...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







domenica 15 gennaio 2017

Cosa posso insegnare ai miei figli?


Si sente spesso parlare della crisi dei valori. Soprattutto nella società occidentale, siamo in un periodo storico nel quale siamo chiamati a riconoscere il valore morale coscientemente. 

Fino a pochi decenni fa, l'insegnamento religioso, il valore della famiglia, la morale comune insita nella società di appartenenza, erano dati, insegnati, riconosciuti. 
Oggi siamo di fronte al dubbio, alle scelte (più o meno consapevoli), dobbiamo costruire la nostra morale attraverso esperienze, pensieri e riflessioni.
Sorge spontanea la domanda: cosa insegnare ai bambini?

Indipendentemente dal movimento religioso di appartenenza culturale, al di là dalle aspettative sociali ed economiche, nonostante il materialismo scientifico e meccanicistico, di cosa abbiamo comunque e sempre bisogno?
Penso che ci siano tre livelli fondamentali a cui dobbiamo dare rispetto e attenzione:

1 Il mondo della Natura e della Terra;
2 L'umanità tutta;
3 La spiritualità.


1 La terra, l'universo stesso, i micro e i macrocosmi, sono collegati tra loro, non posso pensare che insudiciando, violando, calpestando e sfruttando il Pianeta io non rechi danno a me stesso e a tutti gli uomini. 
La terra necessita di cura, pensiero, appartenenza. 

Come posso infondere ai bambini questi pensieri? 
I diversi approcci legati al riciclo, alle campagne di sensibilizzazione, di "terrorismo da fine del mondo" non penso siano la risposta adeguata. Penso invece che dovremmo sensibilizzare i piccoli, e il nostro prossimo, alla meraviglia. Coltivando la gratitudine e l'ammirazione per tutto ciò che è natura, stimoliamo il rispetto, la cura e l'appartenenza: portiamo i bambini nei boschi ad ascoltare il fruscio delle foglie e lo scricchiolio degli animali, soffermiamoci strabiliati davanti ai tramonti, osserviamo la bellezza dei germogli e delle gemme, ascoltiamo il vento, inventiamo mille personaggi in mezzo alle nuvole, cerchiamo le costellazioni nel cielo, coabitiamo con piccoli animaletti, giochiamo con cani e gatti, scoviamo la perfezione architettonica di una ragnatela, di un alveare, di un formicaio, scopriamo i mandala nella frutta, nelle pigne e nei fiori, adorniamo la nostra casa di mazzi floreali profumati, seguendo le stagioni, ascoltando il suono dei mesi, la luce che si inclina e i nostri stessi bioritmi. Innamoriamoci della bellezza degli animali, della saggezza dell'istinto, della loro voglia di giocare, delle varietà, dei versi, dei cuccioli.
Se ogni giorno ci soffermiamo ad "abitare" questo mondo naturale, se siamo avvezzi a cercare con lo sguardo e a stupirci della bellezza quotidianamente: ecco stiamo promuovendo l'amore per la terra e la natura. 


2 L'umanità: come fare a favorire l'amore verso il prossimo e la fratellanza? Sicuramente l'informazione di massa non ci favorisce per niente. Siamo annichiliti dai terroristi, ci sentiamo derubati dai profughi, sentiamo la nostra vita appesa ad un filo per colpa dello "straniero", ci sembra che il nostro prossimo (vicino o lontano che sia), possa impazzire da un momento all'altro e devastare la nostra vita. Ecco in questo modo la fratellanza non può essere coltivata.

Invece dovremmo, potremmo cercare di aiutare il nostro vicino tenendogli aperta la porta, cercando di non giudicarlo per i vestiti che indossa, offrendo il beneficio del dubbio (perchè se provo antipatia, forse il problema è mio e l'altro non c'entra nulla), pensare seriamente che io non conosco tutta la storia degli altri e non posso sapere cosa li spinge ad agire. Posso sorridere a chi incontro, posso salutare sempre, posso riconoscere i pregi degli altri, trovare il comico di ognuno, la bellezza delle espressioni, ricordarmi che l'amore vince su tutto, non la paura.

3 la spiritualità: coltivare la spiritualità vuol dire ricordarsi sempre che siamo al mondo per imparare, per comprendere chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare. Cercare il senso, il filo rosso che attraversa la nostra vita è quanto di più sano e appagante si possa fare. Nei bimbi questo lo posso coltivare attraverso l'amore per lo studio e la conoscenza, stimolando la sana curiosità e la ricerca di sempre nuove e più approfondite domande.



Ricapitolando, come pedagogista, definirei questi tre punti fondamentali da portare ai bambini:

1 meraviglia e gratitudine per il mondo
2 amore per se stessi, la famiglia e tutti gli uomini
3 il desiderio di imparare e la voglia di fare sempre nuove scoperte.

In questo modo i nostri figli, i bambini, ovvero il nostro futuro), abiteranno, coltiveranno, cureranno un mondo intessuto di buono, bello e vero. 
Piccoli gesti di cura, amore e presenza quotidiana che insegnino la differenza tra il reale e il virtuale, tra la paura e la fiducia, tra l'esserci e vivere veramente e il puramente trascorrere.
Insomma coltivare la contentezza e la gratitudine tutti i giorni. 
Perchè la vita è meravigliosa! 





mercoledì 11 gennaio 2017

Antropologia e il calzino spaiato


E'una storia nota.
Almeno una volta, ognuno, si è trovato a parlare del mistero dei calzini spaiati.
Non si riesce a capire come sia possibile che nei tragitti tra cesta dei panni sporchi, lavatrice, stendino e cassetto, avvengano delle misteriose sparizioni: due anime gemelle si perdono tra loro e non si riincontrano più. 
Cosa accade? Un calzino viene fagocitato dalla pompa dell'acqua della lavatrice? La cesta li nasconde tra le proprie fibre? Si polverizzano tra i cassetti?
Il mistero permane irrisolto.
Ci sono diverse teorie per salvaguardare la vita di coppia delle calzette: lavare le calze dentro le federe o sacchetti appositi, stenderle accompagnate, non perderle mai di vista insomma... ma haimè fatti importanti della vita quotidiana, spesso, ci colgono di sorpresa e ci fanno abbassare la guardia... ed ecco che i compagni si dividono e le calze solitarie si moltiplicano. (qualcuno preferisce non sapere e compra calze tutte dello stesso colore).
Ho parlato di questo tema con tantissime persone e trovo strabiliante come ogni persona si accenda al solo sentir nominare questo argomento (un pò per sdegno, un pò per sorpresa, un pò per rammarico e devo dire anche un pò per mania e spesso anche per voglia di ghignare).
Quel che è più interessante sono le più svariate informazioni che si ricevono sulle persone.

Prima di trovarmi a parlare di questo inusitato argomento, non mi ero mai posta delle domande (ad esempio) su quante variabili ci possano essere nello stendere la biancheria: ho scoperto che alcune amiche hanno una vera e propria necessità di stendere le calze affiancate! AH! Un'altra amica presente ha risposto che lei lo fa solo quando ha tempo! Ah! 
A me non era mai neanche venuto in mente!

Non che io voglia dire che sia giusto o sbagliato, ci mancherebbe, semplicemente ho ricevuto una nuova e solita lezione: diamo per scontato che gli altri si comportino più o meno come noi, che il modo in cui svolgiamo le attività o pensiamo il mondo sia l'unico esistente... e invece no! Anche un'operazione banale come stendere la biancheria svela delle sfaccettature di personalità inimmaginabili.
Approfondendo il tema con diverse persone, ho scoperto che esistono maniaci compulsivi che hanno un preciso ordine su come stendere i panni bagnati sul maledetto e ingombrante stendino, altri suddividono per forma o colore o capo d'abbigliamento... insomma il bucato ci interessa parecchio!
Lo vediamo nelle promesse di nuove sfumature dell'immacolato nelle pubblicità, lo vediamo nei detti popolari (i panni sporchi si lavano in casa), lo riconosciamo nelle corsie dei supermercati dove troviamo un numero esorbitante di tipologie di detergenti... senza renderci conto che contengono TUTTI la stessa cosa con lievissime differenze nella fluidità e nella profumazione.
Eppure i nostri panni ce li vogliamo lavare, stendere (come piace a noi) e ritirare nell'intimità della nostra casa.
E le lavatrici a gettone? Una nuova frontiera? Una nuova apertura verso l'altro? La maggioranza dei fruitori rimangono in attesa delle proprie "robe", a guardia dell'oblò vorticoso e delle proprie mutande! Beh lo farei anch'io... non si lasciano le mutande in giro... non so da dove arrivi questo comandamento... ma sento che mi appartiene... 
In verità mi sono anche trovata ad osservare dei bucati stesi... lo trovo sempre un pò imbarazzante, un pò come sbirciare da una serratura. (anche se il mio intento era puramente e antropologicamente autodidattico).
Era un pò che pensavo a questo post, perchè trovo estremamente interessante come da ogni inezia spicchi l'inesauribile sfaccettatura e individualità dell'uomo. 
Abitiamo, intrecciamo, personalizziamo ogni grano di materia, ogni forza lavoro, ogni intenzione volitiva, dentro ogni cosa introduciamo un'espressione personale e unica... persino nel bucato, appunto!
Credo che questa sia la grande forza creatrice dell'umano! 
Se immaginassimo di avere 100 robot programmati per stendere i panni, lo farebbero tutti nello stesso modo, nella sequenza impostata dal programmatore: non ci sarebbero sbavature, differenze, discriminazioni, tutti eseguirebbero la stessa azione nello stesso modo. Si potrebbe dire che una volta studiata la sequenza lo farebbero sicuramente in modo più efficace ed efficiente di noi umani... e non perderebbero calzini! (Di questo non sono sicurissima)

Gli umani realizzano, agiscono, percepiscono, discriminano e asseriscono, sempre e assolutamente, in modo soggettivo, creando sempre nuove dinamiche e variabili... creando... ovvero manifestando la propria scintilla divina.

In ogni inezia, in ogni passo, in ogni scarabocchio infantile, in ogni azione non automatizzata, in ogni sfumatura della voce e microespressione della faccia, nella pietà e nell'idiozia, nella banalità e nell'inutilità noi manifestiamo il divino, la variabile, la possibilità di interpretare la nostra vita secondo la nostra personalissima e inenarrabile soggettività... e questo è il primo regalo del cielo... il secondo? Potersene accorgere, vivere consapevolmente e godere di ogni istante, anche quando si stendono i panni... e ridere felici per ogni calzino smarrito!




sabato 7 gennaio 2017

Intensamente presente

Rassetta, sistema, sposta, ordina e riordina, apri, richiudi e riapri ancora...
Dopo tanto peregrinare e anelare, eccoci nella nostra casetta. 
Io e Cri abbiamo lavorato indefessamente per giorni, dal mattino appena svegli sino a notte fonda. 
Ci aprivamo varchi negli scatoloni e, pian pianino, rendevamo abitabile il nostro nuovo nido.
Giorni faticosi ma estremamente felici.
Nessun pensiero, nessuna proiezione nell'anno nuovo, nessuna prospettiva futura, nessun rimpianto per ieri, per i passaggi: intensamente e assolutamente presente.
Una sensazione meravigliosa!
Essere esattamente dove vuoi essere, insieme a chi vuoi essere, a fare quello che ami fare: impagabile, incommensurabile, ineguagliabile, come un orgasmo animico.
Certo ci sono disguidi di ogni tipo, fatica e stanchezza, ma essere qui, tutti e 7 insieme (sì perchè ci sono anche le due gatte e il cagnolone) a costruire il nostro nuovo mondo è un'esperienza elettrizzante, piena, intensa.
Mi aggiro nelle stanze, riconoscendo parti di ieri e pensieri di domani, mi soffermo sul balcone ad assaporare infiniti cieli tra i tetti, mi riconosco e mi ritrovo e tutto sa di buono.
Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato, ci hanno pensato, accompagnato, salutato in questo straordinario viaggio che è l'inizio di una nuova vita, di nuove esperienze, di nuovo.
Grazie!!! Grazie vita!
Mi rendo conto di essere un po' monotematica in questo periodo, parlo del trasloco, di casa, di cambiamento... ma ogni giorno mi arriva un nuovo insegnamento prezioso che non voglio dimenticare: 
assaporare il presente come unica realtà possibile è quanto auguro a me e ad ognuno per il prossimo anno... è un modo di vivere così pieno e vero che non credo possa esistere altro... 
eppure lo so, ci cadiamo tutti, nel rimpianto e nel ricordo, nelle rimembranze del passato, nelle proiezioni e nelle aspettative future... e non ci rendiamo conto di non vivere affatto, perchè l'unica cosa che abbiamo davvero è il presente... 
tutto il resto è niente. 
E questo è il mio proposito: esserci sempre, totalmente, 
amante di ogni istante presente.

sabato 31 dicembre 2016

San Silvestro e gli amati inizi

Questo 2016 particolare e intenso sta volgendo al termine.
Termino questo anno e faccio capolino in quello nuovo aggirandomi nella casa nuova, cercando pezzi di me e di noi famiglia, sognando, immaginando, costruendo insieme all'amore mio, all'entusiasmo delle mie bimbe, al calore della famiglia, riempiendola di gioco, risate, cuginanza, lietezza e confusione.
Credo che sarà un 2017 altrettanto intenso.
Ieri mattina primo risveglio nella casa... ecco senso di estraneità, finita la parentesi con la Mami, raccogliendoci noi, le nostre cose, i nostri animali... improvvisamente il mio cuore ha realizzato che mai saremmo "tornati a casa", un pò di sconforto... non c'è casa... è da costruire!
Sono stata un pò da sola, ho digerito il mio mal di testa, ho comprato accessori per il nuovo nido...e la malinconia è passata, ed è rimasta una gran gioia, affetto per il recente passato, (perchè casa è dove c'è chi si ama) la voglia di futuro, di nuovi orizzonti, nuovi ricordi...
Che avventura straordinaria la vita!
Auguri a noi, a tutti, alla terra...

venerdì 23 dicembre 2016

Angeli veri e Demoni ridicoli

 Un'oretta ed entriamo ufficialmente nella Vigilia di Natale. 
Quest'anno l'Avvento è stato davvero lento, palpitante, presente: siamo ancora raminghi senza casa.
Per intenderci, una casa l'abbiamo, la Mami è incredibilmente ospitale, abbiamo ogni confort e pensiero genuino. 
L'essere raminghi deriva dal sentirsi frammentati, in bilico tra ieri, oggi e domani, oggetti sparsi nel mondo, (solai, cantine, case vuote, case in attesa), nuove routine assimilate che a breve cambieranno di nuovo, confusione mentale, voglia di tana, di comodità, di solitudine...
Molto interessante questo: la propria famiglia intima consente di ricavarsi delle belle e significative solitudini. 
Mia mamma è spesso fuori e non è invadente, mi è cara, anche intima, ma non è la stessa cosa... è comunque una presenza che non mi consente solitudini interiori piene... 
Penso che questo sia uno degli aspetti più belli della mia relazione con Cristian, sappiamo concederci vicendevolmente le nostre assenze e solitudini, senza che questo ci faccia sentire meno un Noi. Grazie amore mio anche di questo.
Sono piccole divagazioni pre natalizie, ma una cosa in particolare mi interessava fissare nella mia memoria virtuale.
Il 21 dicembre, solstizio d'inverno, è stata per me una giornata molto particolare.
Sin dal mattino: 
mi sono svegliata molto presto (come al solito), era ancora buio, dopo un caffè sono uscita sul balcone e nel cielo scuro ho visto delle nuvole chiare che avevano nettamente una forma di angelo. Non appena l'ho visto ho formulato chiaramente questo pensiero:
"è un angelo" 
e in quello stesso istante uno spicchio di luna lucente si intravede proprio nel punto della testa, come un occhiolino, per un istante.
Una bella esperienza.
La giornata è stata lunga e caotica, mi sono occupata di sbrigare un sacco di vicende caserecce, oltre che organizzare i trasporti delle bimbe, di Cristian, la riparazione del rubinetto della Mami, recuperare le arance biologiche acquistate (chili e chili), ritirare una libreria acquistata, preparare una festa di saluto in Corte Dalì per il Natale, impacchettare i doni per gli amici... etc etc...
Il giorno prima ero riuscita anche a fare gli allacciamenti del gas e la luce... evviva... ma qualcosa non va. La luce tanto attesa non funziona, comincio ad innervosirmi, tra una faccenda e l'altra, un tragitto in macchina e l'altro, tento di mettermi in contatto telefonico con la famigerata azienda che mi ha stipulato i contratti. 
Primo grande errore della giornata: sono caduta vittima dell'epopea dei numeri verdi, delle voci registrate, delle promozioni telefoniche, dagli operatori che rispondono praticamente dal sud est asiatico, dall'inutilità di tutta la procedura, ognuno di loro mi rispondeva (dopo interminabili attese) che non poteva aiutarmi. Nel frattempo speravo continuamente che la magia si avverasse e la correte zap potesse raggiungere la nostra abitazione... no niente... e questo è stato il secondo enorme errore... 
so perfettamente che quando le cose non filano lisce bisogna IMMEDIATAMENTE rassegnarsi... se no si inizia il vortice della furia...
Nel contempo siamo arrivate in Corte (io e le bambine), dovevo preparare la serata, (mentre tentavo sempre di contattare l'azienda via telefono), le casualità hanno voluto che le mie figliole in un battibaleno (davvero in frettissima) hanno lordato la Corte in modo imponderabile: fango di scarpe in ogni dove, hanno rovesciato un vaso, fiori e rami ovunque... mi è caduta la mascella... e in più ancora dovevo fare dei pacchetti, apparecchiare, scaldare e. OSTINATAMENTE, cercare di risolvere la questione luce (come se fosse una questione di vita o di morte)... e qui ho fatto il mio terzo terribile sbaglio...mi sono infuriata, arrabbiata, (oltre modo) con le mie bimbe... le ho sgridate aspramente e lungamente, facendole sentire in colpa... oh me meschina... ci ho messo un pò a riprendermi, a scusarmi con loro, ad entrare nel clima natalizio, negli amici che nel frattempo arrivavano in corte... mi sono sentita un mostro... una tapina... un primate.
E' stata una serata splendida, tante persone sono arrivate ed hanno portato tanto affetto, amicizia, stima, amore, bellezza, doni, sorrisi e risate, presenze e aiuti... è stato meraviglioso ed io nella mia stanchezza felice, in fondo al mio cuore, ancora sentivo un fremito pensando alla luce che non c'era...(anche se non ho mancato di godermi  con piacere e gratitudine la bellissima serata e amata compagnia).
Va beh per farla breve, l'indomani mattina ho scoperto che bastava alzare un piccolo, insulso pulsante in casa, che tutto andava bene, la luce era sempre stata lì!!!!!
Andando al lavoro ho capito profondamente che ero stata messa alla prova, avevo visto un angelo, avevo sentito una profonda gratitudine al mattino presto... eppure durante il giorno, poi, non ho avuto fede nelle soluzioni semplici, non ho avuto sufficiente amore per le mie bimbe, ho fallito su ogni fronte. 
Ho ricevuto bellissimi messaggi dagli amici della Corte... e mi sono sentita ancora più meschina... e a chiudere il cerchio, in un attimo di pausa in ufficio, abbiamo deciso di bere una tisana, quelle dell'avvento... beh sono andata a cercare la tisana del 21 dicembre, era stata una giornata così particolare... e cosa era raffigurato sulla bustina? 
Un Angelo! 
Ah beh... se non è sincronicità questa!
Mi sono rasserenata anche dagli inutili sensi di colpa, sono comunque felice di riuscire a vedere i miei miserabili demoni interiori che si arrovellano per distogliermi dal calore e della bellezza... sono demoni ridicoli... era solo un pulsante... tutto si è risolto... e mi perdono per le mie sbavature, è un periodo difficile e sono grata di riuscire a chiedere scusa alle mie piccine, insomma sicuramente non hanno una mamma perfetta, ma hanno una mamma che ha sufficiente umiltà per tornare indietro sui propri passi e sa chiedere scusa...(e questo è un bell'insegnamento penso)
Ringrazio gli angeli che mi accompagnano e mi consentono di moltiplicare le mie forze...
e ringrazio il cielo di avermi dato abbastanza intuito da cogliere le risonanze tra tutto quello che mi accade.
Intanto i disguidi casalinghi sono continuati, ogni giorno c'è un inghippo (semplice) e bisogna attendere (come è giusto che sia durante l'Avvento), forse domani arriviamo all'ultimo atto, forse riusciremo ad accendere la caldaia? Speriamo! 
Intanto però sono certa che riuscirò a godermi questo Natale tanto speciale, con la mia Mami (tanto per cominciare), con le mie piccole, con Cristian ramingo come me, con la Corte... con gli angeli...
Buon Natale 
e a tutti auguro di riuscire a cogliere tutte (o almeno tante) le sincronicità e le risonanze che la vita ogni giorno ci offre.

mercoledì 21 dicembre 2016

Mamma, voglio farti un regalo, ma ho solo 10 anni

Solstizio d'inverno, un momento di transito, un momento di risalita.
Sono giorni di corse e commissioni, di silenzio e frastuono, di attesa e di corse forsennate.
Ci siamo l'Avvento sta giungendo al termine: le mie piccoline saltellano gaie in casa, rotolano sotto l'albero e non sanno più come poter aspettare Natale.
Sin dall'inizio, con Cristian, abbiamo deciso che il regalo magico (Gesù bambino o Babbo Natale suo aiutante) è uno solo e arriva il 25 mattina. Poi abbiamo deciso di insegnare loro la reciprocità, il senso del dono e del pensiero per chi si ama.
Quindi si impacchettano regalini, si creano biglietti e si scrutano pacchetti che arrivano sotto l'albero.
Mai come quest'anno le mie piccine si stanno godendo questa attesa e questa preparazione.
Ieri la piccolona mi ha fatto un'infinita tenerezza, mi ha chiesto dei soldini... voleva comprare dei doni per me e il suo papà, io le ho risposto che avevamo già preso dei pensierini, lei mi ha guardato sconsolata e mi ha detto: "mamma ho solo 10 anni, aiutami, voglio prenderli io..."
Oh patatina mia... il suo desiderio era tanto grande che in un mercatino delle pulci è riuscita a farsi regalare due oggetti che di nascosto, insieme alla sorella, ha impacchettato e messo sotto l'albero. Così riesce a farci la sorpresa che desiderava: o piccola mia, quanto mi insegni sempre... la forza del tuo desiderio e del tuo amore hanno reso possibile la magia... 
Grazie amore mio per quel che sei e per aver benedetto la mia vita (insieme alla tua sorellina) con la tua presenza...
E oggi sono qui che attendo di entrare nella casa nuova, siamo riusciti a fare contratti di luce e gas, ancora un pò di pazienza, quando attiveranno tutto, finalmente, potremo costruire il nostro nido, intanto la Mami ci coccola, il calore ci circonda e il Natale ci pervade... 
...e mi ritrovo inaspettatamente, in momenti impensati a sentire le lacrime riempirmi gli occhi: come se il grido di dolore dei bambini e delle anime di Aleppo mi gridassero nel petto!
 Mai come oggi le sento e mi sento impotente, incapace, privilegiata e voglio, almeno, ogni giorno ringraziare della mia vita, ringraziare loro per il sacrificio che assumono a favore dell'umanità tutta... 
coltivare la gratitudine... per me e le mie creature e per tutti loro...

domenica 18 dicembre 2016

Cosa ho capito quest'anno del Natale

Il Natale è davvero una festa straordinaria.

Negli anni ho provato sentimenti di ogni tipo per questo momento tanto particolare, quanto universale.

Ricordo Natali pieni di attesa,
ricordo  pieni di solitudine,
ricordo  pieni di abbracci, 
ricordo  pieni di lacrime,
ricordo  pieni di silenzio,
ricordo  pieni di famiglia,
ricordo  pieni di alcol,
ricordo  pieni di fiele,
ricordo Natali pieni... sempre!
Sono una di quelle bambine cresciuta senza credere ne a Babbo Natale ne a Gesù Bambino.
Sin da piccina sapevo chiaramente che erano genitori e sorelle a riempire di doni l'albero di Natale e devo dire che questo mi ha sempre creato una piccola malinconia.
Ho sempre invidiato i ricordi della magia di tante persone e, in cuor mio, ho un pò rimproverato la mia famiglia di avermi negato questa straordinaria attesa del sacro, del magico, del mistero.
Grazie alle mie figlie però mi sono riscattata: come spesso accade, cerchiamo di offrire ai nostri figli quello che non abbiamo avuto noi; infatti sin da che erano piccine, io e Cristian, abbiamo lavorato sodo per creare grande magia ed aspettativa per questa festa molto speciale.
Potrei raccontare numerosi episodi, in questi anni di genitore, nei quali ho riscoperto e ritrovato ogni istante perduto di questa magia calda, delicata, dolce... 
Mi interessa di più però soffermarmi sulla sorpresa continua.
A parte quanto sono riuscita a portare alle mie figlie, è molto interessante quello che sono riuscita a portare a me stessa: anno dopo anno ho scoperto che la magia esiste davvero, che davvero è possibile credere che ogni anno "qualcosa di molto speciale" sta per arrivare. Ho capito che Gesù Bambino, Babbo Natale, gli angeli, gli elfi e lo Spirito Natalizio esistono davvero.
Esistono nei gesti, nelle attese, negli sguardi, nel silenzio delle notti gelide, nelle mattine brinate, nelle favole di Natale, nei lievi gesti, nei nastri, nelle canzoni, nei doni, nelle gioie, nelle terra e nei semi tremanti.
Percorrere l'avvento, insieme alle bimbe, mi ha ridonato l'appartenenza cosmica, le gerarchie celesti, l'incanto.
E quello che è più straordinario di ogni altra cosa è che non smetto mai di imparare.
Ogni anno trovo un nuovo pensiero, una nuova sfumatura, un gesto mai visto che mi ricongiunge a questa meravigliosa festa.
E così è stato anche quest'anno, leggendo un piccolo libretto di Steiner "Per una rinascita del Natale", ho capito (finalmente aggiungerei) un particolare in più.
Ho compreso l'importanza di costruire l'attesa per i bimbi durante l'Avvento: per nutrire e coltivare profondamente il senso di gratitudine.
Ma quale gratitudine? Lo avevo già letto anni or sono, ma mi sfuggiva il significato preciso.
La gratitudine di non averci abbandonato. 
Il peccato originale, la cacciata dal Paradiso terrestre, poteva essere un baratro di oscurità, invece, attraverso la Natività (di Gesù, dei semi, della terra), ogni anno ci viene ricordato che ci sarà un nuovo sole, una nuova rinascita, una nuova metamorfosi: ecco il più profondo significato del Natale, il mondo spirituale non ci ha abbandonato, anzi, con la venuta del Cristo, siamo stati riscattati, benevolmente redenti.
C'è molta saggezza in tutto ciò... e tanto amore.
Indipendentemente dalla propria appartenenza religiosa, del proprio credo, il Natale rappresenta, al di là di ogni ragionevole dubbio, un momento di svolta, di luce in terra (nel momento più buio della terra), e le stelle ci sono vicine, e domani sarà ancora giorno, e in primavera ci saranno ancora frutti ed è un dono di continua speranza: ecco quale gratitudine!

E questo libretto mi ha donato questa nuova consapevolezza ... e la mia gratitudine è grande...
E credo anche che questo percorso mi sia stato utile, partire senza conoscere nulla (da bambina), mi ha permesso di portare a consapevolezza con grande profondità il mistero del Natale... e di questo ringrazio la mia famiglia, la mia storia e la vita stessa.

martedì 13 dicembre 2016

Considerazioni sparse ma non casuali

Considerazioni sparse ma non casuali.
Giorni tranquilli anche se intensi.
Cieli violetti e nebbie di Avalon, ghiaccio e tenebra.
Calore natalizio e ritmi anomali.
Nessuna casa, molteplici case, me stessa la casa, le persone che si amano la casa.
Giorni ancestrali, convivenze antiche, ancora la mia bella mamma.
Assenze e presenze.

Sono giorni che diventa difficile trovare dei verbi per parlare, più facile usare immagini, brevi sintonie che si accordano con la mia anima.
Non tanto confusa, non tanto disappartenente, non tanto senza dimora, non tanto frammentata, non tanto dispersa... solo un pochino... a tratti.
Sono giorni presenti, nebbiosi, silenziosi, laboriosi, metamorfici...

Santa Lucia, le notti sono lunghe, la luna nel cielo sembra una perla dentro un'ostrica, luminosa, decisa, rotonda, inconfondibile, lì in mezzo a quella spirale di nubi argentee, frammentate ma compatte... e intanto l'aria punge, ghiaccia, solidifica e sembra volersi ghiacciare persino il liquido degli occhi.

Letture e pensieri, nuove intuizioni, nuove conquiste, la sincronicità si acuisce, o almeno la percezione di essa, tutto va esattamente come deve andare, gli incontri si moltiplicano, le persone mi appartengono ed io appartengo alle persone.

Un tempio le relazioni, le combinazioni, l'esserci, lo scambiarsi, l'assimilarsi, il fecondarsi... eccoli i verbi... sono tornati, anche loro sono belli, anche loro sanno offrire espressione dell'essere.

Natale, fortissimamente Natale, ogni anno guadagno un pensiero, ogni anno comprendo (prendo con me) qualcosa di nuovo di questa festa tanto convincente, di questo cammino, della natività... nel più alto significato di questa parola.

Roboanti incontri, riunioni, ancora cambiamenti, ancora incertezze, nuove certezze, amici che tornano, amici scomparsi, pezzettini di vita, nuove e antiche occasioni in questo dicembre di sospensione.

Voglia di scrivere, poco tempo e poco spazio per farlo, troppi pensieri nel mio sentire, troppe riflessioni, troppi mutamenti, troppo tutto, per poterlo raccontare, sviscerare e descrivere ordinatamente.

Famiglia, molto famiglia, tutti insieme, accalcati, vicini, lontani, straniti, natalizi, traghettanti, noi e i nostri animali... accolti, nutriti, amati... dalla Mami, dagli amici, dalla Corte Dalì, dalla vita.

Considerazioni sparse ma non casuali... ecco grazie... si grazie!

giovedì 8 dicembre 2016

Felice di essere fragile...

Caspita, già l'8 dicembre, un baleno, un battito, una tempesta.
Sono già quasi due settimane che abbiamo lasciato la nostra amata casetta, siamo a casa della Mami, la nonna Emanuela. 
Le bimbe sono felici, si sentono in vacanza, si adattano bene al cambiamento e questo mi rende felice: sopratutto perché questo ha un significato profondo, vuol dire che le mie picciotte hanno radici ben formate, radicate che risiedono in loro stesse, la loro identità non viene minata dal contesto turbolento (come invece accade alla loro mamma), vuol dire che saranno libere di volare, navigare, perché il porto è dentro di loro (e mi sento di prendermi, insieme a Cristian, un piccolo merito di questo).
Queste ultime settimane sono state rocambolesche, mozzafiato, perturbanti: mentre che svuotavo casa e inscatolavo vita, sono subentrate diverse altre crisi (cosa che non mi sorprende per nulla, anzi era un po' presumibile), in particolare Cristian è stato particolarmente assorbito dal lavoro, c'è stato il bazar della scuola, la piccolina ha deciso di tirare fuori ora i suoi moti ribelli a scuola, mi hanno violentemente tamponato, facendomi sobbalzare l'eterico e qualche altro disguido poi è particolare, siamo in pieno avvento, il mondo impazzisce, le code aumentano, tutto è da fare e subito...
E in più ancora ( ma questo è stato un toccasana) in Corte Dali' c'è stato il bellissimo seminario sulle notti sante. un vero e proprio nutrimento per l 'anima, un tocco di grazia in questo periodo. però questo ha comportato una scarsa presenza a casa, ulteriori organizzazioni, tempi e pensieri.
E oggi ancora (ennesima fatica), giornata di mercatino a Masnago, dove è situata la corte Dali'.
Sono qui stasera, stralunata, stanca e pensierosa, senza un nido mio dove nascondermi, senza un angolo davvero conosciuto e mi sembra di non sapere più chi sono, ma c'è qualcosa di molto profondo che ho capito in questo periodo: non voglio essere il supereroe che ce la fa sempre, voglio abitare il mio femminile appieno, e non solo come materno che accoglie, ma anche come desiderosa di appoggio e conforto... E questo è un bel passo da gigante per me, riconoscermi come essere fragile... Oh com è rassicurante ciò... Posso effettivamente non farcela talvolta... E in verità arrivano sempre un sacco di aiuti... Oh grazie a voi tutti che mi volete bene...
 Grazie di tanto che mi state dando in questo periodo.

sabato 26 novembre 2016

Nessun verbo stanotte


Giorni silenti... quasi (solo quasi) in solitudine.
Una solitudine interiore, intessuta di silenzio e calde lacrime.
Un pensiero sottile e una leggera malinconia.
Nessun verbo... solo sensazioni.
Sono giorni così, pieni di azioni... niente verbi stanotte
L'ultima notte nella culla.
Solo sensazioni: dolci, atroci, flebili, cangianti, continue, solitarie, condivise, cialtrone, ridanciane, lacrimose, ridondanti, schizzofreniche, realistiche, abbandoniche, luttuose, speranzose, appetitose, gioiose.
Nessun verbo stanotte.



mercoledì 23 novembre 2016

Piove ...è notte da giorni...

Piove.
Piove copiosamente e incessantemente.
I monti sono circondati da nubi e vapori, umido e nebbia, foschia e impalpabilità.
Remoto il sole non attraversa il cielo e poco cambia tra giorno e notte.
Sono qui raminga nei miei spazi, noti e non più miei, conosciuti ma freddati da assenze.
Sono aggrappata al nulla e vorrei lasciarmi andare alla corrente, ma non è ancora il tempo.
Ah le attese sono il vero male dell'anima, quegli strappi lenti e silenziosi, mentre ti addormenti, mentre ti attardi, mentre ti distrai dalle azioni...
... e piove, ticchetta sul tetto la pioggia... conosciuta, ninna nanna delle mie bimbe, suono del tempo dell'amore, tamburella sui lucernai e mi ricorda chi sono.
Piove.
Piove come se il cielo piangesse le mie lacrime, non ho da piangere, scelgo, voglio, anelo... eppure non posso esimermi dall'assaporare dolcemente, lievemente, ineluttabilmente il lento strazio di smontare, di lasciare, di ascoltare la pioggia silenziosa.
Piove umidamente, piove battente, piove.
Non riesco, non mi interessa scacciare il mio sentire malinconico e nostalgico: nessun vaso di Pandora da riempire di lacrime non versate, istanti di saluto, di presenza... come si fa a non assaporare queste ultime ore di nido, di appartenenza... come non rendere omaggio ad ogni luogo, ad ogni istante di smisurata felicità, di bicchieri frantumati, di giochi sfrenati, di tempi trascorsi, di dolori ancestrali, di fuoco ardente, di passione, di ponti, di scorci, di addii, di ritorni, di parole e sorrisi, di amici e canzoni, di dubbi e certezze, di lamenti e vittorie, di me stessa, infinite me stessa.
Grazie cielo che piangi le mie lacrime e mi ricordi di esserci, sempre, anche nelle tempeste, perchè poi il sole torna sempre...

domenica 20 novembre 2016

Il carro impazzito


Penso di non aver mai vissuto nulla del genere! 
Certo mi è capitato di fare altri traslochi, ma quando è accaduto erano il focus della mia vita, mi occupavo intensamente di quello, mi godevo anche l'afflizione e la gioia contemporanea del cambiamento, rovistavo in me stessa attraverso gli oggetti riposti e mi lasciavo condurre in questa strada di rinnovamento.
Oggi è tutto diverso: il trasloco occupa tutti (e dico tutti) i miei tempi residui, non appena riesco a stare qualche mezz'ora in più a casa, il tempo è dedicato allo smantellamento di 13 anni di vita.
E non finisce mai! Il tempo stringe e siamo agli sgoccioli, il primo dicembre la casa va consegnata ai nuovi inquilini e quindi non può esserci grande riguardo, le cose, i ricordi, gli effetti personali, gli amati libri, i giochi delle bimbe, le suppellettili e tutta la nostra vita viene pigiata alla bell'e meglio (si scrive proprio così l'ho cercato...😅 !) dentro gli scatoloni.
Come dicevo tutto questo nei ritagli di tempo, perchè nel frattempo sono in una fase piena e vigorosa di lavoro, frenetico, rutilante, pregnante e chi più ne ha più ne metta.
Lavoro nel senso più ampio del termine, perchè oltre al mio lavoro di coordinatore pedagogico che mi richiede grande attenzione mentale e prontezza di risposta, anche la Corte Dalì si muove velocemente e promuove numerose attività di diverso genere, così tanto che faccio fatica ad incastrarle tutte!
Ricordo che qualche tempo addietro ero così affaticata e concentrata perchè mi sembrava sempre di spingere un carro con le ruote quadrate in salita... erano tempi duri, nei quali ogni azione, ogni progetto necessitavano di continua energia lavoro perchè potessero procedere.
Oggi è diverso, adesso mi sembra di dover governare lo stesso carro, le ruote sono diventate rotonde e la strada è una ripida discesa piena di curve.
Tenere le briglie è davvero un'avventura mozzafiato. Sono serena, non credo di schiantarmi in qualche curva o di finire in qualche crepaccio, ho piena fiducia nell'aiuto celeste, perchè SO che sto facendo le scelte giuste: cambiare abitazione e andare a vivere nella città dove lavoriamo e le bimbe vanno a scuola, ingrandire la Corte Dalì, pensare nuovi percorsi, promuovere incontri, creare nuove realtà... nulla è rimandabile, tutto è importante.
Io, Cristian e le bimbe ingurgitiamo fiori di Bach per aiutarci (gentilmente forniti dalla sorellona Diana), corriamo e galoppiamo insieme... e inevitabilmente in questo marasma avvengono piccoli lutti, separazioni, pagine che si voltano... ma non sempre è un male, perchè voltando pagina si iniziano nuovi racconti.
Ieri c'è stato il secondo incontro della formazione in astrosofia e la biografia, un concentrato di sapere, di incontro cosmico, di luce... e la Corte Dalì, calda e accogliente, ci ha ospitato, piena di luce e bellezza, Anna Mattei ci ha nuovamente guidate nei meandri di questo meraviglioso sapere archetipico. 
La pioggia e l'umidità inondano questo novembre di cambiamento, i giorni scorrono e scivolano, guardo la mia casa semivuota e smontata, il mio amato camino spento, gli sguardi preoccupati dei nostri animali, la confusione del nostro pensare e delle giornate da organizzare, tra Besano e Varese, tra la casa, la scuola, la Corte, il lavoro e i mille impegni CON UNA MACCHINA SOLA!
Ce la facciamo, ne sono certa e quello che è più bello è che noi quattro, famigliola amata, siamo felici, sorridenti e pronti a tutto questo scombussolamento... e tra poco comincia l'Avvento... che magia questa vita!