...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







domenica 15 settembre 2013

È arrivato Alex: storie di amici pelosi



Il titolo del mio blog la dice lunga, sono una gattofila convinta, anzi in verità io sono proprio LaMicia. Le caratteristiche dei piccoli felini trovano ampie corrispondenze con la mia personalità. Sono animali a me congeniali con i quali instauro (da buona strega) un’intesa particolare.
I cani mi piacciono (soprattutto quelli di taglia grossa), sono compagni fedeli e presenti in un loro modo squisitamente canino (molto vicino all’invadenza), però il mio animale guida è senz’altro il gatto.
Ho desiderato avere un Peloso in casa sin da bambina, la Mami però non voleva, credo perché sapeva perfettamente che poi si sarebbe dovuta occupare lei degli oneri legati agli animali (bisogni, cibo, pulizie, passeggiate e quant’altro) e credo che in fondo abbia anche un po’ paura. Insomma da bambina ho portato a casa ogni sorta di trovatello (gatti, uccelli, cani) ma, ogni volta, mi sono dovuta anche occupare della loro collocazione in altra casa.
Non appena ho avuto un’abitazione  tutta mia, in due o tre settimane (giusto il tempo del trasloco) nella mia dimora è arrivato un gatto, anzi per la precisione una gatta: la bella Minou. Era bellissima la mia gattona (era perché dopo 14 anni di felice convivenza purtroppo è andata nelle grandi praterie celesti dei gatti), insieme ne abbiamo passate tante e lei era davvero il mio Daimon (animale guida), grazie di tutto Bella Minou… Poi c’è stato il Piccolo Gatto Nero (soprannominato il Piccolino) è arrivato in casa con me e Minou… era speciale, un gattino nero affettuoso, tenero, pauroso e imbranato (l’altra parte di me il secondo Daimon). Anche lui è andato nelle grandi praterie… le altre due gattone sono arrivate in momenti diversi della mia vita: ero già mamma, felicemente innamorata e nel pieno galoppo dei miei progetti di vita e hanno, quindi, assunto meno le caratteristiche della mia personalità e sono rimaste più gatte, più vicine alla loro animalità felina. Le adoro entrambe (Gengia e Teresina) ma è una relazione più normale, sono i nostri animali domestici, fanno parte della famiglia e riempiono di fusa e pelo la nostra casa. Ci sono infiniti e divertenti aneddoti su queste quattro gattone che potrei narrare e qualche volta lo farò, ma oggi mi interessava parlare del nuovo ed inaspettato membro della famiglia: Alex!
Tutto questo preambolo era necessario per meglio spiegare l’enorme sconvolgimento avvenuto: Alex è un cane!!!
È necessaria un’ulteriore premessa: ultimamente avevo visto le bimbe (soprattutto la Piccolona) guardare con una certa malinconia i cagnetti delle amichette, avevano fatto velate ma insistenti richieste ed io, cuore di mamma, avevo cominciato a sbirciare a tempo perso i siti dei canili della zona. Quotidianamente guardavamo le foto di questi cagnetti (tutti di taglia medio grossa) e regolarmente concludevamo dicendoci: non si possono tenere cani in un appartamento, i cani hanno bisogno di giardino, la convivenza con le gattone sarebbe terribile e infine, ma non per ultimo in ordine di importanza, nella nostra vita caotica ci mancava un cane da dover portare in giro per i suoi bisogni. Quindi concludevamo sempre dicendoci che era IMPOSSIBILE prendere un cane!!!!
Purtroppo ho sottovalutato la mia capacità evocativa e tanti pensieri sui cani hanno portato Cri ad incrociare questo Pincher in cerca di casa… i suoi precedenti umani non potevano più tenerlo e la bestiolina ha subito dimostrato una spiccata simpatia per Cristian (per altro reciproca).
Un cagnetto di piccola taglia di tre anni era forse l’unica possibilità nel nostro minuscolo appartamento… insomma ora o mai più… dopo un po’ di indecisione abbiamo valutato che sembrava proprio “mandato” come risposta ai nostri pensieri.
Sono stati giorni difficili… la gatta Gengia ha subito messo in chiaro le cose, appena entrato in casa gli ha assestato una bella zampata sul muso e mai una volta si è nascosta di fronte a lui. Lo guarda con decisa circospezione e i grandi conoscitori di gatti comprenderanno quando dico che ha sempre una sua espressione di velato compatimento misto a superbia.
Per la Teresina è stata tutta un’altra storia… il terrore si è impossessato di lei e per un mese intero la sua casa è diventata la cima del nostro armadio. Scendeva solo nella notte per fare un frugale e veloce pasto, qualche bisogno e poi camminando rasente il pavimento con la coda gonfia correva nuovamente in cima al suo rifugio. Le cose sono un po’ migliorate, comincia a farsi vedere in giro, ha capito che se viaggia in alto (mensole, tavoli, scaffali) riesce persino ad evitarlo.
Alex è buffo quando le incontra le sbircia senza fissarle direttamente e mugola verso di noi come a chiedere il permesso di muoversi.
Lui ha sconvolto le nostre esistenze il furfante non sopporta la solitudine e non appena ci allontaniamo da casa fa pipì in giro… quando rientriamo in preda alla più sfrenata felicità spisciazza dappertutto (comprese le nostre scarpe), quando si offende … piscia in giro … sob questo è davvero terribile. Passo il mio tempo con carta assorbente, spruzzino e mocio per i pavimenti… dobbiamo arrivare ad un compromesso caro cane… così non si può andare avanti.
È molto carino, affettuoso e le bambine sono al settimo cielo. Ci segue come un’ombra e mugola di felicità non appena lo chiami e gli fai una carezza. È nata una nuova avventura e ne sono felice… spero che perda presto le sue cattivissime abitudine pisciatorie… e mi sono guardata intorno felice… che bella la nostra piccola casa così viva, così animata … così caotica e tutti e nove (cani gatti, bambine, pappagalli e solo due poveri adulti) siamo felici.
Benvenuto Alex!!!!

venerdì 13 settembre 2013

Soffoco!



Soffoco! Era tanto che non mi capitava di soffocare, di contare i minuti, di attendere l’uscita, di potermene andare. 
Anche adesso che sto scrivendo mi domando quanto sia opportuno quello che scrivo… ma la libertà di parola… di pensiero!!!
Soffoco, vorrei poter non andare in certi luoghi, tranquillamente senza schiamazzi dichiarare: signori, non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda, tolgo il disturbo.
Non posso farlo, esprimo il mio dissenso e mi adeguo a quello che c’è intorno a me… alcune persone si confermano per quello che sono sempre state, altre come dei veri e propri voltagabbana cambiano idea come una banderuola segue il vento…
Altri ancora, ottusi come può essere  un animale ammaestrato, ridono divertiti mentre gli spalmano la vaselina mascherata da simpatia e battute scherzose.
Non fa per me, non voglio oppormi, non voglio dire la mia opinione, non voglio sfidare i mulini a vento, non voglio inseguire le utopie… vorrei solo andarmene e forse ci vuole solo un po’ di fantasia: riuscire ad immaginare (e quindi evocare) una vita diversa, fatta di libertà invece che di convenzione, fatta di possibilità invece che di immensa grettitudine… vorrei andarmene e “fare” insieme alle altre persone senza gerarchie, senza livelli, senza competizione… un mondo che non c’è? Forse… però persone che desiderano questo mondo ci sono… allora facciamo il primo passo… almeno troviamoci…
Vorrei andarmene da questa fiera degli orrori e mai più ritornare eppure… la sicurezza, la necessità, il garantismo e forse anche la continuità di quel poco che mi piace del mio lavoro mi riporteranno tutti i giorni a vendere il mio tempo… forse i tempi stanno maturando per togliermi da questi fumi senza arrosti… aspetto fiduciosa ma nel frattempo… soffoco!

venerdì 9 agosto 2013

Sonea e il Sommo Lord...



In queste settimane sono stata rapita dalla lettura di una trilogia fantasy: la saga del mago nero di Trudi Canavan.  È stato un viaggio appassionante nella magia e nelle vicende biografiche di personaggi permeati da onore, coraggio e forza.
Le vicende cominciano confusamente tra le vie della città in un momento drammatico (l’epurazione: appuntamento annuale dove il re ripulisce arbitrariamente la città interna di persone ritenute “pericolose” per il regno. Quindi famiglie intere, giovani, donne e bambini vengono costretti ad abbandonare il loro lavoro, la loro casa e riversarsi nei “bassifondi”). Sonea è una giovane ragazza intraprendente scacciata insieme alla sua famiglia e (quasi involontariamente) si ritrova coinvolta, insieme a vecchi amici, a protestare lanciando pietre contro i maghi che garantiscono la sicurezza attraverso un collettivo scudo magico.
Questo è l’inizio di tutto! Sonea scaglia una grossa pietra imprimendo nel lancio tutta la sua rabbia, il suo desiderio di vendicarsi e colpire. Inaspettatamente si vede un lampo di luce e la pietra riesce ad oltrepassare lo scudo e colpire alla testa un mago.
Il primo libro “la corporazione dei maghi” presenta i personaggi della saga attraverso la ricerca di Sonea: la ragazza dei bassifondi che ha liberato da sola i suoi poteri.
La ragazza fugge terrorizzata e grazie alla banda dei suoi amici e ai Ladri riesce a sfuggire per lungo tempo alla Corporazione. I maghi dalla loro parte sono sgomenti nell’apprendere che la magia possa esistere anche al di fuori delle Case nobili e, soprattutto, che possa essere attivata senza l’aiuto di un altro mago. Sanno perfettamente, inoltre, che è necessario imparare il Controllo della magia, altrimenti il mago comincerà ad usarla senza accorgersi, in modo indiscriminato rischiando di distruggere tutto quello che c’è intorno e uccidere se stesso. I maghi vogliono trovare la ragazza per evitare, in prima istanza, tutto ciò. Durante queste ricerche estenuanti e le rocambolesche fughe nei sotterranei della città (la via dei Ladri) ogni personaggio viene delineato nelle sue caratteristiche peculiari, nei tratti di personalità e nelle trame relazionali all’interno della società.
Infine Sonea viene trovata proprio perché i suoi poteri sono diventati pericolosi e incontrollabili, la ragazza brucia inavvertitamente tutto quello che la circonda e rischia di morire da un momento all’altro.
Sonea, come tutti gli abitanti dei bassifondi, odia i maghi perché non fanno nulla per la loro condizione miserevole e non vuole assolutamente entrare a far parte della tanto odiata corporazione.
Il tema di questo capitolo della saga che più ha colpito le mie riflessioni è quello del “Controllo”.
Per ogni novizio che intraprende questo percorso nella scuola dei maghi, per cominciare (a parte la liberazione dei poteri latenti) deve imparare a Controllare questo potere, questa forza che può essere di intensità diversa per ogni individuo. Non ho potuto fare a meno di pensare alla biografia: credo che ognuno di noi, superata la fase di estrema potenza data dall’adolescenza, debba imparare ad esercitare il controllo sulla propria emotività, sulle proprie pulsioni e prendere, in tal modo, in mano la propria vita. Prima di poter intraprendere un qualsiasi percorso o progetto è fondamentale imparare a gestire le proprie forze, i propri talenti e le zone oscure. Concentrarsi su di sé, conoscersi profondamente e gestire le nostre peculiarità. Solo in questo modo ci si può realizzare e assecondare le proprie attitudini, allacciare relazioni serene e soddisfacenti. Certo ognuno dovrà percorrere la propria via, crescere con le esperienze, la formazione, gli incontri ma, in prima istanza, è necessario imparare ad attuare il Controllo della propria energia vitale per non danneggiare gli altri, noi stessi e la nostra vita.
Ho apprezzato molto i metodi di insegnamento del Controllo ai maghi, attraverso visualizzazioni guidate Sonea è entrata nella propria mente e pian piano è riuscita a rinforzare le proprie difese psichiche consapevolmente, a gestire la propria energia e a conoscersi. Piccole pennellate hanno semplicemente spiegato a livello intuitivo alcuni funzionamenti psichici e l’ho trovato molto interessante.
Il primo libro si conclude con l’introduzione della giovane dei bassifondi in questo mondo d’elite e di magia.
Il secondo, “la scuola dei maghi”, vede impegnata la ragazza a superare la diffidenza, l’astio, la cattiveria e la prepotenza del gruppo dei pari, degli insegnanti e di quel mondo a cui non appartiene. Le sue grandi potenzialità suscitano invidia nei giovani rampolli delle famiglie ricche e la ragazza subisce ogni tipo di angheria. Questo libro è situato proprio nel mezzo, la trama prepara tutti gli antefatti per il grande finale del terzo: i personaggi sono sempre meglio definiti, la protagonista acquisisce le competenze che le serviranno in seguito e si accumulano una serie di misteri e situazioni da definire.
Quello che mi ha colpito di più nel secondo libro sono state alcune caratteristiche della ragazza: la tenacia, la caparbietà, l’umiltà, la perseveranza, l’onore e la forza d’animo. Tra tutte queste qualità l’umiltà era quella che più mi metteva in difficoltà, leggendo di quanto era in grado di sopportare la ragazza senza reagire, di come manteneva costante il rispetto dell’autorità (al di là del bene e del male) mi dava una sensazione di fastidio, quasi di stizza, speravo, continuando a leggere, che prima o poi reagisse, li ripagasse in qualche modo con la stessa moneta. Invece no, la ragazza subiva imperterrita le angherie e poi pian piano si “ricostruiva”, ogni “cosa” che amava le veniva tolta e lei riusciva comunque a trovare forza, gioia della vita stessa. Ho riflettuto su di me ed ho pensato che forse proprio l’umiltà è la virtù che devo coltivare, imparare ad usare, sempre, di prima reazione. Non mi appartiene, sono sempre stata una libertaria insofferente all’autorità e alle regole, superba della mia intelligenza e della mia forza che traspare dal mio sguardo (sebbene in verità poi sono stata emotivamente molto fragile e sola un po’ come Sonea). Però leggendo il libro ho pensato che l’umiltà è una qualità che alla lunga paga, ti mette in contatto con l’io altrui, anche con l’io di chi in qualche modo ti ferisce e credo che questo sia il compito di ognuno nell’umanità, quello che serve per salvare la devastazione della natura, i problemi della crisi di oggi, l’impoverimento dei valori… l’umiltà, la capacità di sopportare con forza il disprezzo e la prevaricazione altrui, senza lasciarsi davvero schiacciare, proprio l’immobilità ci rafforza, ci tempra e alla lunga ci innalza.
Sonea, infatti, alla fine dimostra la sua superiorità a tutta la corporazione, ma lo fa in modo elegante, competente, senza arroganza, equamente, rischiando anche il fallimento: una bella lezione di vita.
Il terzo libro è completamente diverso, tutti i preamboli sono stati fatti, le situazioni sono state preparate, i personaggi son ben definiti e il lettore ha instaurato con loro le proprie antipatie e simpatie. Si entra subito nel vivo, gli accadimenti sono veloci e sempre significativi: è un libro (di 550 pagine) che si legge d’un fiato (meno male che è estate se no l’avrei dovuto centellinare con grande sofferenza).
Il terzo libro è quello che mi è piaciuto di più, è quello che significa tutta la saga, che riscatta i deboli, gli umili, i tenaci. Anche in questo libro la ragazza dimostra di avere una forza straordinaria: al di là dei poteri magici superiori alla media, è la sua capacità di sacrificio che è sorprendente, è disponibile a cambiare le sue convinzioni non appena riconosce la verità, non indugia nelle vecchie “abitudini” e si “offre” diretta verso ciò che ritiene giusto, a qualunque costo.
Non nascondo che il finale non mi è piaciuto tantissimo perché è stato un po’ troppo drammatico, la perdita della ragazza (non voglio fare troppe anticipazioni qualora qualcuno che legge questo post voglia poi addentrarsi di persona nella saga), però non posso fare a meno di dire che, in termini biografici, se qualcuno doveva “andarsene” era proprio Sonea. Insomma il passaggio come meteora che porta il cambiamento, che svolge la propria missione vorrebbe  che poi (così come è arrivata) scomparisse. Quindi un finale drammatico era preferibile così, anche se ben comprendo che avrebbe reso più difficile la prosecuzione della vicenda nella successiva saga (che non ho ancora letto alla quale credo mi dedicherò presto!!!).
La narrazione è fluida e interessante, anche se i continui cambi di scena nei diversi contesti dell’opera, all’interno dello stesso capitolo, un po’ mi infastidiva. Insomma quando ero presa bene da un dipanarsi di situazioni ed eventi ecco che si cambiava scena e si parlava di un altro personaggio. A volte le descrizioni erano un po’ troppo lunge e particolareggiate, c’erano dei tratti che sembravano voler tirare in lungo per creare maggiore “suspense”, avrei preferito piuttosto un approfondimento sugli stati d’animo invece che delle dettagliate descrizioni ambientali o contestuali.
Comunque mi è piaciuta molto, i presupposti erano buoni, l’ambientazione magica mi piace, adoro le saghe e anche in genere il fantasy. Inoltre si evince nella narrazione che l’autore è una donna. La maggioranza delle qualità che ho descritto sono effettivamente le peculiarità (auspicabili) legate al femminile. Femminile inteso come parte di un tutto e non semplicemente come “femmina”. Insomma ognuno, maschio o femmina, nel proprio percorso eroico dovrebbe sviluppare nel femminile le qualità che l’autrice ha espresso egregiamente nel personaggio di Sonea. Mi è piaciuto molto brava Trudi!!!


mercoledì 7 agosto 2013

Calura estiva ... torpore d'agosto







Mi piace questa estate 2013, è molto calda, ma in verità non soffocante, non siamo partiti (per varie ragioni tra cui quella economica) ma ci siamo attrezzati in cortile e le micette sguazzano felici nella loro piscinetta: sembrano delle belle lontre che roteando, spruzzando e galleggiando a pancia all’aria godono delle sempre più grandi competenze nel mettere la testa “sotto acqua”  come dicono loro. 
Qualche gita in piscina ci sollazza e rinfresca e le bimbe sono al settimo cielo…
È un momento molto tranquillo, osservo Cri che si riposa e sembra che si stia preparando, concentrato, per spiccare un grande salto in autunno quando comincerà il nuovo anno scolastico denso e ricco di formazione, attività ed impegno per la sua bella classe di scavezzacolli.
Le bambine godono della presenza del papà e di questo ritmo lento e giocoso, delle abitudini casalinghe, finalmente al mattino indugiano un po’ di più nel letto e le guardo crescere e maturare la consapevolezza che anche per loro l’autunno sarà un momento speciale e denso: la piccolona andrà a scuola… e la piccina andrà all’asilo dei “grandi”.
Intanto io continuo a lavorare e mi porto avanti nel leggere relazioni, guardare disegni e ipotizzare vagamente il lavoro di settembre (solo ipotizzare perché mi piacerebbe condividere il percorso con le educatrici). Nel contempo anche qui in ufficio ci sono echi di un cambiamento che si concretizzerà anch’esso in autunno, cambi di gestione, nuovi progetti…
È un momento di rilassamento, di circospezione, di riposo, di concentrazione.
In questi giorni mi sono persa (rapita completamente) nella lettura e sto ultimando una saga fantasy (di cui scriverò prossimamente, non appena finito il terzo libro), passo dal libro alle bambine, all’attenzione per l’alimentazione, all’osservazione su quanto accade… osservo deliziata i cieli scintillanti del crepuscolo e le notti stellate… ero affacciata al balcone mentre mi è giunta all’orecchio il vociare fastidioso della televisione e mi ha dato un sapore lontano, come di un ricordo antico di notti estive passate a zonzo, ascoltando il suono delle finestre spalancate, il chiacchiericcio di gruppi in cerca di frescura serale, le musiche e il desiderio di danzare nella notte.
MI sono ricordata di innumerevoli estate lunghe e deliziose quando facevo la maestra e le vacanze erano lunghe, lunghissime, pregnanti.
Facevo in tempo a riposare, ritemprarmi, divertirmi e persino annoiarmi. 
Come sono lontani quei tempi, oggi il lavoro non mi molla e poi ci sono le bimbe che comunque richiedono un’attenzione continua e non ci si può sollazzare di sonno, bagnare di sole, dondolare infinitamente nell’acqua ma, come dicevo, si seguono ritmi e alternanze da adulti responsabili. (sic) 
Non che mi dispiaccia davvero, ma ricordo quel lasciarsi avvolgere dal calore di agosto, dall’indolenza e dal torpore, ricordo quello scivolare nell’assoluto presente e percepire il corpo in espansione estiva, nel sudore, nel calore, nel colore, nel desiderio e la passione, nella frescura, nell’acqua fresca e fredda che stringe deliziosamente… chicchi di esperienze vissute che mi hanno insegnato ad amare profondamente questo momento dell’anno dove la riflessione è lasciata solo alla sfera intuitiva e si rimane permeati solo dalla compenetrazione con la terra, il cielo, l’acqua e l’aria….