...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







lunedì 30 ottobre 2017

Ottobre dove sei?


Fra una manciata di ore. è già novembre!
Ho sempre trovato ottobre interminabile, un mese di 31 giorni operativi e con l'acceleratore.
Un mese affannoso e affannato, freddolosamente umido e intimisticamente malinconico.
Quest'anno non è così, quest'anno non mi sono neanche accorta dei giorni che velocemente passavano, mai abbastanza, i giorni, per "fare" tutto quello che vorrei tanto intraprendere, completare, riordinare, connettere, approfondire, nutrire, eccetera... eccetera... eccetera... e ancora eccetera!
Interessante!
Sono abituata ad una me medesima più struggentemente attaccata e voluttuosamente lacrimosa, una me medesima più imbronciata e mugugnona, ogni qualvolta devo congedarmi da qualcosa o qualcuno.
Mi accorgo che sto salutando una me stessa arcaica e antica, una me medesima granitica e assolutista, che rintraccio tra le me medesime giovanili e nei ricordi remoti, una ragazza dura (spaventata?) e dissoluta (inconsapevole?), tenace fino alla caparbietà. 
Gli anni e le esperienze, poi, hanno saggiamente operato il loro lavoro ed hanno smussato i lati più aspri del mio carattere e del mio temperamento.
Ma ora qualcosa è cambiato! 
Sento che non è più una questione di "smussatura", mi sembra che il roditore attaccato alla mia caviglia (ovvero il mio personale malessere esistenziale che sento da quando ho memoria), abbia notevolmente allentato la presa, mi sembra che il mondo sia in generale più armonioso con il mio sentire (e non iper sentire)
Mi sento più leggera, più autentica, meno impostata.
E poi anche e sommessamente guardo la Montagna, fuma, non smette di bruciare, la "mia" montagna!
Sono di Varese, è la mia città, è dove appartengo davvero, il luogo delle mie radici e il Campo dei Fiori è La montagna dove tante me medesime sono cresciute... cambiate, rinate e vissute.
Un altro grande faggio di Villa Toeplitz (amico di una vita intera) è stato tagliato, e qualcosa di me scompare.
Eppure sentire... non serve più ritrarsi, basta solo vivere. 

venerdì 27 ottobre 2017

Officina del metodo biografico


Conto alla rovescia, giovedì prossimo (2 novembre) ci sarà il primo incontro del Gruppo studio sulla biografia Personale.
Sono anni che voglio cominciare questa avventura. 
Grazie all'incontro con la cara Anna Mattei, mia formatrice ed ispiratrice, ho potuto incontrare ed approfondire questo tema così importante ed essenziale.
Sono un pedagogista, un terapeuta, un counselor, un formatore che si avvale di tanti saperi diversi, di teorie, di pratiche artistiche e ludiche. 
Negli anni mi sono lasciata positivamente contaminare da diversi approcci, dalla pedagogia Waldorf, dalla bioenergetica, dall'arte, dalle costellazioni familiari, dalle mie figlie e dall'astrosofia.
Studiando e studiando ho capito l'importanza di lavorare per sistemi: ogni individuo appartiene a qualche sistema (famiglia, società, gruppi di lavoro, città, Stato... e via dicendo).
I sistemi interagiscono tra loro e gli individui devono continuamente attuare un riequilibrio tra se e i diversi contesti, tra le diverse "fedeltà" ai sistemi di appartenenza e ai propri naturali impulsi alla crescita.
Non sempre è facile, ma ho scoperto che studiando le leggi archetipiche della biografia è più semplice dare significato ed accorgersi di tutti i copioni ai quali, senza saperlo, obbediamo sin da bambini.
Comprendere i meccanismi che regolano le fasi della nostra vita, ricercare il filo rosso che tiene insieme gli eventi e i vissuti della nostra storia, riempie di significato, di gratitudine e gioia.
Non sono tanto importanti le felicità (o infelicità) contingenti, ma il corso, il flusso della vita che, come un fiume, segue le anse, le cascate, le correnti e le direzioni che il mondo intorno suggerisce continuamente.
Molto spesso non è possibile modificare queste direzioni, ma la comprensione consente, invece, di ottenere benefici dalle esperienze, di metabolizzare la nostra storia e vivere profondamente, realizzando il proprio destino.
Tutto questo pensiero accompagna la mia vita e i miei studi da molto tempo, arricchendo le mie giornate e le mie relazioni (oltre che il mio lavoro).
Sento dentro di me grande il desiderio di condividere con gli altri queste conoscenze, perchè trovo che sia l'unica strada per vivere pienamente ed aiutare le persone a riconoscere la propria anima cosciente, capace di fratellanza e amore.
Finalmente mi sono decisa e passo passo vorrei riuscire a costruire un laboratorio permanente dove le persone possano venire a conoscere queste leggi, dove possano rintracciare se stesse attraverso il lavoro artistico, dove si possano leggere insieme dei testi e scambiare considerazioni, una vera officina del metodo biografico. 
Un luogo aperto dove si può arrivare a lavori iniziati, dove si possono prendere delle pause, dove si può tornare a ricercare e ritrovarsi di nuovo.
Spero di trovare compagni di viaggio e spero che il mio impulso possa essere di nutrimento...
per me, per la Corte, per i partecipanti, per la società, per un'ideale spirituale.

venerdì 20 ottobre 2017

Il privilegio di vivere molte vite

Sta accadendo qualcosa, impercettibilmente e lentamente, ma anche, drasticamente e precipitevolissimevolmente. 
Il mio panorama sta cambiando, le relazioni intorno a me stanno mutando, le prospettive e persino le aspettative si stanno metamorfosando. 
AH!
La mia indole collerico/malinconica che tiene in vita relazioni anche in fase terminale, con il mio senso totale di attaccamento all'amore e all'intimità reciproci, il mio desiderio di conferme e di essere riconosciuta come esistente, la mia voglia di eternità e condivisione... 
...in un momento del genere, queste mie caratteristiche, mal sopportano e tremano e sfrigolano come su una graticola.
Qualcosa sta cambiando, vedo persone care scomparire dalla mia quotidianità, incontro nuovi sguardi e nuove circostanze, in alcune situazioni sono tediata da ciò che mi entusiasmava e nel contempo trovo interessanti nuovi ambiti che mai avrei creduto.
Sono cambiati i miei progetti, persino i miei desideri, certi miei incondizionati amori, certi porti sicuri sono diventate trappole mortali, luoghi asfissianti e mi sembra di precipitare nella mia confusione.

Non è la prima volta che mi accade, non sono molto vecchia, non sono ancora arrivata a mezzo secolo, eppure mi sembra di aver vissuto un sacco di vite diverse.
Periodicamente mi sembra di spiccare un balzo in un altrove... disfacendomi prima... quindi il salto raramente è traumatico o realmente pericoloso.
Questa estate mi sono un pochino disfatta, decomposta, frantumata, dileguata, dissipata, annegata...
Ora va meglio... ma non sono più quella di prima.
E' stato difficile conciliare quello che comunque scelgo nella mia vita (in prima istanza la mia famigliola ovviamente), con questo senso di vano, di vuoto, di sbagliato.
Ce la sto facendo, mi sembra di aver rivitalizzato molto della mia vita, mi ritrovo acciaccata, stanca, più fragile......... eppure molto più sicura di prima.
Ho dovuto ripiegarmi su me stessa per accettare la mia fragilità, il mio bisogno di essere accolta, accettata, voluta dagli altri... nonostante me, nonostante la terribile opinione che io stessa ho di me.
Riconosco la ferita di una bambina che si è sentita non voluta, brutta e cattiva, inutile e difficile.
AH!
La vedo e vorrei accoglierla nel mio cuore. 
L'ho incontrata negli sguardi di chi mi è vicino... è stato vano chiedere aiuto, allungare la mano, chiedere una carezza, mi sono sentita rispondere da moltissime parti: ma va, tu che sei così forte, tu che ce la fai sempre, tu che hai sempre tutto sotto controllo, tu che  hai energia da vendere...
AH!
Non che tutto questo non sia vero (per intenderci)... ma questo non vuol dire che io non sia ANCHE fragile, non sempre all'altezza, non sempre pronta, non sempre...forte!
Ed oggi lo dico determinatamente, lo dico per onorare quella bambina che si è sentita derisa, vergognosa e fuori posto, lo devo a lei sicuramente: 
non mi interessa niente di dimostrare a tutti quanto valgo... perchè valgo e basta (come tutti del resto)... tutti hanno diritto all'amore, alla cura, alle carezze, al sostegno... 
Non vorrei essere fraintesa, non sono riversa in una valle di lacrime, stracciandomi le vesti... semplicemente sono ad una svolta biografica... e le crune attraverso cui si passa, mi scorticano sempre un pò... ed è quello che è successo questa estate... mi rimane oggi un pò di timore del nuovo, ma anche tanta curiosità... e soprattutto sento sgorgare dentro di me una profonda gratitudine per il privilegio che sento di avere: accorgermi del cambiamento!
Perchè per ognuno di noi ci sono a disposizione tante vite, tante svolte, tanti momenti di sè... più o meno consapevoli, io ringrazio il cielo del dono che mi ha dato... di sentire SEMPRE che l'acqua del fiume non passa mai due volte sotto lo stesso ponte (Panta rei)

 “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’ impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va” 
scrisse Eraclito in merito all’eterno divenire della realtà.

lunedì 2 ottobre 2017

Questione di fede?


 Giorni crudeli

Giorni saltimbanchi
Giorni di assoluta terra, cruda, profonda, buia
Giorni di inesistenza
Giorni incongruenti
giorni giorni giorni giorni

Mi incontro e mi riincontro da lustri, decenni, ore, minuti, istanti, sempre io e sempre l'ineluttabile inconsistenza dell'essere, della continuità, dell'eternità.

Ecco sì... come un babbuino di marmo, rimango lì immota, sempre uguale a me stessa, eppure sempre diversa, sicuramente invecchiata...
Ah tasto dolente... le rughe, la stanchezza, la battaglia inevitabile e rovinosa con la forza di gravità....

Mi aggiro nelle mie turbe emotive, degne di una imberbe adolescente, eppure il tempo è cambiato: buongiorno signora Merlino...

SO che questa caducità ha dei doni per noi poveri umani che ci dobbiamo barcamenare nello scandalo dell'invecchiamento e della morte, un regalo meraviglioso, quanto inconsistente: la luce, la percezione vera e sensibile dei mondi spirituali.
DAVVERO? 

Sì, io lo so che è vero, ma quanto è difficile non farsi confondere...

dagli imbonitori, 
dai vampiri energetici, 
dai burocrati,
dagli invidiosi,
dai falliti;
dai razionali,
dai fanatici,

dagli zombie interiori,

dall'ansia,
dalla prospettiva,
dalla caducità...


Questione di Fede, proprio così... bisogna rimanere saldi e sicuri, affidati nella fortezza e nella saggezza del cosmo, anche quando sembra che il mondo sia diventato disumano, in realtà tutto è al proprio posto, ed ogni cattivo presagio, tempo o luogo terribile, asfissia animica e dolente malinconia, ogni atroce addio e ogni paludosa noia sono quanto di più sensato ci possa accadere, quello che  è necessario per capirsi, essere e scegliersi integralmente.


Ah!
E quindi grazie S.Michele di avermi riportato verso me stessa, di avermi fatto ritrovare la fiducia e la gioia e la capacità di esserci, grazie di avermi concesso la capacità di dubitare e nel contempo anche la capacità di ritornare, come un figliol prodigo che cerca, annaspa, sbaglia, cade e si graffia... ma che può e sa tornare alla casa del Padre.

Ah il padre! E in questi giorni di costellazioni familiari... proprio tu papà sei ricomparso all'orizzonte... e quante volte ancora devo comprendere che ti devo accogliere e amare e reintegrare?

Tutto vicino, tutto faticoso, tutto contemporaneo, tutto in una volta, in un sol boccone... 

ed io per un attimo davvero non ho potuto far altro che dubitare... 
Come si può credere che c'è saggezza nella morte, nel cadere, nel rovinare?

E poi mi guardo nei miei corsi e ricorsi storici e so che periodicamente annaspo in me stessa, soffocando dei miei pensieri... per poi rinascere come una fenice verso nuove direzioni... entusiasmanti, pregnanti, presenti....

Ecco benvenuto autunno, grazie S.Michele... e in questo giorno di festa, grazie anche a te Angelo Custode che mi stai vicino, lo sento, che mi accompagni silente e mi lasci cadere, quando mi serve, e che mi proteggi quando sono capace di ritrovare la Fede e la Fiducia....
nell'amore cosmico

VIVA LA VIDA

mercoledì 27 settembre 2017

Malsana Burocrazia


Sta accadendo un fatto davvero inquietante: la meccanizzazione di ogni interazione umana.
In  verità nulla di così nuovo, il problema è che mi ci sono imbattuta più e più volte in questi ultimi giorni e, come accade sempre quando mi si presenta uno stesso evento più volte, mi ha innescato una serie di pensieri.
Per vicissitudini varie ho cercato (invano per giorni) di riattivare e/o attivare un nuovo contratto di fornitura e sono rimasta, letteralmente, invischiata dentro procedure e cavilli di ogni genere.
Essendo una persona dedita totalmente allo studio e al perseguimento della relazione umana, in tutte queste occasioni ho cercato di entrare in comunicazione, contatto, empatia, con gli operatori dei diversi uffici. 
Il risultato è stato ancor più sconfortante. 
Man mano che parlavo con le persone, che chiedevo della loro vita, che parlavo delle mie peripezie, che dimostravo "umanità", ho notato che gli addetti a questi servizi entravano in uno stato di agitazione e impotenza che, mescolati insieme, creavano una sorta di contrizione molto penosa da osservare. 
Insomma, nonostante il desiderio, tutto umano, di aiutarmi e venirmi incontro, purtroppo il sistema operativo (la macchina in buona sostanza) non glielo permetteva.
Questo è drammatico! 
Ho visto queste persone, inscatolate dentro questi cubicoli fatti di pareti mobili (a fornire una specie di privacy? o a togliere un qualsivoglia contatto tra colleghi di lavoro così da alienare il più possibile le personalità?), ho visto delle persone imbarazzate nel riconoscere la ragionevolezza delle mie richieste, ho visto il desiderio di risolvere la situazione, ma li ho anche visti impotenti a fissare lo schermo, legati nella volontà, nell'iniziativa, nella risoluzione sensata verso il cliente.
Ma che succede? Perchè siamo arrivati a tanto? Pensiamo di rendere più economico, più efficiente, più garantito il lavoro e/o la vendita di servizi e beni se escludiamo l'essere umano e la sua capacità di relazionarsi ed interagire con i suoi simili? Davvero questo rende migliori i servizi, i guadagni?
Io quello che ho potuto constatare è che per un banale disguido si sono sprecate un sacco di risorse, che un'agenzia ha perso un cliente (cioè io) che per ottenere un servizio che già possedevo da anni ho dovuto inventarmi le arti della scimmia e percorrere innumerevoli chilometri, sorbirmi infinite code agli sportelli, ascoltare persone rabbiose che non sopportano più di osservare come automi degli schermi che riproducono numerini e lettere (incomprensibili nella logica... perchè lettera più numero, doppia lettera, doppio numero.... tanto finiamo tutti davanti agli stessi cubicoli di cui sopra... insomma... perchè non utilizziamo il vecchio buon metodo dell'ordine di arrivo?). Ho dovuto assistere a grame e tristi conversazioni e discussioni perchè gli stranieri ci portano via persino i posti nelle code... davvero triste... ripeto... imbarazzante.
In una delle occasioni in cui sono uscita sconfitta dai miei tentativi vani, una vecchina seduta su una macchina mi chiama e mi fa segno di avvicinarmi... la guardo stolida (anche perchè ero un pò incazzata dall'ultima estenuante quanto inutile seduta) ma mi avvicino lo stesso, mi era sembrato che volesse aiuto ad alzarsi dal sedile del passeggero, nessuna traccia del guidatore, la simpatica ottuagenaria mi chiede con un filo di voce: "è riuscita signorina?". A parte che mi ha fatto sorridere il "signorina", continuavo a non capire... 
"a fare cosa signora?" 
"è qui che si chiede come mai le bollette sono così alte? è riuscita a farsi abbassare la bolletta?"
L'ho guardata con simpatia, ho capito che aspettava qualcuno che cercava di capire se la sua bolletta era giusta o meno, l'ho vista preoccupata e triste... e cosa potevo dirle... ho scelto di fare le conversazioni convenzionali... "eh sì è diventato tutto carissimo, io non sono riuscita... ma noi siamo tanti in famiglia, vedrà che lei riuscirà ad abbassarla", la signora mi ha sorriso speranzosa.
Me ne sono andata più tranquilla, ma sempre più convinta che il nostro mondo si sta disumanizzando, penso a quel giovane uomo che mi raccontava di suo figlio che ama disegnare, penso ai suoi occhi contriti quando mi ha dovuto mandare via a mani vuote, penso a quegli occhi grandi e scuri, abilmente truccati, della giovane ragazza che, dopo solo un paio di incontri, è riuscita a risolvere il mio problema, notavo il suo sguardo giovane e frizzante mentre fissava lo schermo alla ricerca della mia soluzione... perchè occhi così belli devono passare più di sei ore  a fissare uno schermo, invece che altri occhi? Perchè i loro turni sono estenuanti: orario continuato 8.30 /15 dentro i cubicoli, davanti allo schermo a creare pratiche secondo procedure standard, a sorbirsi clienti inevitabilmente inferociti, senza possibilità di parlare con i colleghi, di avere iniziativa personale, di creare qualcosa...
Ah e questo sarebbe il terziario? Non mi sembra molto meglio della catena di montaggio... 
A me piace parlare con le persone... 
Perchè non continuiamo a farlo?
Perchè vogliamo introdurre i telefonini a scuola?
Perchè vogliamo sempre tutto e subito in un fottutissimo click?
Perchè? 
Ma siamo davvero noi a volerlo? 
O siamo invischiati dentro una trappola e non ce ne siamo accorti?
Secondo me la simpatica ottuagenaria sulla macchina se ne è accorta... e forse voleva dirmelo... 
Grazie cara vecchina, della tua antica umanità.

domenica 24 settembre 2017

Pigiama Party

La Piccolona ha compiuto 11 anni! 

Quest'anno abbiamo rinunciato alla canonica festa di bambini vocianti, cacce al tesoro, dolci e patatine, palloncini e orda selvaggia, optando per un "sobrio" e poco numeroso pigiama party.
E' stata un'esperienza insieme esilarante e faticosa.
Perchè non avevo calcolato sufficientemente l'impatto dell'agitazione pre/durante e post party notturno.
La bella Piccolona era esaltata, ha voluto che comprassi (comunque) numerose "schifezze" da mangiare in notturna ed io, inesperta e ingenua, non sapevo come comportarmi, l'ho un pochino assecondata, cercando di andare incontro ai gusti delle amiche invitate... beh hanno mangiato un pacchetto di crostini (unti e succulenti) e null'altro... adesso mi ritrovo la dispensa piena di arachidi, dixi, pop corn e merendine...maledizione.... 
Le giovani fanciulle sono state bravissime, esaltate, ma contenute, gioiose, educate, dolci...
Avevo immaginato grida, giochi sfrenati, lotte con i cuscini e scorpacciate.
Invece liete e amiche hanno chiacchierato, fatto giochi in scatola, ridacchiato e goduto un primo vero momento di passaggio in una nuova era...
Era il primo pigiama party per tutte... timidamente lasciano il mondo delle bambine per affacciarsi circospette in quello delle ragazzine.
Mi sono piaciute queste polpettine educate e pronte ad apprezzare tutto quello che veniva loro incontro.
Io e Cristian ci siamo prodigati per accontentarle, per costruire un "aggattamento" di materassi, cuscini, coperte, sacchi a pelo e torce. 
Abbiamo imbandito la tavola di manicaretti e inventato qualche gioco, abbiamo festeggiato questa bimbotta che cresce, un po' basiti, un po' felici... come è faticoso veder crescere i propri figli...
guardavo la bella Margherita e vedevo con chiarezza che non siamo più noi genitori la massima ambizione di compagnia e gioco, si affaccia nel mondo e ama (per ora le sue compagne) ma so che il viaggio è appena iniziato... e sempre più lontana andrà da me... pezzo del mio cuore, buon viaggio... e stai sicura che un porto dove tornare lo troverai sempre... ti voglio bene bambina mia!

mercoledì 6 settembre 2017

Intrecci


Settembre, il mese dell'accelerazione.

Chi lavora nella scuola lo sa meglio degli altri, arriva un momento che tutto accade, che si prepara, si allestisce e si progetta. Riunioni, spostamenti, pensieri, incontri: un intreccio di persone, umanità, individualità, professionalità.
Come di consueto, anche quest'anno, ci sono state le riunioni d'èquipe di inizio anno con gli educatori... come posso chiamarli? Sono tanti anni che "camminiamo" insieme... non possiamo dire di essere amici (con alcuni sì ovviamente), ma in generale no... eppure sento di volergli bene... e so per certo che me ne vogliono.
Non siamo colleghi (ovviamente lo siamo perchè lavoriamo per lo stesso datore di lavoro) ma abbiamo mansioni tanto diverse... eppure ci capiamo... eppure "mastichiamo" lo stesso linguaggio.
Non siamo neanche conoscenti... attraverso i laboratori, il lavoro di gruppo e le numerose èquipe, abbiamo condiviso talmente tanti istanti e sentimenti e sensazioni e lacrime e gioie che in qualche modo remoto siamo intimi... ci conosciamo parecchio...

Cosa siamo allora?
Un intreccio di volontà. di condivisione, di intenzione, di anime...
un intreccio di storie
un intreccio di momenti
un intreccio di pensieri
un intreccio di sguardi
un intreccio di mani
un intreccio di vissuti
un intreccio di comprensione

Un intreccio di eroi... perchè lavorare nel campo dell'educazione è un lavoro epico, perchè non sai mai se tornerai vittorioso, se tornerai cambiato, se sarai all'altezza delle infinite aspettative...
Il lavoro educativo è un lavoro del cuore... è un intreccio sapiente di arte, capacità, calore, magnanimità...

Sono onorata, amiche, colleghe e intime conoscenti, di essere intrecciata con voi.
Grazie
Daniela

martedì 29 agosto 2017

Pornografia mediatica



In questi giorni meditavo sul fatto che scrivo poco, anzi pochissimo e non solo in questo blog.
In genere ho scantonato per quasi tutta l'estate questa attività che mi diverte, che mi appaga, che mi riflette.
Cosa è successo?
Trovo difficile trovare argomenti di cui parlare, ecco qual è il problema.
Non perchè si sia inaridita l'immaginazione o, la così detta, vena artistica, piuttosto è la realtà in cui viviamo che mi ha ammutolito.
Lo scenario è abbastanza terrificante.
Casi terribili di violenze, stupri, massacri e terrorismo ci sono sempre stati, eppure oggi sta accadendo qualcosa di osceno: 
la possibilità di esprimere pareri (più o meno sensati o almeno di buon gusto) da parte di chiunque, ha portato la diffusione di una pornografia mediatica raccapricciante più dei fatti stessi di cui  parla.
La cronaca ci presenta scenari che poco lasciano alla fantasia di ognuno di noi, anzi la dovizia di particolari macabri e violenti ci inonda con poca possibilità di difesa. 
Poi la Babele dei commenti, degli opinionisti, dei blogger, dei politici, dei contro politici, dei razzisti, dei pacifisti, degli immorali, degli ignoranti, di chi subisce l'orrore di questa bagarre e non si rende conto di restituire lo stesso orrore, pennellando scenette di orrori e sevizie per gli aguzzini...
AH!
La paura dilaga e tutti si guardano in cagnesco, nei circoli, nelle sale d'attesa, nelle feste e nei raduni, ci si guarda con sospetto, già cominciano le prime leggi di sicurezza che in buona sostanza restringono solo la libertà di chi psicopatico o terrorista non è.
E brava Daniela, quindi, ti ergi e giudichi? Non sei anche tu un blogger?
Appunto!
Ecco il blocco dello scrittore!

Di cosa si può parlare, quindi, della materia che meglio conosco e amo? La pedagogia...
E cosa potrei mai dire? Che vedo sempre più diagnosi di disabilità sulla mia scrivania, vedo che i bambini stanno sempre peggio, che ci sono sempre più disturbi dell'apprendimento, del comportamento, dell'attaccamento, delle emozioni, dell'attenzione, dello sviluppo...
Tutti cercano metodi e soluzioni, più o meno efficaci, consigli in pillole, orientamenti...
Ammirevoli, per carità, anch'io sono fra questi... 
Appunto!
Ecco il blocco dello scrittore!
Ma c'è una domanda che mi tormenta infinitamente... ma possibile che non ci poniamo dei seri Perchè? 
Perchè i bambini non riescono più ad apprendere, stare fermi, ascoltare, reggere la frustrazione, socializzare serenamente e arrampicarsi sugli alberi? O saltare la corda o ritagliare o contare o cantare o ridere o persino giocare?
Forse perchè i nostri cartoni animati consumistici che durano 5 minuti, ripetuti a Loop, in puntate senza continuità e senza una vera storia e senza un vero significato, forse non favoriscono le su citate competenze?
Forse la nostra tranquillità al ristorante, al supermercato, a casa nostra, dagli amici e in fila, (offerta da smartphone a Ipad) è più importante delle future sinapsi dei nostri figli?
Forse le innumerevoli, quanto astratte, informazioni sui più remoti animali del pianeta, sulle piante esotiche, sull'universo, il big bang e la velocità della luce, non sono abbastanza digeribili per i bambini che, forse, non hanno mai neanche visto un pollo vivo e vegeto in un cortile? o  non hanno mai accudito seriamente una pianta di rosmarino o guardato l'orsa maggiore nel cielo (qualcosa di più concreto da fare con in genitori, piuttosto che sapere in teoria?)
Forse perchè l'anticipazione dell'ingresso nella scuola è sempre più di moda? Senza domandarci se fa bene al bambino? Certo sa ancora molto imitare a 5 o 6 anni il bambino... ma sa scarsamente o nulla rappresentare... ma a noi cosa interessa? Che il bambino imiti come una scimmia o che comprenda e si affacci con curiosità agli apprendimenti, potendosene fare un'immagine propria e rielaborarla?
Ma anche in materia di pedagogia si dipanano teorie, esperti, psicologi...
a proposito di psicologi: mi domando perchè gli psicologi si occupino di pedagogia... visto che inorridiscono quando i pedagogisti parlano di psicologia... non si rendono conto che le matriosche sono state invertite? non capiscono che è la psicologia che è contenuta nella pedagogia e non viceversa?
Che lo psicologo si occupi dei problemi degli adulti (laddove siano consapevoli dei loro problemi) di bambini e di accompagnamento se ne devono occupare i pedagogisti attraverso il lavoro maieutico e l'attenzione ai processi di crescita, individualissimi e mai omologabili o dissertabili....
E anche la pedagogia è caduta nella pornografia mediatica: tutti hanno un buon consiglio da dare per risolvere problemi, per indirizzare servizi educativi e immaginare progetti per l'Infanzia...
Ma io non mi sognerei mai di fare una cosa del genere nella costruzione di un edificio... sono consapevole di non avere la preparazione tecnica per progettare un grattacielo sicuro e stabile.
Perchè invece tutti pensano di poter fare i pedagogisti?
Come se l'educazione, la crescita e l'offerta formativa per i bambini non fossero altrettanto delicati e importanti....
Finisco nella lamentela. Non voglio!
Appunto! 
Ecco il blocco dello scrittore!

Potrei parlare della libertà? di pensiero. di parola, di cura, di ...che? 
La libertà sta morendo inghiottita e divorata da noi stessi, succubi di bisogni fittizi, prodotti dal sistema stesso: il nostro bisogno di sicurezza, di appartenenza, di status sociale, di accoglienza, di realizzazione... 
ci hanno convinto che tutto ha un prezzo... e pezzo a pezzo la libertà è scomparsa, rimane questo riflesso indegno dove ci sembra di essere protagonisti e far sentire la nostra voce... commentando sui post, nei messaggini e nelle chat... quella libertà riflessa che ci vede con lo sguardo sempre chino, sempre prono, sempre assente... 
Le catene si riconoscevano come sopruso: le catene di oggi sono invisibili, mascherate da libertà di parola...
e di fronte a tutta questa pornografia mediatica in questi mesi mi si è spento il desiderio, non solo di scrivere, persino di pensare...
Ma voglio mettercela tutta... e ricominciare ad esserci, in prima istanza per me stessa...
e questo è il mondo in cui viviamo... e tra le mille parole ce ne sono anche di argute, interessanti, significative, vere... 
non ci si può tirare indietro e lasciarsi spegnere...
ce la farò a ritrovare il mio personalissimo entusiasmo...

e così è se vi pare! Grazie!



domenica 27 agosto 2017

La coda dell'estate


La coda dell'estate ha un sapore vagamente nostalgico, 
delle vacanze che sono già passate, 
delle aspettative che non si sono realizzate, 
delle opere mai realizzate.

La coda dell'estate ti coglie di sorpresa 
quando ancora ti fa sudare e ti inonda di calore,
inaspettatamente arroventa ancora, 
a tratti,
e poi ti fa rabbrividire nei temporali grevi e violenti.

La coda dell'estate ti scopre indolente 
al pensiero di dover cominciare e ricominciare tutto, 
dove finiscono tutti gli "arimo" e i tempi sospesi... 
non è più tempo di galleggiare e di rimandare a domani.

La coda dell'estate ci proietta in nuovi progetti e 
in un ardente desiderio di raccogliere frutti 
di un ciclo che passa e ricomincia, 
con la paura di non avere abbastanza 
da far marcire nella terra prima che ghiacci, 
la paura di non riuscire a nutrire sufficientemente la terra... la propria terra.

La coda dell'estate accorcia le giornate 
ma ancora invita a goliardici crepuscoli alcolici e dolci assenze del proprio pensare,
della propria contemporaneità... 
e sembra che ad ogni incontro 
sia necessario respirare l'ultimo alito di questa estate 
eccola
che finisce.

La coda dell'estate ci incontra fatilicati nel dover affrontare responsabilità e nuovi inizi... 
partenze e ricorsi, 
ritorni e ancora dannate zanzare, 
melanzane e insalate, 
birre e vestitini, 
infradito e capelli bagnati, 
sole caldo... 
ma ancora straordinariamente estate.

Daniela Merlino

lunedì 31 luglio 2017

Serendipità


In questi giorni mi sono imbattuta in questa strana parola: la serendipità.
Sono rimasta stolida e basita di non avere la minima idea del significato di siffatta parola.
A parte che trovo abbia un suono sgradevolissimo, difficile da pronunciare ed anche da ricordare, non sono riuscita, autonomamente, a risalire al suo significato. Ammetto che questo è stato un colpo, penso di conoscere un foltissimo numero di parole in lingua italiana, o almeno riesco sempre a collocare la parola dentro la sua giusta categoria di appartenenza... insomma più o meno di che argomenta... la parola.
In questo caso: nulla, la nebbia totale.
Non è stato difficile, attraverso internet, arrivare velocemente alla risoluzione della mia grama ignoranza... ed ho capito!

Definizione


Serendipità

Il termine serendipità è un neologismo che indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra. Essendo noto l'autore del neologismo, il termine rientra nella categoria parole d'autore...

Ho capito in prima istanza il motivo perchè non risuonava in me la parola: trattasi di un neologismo.
Dico questo perchè ho sempre la sensazione che le parole mi arrivino dal cielo, come se le conoscessi in modo remoto, archetipico. 
Non ho mai faticato a cogliere significati e sfumature delle parole italiane. 
Evidentemente questa parola non potevo averla già colta nel mio passato o trapassato remoto.

Rispetto al significato di "serendipità", effettivamente, spiega in una parola un concetto, o meglio, una sensazione, ben definita (per altro ad ognuno la sua), racchiudere in un'unica parola quella sensazione di felice stupore, misto ad euforia e gratitudine, di quando capita di fare una felice scoperta per puro caso... bello.
Vorrei solo obiettare che la parola è proprio brutta, inutilmente complicata... il suo inventore poteva scegliere una parola un pò più musicale....

La curiosità mi ha spinto a ricercare ulteriormente e ho capito altre cose ancora... 
l'inventore della parola, Horace Walpole (scrittore  dei primi del 1800), era inglese... 
ispirato dalla fiaba "Tre Prìncipi di Serendippo", nella quale, ai protagonisti, la fortuna porta incontro mirabolanti scoperte, tuttavia colte per il grande intuito e la capacità di osservazione dei prìncipi stessi.

Ho capito che è una parola assai simpatica... spero di riuscire a memorizzarla... forse dopo questi approfondimenti... 
felicemente inaspettato...tradurrei...
perchè per apprendere bisogna segnare nell'anima... conoscere davvero...
Ci sei ora, parola, nella mia anima?
Serendipità....

domenica 30 luglio 2017

Momo: apologia del Tempo


 In questi giorni immoti, dove si susseguono sparse letture diverse, è passato fra le mie mani un romanzo molto carino e interessante: 
"Momo" di Michael Ende.
Come di consueto, in particolar modo con questo autore, c'è un momento in cui la vicenda si impossessa del mio pensiero e l'unico desiderio possibile è quello di finire il libro.
Oggi è capitato così, ho letto a perdifiato sino alla parola fine.
Ende è un genio, riesce ad affrontare argomenti antropologicamente fondanti con grande freschezza e ricchezza di immagini. Le letture scorrono gradevoli e semplici, eppure si narra sempre di "vicende" umane assai interessanti e complesse.
In molti libri Ende offre rocambolesche storie che narrano della capacità di sognare, desiderare, come presupposto irrinunciabile per imparare la magia (di vivere, di amare, di essere).
Inaspettatamente Momo parla d'altro, tutta la trama disquisisce su un altro tema molto intrinseco all'uomo stesso: il Tempo!
Ripeto: Ende è un genio!
Per il mio gusto personale, ha trovato un modo di esporre concetti sublimi sul tempo, inventando e creando immagini così narrative e suggestive da offrire un panorama onirico del concetto stesso di tempo e di Libero Arbitrio.
La bambina (innocente, quindi pura) non subisce il fascino dei detrattori di Tempo (quindi di vitalità), anzi riesce a penetrare importanti misteri del mondo, per questo riesce a salvare tutti i suoi amici. (nonchè gli uomini in genere). 
Quello che ho apprezzato è che il salvatore non si sia dovuto sacrificare ed anche che si trattasse di una femmina (bambina).
L'incanto, la meraviglia, l'accoglienza dell'innocenza salveranno il mondo dai depredatori di Tempo e gioia. Sì perchè chi si affanna per risparmiare tempo, chi vive colla misura del Tempo, in verità non vive, perde pian piano la gioia di vivere, l'unica vera libertà esercitabile da ogni uomo.
Ho anche apprezzato che la bimba, pur essendo autosufficiente emotivamente, pur essendo pura e senza particolari bisogni, sufficiente a se stessa insomma, nonostante questo non si accontenta della contemplazione e apprezza, ricerca ed ama la compagnia e la relazione umana, attraverso il suo più grande talento Ascoltare.
Altro fattore che apprezzo molto, quest'ultimo, perchè penso che si è sempre meno capaci di entrare serenamente nelle relazioni, concedendosi curiosità e rispetto reciproci, e in questo libro lo fa intendere con semplici immagini.
La trama è semplice e veloce, ma i significati, gli stravaganti personaggi e i cambi veloci, rendono la lettura gustosa e piena di stimoli di pensiero.
Ancora una volta grazie Ende


"Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un'unica ora ci può sembrare un'eternità, ed un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quell'ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore."
dal libro Momo

giovedì 27 luglio 2017

...effetti collaterali...


Un'estate molto particolare questa, un'estate lunga, abbastanza calda, ma a tratti ventilata, persino qui a Varese, dove spesso regna l'afa e l'umidità.
Un'estate di riflessione e di svolte, non solo per me, ma per il mondo, a volte mi sembra che viviamo nella "guerra di tutti contro tutti"... manifestazioni, intolleranze semitiche, leggi proibizioniste, marce...
Io intanto mi rannicchio e raccolgo i pezzi di un senso che fatico a trovare.
Guardo come se fossi all'esterno degli accadimenti storici, sono perplessa, quasi attonita... 
non mi par vero sia possibile che non si riesca a trovare un dialogo e si scelga l'imposizione dei pensieri... 
come se non appartenessi del tutto a questo mondo o a questo presente.
Credo sia una questione di età... o non so di cos'altro... 
forse semplicemente di follia?
Un pensiero divergente innato, proveniente chissà da dove o da quale tempo, che sempre mi ha lasciato un pò disadattata a questo mondo... 
sin da bambina... sì, come dire, un pò diversa.
Ricordo che volevo cambiare il mondo, che volevo raccontare il mio punto di vista, che mi sembrava di vedere lontano, sempre un pochino controcorrente, sempre un pochino alternativa, sempre un pochino avventata.
Oggi mi sento ancora diversa... non ho più voglia di gridare forte il mio pensiero, vorrei trovare un modo per vivere più serenamente, nel piccolo, nella natura, nella semplicità, nell'inclusione, nella condivisione, nell'arte sociale...
Ma non sempre è facile... e noto che più vacillo meno facile è...
Mi sembra di girare in tondo... mi accendo arrabbiata di fronte a ciò che ritengo ingiusto... 
ma altrettanto velocemente mi spengo... non tanto pensando che non posso cambiare nulla, è come se si insinuasse una certa indifferenza... 
come se riconoscessi che quanto accade non mi riguarda fino in fondo.
Chi mi conosce bene, sa quanto tutto ciò mi porti sofferenza, sono sempre stata determinatamente portatrice del mio pensiero, al di là degli effetti collaterali, al di là delle ritorsioni, assumendomi la responsabilità del mio agire e, ancora prima, del mio pensare.
Eppure... 
Non penso di essermi rammollita, neanche uniformata... 
Penso che l'approfondimento di studi, ricerche e lavoro personale, mi abbiano portato a riconoscere che ogni azione che infervora, il senso di ingiustizia e le lotte contro i sopraffattori dei deboli, siano necessità di affermazione personale.
Nel contempo, nella mia ricerca personale, cerco di affievolire sempre più l'affermazione del mio Ego, cercando di approfondire un pensiero più etico, più sociale...
Quando sento il sangue ribollire e mi sento divampare, ci metto poco a specchiarmi e vedermi nella mia pochezza individuale...
Che fare quindi? Annegare in questo oceano di nulla? di sensatissima pacatezza?
Solo a parlarne mi indigno, sento solleticarmi il  desiderio di rivolta...
Mi sembra di essere su un'altalena... in un noioso e immobile "essere o non essere?"
NOIOSO
Ecco la parola giusta... l'effetto collaterale dell'equilibrio, della giusta misura, della risposte chete, della ponderatezza... è LA NOIA!
Non mi diverto, non mi esalta nulla, conosco il sentiero che sto percorrendo... ho bisogno di qualcosa di nuovo che mi accenda...
Se no, lo sento, morirò di NOIA!
Rimpiango il fervore, l'anelito, i desideri, la voglia di coinvolgere, di creare, di scalare, di giocare...
Ho bisogno di movimento... per me, per la mia famiglia, per il mondo che mi circonda, ho bisogno di sentire che quello che faccio ha valore... 
ed oggi non è così.
Tutto scorre, nulla mi accende... 

No, non è la vecchiaia, e neanche la maturità, è l'effetto collaterale nel vedere l'omologazione, la desertificazione delle anime nelle persone che incontro, la grettitudine di un mondo che pensa solo al materialismo e al tornaconto personale... il futuro sembra morire... 
ed io senza riuscire ad immaginare mi spengo... è come se avessi perso i miei poteri magici... 

spero che qualcuno mi aiuti a ritrovarli, che mi spinga a nuove ed entusiasmanti immaginazioni...
spero di ritrovare presto quella scintilla di fuoco che mi ha sempre reso quella persona diversa, pronta a ripartire, a ballare, a ridere... ad operare magie...