mi da tanta serenità, perchè pensandoci bene, riflettendo su quello che faccio, e ho fatto, questo talento lo uso e lo padroneggio. E con questa piccola intuizione personale, sono felice delle mie scelte di vita e mi metto fiduciosa in ascolto...

venerdì 3 giugno 2016

Grazie a tutte quelle donne che...

Non voglio entrare in merito al dolore, ai dettagli, ai pensieri sull'aguzzino, a chi poteva fare qualcosa, all'indifferenza, alla paura, ai consigli... 
Sono fatta così, cerco sempre il lato nascosto delle cose, perchè se no questo mondo sarebbe uno schifo, perchè se no come madre di due bambine dovrei vivere nel terrore e nell'angoscia del futuro, perchè se no dovrei persino avere paura dell'amore.
Credo che nella morte di Sara ci sia un incontro di destino con il ragazzo che l'ha uccisa, credo che non sia giusto immaginare i momenti concitati che hanno condotto a quel terribile appuntamento karmico.
Quello che voglio ora è sottolineare come nella storia ci siano (compresa Sara) donne che ci hanno donato, sacrificandosi, la possibilità di essere libere, di essere chi vogliamo e, anche se c'è ancora molta strada da fare, io credo che neanche uno di questi sacrifici sia stato vano, perchè la nostra terra ha bisogno di un nuovo matriarcato consapevole, perchè sia curata, sia amata, sia abitata in modo cosmopolita e nella fratellanza (sorellanza)... E questo nuovo (e prossimo spero) futuro sarà costruito da donne e da uomini insieme e grazie, infinitamente grazie per il dono di tutti quelli che si sono sacrificati (perchè anche l'assassino ha decretato la fine della sua vita con quel gesto violento che gridava per mancanza d'amore come un neonato abbandonato). Ha "bruciato" anche la sua vita insieme a quella della ragazza... e tali sacrifici non possono essere onorati dall'odio, ma solo da un rispettoso e grato silenzio, lasciando il giudizio di valore alla vita stessa.

lunedì 9 maggio 2016

Cosa volevi fare da grande? Ecco fallo!

Il karma è per prima cosa amore
Tanti giorni di silenzio. 
Necessari e riflessivi, malinconici e genuini, perturbanti e, a tratti, indifferenti.
Sempre così, dopo i seminari di approfondimento biografico, succede che è necessario decantare, lasciar penetrare (o a volte scivolar via) le nuove informazioni e i nuovi vissuti portati da un tema così importante.

E ancora di biografia vorrei parlare.

Credo di aver capito in questo seminario (ma è già una consapevolezza che va maturando da un pò), ho capito che quello di cui voglio occuparmi è proprio questo: studiare le dinamiche della biografia, le leggi del Karma, il rispecchiamento e le sincronicità nelle relazioni umane.
Anna durante il seminario ci ha chiesto di ricordare quale desiderio di realizzazione avevamo tra i 12 e i 13 anni... pensa che ti ripensa mi è sovvenuto: un anelito profondo ha sempre abitato il mio cuore, il mio pensiero, la mia volontà. 
Per prima cosa ho sempre scritto, ho sempre voluto scrivere, ho sempre trasformato il sentire in parola. 
Da sempre, sin da piccina, sin dai miei occhi da infante che scrutavano osservatori il mondo... descrivere l'emozione, il sentimento, la percezione, la propriocezione, l'essere in divenire nel mondo. 
Chiaro, ovvio, palese... oggi con il senno di poi...  vedo un destino tracciato da sempre! Ah! L'avessi individuato prima.... forse avrei... studiato in modo più mirato? Avrei... cosa? No niente, quella che sono nasce dai miei passi, dalle impronte lasciate e null'altro avrei potuto fare... ma ora sì... ora sì posso farlo e dichiararlo al mondo con convinzione, ardore, orgoglio e immensa gratitudine: sono una scrittrice! Evviva!

E non solo! 
Un altro ricordo è affiorato alla mia mente. 
Da bambina volevo studiare psicologia, non per fare lo psicoterapeuta, mi incuriosiva infinitamente il funzionamento del cervello, della ragione umana, del pensiero, del modo di essere degli uomini, volevo fare la ricercatrice. 
E mi risulta assai chiaro (oggi) perchè sono dovuta passare attraverso la pedagogia, la formazione, la clinica transazionale, la psicomotricità e infine l'antroposofia, per dedicarmi intenzionalmente solo adesso a quello che ho sempre desiderato.
Se avessi fatto il percorso standard... laurea in psicologia con specializzazione nella ricerca non sarei mai arrivata ai pensieri viventi che mi nutrono oggi. 
Questo mi è molto chiaro, anzi chiarissimo... e ringrazio le cannature al liceo, i lavoretti di baby sitter, il ripiego sul magistrale e poi pedagogia (sembrava tutto per caso) eppure è stato come un sentiero tracciato da seguire: dovevo essere un tecnico specializzato in processi evolutivi. Lo sono diventata e ne sono fiera. Ho approfondito tante e tante sfere, approcci e metodi, ho lavorato sul campo, sui metaprocessi, sulla formazione, sul coordinamento pedagogico, sulla clinica e la maternità ha completato un quadro di senso e d'amore (per la pedagogia).

Tutto propedeutico a comprendere il mio scopo di destino, la mia ragione di vita: occuparmi del Karma, comprenderne i nessi e le combinazioni, le leggi archetipiche e cosmiche, ricercare, studiare, (com)prendere per poi, come un bovino, riproporre al mondo metabolizzato e parzialmente digerito. 

In altri termini diffondere a più persone possibili la bellezza della vita contestualizzata in un disegno individualmente significativo.

E ho deciso che voglio e devo onorare questi miei talenti, aneliti, desideri e da settembre sceglierò un part-time risicato nella sede del tanto decantato posto fisso e sicuro (che ringrazio infinitamente per avermi lasciato agio e avermi permesso di sperimentarmi e rendermi quella che sono) però così sicuro da tenermi prigioniera come in una gabbia sicura e dorata (beh magari non proprio dorata... diciamo argentata... o ramata... va beh insomma sicura).
Non voglio essere irresponsabile e faccio un primo passo, mi allontano solo parzialmente (insomma un piede salva l'altro), mi lascio un cuscinetto di sicurezza. 
Ma so e voglio (e spero) che è solo l'inizio: voglio intraprendere la mia vita di scrittrice e ricercatrice, o potrei dire di scrittrice della ricerca, ricercatrice della scrittura, scrivente... ricercante... 
artista dell'arte sociale in particolare, ma non solo!