...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







mercoledì 21 novembre 2018

Si chiama Amore

Mi ritrovo sempre io ed io, con quel sentimento, con quella profonda perturbazione interiore che si moltiplica come un'eco in un'abissale caverna.
Sono io, sempre uguale e sempre mutevole, inondata del mio sentire che riecheggia arcaico... 
Il dolore di esistere, il dolore di incompletezza... come un languore, mai sazia, mai paga... 
e non basta mai.
Basta un gesto, un rigolo, un soffio e brucia dentro, questo sentire così graffiante... sempre specchiato e contrastato dalla mia decisa e determinata risata, dalla voglia di agire, dalla presenza più che mai risoluta... e a volte mi sento irriverente di fronte al dolore altrui, all'affanno e mi si spegne il sorriso.
Non mi sento così speciale, non mi sento così forte, non mi sento neanche un pochino saggia, non mi sento quasi mai all'altezza, non mi sento mai adeguata, non mi sento quasi mai al posto giusto... eppure rido, quasi beffarda...  oscena... si perchè sembra che la vita sia una cosa serissima... quasi un pugno allo stomaco, uno scandalo... perchè ogni giorno un pochino moriamo... quando le persone ci lasciano, quando non riusciamo ad afferrare il dolore di chi amiamo... 
Ecco sì... ho capito... non si può illuminare l'ombra di nessuno... solo la propria... con parsimonia però... perchè è lì nell'ombra che siamo umani... 
E a quanti mi sentono ingombrante vorrei dire con fermezza che faccio del mio meglio... e mi dispiace in modo iniquo di non poter essere al vostro servizio come mi vorreste... sono io... così come sono... tu che...  tu quando... tu dovresti... tu mi...
Non posso più sentire nessuno, non voglio... io sono io! Ed è proprio perchè sento così profondamente il mio IO che posso sentire l'IO Altrui... e quasi sempre è dolce e doloroso insieme... si chiama connessione, comunione... Amore.

mercoledì 10 ottobre 2018

Detriti

I giorni si susseguono con disinvoltura, come niente fosse. 
Li guardo in silenzio, presa dalle mie piccole e grandi egoità.
Talvolta mi sembra di essere trasparente al destino, a volte mi sento privilegiata, a volte mi sento stanca.
La navigazione, a tratti tumultuosa per ampie e inusitate onde, ma spesso benevola, procede sempre un pò alla cieca, sembra di avere delle mete, sembra di potersi orientare con le stelle... e poi porta in lidi o mareggiate non previste, non pensate, non perseguite.
Nel dolce navigare in questa vita mi imbatto in tanti silenzi, in tanti rumori, in tanti altri da me.
E talvolta dai flutti emergono dei detriti. 
Che spavento!
Sempre! Sì perchè i detriti portano in sè la memoria di qualcosa di più grande che prima c'era ed ora non c'è più. 
Forse più grande è sbagliato, rimanda ad un valore... più grande come ad intendersi che prima era meglio?
Non so! In verità volevo dire solo diverso...
O forse un detrito rimanda comunque ad un pensiero di frammentazione.
Però, esortandosi alla calma, guardando i detriti tra le onde si possono fare delle discriminazioni: ci sono detriti naturali, evolversi della materia che muta la sua forma e, pian piano, persino la propria sostanza, attraverso il lavorio degli agenti atmosferici... 
a volte invece si scorgono relitti... ricordi... resti.
Che spavento!
In ogni caso.
Anche se poi, ragionevolmente, posso sempre valutare che, anche in questo frangente, è solo un cambio di forma, e quindi di sostanza, dato, non più da agenti atmosferici, bensì animici (se non addirittura spirituali).
Lo spavento nasce dalla consapevolezza che è un passaggio obbligato per tutti, prima o dopo... e a volte, in questo spavento, si fatica a godersi il piacere della navigazione libera nell'immensità.
Ti ho vista, oggi, donna conosciuta, compagna di qualche viaggio, collega, amica di quotidiano.
E forse oggi ti ho vista davvero per la prima volta e, nel tuo sguardo sparuto ma presente, ho capito che anche tu mi hai vista. 
Ci siamo guardate come mai prima... ed è stato un attimo di infinito: grazie Giuly, buon viaggio Giuly...ovunque questo ti conduca... ti serberò nel cuore per quello sguardo così vero e divino che oggi ho toccato... grazie! Ed è la storia dell'umanità tutta...

sabato 6 ottobre 2018

Frammentazione autunnale

Un pomeriggio lieve, solitaria in casa mia, silenziosa con pensieri vaghi, quasi nulli e mi perdo... il mio sentire si fa sottile sottile... e improvvisamente qualche nota che penetra e quel sentire sottile taglia. Dove taglia? In questo mare di vita così duro... dove persone straconosciute e anche amate lottano e soffrono, dove sfugge il senso della vita, dove ci si incontra e scontra, dove chi ami ed hai amato è distante, dove non ti riconosci più, dove sei sempre più consapevole che il tempo è passato, che questa vita sta scivolando e non sei più giovane, ma non lo sei mai stata, sei sempre stata con questa consapevolezza addosso, che siamo un transito... che la vita è da un'altra parte, che questo è solo un fotogramma, ma ti piace così tanto che mai vorresti che finisse... e invece declini, scivoli, provi a tornare indietro e non si può... avanti fa paura.
Ed è così.... dolcemente, dannatamente, assurdamente ogni autunno.... 

Zitto e nuota

 A volte troviamo delle briciole di profonda saggezza in luoghi impensati.
Zitto e nuota!
Diceva un noto personaggio di un film della Pixar, la deliziosa Dory smemorata, un pesce ramingo alla ricerca di... non sapeva neanche lei cosa.
Però qualcosa la sapeva, la ricordava, sempre... 
La fiducia... la fede... in tutto e tutti! Nella saggezza del suo girovagare... perchè inquietarsi dunque?
Zitto e nuota... magari canticchiando... magari in buona compagnia.
Ci sono riuscita. Rimanda, temporeggia, adduci scuse, più o meno vere, dimentica... ma adesso ci sono riuscita.
Ho cominciato ad andare in piscina: è stato un passo titanico, come fare un salto siderale... ma adesso ci sono... immersa nell'acqua, ascoltando i miei muscoli rispondere velocemente, fluttuando dolcemente, assaporando la dolcezza di essere leggeri e avvolti. 
Zitto e nuota.
Nessuna noia, nessun vero pensiero se non quelli legati all'ambiente in cui sono: ascolto stralci di conversazioni di anziani che socializzano, di giovinetti giocherelloni, di bagnini annoiati, di donne affannate.
Sento odori svariati: profumi, saponi, creme, cloro, acqua.
Assaggio la mia resistenza e spingo ogni giorno un pochino di più... si perchè ci vado ogni giorno  e mi sembra di essere sempre stata lì... e mi domando perchè tanta resistenza a cominciare... faticoso? Relativamente....
Macchinoso? Relativamente... 
Zitto e nuota... e sei nel presente, sempre conosciuta l'acqua... 
ambiente ancestrale per chiunque.
Zitto e nuota... perchè il corpo risponde ed è ancor più nutriente per l'anima che per il corpo stesso.
Zitta e nuota, nuota e nuota Daniela... 
grazie di esserci riuscita!

mercoledì 26 settembre 2018

Non siamo noi a decidere


Giorni e giorni di silenzio. Giorni trasformatisi in mesi. Un silenzio sensato, intimo, stratificato.
Talmente vicini alla morte da onorare la vita, pienamente. Le vicende sono state così particolari e “viventi” che mi hanno strappato da me stessa e dal desiderio comunicativo.
I lunghi giorni di assistenza a mia mamma, la sofferenza e il dolore ancestrale e antropologico dell'umanità tutta, scavata in quel volto tanto noto, mi hanno lasciata attonita ed avvilita e, strano ma vero, ancor più nello sgomento, mi ha condotto la sua lenta, quanto insperata, ripresa.
Una speranza lieve per ognuno, lieve perchè non è tanto importante il risultato, quanto la cruna attraverso la quale ogni individuo deve passare in questa vita terrena.
Silenzio, rispetto, incapacità vera di dire qualcosa di significativo di fronte a tanto divino, tanta impotenza... non siamo noi a decidere, c'è un momento per morire e ci sono momenti solo per soffrire. Non siamo noi a decidere.
Ci affanniamo come formiche, preoccupati per fantomatici futuri che non ci appartengono.
Solo oggi è vero, e non tutti gli “oggi” sono belli.
In questi mesi di silenzio sono stata bene, oggi sto bene, sempre più consapevole che non c'entra nulla quel che accade per stare bene... è un fatto intimo e personale, un modo di affacciarsi nel mondo, una piega dell'anima che guarda... con affanno o con amore alle vicende che ci vengono incontro.
Non siamo noi a decidere ciò che accade, ma siamo noi a decidere come viverlo: se maledicendo il cielo e la terra, oppure lasciando un vero spazio alle domande: perchè questo accade? Dove mi sono condotta? Dove voglio animicamente arrivare?
Guardo le mie ragazze crescere... sento i loro ardori, persino i livori verso la loro mamma (io)... ah che dolore, anche se so che è normale e sano...
 devono staccarsi da me per andare nel mondo...
 quanto vorrei offrire loro certi pensieri maturati in lustri di esperienza... non posso...
Non siamo noi a decidere... quali esperienze, dolori, gioie e ostacoli, vittorie o sconfitte, incontreranno i nostri figli... possiamo solo esserne testimoni, possiamo “solo” accogliere e stare vicino anche se spesso, nostro malgrado, non ci saremo... Perchè non siamo noi a decidere 
Ah questa vita com è impegnativa, stupefacente, irriverente, penetrante, divertente...
Questo sì... siamo noi a deciderlo... quanto divertirci...Sempre!

domenica 20 maggio 2018

Difficile, quasi impossibile

Difficile, quasi impossibile

riuscire a riflettere su di sè, scriverne e nel contempo vivere in assoluta presenza.
Difficile, quasi impossibile
distogliere lo sguardo da un essere umano ridotto ad uno scheletro, anche se è tua madre.
Difficile, quasi impossibile 
partecipare gioiosamente a tutti i balzi di crescita delle mie figliole, sono troppo veloci.
Difficile, quasi impossibile
dare ordine, priorità al mondo che ti viene incontro, tutto sempre in primo piano.
Difficile, quasi impossibile
essere tristi di fronte alla bellezza e alla perfezione della vita, compresi i colpi di vento, ovunque è riconoscibile la saggezza.
Difficile, quasi impossibile
rimanere desti e ricordare che è nel presente che ogni obiettivo dovrebbe essere perseguito, passo dopo passo.
Difficile, quasi impossibile
Esserci al di là di ogni ragionevole dubbio...
Difficile, quasi impossibile
ma ci provo ogni giorno della mia vita.
Daniela Merlino 

martedì 8 maggio 2018

Programmazioni intelligenti...


Sono una pedagogista e conosco abbastanza bene le tappe di sviluppo dei bambini. 
Certo quando si tratta di maternità e sfera personale, le cose non sono poi così automatiche.

Questo vale in generale sugli innumerevoli (quanto inevitabili ed ineluttabili) errori genitoriali commessi nel corso degli anni, errori che per altro sono necessari alla crescita dei pargoli, proprio per meglio differenziarsi... certo, alcuni li avrei evitati..,. ma il dado è tratto.
Un'altra considerazione che non ho proprio fatto nella programmazione della crescita della famiglia, è stata quella di considerare attentamente la giusta distanza tra un figlio e l'altro. 
In verità qualche pensiero l'ho anche fatto, ad esempio avevo considerato che non era particolarmente saggio aspettare troppo, tre anni mi sembrava il giusto compromesso, la prima ancora piccolina, non troppo (certe autonomie erano state raggiunte) e mi era sembrato una riflessione sufficientemente ragionevole.
Negli anni mi sono un tantino ricreduta, perchè questa differenza di tre anni è alquanto destabilizzante.
Mi spiego meglio: ci sono delle tappe fondamentali di sviluppo dell'io nel corso di infanzia e pubertà, e altre tappe di sviluppo fisico. Questo cosa vuol dire?  Ogni tre anni ci sono dei momenti di "crisi" nei quali gli amati pargoli fanno vedere i famosi "sorci verdi" ai genitori. 
In questi loro passaggi di individuazione, identificazione, separazione etc etc mamma e papà sono i bersagli preferiti, la migliore palestra dove opporsi, dove dissacrare, dove interagire. Mi sembra anche giusto.
Il problemino che non avevo preso in considerazione che, seppur di epoche diverse, le mie piccolone, con la loro differenza di tre anni, hanno queste benedette crisi contemporaneamente! AH!
Non me ne accorgo adesso, l'ho visto nel corso di questi anni, nel passaggio dei tre, poi dei sei e dei nove etc etc... la casa messa a ferro e fuoco ogni tre anni.
Beh in questo momento le piccolone sono in una di queste impegnativissime fasi (e che fasi) la piccina compie a giorni 9 anni, siamo sul Rubicone, siamo nel momento di passaggio, nel momento del dolore e dell'abbandono dell'infanzia... nel momento delle coccole e delle paure... nel momento in cui si smette di credere ai folletti, dove bisogna mantenere la fede anche attraverso l'amore e il pensiero... non solo perchè lo dicono mamma e papà...AH! che passaggio quello dei 9 anni, un attraversamento senza ritorno, una mamma (io) che non ha più bimbi piccini... ma sono passata in una fase di pre adolescenza, di confronti e scontri (bello ne ho voglia... anche se mi mancheranno le guance paffutelle sulle mie, gli abbracci stretti stretti, la mia bellezza nei loro occhi, il sentirsi tutti in un posto... mi mancherà).... 
Nel frattempo la grandona sta arrivando sui 12 anni e siamo nella TEMPESTA degli ormoni! AH!
Momenti di curiosità, voglia di autonomia, indolenza, voglia di cambiare, voglia di crescere indugiando nel gioco, opposizione, affermazione di sè, foruncoli, germogli... che meraviglia... lotte e battibecchi, scoperte e nuovi orizzonti... 
Come passa velocemente il tempo, mi sento struggere il cuore nell'amore, nella curiosità di vederle domani, nel rimpianto di ieri, nel godermele oggi.... 
E nel contempo una fatica incredibile... perchè ci sono anch'io con i miei 48 anni, con una femminilità sempre più adulta (o matura).... e ce la mia mamma di 83 anni chestenta negli ultimi passi...
Beh tutto insieme è davvero impegnativo: tutti gli stadi biografici in una volta mi mettono davvero in difficoltà. Certamente mi fanno sentire più viva che mai, certo sono ancora i migliori anni della nostra vita, certo sono orgogliosa e fiera di vedere le mie fantastiche ragazze crescere, certo certo... ma che fatica!
Che avventura meravigliosa la vita... 
a volte, però, una piccola programmazione per sfalzare le crisi dell'io? 
Ci penserò nella prossima vita... intanto mi godo questa
Felicemente

domenica 6 maggio 2018

Ci sono, ce la faccio, sono Presente

Mi sento altalenare come la temperatura di questa inusitata primavera: le oscillazioni repentine tra i 10 e i 30 gradi mi trovano sempre e comunque impreparata.
Al di là dei problemi logistici legati all'abbigliamento, in questo ambito, sempre con lentezza,  sono riuscita,però, ad organizzare, anche mentalmente, il confort "a cipolla" e, quasi sempre, sono riuscita a stare bene. Piuttosto è l'altalenare della luce, della gravità, dell'umidità, della percezione che mi lascia attonita.
Nello stesso modo mi sento galoppare animicamente tra mondi diversi, come se saltellassi da una dimensione all'altra, come nel mago di Oz, dove si attraversavano scenari e paesaggi diversi, semplicemente camminando.
I passaggi quantici vissuti negli ultimi tempi mi hanno lasciato un pò sgomenta e frastornata e, a tratti, chiaroveggente.
Sì perchè poi, la mia più grande passione, che è lo studio antropologico delle situazioni e delle esperienze, mi conduce sempre ad agirmi come osservatore esterno di quanto mi rotea intorno. 
Devo dire che in questo periodo mi sembra di veder passare mondi e costellazioni, tra i più svariati, intorno a me.
A parte la sempre presente ed incombente sensazione di essere "sulla soglia" con mia madre, anche altre attività, relazioni, incontri umani, mi hanno riempito, letteralmente, di umanità, di compresenza, di pietà vera, di  gratitudine per la grande saggezza dell'universo, delle storie di ognuno, degli incroci e delle innumerevoli possibilità di libertà individuale.
Ed ho danzato tra gli abbracci e i sapori, per arrivare all'immaginazione di percorsi condivisi, dondolando nelle nuove e antiche scoperte, vibrando insieme a campane e percussioni, gioendo dell'arte sociale nella quale galleggiano felici come anatre le mie figliole, toccandoci da lontano, io e il mio amato, in questi presenti che ci vedono separati, ma uniti, compresenti, attenti, a tutto, a noi, a domani. E in tutto questo le lunghe pause di riflessione e speculazione attraverso il rapporto più fusionale che abbia mai avuto, con mia sorella, dove si trovano grandi spunti e pensieri e dove il rovello risuona e riempie come il gong dell'altra sera.
Ci sono, ce la faccio, sono presente...

mercoledì 25 aprile 2018

A proposito di ritmo...

Un inverno mite, non troppo freddo, poca neve, pochi cappelli, pochi vetri ghiacciati.
Un inverno lungo, eterno, infinito. 
Neve a marzo, aria gelida, la primavera in sordina, i germogli lontani.
L'inverno è finito. 
I tigli profumano...
Davvero? 
Sì i tigli... due giorni, in soli due giorni un'escursione termica di 20 gradi!
A proposito di ritmo... ma quale ritmo!

come anime vaganti in un deserto: torrido di giorno e gelido di notte
come fantasmi incerti, indecisi su come lasciare le coperte e le timidezze
come farfalle gioiose alla ricerca del sole... vogliose ma confuse
Che succede? 
Il mondo è confuso
Il mondo mi confonde
Eppure è talmente dolce indugiare alla sera sulla finestra aperta, ascoltare i silenzi e i profumi estivi
anche se siamo in aprile, anche se non dovrebbe essere, anche se ti aspetti che finisca, anche se non te l'aspettavi.
Il mondo è confuso.
Io sono confusa... e non solo dal caldo fuori stagione.
Daniela Merlino

sabato 21 aprile 2018

Parlami d'amore Mariù - Terzo regalo

La smisurata malinconia, l'ineluttabile tristezza, l'ancestrale rimpianto ecco il REGALO n.3 dei Doni della Morte.
Quando ci si avventura nel bosco di mezzo, dove si attraversa, tra un mondo e l'altro, in quel luogo il sentire si amplifica e i sentimenti, le stesse percezioni risuonano come corde percosse dal vento.
Si dilata come una macchia d'olio la percezione di essere vivi, proprio perchè si porta a coscienza che la morte è un fatto vero, che accade, che fa parte della vita. Vita e morte camminano parallele, due facce di una stessa medaglia, due amanti intrecciati.
E proprio in quel bosco scuro si trovano doni, vecchi scrigni, nuove visioni, antichi aneliti, incommensurabili desideri. 
Una notte, lunga e impegnativa, stremate con la Mami riversa e un pò disperata, mentre ricordava come se fosse qui e ora, quell'amore dolce, intenso, totalizzante che l'aveva rapita e depositata per sempre nelle braccia di mio padre, e contemporaneamente il dolore e la consapevolezza che non è più qui ed ora, e che tanta polvere, tanta vita, tanto altro si è depositato su quell'eterno momento, e lì attonite e vicine, catturate in quel struggente rimpianto, in quella camera di ospedale abbiamo cantato la "vostra" canzone d'amore... ed è stato un nuovo eterno momento, questo è il n. REGALO n. 3 di questo incredibile periodo.
to be continued...


venerdì 20 aprile 2018

100 ore di conversazione - regalo n.2

I doni della morte REGALO n.2 
Ci fu un tempo remoto, molti anni or sono, dove due sorelle venivano scambiate per strada. 
E questo accadeva nonostante tra loro ci fossero 8 anni di differenza e nonostante, (sebbene presente una certa somiglianza), i tratti, i connotati e la conformazione erano diversi, spesso le scambiavano.
Ho sempre saputo che quello che traeva in inganno erano le espressioni del viso, gli intercalare, i modi di gesticolare e di incedere nel mondo, il legame così viscerale e profondo, la convivenza familiare in milioni di sfumature ed atmosfere e, non ultima, l'affinità elettiva faceva sì che ci fosse qualcosa di estremamente risonante tra me e Diana.
Per molti anni unico vero riferimento, porto sicuro dove tornare, tana dove leccarsi le ferite, fino al giorno in cui è sopravvenuta la malattia a mettere tutto in discussione. Smarrita, terrorizzata, disperata, sola mi sono sentita in quei momenti.
E lì è cominciato un lungo e meticoloso processo di individuazione io di me e Diana di sè. 
Un processo avvenuto con infinite ore di conversazione, condivisione di pensieri, dubbi, speranza, motivazioni, illazioni, ragionamenti, ricordi, risate, compassioni... 
Il tempo della cura, il tempo degli ospedali, delle sottili miserie del dolore fisico, la presenza, la compresenza, l'ineluttabile e sempre noi a parlare infinitamente,
E' successo in quel periodo che ognuno di noi ha preso poi la sua strada, ha perseguito se stessa, per tanti anni non c'è più stato il tempo neanche di scambiare due parole. Prese, lontane, assenti... ma sempre certe l'una dell'altra... era il tempo della vita... come dicevo dell'individuazione.
Istanti di condivisione, di famiglia, di feste, di reciproca presenza... ma poi la vita ci ha sempre portato in correnti lontane.
Un regalo allora quelle 100 ore di conversazione dove siamo cresciute, cambiate, rinate.
Ed oggi ecco il REGALO n. 2 siamo ancora in quella fase di parole, condivisione, conversazioni, pensieri, confronti, accettazione reciproca, amore, presenza, ancora 100 ore di conversazione nelle sale d'attesa, al capezzale della mamma, nelle vicissitudini, nelle riflessioni, nelle comprensioni... assieme come allora ed è dolce ritrovare la fonte a cui tanto si è bevuto... ed era la stessa fonte, amica, sorella, compagna...
Non so cosa accadrà poi, se saranno ancora così intrecciate le nostre vite, se correremo ancora lontano in mille paesaggi diversi, non lo so, ma oggi queste nuove 100 ore di conversazione sono davvero un bel regalo, perchè non è con tutti che ci si intende, accoglie, conosce, affida... in questo modo e riprovarlo ancora è profondamente dolce, un privilegio... e dico grazie... anche nella fatica... dico grazie.

to be continued


mercoledì 18 aprile 2018

I Doni della Morte - Parte Prima

Un profondo respiro, un'inspirazione lunghissima in questo periodo, come a prepararsi ad un grande salto, come a raccogliere tutte le forze per spiccare un balzo in alto (o in avanti o in giù, chi può dirlo?). 
E di salti ne abbiamo fatti in questi giorni. 
Dico -abbiamo- perchè è un tortuoso sentiero abitato da quattro donne: io, le mie sorelle e la Mami.
Un arrancare tutto al femminile, attraversato da quattro generazioni, quasi un secolo di storia incarnato da quattro individualità femminili. E ci avviciniamo ad una soglia della vita, quasi naturale (e in quanto tale Sacra!) eppure ognuna di noi si dibatte in questo bosco scuro e spaventoso, l'ora di definitivi addii... non solo con una donna, ma con storie intrecciate che in qualche momento smetteranno di esistere. 
In questo periodo i miei post sono monotematici, e come possono non esserlo? 
Quanto è duro lambire la morte e rimanere lucidi, tanto meno indifferenti. 
E siamo qui in questo tragitto malgrado ognuno di noi serbi la recondita speranza che per noi è diverso, che non potremo finire mai... e la vita piano piano ci insegna che l'entropia, la decadenza, la profondità ti portano in strade diverse, in consapevolezze diverse... in vaghi e continui logorii.
Perchè in sè questi passaggi sono importanti e portano con loro infiniti, delicati, ancestrali insegnamenti sulla natura stessa dell'essere uomini, microcosmi in infiniti macrocosmi... 
E non mi soffermo solo sui fatti biografici recenti della mia vita, mi vengono in mente altri significativi valichi nel corso del tempo che, sì mi hanno trafitto le viscere, mi hanno, anche e però, plasmato in un un individuo più presente, più vero, più felice in sintesi.
E quindi, proprio adesso che sono in questo scenario, mi interessa approfondire queste riflessioni e cercherò i "doni della morte" e questo pensiero è il 
REGALO n.1.
Ho già in mente molti rigoli di questo fiume in piena, ma voglio riflettere piano piano, su ogni fantastica sfaccettatura antropologica di noi umani mortali.
E' questo che ci distingue dagli altri appartenenti al regno animale, la capacità di riflettere su noi stessi... e i cicli della vita fanno parte di questo... sempre pronti ad imparare dalla vita stessa e dalla relazione con gli altri.
Alla ricerca del REGALO n.2 To be continued....