...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







sabato 20 ottobre 2012

Sono suscettibile?



alone

In questi giorni i miei pensieri ruotano intorno a questa domanda. Una cara amica in una discussione accesa, ma non litigiosa, mi ha detto che sono suscettibile (come al solito). Indipendentemente dal tema della discussione di quel giorno, che non mi interessa in queste mie riflessioni, il mio classico pensiero “a domino” ha cominciato a far girare le rotelle. Mi sono diretta verso l’ufficio grugnendo fra me e me… suscettibile… beh ho fatto una piccola ricerca nei dizionari che riportano: di soggetto capace di ricevere in sé gli effetti di un’azione che tende a modificarlo.” In un'altra trattazione viene riportata la seguente definizione: “Suscettibile, viene da susceptus, participio passato del verbo suscipere, che vuol dire -capace di prendere qualcosa-. In effetti, con suscettibilità, anche in fisica, si misura la capacità di un corpo nel reagire alle sollecitazioni del mondo esterno. Di conseguenza, l’essere suscettibile è fisiologico e rispetta principi naturali, diventa anomalo nel caso di reazione abnorme, sia in difetto che in eccesso.
Ecco in questo significato (che è ben diverso da permaloso) mi ci riconosco sicuramente: sono suscettibile! 
Quasi sempre ricevo su di me gli effetti dell’ambiente e spesso modificano il mio stato d’essere!!!! Ammetto che in molti momenti della vita questa predisposizione a prendere su di me l’ambiente è stato un vero e proprio castigo del cielo, ma è vero anche che è una  caratteristica di me medesima che prediligo. Non conosco il sentimento dell’indifferenza, entro sempre con tutta me stessa in quello che faccio e sono sempre disponibileal confronto e a mettermi in discussione.
Tutto ciò mi fa affermare con convinzione che sì sono suscettibile e, aggiungo, felice di esserlo. In mille sfaccettature la suscettibilità può diventare permalosità, irascibilità, intransigenza, ma anche empatia, compassione (nel senso di patire con), immedesimazione…

together
Spesso mi trovo a discutere per colpa di questa mia caratteristica, spesso sono interpretata come perentoria ed assolutista, sovente accolgo su di me il dolore e il problema altrui (e questo a volte è  fonte di grande tristezza per me). In qualche modo l’essere suscettibile mi rende molto amata nelle difficoltà e piuttosto sola in altri momenti. La suscettibilità è sicuramente una caratteristica contrastante, porta via molta energia e sicurezza, offre a volte un impatto troppo forte ma consente contemporaneamente di cogliere sfumature che non sono per tutti.  
Suscettibile? Adoro esserlo :)

lunedì 15 ottobre 2012

Elogio del fuoco



È arrivato il vento freddo. L’autunno si è risvegliato con tutto il suo vigore e in questi pomeriggi uggiosi è tornato vivo e scoppiettante il nostro amato camino. Ogni volta che mi adopero per accendere il fuoco mi sento un po’ primitiva. Ci vuole molta cura per governare il fuoco. Tanto per cominciare bisogna disporre la legna in modo che ci sia un buon passaggio d’aria (fondamentale perché la fiamma possa prendere vita). Un caro amico con esperienza da boy scout mi ha insegnato un trucco (semplice ma geniale): invece di utilizzare gli alari che occupano inutile spazio è più utile sistemare due bei tronchi ai lati, in modo che due estremità convergano verso la parete dietro del camino (come a formare i lati di un triangolo isoscele); a questo punto nel mezzo (nell’angolo del triangolo) è possibile sistemare piccoli legnetti secchi, pigne e pagliuzze e munirsi di un po’ di tempo e pazienza. L’operazione è delicata, bisogna amorevolmente curare la piccola fiammella, soffiando con un bastoncino di nocciolo cavo (debitamente preparato) e aggiungere pian piano ramoscelli. È una magia, è proprio in questo momento, quando la fiammella comincia decisa a ballare davanti ai miei occhi che mi sento una donna primitiva: ecco il fuoco!!!! Ogni volta una magia nuova. A questo punto con delicatezza è possibile adagiare un legno un po’ più grosso (non sulla fiamma che si spegnerebbe) ma sospeso come un ponte tra i due tronchi laterali. Questo metodo è fantastico, è come fare una treccia. Man mano sostituisco un tronco laterale con uno nuovo e quello che tolgo (già ben bruciacchiato e rovente ma non ancora esaurito) lo sistemo nel mezzo. In questo modo il fuoco è sempre allegramente scoppiettante e attivo, manda luce e calore nella casa ed è un fido amico di queste stagioni.

Il fuoco e il camino richiedono costanza, amore e perseveranza. È necessario procurare la legna per tempo (nei mesi estivi) per averla ben secca, bisogna accatastarla e ripararla e quotidianamente (poi) trascinarla in casa per le quattro rampe di scale di casa nostra :\
Inoltre bisogna approfittare del vento secco e delle giornate soleggiate per andare nei boschi a fare fascine di legnetti (indispensabili per poter accendere il fuoco). Insomma capisco perché il riscaldamento e i termosifoni abbiano preso così tanto piede: è molto comodo alzare una levetta e velocemente scaldare la casa. Però l’esperienza mi ha insegnato che tutto ciò che è comodo ha un prezzo straordinario. Rinunciare al calore tutto particolare del fuoco è come rinunciare alla vita. Il fuoco insieme alla legna brucia anche i pensieri negativi, porta luce e danza, suono e compagnia. Certo in questa stagione la nostra famiglia ha un inconfondibile odore di camino nei vestiti, ma io lo adoro, ogni volta che lo sento mi si attiva un fantastico sentimento di appartenenza. Inoltre tutte queste operazioni di cura, queste sequenze fondamentali e questo elemento della natura (il fuoco) sono delle vere e proprie carezze per l’anima, quindi governare il fuoco e portare luce arancione nella propria vita è un modo fondamentale per fare una sanissima e piacevolissima auto – terapia. :)

sabato 13 ottobre 2012

Spazza che ti passa

La bella lavanderina
La filosofia zen(e non solo) sarà sicuramente d'accordo, quando è necessario mettere ordine nella propria vita non c'è niente di meglio che pulire e spazzare casa. Svuotare i cassetti, buttare le vecchie cose, pulire gli angolini più reconditi svuota la mente dal brusio incessante dei pensieri e piano piano tutto si risolve, i sentimenti si placano e quello che sembrava essere insormontabile diventa la solita bagatella, il solito problema che si ripresenta, il solito inutile "tirarsi delle storie". Certo ci sono problemi veri e concreti nella vita di ognuno che non si possono risolvere con una semplice ramazzata di casa.. in questi casi bisogna mettere in ordine anche garage e solaio !!!! Scherzo ovviamente... Spazzare non serve a risolvere i problemi ma a prenderne la giusta distanza per poi vederli in una nuova prospettiva.... e torniamo ai soliti PUNTI DI VISTA!!!! Ogni vicenda, ogni pensiero, ogni azione, ogni persona, ogni sentimentimento, ogni problema può essere visto da infiniti punti di vista (sicuramente tanti quanti sono gli abitanti del pianeta per cominciare) e in più per ogni individualità possono esserci svariate prospettive (presenti,passate, future, logiche e razionali o emotive e d'insieme solo per fare qualche sparuto esempio). Troppi!! Quindi l'arte del ramazzare vince su ogni cosa... invece di cercare io la soluzione aspetto che arrivi... mal che vada avrò la casa pulita :))

venerdì 12 ottobre 2012

La biografia



scrutando

Ho aperto questo blog con tante belle idee e buone intenzioni ma poi, come tante mamme possono ben comprendere, avendo bimbe piccole, mi sono dedicata poco ed ho scritto davvero poco. Inoltre, coerentemente con quanto avevo pensato, sono talmente alla ricerca che il bagaglio si è sì riempito di esperienze ma non c’è mai il momento di pensarlo in retrospettiva. 
Questo ammetto che mi disturba. 
Credo fortemente che la retrospettiva delle esperienze e degli incontri sia il vero valore aggiunto. Ripassando i propri ricordi, rendendoli nuovamente vivi si riesce a vedersi con nuovi occhi, da uno  o più punti di vista diversi e comprendere davvero quanto accaduto (almeno per quel momento, perché posso farlo ancora e ancora e ancora ed ogni volta scorgerò nuovi punti di vista e nuovi spunti di pensiero). Mi ritrovo in  un momento particolare della vita dove il tendere biografico mi porta continui impulsi, a volte graditi a volte no. Sono in un momento dove si attua un giro di boa, dove è necessario fare una cernita: cosa porto con me nel viaggio e cos’altro è meglio abbandonare (divenuto ormai inutile zavorra?). Il lavoro di biografia è sempre impegnativo e lungo ma ci sono fasi precise nelle quali è come passare nella cruna dell’ago.(a tal proposito è istruttivo questo libro ).
amor

Tutti questi aneliti al cambiamento mi dicono che forse devo riprendere il mio lavoro, raccogliere le idee ed utilizzare questo spazio per mettere ordine, per mettermi in ordine e per dare ordine a cosa mettere nel bagaglio. Mi impegnerò molto!!!!

giovedì 11 ottobre 2012

Autunnamente



lo gnomo Pinolo


Ecco sta arrivando con i suoi sapori contrastanti. L’autunno si presenta ogni anno come un risveglio di coscienza. La dissolutezza estiva che ci apre al mondo, che ci tende infinitamente verso il cielo e ci conduce all’espansione si placa. Le membra si riavvicinano al corpo e mentre il cielo si dipinge di foglie danzanti e pian piano rallentiamo il moto, accade che lo sguardo indugi più sovente all’orizzonte. Raduniamo i nostri corpi dopo la tempesta ed è come se dovessimo aspettare che il fondo del mare si depositi nuovamente. A volte è doloroso, a volte è impetuoso e ancora a volte porta sollievo, respiro.
Si allontana quel sapore liquido dei frutti estivi e della pelle vibrante e si intravede il nocciolo che si contrae nel nostro plesso solare come a chiamare a raccolta energie, esperienze, percezioni, relazioni per digerirle, metabolizzarle e rivolgerle verso l’infinita continuità di noi, esseri della natura: esseri arborei semoventi, spiriti animalizzati, cellule divine.
Un armonia deliziosa di contrasti l’autunno, siamo qui parte del ciclo ed è un dolcissimo sgomento.

lunedì 23 gennaio 2012

Libera di fumare: io e il mio doppio

Le mie vicende di fumatrice hanno radici lontane... ho cominciato a fumare presto, anzi prestissimo... sin da piccola, forse ancora nel grembo materno, mio padre fumava accanitamente innumerevoli Parisienne (note sigarette svizzere). Fumava notte e giorno, teneva la sigaretta a un lato della bocca e, ricordo, che socchiudeva l'occhio quando il fumo dispettoso saliva fino a farlo lacrimare, la cenere pendeva lunga e in bilico come una torre di Pisa traversa... fatta di polvere, destinata a cadere e infrangersi sul suo petto, i pantaloni, il divano... l'auto. Come diceva lui "scamino nella sacchetta"(mi scusino i siciliani per l’ortografia sbagliata) ovvero “cerco nella tasca” ed estraeva quel pacchetto morbido (sempre vuoto) da cui attingeva con la bocca una delle ultime sigarette come un bacio lussurioso... Ecco, la mia carriera di fumatrice è cominciata lì, osservando quell'uomo sporadico e assente, che amava svisceratamente il suo vizio e meno le sue figlie...
Ricordo il mio primo tiro di sigaretta… me lo fece fare proprio lui... a cinque anni… per trastullarsi e ridere delle reazioni inorridite di adulti vicini e le mie stesse schifate da quel sapore nauseabondo… “non fumerò mai” dichiarai convinta, tossendo disgustata… eppure!
Non voglio assolutamente colpevolizzare mio padre, lui era figlio del suo tempo, un uomo del 1929, già fortunato con la sua quinta elementare, emigrato al nord poco più che trentenne, lavorava in Svizzera tedesca, viveva nelle baraccopoli degli stranieri e non c’erano tutte le informazioni di oggi (figure paterne importanti, attenzione ai bambini e via dicendo), faceva quel che poteva, quel che sapeva (quasi nulla a onor del vero).
Quello che voglio dire è che il mio attaccamento al fumo parte presto… troppo presto. Altre figure importanti della mia infanzia sono state grandi fumatrici… la mia amata sorella ad esempio… ma non voglio raccontare ulteriormente tediosi momenti dell’infanzia.
Insomma quando è arrivata la fatidica età balorda… intorno ai dodici anni ho cominciato a sgraffignare qualche sigaretta per provare… Mi mettevo in bagno e guardavo il fumo che usciva dalla mia bocca, non era bello come quello degli altri, non usciva dritto e direzionato come volevo, ma formava una dispersiva nuvoletta che lasciava solo un amaro saporaccio in bocca che scacciavo a cucchiaiate di nutella (per forza non aspiravo). Finalmente un giorno ho capito… dovevo proprio respirarlo… ah sembrava che un mostro mi avesse afferrato la gola, il bruciore era fortissimo e la repulsa dei polmoni immediata… la reazione naturale mi soffocò in bagno in un eccesso terribile di tosse… credevo di morire. Buttai sdegnata la sigaretta riconfermando il mio primigenio pensiero “non fumerò mai”, eppure. L’adolescenza, si sa, è un’età burlona e quella sensazione di sentirsi grande, di far parte del gruppo, di essere “figa”, una dura, ha fatto quello che non avrei voluto… mi ha reso avvezza a quell’odore immondo, ha “abituato” le mie corde vocali, le mie mucose e il mio respiro a quel vizio immondo.
Gli anni più felici sono stati sicuramente quelli: fumavo felice di fumare, godendo di ogni boccata, apprezzando la voluttuosità dei gesti, degli accessori, del pacchetto di Marlboro rosse sempre sul tavolo, i posacenere stracolmi, le chiacchierate interminabili con gli amici, le bevute che chiamano sigarette e le sigarette che richiamano bevute. http://www.scribd.com/doc/72844868/Alcool-E-Nicotina-di-Rudolf-Steiner
 È bello fumare dopo ogni cosa: dopo il caffè, dopo mangiato, dopo la doccia, dopo il sesso, dopo l’amore, dopo una salita, dopo una giornata dura, dopo un’altra sigaretta. È bello fumare mentre si fa un sacco di cose: mentre si piange, mentre si chiacchiera, mentre si litiga, mentre si passeggia, mentre si pensa…
È bello fumare prima: prima di un esame, prima di entrare in un negozio, prima di fare sport, prima di uscire…
Fumavo, fumavo fumavo e non mi ponevo problema… sono sicura che allora non mi faceva male…
Un giorno, non so bene quando, ho scoperto che non mi piaceva più così tanto fumare che forse mi faceva male… e lì ho scoperto di essere schiava! Incapace di smettere, incapace persino di provarci!
Ognuno ha la sua ricetta, tutti ti dicono il metodo giusto, con le minacce, con la loro esperienza, ostentando la loro volontà o disprezzando la tua scarsa volontà. Tutti sono pronti a condannarti e a dirti che sbagli, che sei un cretino, che qualunque scelta salutista tu faccia, non ha nessun valore _ visto che fumi_
… e bravi dico io… sempre pronti, tutti, a salire sul groppone altrui per innalzarsi in qualche modo!!!! Certo ci si espone, mostrare in modo così evidente la propria debolezza ti rende visibile… è meno attaccabile un individuo che si uccide di peperoncino e carne mentre le sue emorroidi sanguinano nel privato del proprio cesso!
Scusate l’eccesso di rabbia ma in tanti anni di fumatrice ho dovuto sopportare tante persone che hanno approfittato del qualunquismo della sigaretta per attaccarmi personalmente, invece di mantenere un discreto riserbo di fronte ad un’evidente debolezza individuale manifesta.
Comunque anche questi attacchi puerili nel tempo hanno smesso di disturbare… ma la brama di sigaretta eccola lì sempre uguale… pronta ad attendermi ogni mattina.
Pochi momenti nella vita ho dedicato alla restrizione… e sono stati tutti dolorosissimi. Il braccio di ferro con il mio doppio mi ha sempre visto perdente… più mi sono determinata contro la bramosia del fumo quanto più sono stata umiliata dalla mia ridicola resistenza (poche ore… che dico poche mezz’ore). E intanto il mio doppio ingrassava felice. (vedi http://www.rudolfsteiner.it/editrice/libro/1341/il-mistero-del-doppio)
Voglio andare in ordine: ricordo un momento della mia vita in cui ho provato la sgradevole sensazione di avere un portacenere in gola. Oltre al bruciore persistente, sentivo un sapore davvero nauseabondo. Feci un tentativo di eliminare le sigarette ma la mia dipendenza mi sprofondava in una desolazione e tristezza intima. Cercai una possibile soluzione e cominciai a fumare sigarette rollate con il tabacco. È stato terribile, mi mancavano le mie boccate profonde, come se tirassi da un ciuccio. Nessuna sigaretta rollata, anche la miglior confezionata e con il filtro più simile alle bionde, potrà mai avere la compattezza e l’aria interna contemporanea che fanno della sigaretta la cosa ideale da “tirare”.
Sono stata brava, ho resistito qualche mese, anche se ero infelice, appena potevo “scroccavo le sigarette vere” a qualcuno.
Poi un periodo particolarmente movimentato mi ha inesorabilmente portato di nuovo alle amate Marlboro!!!
Il percorso non era stato vano, avevo dimezzato il numero delle sigarette fumate… ho riprovato a passare attraverso le sigarette rollate… effettivamente ho smesso definitivamente di fumare Marlboro. Purtroppo sono rimasta ancorata alle pagliette rollate. È un modo diverso di fumare: sono più piccole, meno intense, non procedono per autocombustione… ma è pur sempre fumare.
Ho provato e riprovato inutilmente. L’anno scorso mi è successa una cosa strana, per la prima volta in vita mia ho sofferto di sinusiti!!! Una calamità della terra: è una cosa dolorosissima, terribile, nella più acuta che ho avuto non riuscivo neanche a fumare (beh sì da fumatrice incallita io ho sempre fumato anche con bronchiti e tossi terribili). Mi è preso un peso al cuore. Soffrivo, quando sono scoppiata in lacrime, ho capito: le sigarette per me hanno un valore profondo nell’identità, il processo di separazione deve essere graduale, moderato. È passato un altro anno e finalmente eccomi qui, ho cominciato gradatamente a smettere. Sto limitando il numero delle sigarette e non è importante “quante” importa che sono costante, ogni giorno faccio un lavoro di volontà e consapevolezza su questa mia azione del “fumare”. Non sono più preda delle mie brame e delle mie voglie, non mi sono messa a fare il braccio di ferro con il mio doppio, ma lo sto lavorando ai fianchi, giorno dopo giorno, costantemente, in ogni sigaretta che fumo. Oggi per la prima volta in vita mia mi sento che sto facendo un percorso sano. Non sto violando me stessa con un’azione di forza, togliendomi in malo modo il ciuccio dalla bocca come si potrebbe fare con un bambino, ma sto dandomi ritmo… allungo i tempi, non mi do deroghe, le distribuisco nella giornata, mi ricordo tutte quelle che ho fumato, le penso, ho abbassato il numero man mano che passavano i giorni… e continuerò a farlo! Oggi non so se riuscirò a smettere davvero di fumare, ma una cosa la so… adesso mi sento libera di fumare… scelgo di farlo seguendo un percorso… forse tra un mese, due sei… arriverò a 3 o 5 sigarette al giorno? Spero! Per ora ne fumo 13… Fumavo 40 Marlboro a 20 anni, 30 a 30 anni e 25 rollate fino ad un mese fa… il percorso è lungo… cosa importa… mi sono data tutto il tempo che ho voluto per fumare indiscriminatamente… ora mi do tutto il tempo necessario di esercitare la mia volontà (http://ebookbrowse.com/steiner-il-mistero-della-volonta-x-pdf-d112864681)  giorno dopo giorno…. E sono felice!!!

martedì 28 giugno 2011

Afonia

Ecco... l'estate agognata è giunta, "tuttantratto" fa un caldo che stai male... clima tropicale, umido, ancora bagnato... maledizione... e sopraggiunge l'afonia... quest'infido sintomo che ti mette in una posizione di forzato ascolto, viene meno potenza e determinazione... forse però questo vale solo per me? La forza della parola, delle intonazioni di voce, del sospirare ed argomentare... come si può vivere senza queste goduriose produzioni di se stessi? 
L'afonia ti sprofonda per un attimo in un'altra personalità.. più silenziosa, discreta, lenta, attenta... non dico che una personalità sia meglio dell'altra... semplicemente ognuno ha la sua e vivere altri panni è sempre estremamente faticoso ed entusiasmante... si scoprono cose nuove e si osservano i propri automatismi... l'immobilità sonora che diventa fisica, dell'agire ed infine anche del pensare... evviva la saltuaria afonia...

giovedì 9 giugno 2011

Estate?

Piove! A Varese piove... da giorni, piove freddo, umido e bagnato, scrosciante, battente, pozzangheroso!
Niente di strano in realtà, chi vive a Varese SA! lo stesso però anelo ad una giornata calda di sole, vorrei indossare abitini fruscianti e saltellare nei prati vicino casa... è giugno, si sente l'estate che sorniona si avvicina, che promette, che regala apertura e sogni notturni...
è un tradimento la pioggia in giugno! Sono fiduciosa sole ti aspetto trepidante....