...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







domenica 27 agosto 2017

La coda dell'estate


La coda dell'estate ha un sapore vagamente nostalgico, 
delle vacanze che sono già passate, 
delle aspettative che non si sono realizzate, 
delle opere mai realizzate.

La coda dell'estate ti coglie di sorpresa 
quando ancora ti fa sudare e ti inonda di calore,
inaspettatamente arroventa ancora, 
a tratti,
e poi ti fa rabbrividire nei temporali grevi e violenti.

La coda dell'estate ti scopre indolente 
al pensiero di dover cominciare e ricominciare tutto, 
dove finiscono tutti gli "arimo" e i tempi sospesi... 
non è più tempo di galleggiare e di rimandare a domani.

La coda dell'estate ci proietta in nuovi progetti e 
in un ardente desiderio di raccogliere frutti 
di un ciclo che passa e ricomincia, 
con la paura di non avere abbastanza 
da far marcire nella terra prima che ghiacci, 
la paura di non riuscire a nutrire sufficientemente la terra... la propria terra.

La coda dell'estate accorcia le giornate 
ma ancora invita a goliardici crepuscoli alcolici e dolci assenze del proprio pensare,
della propria contemporaneità... 
e sembra che ad ogni incontro 
sia necessario respirare l'ultimo alito di questa estate 
eccola
che finisce.

La coda dell'estate ci incontra fatilicati nel dover affrontare responsabilità e nuovi inizi... 
partenze e ricorsi, 
ritorni e ancora dannate zanzare, 
melanzane e insalate, 
birre e vestitini, 
infradito e capelli bagnati, 
sole caldo... 
ma ancora straordinariamente estate.

Daniela Merlino

lunedì 31 luglio 2017

Serendipità


In questi giorni mi sono imbattuta in questa strana parola: la serendipità.
Sono rimasta stolida e basita di non avere la minima idea del significato di siffatta parola.
A parte che trovo abbia un suono sgradevolissimo, difficile da pronunciare ed anche da ricordare, non sono riuscita, autonomamente, a risalire al suo significato. Ammetto che questo è stato un colpo, penso di conoscere un foltissimo numero di parole in lingua italiana, o almeno riesco sempre a collocare la parola dentro la sua giusta categoria di appartenenza... insomma più o meno di che argomenta... la parola.
In questo caso: nulla, la nebbia totale.
Non è stato difficile, attraverso internet, arrivare velocemente alla risoluzione della mia grama ignoranza... ed ho capito!

Definizione


Serendipità

Il termine serendipità è un neologismo che indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra. Essendo noto l'autore del neologismo, il termine rientra nella categoria parole d'autore...

Ho capito in prima istanza il motivo perchè non risuonava in me la parola: trattasi di un neologismo.
Dico questo perchè ho sempre la sensazione che le parole mi arrivino dal cielo, come se le conoscessi in modo remoto, archetipico. 
Non ho mai faticato a cogliere significati e sfumature delle parole italiane. 
Evidentemente questa parola non potevo averla già colta nel mio passato o trapassato remoto.

Rispetto al significato di "serendipità", effettivamente, spiega in una parola un concetto, o meglio, una sensazione, ben definita (per altro ad ognuno la sua), racchiudere in un'unica parola quella sensazione di felice stupore, misto ad euforia e gratitudine, di quando capita di fare una felice scoperta per puro caso... bello.
Vorrei solo obiettare che la parola è proprio brutta, inutilmente complicata... il suo inventore poteva scegliere una parola un pò più musicale....

La curiosità mi ha spinto a ricercare ulteriormente e ho capito altre cose ancora... 
l'inventore della parola, Horace Walpole (scrittore  dei primi del 1800), era inglese... 
ispirato dalla fiaba "Tre Prìncipi di Serendippo", nella quale, ai protagonisti, la fortuna porta incontro mirabolanti scoperte, tuttavia colte per il grande intuito e la capacità di osservazione dei prìncipi stessi.

Ho capito che è una parola assai simpatica... spero di riuscire a memorizzarla... forse dopo questi approfondimenti... 
felicemente inaspettato...tradurrei...
perchè per apprendere bisogna segnare nell'anima... conoscere davvero...
Ci sei ora, parola, nella mia anima?
Serendipità....

domenica 30 luglio 2017

Momo: apologia del Tempo


 In questi giorni immoti, dove si susseguono sparse letture diverse, è passato fra le mie mani un romanzo molto carino e interessante: 
"Momo" di Michael Ende.
Come di consueto, in particolar modo con questo autore, c'è un momento in cui la vicenda si impossessa del mio pensiero e l'unico desiderio possibile è quello di finire il libro.
Oggi è capitato così, ho letto a perdifiato sino alla parola fine.
Ende è un genio, riesce ad affrontare argomenti antropologicamente fondanti con grande freschezza e ricchezza di immagini. Le letture scorrono gradevoli e semplici, eppure si narra sempre di "vicende" umane assai interessanti e complesse.
In molti libri Ende offre rocambolesche storie che narrano della capacità di sognare, desiderare, come presupposto irrinunciabile per imparare la magia (di vivere, di amare, di essere).
Inaspettatamente Momo parla d'altro, tutta la trama disquisisce su un altro tema molto intrinseco all'uomo stesso: il Tempo!
Ripeto: Ende è un genio!
Per il mio gusto personale, ha trovato un modo di esporre concetti sublimi sul tempo, inventando e creando immagini così narrative e suggestive da offrire un panorama onirico del concetto stesso di tempo e di Libero Arbitrio.
La bambina (innocente, quindi pura) non subisce il fascino dei detrattori di Tempo (quindi di vitalità), anzi riesce a penetrare importanti misteri del mondo, per questo riesce a salvare tutti i suoi amici. (nonchè gli uomini in genere). 
Quello che ho apprezzato è che il salvatore non si sia dovuto sacrificare ed anche che si trattasse di una femmina (bambina).
L'incanto, la meraviglia, l'accoglienza dell'innocenza salveranno il mondo dai depredatori di Tempo e gioia. Sì perchè chi si affanna per risparmiare tempo, chi vive colla misura del Tempo, in verità non vive, perde pian piano la gioia di vivere, l'unica vera libertà esercitabile da ogni uomo.
Ho anche apprezzato che la bimba, pur essendo autosufficiente emotivamente, pur essendo pura e senza particolari bisogni, sufficiente a se stessa insomma, nonostante questo non si accontenta della contemplazione e apprezza, ricerca ed ama la compagnia e la relazione umana, attraverso il suo più grande talento Ascoltare.
Altro fattore che apprezzo molto, quest'ultimo, perchè penso che si è sempre meno capaci di entrare serenamente nelle relazioni, concedendosi curiosità e rispetto reciproci, e in questo libro lo fa intendere con semplici immagini.
La trama è semplice e veloce, ma i significati, gli stravaganti personaggi e i cambi veloci, rendono la lettura gustosa e piena di stimoli di pensiero.
Ancora una volta grazie Ende


"Esiste un grande eppur quotidiano mistero. Tutti gli uomini ne partecipano ma pochissimi si fermano a rifletterci. Quasi tutti si limitano a prenderlo come viene e non se ne meravigliano affatto. Questo mistero è il tempo. Esistono calendari ed orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perché tutti sappiamo che talvolta un'unica ora ci può sembrare un'eternità, ed un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quell'ora. Perché il tempo è vita. E la vita dimora nel cuore."
dal libro Momo

giovedì 27 luglio 2017

...effetti collaterali...


Un'estate molto particolare questa, un'estate lunga, abbastanza calda, ma a tratti ventilata, persino qui a Varese, dove spesso regna l'afa e l'umidità.
Un'estate di riflessione e di svolte, non solo per me, ma per il mondo, a volte mi sembra che viviamo nella "guerra di tutti contro tutti"... manifestazioni, intolleranze semitiche, leggi proibizioniste, marce...
Io intanto mi rannicchio e raccolgo i pezzi di un senso che fatico a trovare.
Guardo come se fossi all'esterno degli accadimenti storici, sono perplessa, quasi attonita... 
non mi par vero sia possibile che non si riesca a trovare un dialogo e si scelga l'imposizione dei pensieri... 
come se non appartenessi del tutto a questo mondo o a questo presente.
Credo sia una questione di età... o non so di cos'altro... 
forse semplicemente di follia?
Un pensiero divergente innato, proveniente chissà da dove o da quale tempo, che sempre mi ha lasciato un pò disadattata a questo mondo... 
sin da bambina... sì, come dire, un pò diversa.
Ricordo che volevo cambiare il mondo, che volevo raccontare il mio punto di vista, che mi sembrava di vedere lontano, sempre un pochino controcorrente, sempre un pochino alternativa, sempre un pochino avventata.
Oggi mi sento ancora diversa... non ho più voglia di gridare forte il mio pensiero, vorrei trovare un modo per vivere più serenamente, nel piccolo, nella natura, nella semplicità, nell'inclusione, nella condivisione, nell'arte sociale...
Ma non sempre è facile... e noto che più vacillo meno facile è...
Mi sembra di girare in tondo... mi accendo arrabbiata di fronte a ciò che ritengo ingiusto... 
ma altrettanto velocemente mi spengo... non tanto pensando che non posso cambiare nulla, è come se si insinuasse una certa indifferenza... 
come se riconoscessi che quanto accade non mi riguarda fino in fondo.
Chi mi conosce bene, sa quanto tutto ciò mi porti sofferenza, sono sempre stata determinatamente portatrice del mio pensiero, al di là degli effetti collaterali, al di là delle ritorsioni, assumendomi la responsabilità del mio agire e, ancora prima, del mio pensare.
Eppure... 
Non penso di essermi rammollita, neanche uniformata... 
Penso che l'approfondimento di studi, ricerche e lavoro personale, mi abbiano portato a riconoscere che ogni azione che infervora, il senso di ingiustizia e le lotte contro i sopraffattori dei deboli, siano necessità di affermazione personale.
Nel contempo, nella mia ricerca personale, cerco di affievolire sempre più l'affermazione del mio Ego, cercando di approfondire un pensiero più etico, più sociale...
Quando sento il sangue ribollire e mi sento divampare, ci metto poco a specchiarmi e vedermi nella mia pochezza individuale...
Che fare quindi? Annegare in questo oceano di nulla? di sensatissima pacatezza?
Solo a parlarne mi indigno, sento solleticarmi il  desiderio di rivolta...
Mi sembra di essere su un'altalena... in un noioso e immobile "essere o non essere?"
NOIOSO
Ecco la parola giusta... l'effetto collaterale dell'equilibrio, della giusta misura, della risposte chete, della ponderatezza... è LA NOIA!
Non mi diverto, non mi esalta nulla, conosco il sentiero che sto percorrendo... ho bisogno di qualcosa di nuovo che mi accenda...
Se no, lo sento, morirò di NOIA!
Rimpiango il fervore, l'anelito, i desideri, la voglia di coinvolgere, di creare, di scalare, di giocare...
Ho bisogno di movimento... per me, per la mia famiglia, per il mondo che mi circonda, ho bisogno di sentire che quello che faccio ha valore... 
ed oggi non è così.
Tutto scorre, nulla mi accende... 

No, non è la vecchiaia, e neanche la maturità, è l'effetto collaterale nel vedere l'omologazione, la desertificazione delle anime nelle persone che incontro, la grettitudine di un mondo che pensa solo al materialismo e al tornaconto personale... il futuro sembra morire... 
ed io senza riuscire ad immaginare mi spengo... è come se avessi perso i miei poteri magici... 

spero che qualcuno mi aiuti a ritrovarli, che mi spinga a nuove ed entusiasmanti immaginazioni...
spero di ritrovare presto quella scintilla di fuoco che mi ha sempre reso quella persona diversa, pronta a ripartire, a ballare, a ridere... ad operare magie...


mercoledì 26 luglio 2017

Amo l'Italia, ma...


Voglio fare uno sforzo e scrivere.
Sì perchè il mio blog manca principalmente a me stessa, perchè mi manca soffermarmi nella riflessione, mi manca una certa continuità in questo racconto di vita, perchè mi manca ri-vedermi nei miei pensieri, perchè mi manca la scrittura.
Ho molto riflettuto su questo blocco dello scrittore, cercandone le ragioni... 
Tanto per cominciare avevo bisogno di TANTO riposo, non che scrivere mi affatichi così tanto, ma il riposo di cui parlo è legato al pensiero, alla presenza... ho passato lunghi giorni e sere nell'assenza, risolvendo sudoku impossibili, andando a letto molto presto, spulciando e leggendo libri, riordinando, oziando... e mi sembrava di non aver proprio nulla da dire.
Un altro motivo, però, del mio silenzio, è ben più profondo e grave... 
e purtroppo è ancora molto presente nella mia vita, nel mio sentire...
Ho capito che il silenzio e il vuoto e lo sgomento personali sono cominciati, in particolar modo, da quando è iniziata la terribile vicenda dei plurimi vaccini obbligatori e dalla scelleratezza di un provvedimento di legge che vuole piegare i propri cittadini a dei TSO (trattamenti sanitari obbligatori) a fronte di un'emergenza inesistente.
Oltre all'estrema difficoltà a trattare di questi temi così spinosi e vasti, quello che veramente mi ha scoraggiato e lasciato nell'aridità scribana, è il potente senso di inappartenenza che tutto ciò ha provocato in me. 
Per la prima volta in vita mia ho provato il desiderio di lasciare l'Italia.
Amo questo paese inondato di sole, arte, natura, poesia... adoro la lingua italiana, amo il luogo dove vivo, eppure questo attacco subdolo e tirannico alle libertà individuali mi ha lasciato, letteralmente, senza parole.
Vorrei evitare di soffermarmi su considerazioni di qualunque natura sui vaccini (anche se temo sia inevitabile), perchè non è questo il punto....
Quello che davvero è grave è ben altro... la suddivisione feroce in fazioni dei cittadini, i toni aspri, sarcastici, offensivi che le persone si scambiano, in nome di verità assolute...
AH! 
Come argomentare, come parlare senza prendere una posizione... è impossibile... e certo io ce l'ho una posizione... sono contraria ai vaccini come profilassi generica... anche se sono favorevole ai vaccini in casi di debolezza fisica, pandemie pericolose o pericolo di morte... 
Sono contraria a debellare le malattie esantematiche, tanto utili alla crescita dei bambini, (per approfondimenti consiglio la lettura di questo breve articolo) mentre sono convinta che in Africa, dove non esiste l'acqua potabile, dove i bambini sono denutriti e immunodepressi, lì è sensata la vaccinazione di massa (anche se sono sempre convinta che una progettazione e programmazione a lunga scadenza di educazione alla salute, all'agricoltura, all'allevamento e alla vera autonomia possa essere più utile, ma credo anche che al sistema economico convenga di più che l'Africa rimanga esattamente così com'è).
Insomma credo fortemente che non esista nessuna verità assoluta, ma una verità individuale, ogni corpo fisico ha le sue specificità... e non è possibile ipotizzare un piano sanitario, un protocollo che vada bene per tutti... Credo che a medici e amministratori tocchi un compito difficilissimo: garantire, in modo equanime e specifico per tutti, la possibilità di cura, di sostentamento, di realizzazione di sè.
Quello che vedo è che nulla di questo accade... vedo dei giovani senza prospettive, uno stato che si fa beffe della Costituzione italiana, dei Diritti Umani, dei pareri contrari, della libertà...
e il primo scandalo non è il TSO programmato su dei neonati dove gli organi e i sistemi che li governano sono ancora in formazione, il vero scandalo è che un medico che prova ad essere una voce fuori dal coro, che parla di ragionevoli dubbi e di approfondimenti, venga radiato dall'ordine dei medici... 
AH! 
Non è solo una dittatura sulle azioni... ma anche sulla libertà di pensiero e di parola...
Conosco moltissime persone che si sono mobilitate (grazie amici, grazie davvero) per protestare, per ribellarsi a questa dittatura, e so in quanti sono stati presenti alle iniziative...
Aggiungerei pacifiche e molto civili... manifestazioni dove è regnata la ragionevolezza, il sorriso, la genitorialità e l'adultità... quante altre manifestazioni possono vantare tutto ciò?
Comunque quello che mi risulta intollerabile e che trovo drammatico è che i mezzi di informazioni nazionali cercano di minimizzare e nascondere  questi pensieri critici. 
La menzogna regna sovrana... i giornali e i telegiornali parlano di poche centinaia di persone.... e invece queste manifestazioni contano decine di migliaia  di persone che vogliono conto e ragione del fatto che chi promuove queste leggi sia anche contemporaneamente membro del consiglio di amministrazione della ditta farmaceutica che per la maggioranza produrrà (anzi ha già prodotto negli anni precedenti) i vaccini in questione.
AH!
Ecco sono finita a parlare dei vaccini e non vorrei... ma come si fa a non parlare del contenuto dell'obrobrio verso la libertà? Verso i bambini? verso la libera scelta? verso il libero pensiero?
Ed è terribile come gli individui si accaniscano tra loro, supportati dalla paura, come faranno i poveri immunodepressi che non possono vaccinarsi? 
Ignoranza e falsità... nessuno ha davvero spiegato che sono i vaccinati, nelle sei settimane successive alla vaccinazione, ad essere portatori del virus per tutti coloro (immunodeficenti o meno) che non sono stati vaccinati?
Mi domando come possano dormire sonni sereni i fautori di questa scelleratezza, avviando una sperimentazione mai provata prima (10 vaccini), su migliaia di neonati?
Non potremo che saperlo tra una ventina d'anni il vero danno che ne verrà fuori.....
e intanto?
AH!
Ecco sono diventata un fiume in piena... e in verità non volevo, sono disperata perchè la pace è finita, perchè non difendiamo i bambini... anzi li usiamo per tornaconto economico, perchè la scienza è morta e parla per protocolli... Paracelso piange dal cielo....

Ecco perchè tanto silenzio in questi giorni... di cosa si può parlare oggi? 
Siamo in trappola... mi viene in mente una frase che ho sentito tanto tempo fa e che condivido pienamente:
l'uomo è l'unico animale così intelligente da saper costruire un grattacielo ma così stupido da usarlo per buttarsi verso la morte...

Spero che questo di oggi possa essere uno sfogo che riapra la mia creatività... forse l'unica risposta (almeno per me) valida a questo delirio divagante... scusatemi se non argomento di più... ma chi vuole può trovare in rete tante e tante informazioni.... 
qui volevo solo essere il più individuale possibile

giovedì 13 luglio 2017

Sì, estivamente ottusa

Bloccata in un punto
Come un cetaceo arenato in una spiaggia;
dissipata nelle moltitudini
come un camaleonte in un sacchetto di coriandoli;
fluttuante nel tempo che scorre
come un giunco in riva al lago tra vento e sole.
Sono giornate intonate, moderatamente variegate, fugacemente intime, assolutamente estive, sufficientemente leggere.
Mi sembra di essere un boa impegnato nella digestione di una mucca… sono ottusa nel pensare e nel sentire, non so di preciso cosa sto cercando di digerire, metabolizzare, assorbire.
Galleggio tra ciò che devo fare a breve scadenza, resisto abbastanza bene alla calura, con esondazione di insofferenza solo a tratti, mi pre-occupo di faccende insidiose ed esborsi economici con una certa distanza che mi consente di tenere a bada ansia e nervosismo, ma non affondo, non approfondisco … non posso però dire di essere serena. Debolmente sconsolata, apaticamente assente, fugacemente annoiata, pacatamente contrariata, insistentemente perplessa.

Sì… estivamente ottusa.

domenica 25 giugno 2017

Vi prometto che sarò più paziente


Non so se sia il caldo forte e continuativo e umido, non so se ho accumulato una stanchezza di un'estate fa che si lavorava senza sosta vera, non so se sia l'ormone che si modifica nelle età, nelle fasi lunari, nelle ere di vita, non so se sia una mia profonda incapacità relazionale con il mondo tutto, ma in questi giorni sono priva totalmente di pazienza e tolleranza! 
Ecco sì, a seconda delle situazioni, delle persone e del grado di sofferenza/insofferenza, passo da uno stato diffuso di nervosismo, a tratti di furia bestiale, o paludi di flemma e indolenza, passando per un senso fortissimo di totale prigionia!
Non molto bello, direi... 
e neanche indifferente, 
purtroppo crea onde anomale in tutto ciò che mi circonda: 
gli strumenti meccanici smettono di funzionare o si inceppano spesso, le ragazze diventano più irrequiete del solito, secondo il consueto "cane che si morde la coda" io mi sento prigioniera, le tratto male e, come in un vortice, arriviamo a momenti di grande tensione.
Sob!
Sì perchè poi me ne dispiaccio tantissimo, sono io l'adulto e sono io che dovrei controllare il mio impulso e "pazientare" ulteriormente... ma come dicevo sopra, non so di preciso quali siano le ragioni (e in fin dei conti sono pure tante, queste ragioni) della mia grande impazienza e del senso di asfissia, 
eppure dovrei, potrei, vorrei essere un migliore esempio per le mie figlie... 
non vorrei ferirle con le mie parole burbere e a volte taglienti, 
è sano, è quello in cui credo...
 e mi avvilisce il fatto che, con il senno di poi mi cospargo il capo di cenere, ma quando sono preda del nervoso e della collera, in questo periodo, non riesco ad essere una persona migliore.
Sob!
Ma, 
sì c'è un ma, 
domani cambierà tutto, 
lo voglio, lo perseguo, lo coltiverò, 
domani partiamo di buon mattino e andremo al mare per qualche giorno, ospiti di cari amici... il mare ci curerà, figlie mie... ed io 
vi prometto che sarò più paziente.
Mare arriviamo... Eva arriviamo... Evviva!

domenica 18 giugno 2017

Che abbia inizio l'estate


Che abbia inizio l'estate... con tutto quello che comporta... bello, solare, dissipante, boccheggiante, rarefatto, lentamente brioso, frizzante, ameno...
Ieri consegna delle pagelle, fine anche nella scuola delle mie figlie e diciamolo, tiro un bel sospiro di sollievo, adesso ci aspettano lunghissime settimane di ritmi più interni, più familiari, legati alla nostra vita e non agli impegni (giusti e scelti) scolastici, sveglie mattutine non troppo albeggianti, vestiti leggeri, meno tempo dedicato all'organizzazione capillare dei trasporti familiari.
Che abbia inizio l'estate, quella dove il sole non tramonta mai e al crepuscolo ti ferisce gli occhi, quella dove l'odore del tiglio ti coglie di sorpresa per le strade, entrando dalle finestre aperte, in macchina con il tettuccio aperto, quella dove gli uccelli cantano e garriscono insistentemente, quella dove gli animali domestici si sdraiano a pelle d'orso sulle piastrelle per trovare refrigerio, quella dove senti di esserci senza pensarci però...
Che abbia inizio l'estate, quella fatta di pause, di pulizie generali, di gioco, di prosecco, di risate, di balli e giochi.
Sì perchè la luce fa capolino presto e se ne va tardi, perchè le stelle cominciano a muoversi, presto in caduta verso i sogni, perchè si fa presto a vestirsi, un abito fresco e nessun altro pensiero, perchè i piedi sono felici nelle infradito, senza costrizioni, senza presa... liberi... liberi tutti.
Che abbia inizio l'estate, quella impegnativa dove si progetta, si immagina, si imbastisce, si orienta, si concorda, si prepara il prossimo autunno, perchè questo è il momento giusto per prepararsi alla nuova semina, al nuovo ciclo.
Che abbia inizio l'estate, per cercare momenti utili per finire le incombenze sospese dopo un trasloco che ha inscatolato di punto in bianco 14 anni di vita, perchè ci sono ancora scatole misteriose, cambi di indirizzo, oggetti senza dimora, scomodità latenti nell'organizzazione di alcuni angoli.
Che abbia inizio l'estate per trovare spazi/tempi per la lettura, il riposo, le parole crociate, il silenzio interiore, la cura di sè, la presenza a se stessi...
Che abbia inizio la pausa piena, come nella musica, dove il significato delle pause è legato all'armonia stessa...
Ecco sì che abbia inizio, questa lunga pausa piena! evviva!

mercoledì 7 giugno 2017

In... ... mente

Intimamente Daniela, rincuorandomi di sapere incontrarmi e persino riconoscermi.
Intensamente me medesima, unico, vero depositario di me stessa.
Ingenuamente umana, sempre io, con la pochezza di fronte alla vastità.
Incongruentemente appassionata, incapace di staccarmi dalle persone, dalle situazioni, dai contesti.
Insensatamente fedele alle zone erronee, perpetuando la ricerca, però anche.
Incessantemente in movimento interiore, come un topo di laboratorio alla ricerca sfrenata.
Indubbiamente donna, dentro, fuori, nell'agito, nel pensato, nel voluto.
Incoscientemente lanciata nel mondo, piena di fiducia che tutto andrà bene...
In...       ...mente
Dentro la mia mente
A ognuno la sua... "e così è se vi pare".

Daniela Merlino


lunedì 5 giugno 2017

Che sapore ha...

Che sapore ha la pioggia torrenziale? 
Di terra battuta e sorpresa
Che sapore ha un sorriso mancato? 
Di caduta della risonanza e di vuoto nell'anima.
Che sapore ha lasciar trascorrere? 
Di mancanza e di noia ancora e anche.
Che sapore ha cadere in tentazione? 
Di assenza dell'Io e di velata soddisfazione.
Che sapore ha il rancore a denti stretti? 
Di amori perduti dalla notte dei tempi.
Che sapore ha lasciarsi guidare senza dubitare?
Di conforto e infanzia.
Che sapore ha perdersi nel cielo? 
Di forme ballerine delle nuvole.
Che sapore ha accorgersi che il tempo non sta passando ma che è già passato?
Di forme di saggezza e demenza insieme.
Ah la demenza in cui ognuno cerca di sotterrarsi anzitempo: nella dipendenza, nelle solitudini, nella grettitudine, nella maldicenza, nella sfiducia, nel pressapochismo... lontani dalle stelle.

Che sapore ha fermarsi e raccogliersi e ricordarsi
dell'amato cammino,
delle mete,
dei compagni di viaggio,
di ieri, oggi e domani, insieme.

... allora le stelle non sono più così lontane... o temibili?

Daniela Merlino

domenica 4 giugno 2017

Ti interessa aver ragione? Vincere? ...e convincere?

 La calura mi porta sempre alla dismissione della belligeranza, di qualunque genere. Nel senso che, da parte mia, non partirà mai un attacco di conquista di alcunchè, non mi interessa avere ragione, non mi interessa competere, non mi interessa convincere.
Certo se vengo sottoposta ad un massiccio attacco: petulanza contestuale, sudore appicicaticcio con rigolo giù dalla tempia, umidità da branchie, lamentela e sete... ecco in questa concomitanza di fattori divento polarmente nervosa  reagisco con un turpiloquio tanto isterico quanto inutile, ma irrefrenabile.
Quindi, di mio, sono pacifica e propensa alla solitudine, almeno nello scambio di parole! Invece è un periodo di conclusioni, di organizzazioni, di retrospettive e proiezioni... bla ... bla un sacco di parole che sembrano rendere l'umidità ancora più insopportabile.
Ma torniamo a qualche ragionamento più in là, quando dicevo: "non mi interessa avere ragione, non mi interessa competere, non mi interessa convincere"... mentre scrivevo non mi potevo esimere dal pensare... quando c'è caldo... allora quando fa freddo ti interessano queste cose?
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Breve momento di silenzio e riflessione, ho riletto attentamente le parole e la loro combinazione e i loro possibili reconditi, inconsci, o come meglio vi pare, significati... e onestamente mi son dovuta dire che effettivamente sono affari che mi interessano...

1) mi interessa avere ragione? 
Sì sempre, e a chi no? Insomma se sto portando avanti un mio pensiero, cerco di argomentarlo, difenderlo, promuoverlo... certo che voglio avere ragione... se no cosa sto facendo? Una recita? So di aver torto ma sono un'incazzosa e quindi argomento per rompere le palle?
Certo che no... ognuno di noi perpetua la propria ragione... ovvio!

2) mi interessa competere?
No, mai... questo è vero, lo so per certo. Non mi interessa arrivare prima, mi interessa arrivare, in compagnia, piena di bagaglio, piena di scambi, piena di contatto. Mirare ad arrivare prima, cristallizza la meta e le energie... senza la competizione è più facile fluttuare tra le infatuazioni del momento (un nuovo interesse professionale, un nuovo inizio, etc)  e i grandi progetti da portare avanti, altalenare tra picchi di interesse e contemplazione del mondo... in questo modo d'essere amo assecondare le stagioni... e in questa (con la calura)  è dolce ed ineluttabile andare all'esterno, fuori da sè... con il proprio essere e la propria individualità... bruciando un pò al sole.
E quindi no, non mi interessa mai competere... come potrei rinunciare a tutto questo ondulamento?

3) mi interessa convincere?
Ecco questo è il punto che più mi ha messo in crisi... purtroppo sì, ogni tanto mi accorgo di farlo... e faccio marcia indietro... 
Insomma porto avanti un progetto di vita e anche una professionalità basati sulla libertà individuale e sulla biografia di ognuno, quindi completamente in antitesi con il concetto stesso di convincere (ovvero persuadere alla mia ragione) qualcun altro. 
So che di primo acchito sembra la stessa cosa del punto 1, in verità è profondamente diverso, un conto è difendere il proprio pensiero, vero per sè, un altro conto è quello di cercare di fare in modo che la propria ragione sia anche quella dell'altro.
Io posso essere solo me stessa e gli altri potranno condividire, tanto, poco, tutto, nulla ... questo non è importante, il confronto è l'unica cosa che conta... per il resto ognuno ha la propria personalissima ragione, l'importante è sapersi adattare alla condivisione sociale e moderare o mediare i propri impulsi.
Quindi sono in cammino, vorrei che non mi interessasse mai" convincere"  in questi termini... lo vorrei solo nel significato di "vincere con", inteso come" superare con", in questo senso, come una vittoria collettiva posso riconoscoere il desiderio di convincere addirittura come anelito.
Ed è un tentennamento tra l'ego e la fratellanza ed è un dondolio lungo tutta la vita...
almeno per me è così...
evviva il caldo che rende tutto più semplice e vige, quindi, la non belligeranza. Grazie!

mercoledì 31 maggio 2017

Lo zen del fagiolino





Sì, credo che la descrizione di questa giornata possa ben rappresentare il caotico periodo che sto vivendo e porsi un pò come corollario della vita di tante mamme alle prese con gli ultimi giorni di scuola.
Non capisco come possa succedere questa cosa in modo così diffuso: quando siamo alla fine (si potrebbe dire alla frutta), senza più forze ed energie, stanchi da un lungo anno scolastico, pieno di impegni, risvegli mattutini, malanni invernali, compiti da spingere sul quaderno dei figli, merende di metà mattina da organizzare per le pargole, adoperarsi per le feste di compleanno (dei propri virgulti e di quelli altrui, sì perchè anche partecipare alle feste dei compagnetti è una specie di lavoro, estenuante aggiungerei), beh insomma dopo tutto ciò nelle ultime settimane avviene un'accelerazione smisurata e si sovrappongono impegni ed incombenze di ogni genere.
Le mie amate figliole sono agitate per gli infiniti saggi (musicali, euritmia, ritmica, recite), essendo la nostra una scuola parentale, ci sono gli esami di fine anno,  e poi le gite, il reperimento di abiti di scena, le pagelle, le feste...
E, lavorando anche nell'ambiente scolastico, mostre, feste, documentazioni ed eventi da visitare, preparazione e previsione dei servizi per il prossimo anno scolastico, contemporaneamente chiusura e apertura.
Ecco sì, un periodo davvero estenuante.
Mi ritrovo a dover scegliere tra quello che "devo" fare e rinunciare un pochino a quello che mi piace... (Corte Dalì e incontri tra amici).
Ma dicevo della giornata di oggi, cominciata come di consueto con un risveglio decisamente mattiniero (6.15/30... il quarto d'ora sta al procrastinare il momento del definitivo abbandono dell'amato letto). 
Un caffè ingollato... 
ancora qualche istante di galleggiamento tra onirico e veglia... 
e poi le danze cominciano.
Come di consueto devo lottare con le piccole per tirarle (letteralmente) giù dal letto, si inizia da un dolce "buongiorno micette, è ora di alzarsi", passando da un più burbero - "forza bambine se no facciamo tardi", per concludere con il terribile anatema - " se non vi spicciate, vi mando a scuola in pigiama".
Comunque nulla funziona, le accarezzo, le tocco, faccio i "solletichini", sbraito... niente ci vogliono sempre 10 minuti abbondanti, solo per svegliarle! Poi c'è la lotta dei vestiti, questo sì, questo no, "ma dai mamma si deve fare sempre come vuoi tu, ma i miei compagni fanno così e cosà....."
La contrattazione infinita finisce sempre con un mio sclero, più o meno contenuto, mentre papà Cristian (santo) ha preparato il latte ed è già uscito con il cane.
Quando finalmente le ragazze sono sedute al tavolo (vestite), posso andare anch'io a  prepararmi.
Questo è l'inizio di una serie di incastri super programmati e condivisi con Cristian (che lui da perfetto uomo non ricorda mai, nonostante "sincronizziamo" sempre le agende), sì, perchè essendo venuti a vivere in città, abbiamo fatto la scelta (economica ed ecologica) di avere una sola vettura: quindi, a seconda degli impegni di entrata e di uscita dalle diverse attività di ognuno di noi quattro, si organizzano i trasporti della giornata (ovviamente ogni giorno è diverso... le cose semplici sono noiose... ).
Oggi siamo usciti tutti insieme, siamo andati a scuola (Cristian è un maestro della scuola delle bimbe), oggi avevo il turno cucina.
Nella scuola Waldorf i genitori, a turno, si occupano di queste faccende (mensa, giardino, pulizie, manutenzione), un vero affanno, soprattutto in questa fase dell'anno.
Ne ho approfittato, stamani, per fare due chiacchiere davanti ad un caffè con qualche mamma (attività che quest'anno riesco a fare molto sporadicamente, causa l'organizzazione dei trasporti di cui sopra).
Qualche minuto di relax e piacevolezza... e poi la corsa sfrenata... partecipare (perchè c'è una cuoca fissa, noi genitori siamo i garzoni) alla preparazione di 100 coperti non è un affare di poco conto: oggi il mio compito era di mondare e pulire  due cassette di fagiolini, lavorandone così tanti dopo un pò diventi creativo: tagli i culetti e li ripulisci in modi sempre diversi, li prendi a mazzetti, a 4, poi provi sul tagliere, senza, unendoli, separandoli... passano le mezz'ore... e tu china e pensierosa ti dedichi ai questi piccoli ortaggi verdi... e cominci ad osservarne le fattezze: i piccoli filamenti che si producono ogni tanto, le gibbosità, le dimensioni svariate, la carnosità. l'attacco gemellare al picciolo... il tempo trascorre ed è piacevole non dover pensare ai come e ai perchè, semplicemente si rimane nel fare (di corsa perchè il tempo a disposizione non è infinito)... si rimane nelle mani, nelle chiacchiere, si fa in tempo a pensare di essere nati lì, in quel momento e di non aver fatto altro nella vita che tagliare culetti ai fagiolini.
Ovviamente nel corso della lunga mattinata ho fatto altre cose (poche a dire il vero) ho sbucciato e tagliato a tocchetti mele, pulito e tagliuzzato fragole per preparare una Enorme macedonia! Basta solo questo... beh poi si passa alla parte più operativa (lava i piatti, le pentole, i bicchieri, le forchette... quante forchette).
Tutto questo per dire che la mattina è volata, le azioni fatte non sono poi così tante, ma c'è qualcosa di così pieno e soddisfacente nell'iniziare, fare e concludere un'azione con il suo risultato, tutto nell'arco di una abbondante mezza giornata.
Oggi i fagiolini mi hanno insegnato qualcosa... a stare, ad agire senza pensare, ma comunque con intenzione... è una bella massima... bisognerebbe fare tutto così, condurre la propria vita con intenzione senza pensarci su...

Dopo questa pregna e significativa mattinata (sono rimasta ad asciugare piatti fino alle 15.00 passate), mi sono letteralmente fiondata in macchina (nel frattempo Cristian aveva portato le bimbe a fine lezioni dalla nonna e a sua volta era tornato a scuola per lavorare). Sono partita in corsa per continuare il giro dei doposcuola della città, dove in questi giorni ci sono documentazioni dei percorsi fatti durante l'anno, feste, spettacoli e momenti magici di saluto.
Nel caldo torrido, ancora sudaticcia dalla mattina, (risparmio i dettagli del cambio abito, ma volevo specificare che con la cuffietta, i vestiti chiari e il grembiule da cucina mi sento sempre molto sul pezzo, anche se alquanto ridicola) sono corsa nel traffico per raggiungere le scuole in questione.

E il tour di questi giorni merita una piccola menzione, una breve ma intensa riflessione: è stato molto bello andare nelle scuole e vedere le meravigliose mostre che le educatrici hanno realizzato per la fine dell'anno.
Si ritorna sul tema di poc'anzi, sul concetto meraviglioso di intenzionalità.
In ogni scuola, con le dovute peculiarità e differenze individuali, ho trovato molta bellezza, un pensiero uniforme di un gruppo che costruisce, per il tempo extrascolastico dei bambini, un luogo estremamente significativo, pregno di valore, ritmo, specialità, amore.
In tutte le occasioni mi sono commossa, riconoscendo e vedendo la qualità professionale di queste meravigliose persone... e sento un'immensa gratitudine e un'infinita stima per il nutrimento vero ed evidente che, quotidianamente, è offerto a questi bambini.
E' una settimana che giro per le scuole quasi tutti i pomeriggi e anch'io mi sono sentita nutrita... grazie care amiche e compagne di viaggio, grazie per l'amore che traspare dai vostri lavori e dai vostri occhi (e dall'affetto evidente che questi bambini hanno per voi).

E così la giornata volge al termine? Eh no, dopo un gradito caffè freddo e chiacchiere amene tra colleghi si riparte in pista... una corsa dalla nonna a prendere le bimbe... Ah la piccolina mi accoglie zoppicante e dolente... oggi è caduta sull'asfalto ed è piena di ecchimosi (niente di grave) e un magone latente. 
Avevo lasciato la macchina davanti al portone con le quattro frecce, ma ho dovuto comunque consolare e accogliere con attenzione e affetto (anche se il fatto era accaduto ben 4 ore prima).
Rieccomi nel caldo torrido, con la macchina carica di bambine, il tettuccio aperto, la musica alta... di corsa ancora a scuola a prendere il papà... finalmente sulla via di ritorno (fermata per comprare acqua ossigenata per ripulire i  graffi pieni di asfalto) e a casa le lotte con la piccolina che non voleva togliere le medicazioni fatte dalla nonna (bende, garze, cerotti, creme magiche)... e davvero ha solo poche escoriazioni da niente (da pulire però santa pazienza)... la cena, i pigiami, i dentini (le solite lotte, le solite carezze, le solite minacce)... e finalmente tutto tace... la giornata è finita... ed io sono stremata!

In queste sere ho trovato difficile soffermarmi a pensare alle mie giornate, tutte piene e arruffate come questa, arrivo alla sera e desidero semplicemente non pensare... 
Ma oggi i culetti dei fagiolini mi hanno dato un sacco di energia... e ho trovato le forze di condividere questo pensiero importante...
la vita è fatta di piccole cose e a volte basta davvero solo guardarle... 
e i fagiolini mi hanno dato anche la forza di ribadire e riconoscere il valore della pedagogia, in ogni caso... e sono felice che tanti bambini della mia città possano vivere così tanti bei momenti di comunione, di gioia, di festa, di arte e socialità... ancora grazie...
E nonostante la fatica, nonostante le giornate siano infinite e sempre un pò troppo piene... io sono felice, felice di esserci, di correre incontro a questa intenzionalità... incrociando un pò le dita e un pò, anche, molto fiduciosa sul domani.