...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







sabato 26 gennaio 2013

Nella collera



All’inizio di questa settimana mi è successo di nuovo: era molto tempo che non cadevo nel turbine dell’ira. Non è una novità per me, sono di temperamento collerico, ho un certo modo di affrontare la vita, affondo i piedi nella terra per camminare e procedo sfrontatamente a petto in fuori nel mondo. Negli anni però ho imparato a dominare i moti estremi di questo temperamento. L’esperienza, il lavoro personale, la poca saggezza data dagli anni che passano mi hanno insegnato a tollerare meglio l’io altrui e a smetterla di prendere tutto come un affronto personale o un torto alla giustizia. Quindi, nonostante il mio “caratterino” che mi pone verso gli altri con i toni dell’assoluto e con ostentata (così pare agli altri) determinazione, difficilmente cado nella collera “vera”. Beh, come dicevo, questa settimana mi è accaduto… poco importa il chi, il cosa e il come della questione, mi interessa guardarmi nella manifestazione di per sé. Tutte le volte che mi è accaduto si è verificata una medesima sequenza di eventi:  la “provocazione” esterna (di solito non intenzionale) si pone unicamente come catalizzatore, sembra che la persona di fronte, improvvisamente ed inavvertitamente, pigi un pulsante nascosto e immediatamente inizia una catena di reazioni chimiche. Un flusso caldissimo di sangue inonda letteralmente tutta la mia testa, le mani diventano roventi ed è come se mi venisse una forza sovrumana. Ricordo occasioni in cui effettivamente ho potuto agire delle forze non in mio possesso, l’alcol non aveva nessun effetto, stanchezza, fiato e spazio diventavano relativi. Fortunatamente non mi è accaduto questa settimana e comunque non molte volte nella vita, ma come dicevo in questa circostanza odierna  ho forse raggiunto una certa maturità che mi ha permesso (in una situazione di pochissimo danno) di osservarmi in questa mia manifestazione. Ho riconosciuto la forza, l’energia e il calore che si appropriano delle mie membra ed ho anche riconosciuto che non può essere ricondotto ad un “vizio”, insomma, una volta innescato, è qualcosa di assolutamente incontrollabile… certo la portata d’effetto nei confronti dell’altro può essere quantomeno misurata, ma gli effetti puramente fisici no. Certo che se il corpo si inonda di ormoni, enzimi e reazioni chimiche, diventa alquanto difficile discriminare le proprie emozioni e non provare rabbia, sconforto, frustrazione, impotenza e tante altre cose che uno scoppio di collera si porta dietro. Non finisce qui, perché gli effetti si protraggono nel tempo, anche quando l’oggetto di rabbia se ne è andato… è come se una marea dovesse piano piano ritirarsi… lasciando un sacco di detriti, infatti la fase finale è una stanchezza smodata, un vuoto silenzioso, un silenzio svuotante…

Ho pensato che in questo momento la collera volesse dirmi qualcosa, l’ho trovata come una forza di contrasto al mio agire, al mio pensiero volitivo di questi tempi, come una regressione per sondare quanto in verità io sia pronta a fare un salto. In verità non conosco la risposta ma comprendo bene che c’è qualcosa di estremamente divorante che accompagna la mia vita, come una tigre li acquattata ai miei piedi, fintamente ammansita ma pronta al balzo per divorare… il prossimo? No sempre e comunque me stessa… credo che ognuno abbia la sua fiera (mostro, demone, doppio, drago) da portarsi a spasso…  credo che in questi giorni ho compreso che la belva c’è, è lì che attende ogni spiraglio per avventarsi sulla mia vita ma sento che qualcosa è cambiato, sento che non prende più il mio posto, come si suol dire, non mi rende più cieca di rabbia… bensì la vedo, la osservo e l’ho integrata nella mia vita… quindi, sebbene abbia sempre zanne e artigli molto affilati, la tigre non fa più paura…   

giovedì 24 gennaio 2013

Ci sono giorni, intimi giorni, infiniti giorni…



Ci sono giorni che la vita ti restituisce la tua immagine riflessa in mille specchi, giri o vaghi o percorri o corri nella tua vita, ed ogni incontro è come un frammento di uno specchio andato in frantumi per un sortilegio… benevolo? Forse sì… 
Perché questa frammentazione e questa “riflessione”, buona o cattiva che sia, ti fa sentire più vivo che mai, esistente, presente…


Ci sono giorni che vorresti essere invisibile, anonimo, quasi inesistente. Ti piacerebbe scivolare lievemente nelle gravose incombenze vivendo al minimo, senza pensare, senza sentire, senza volere… solo respirare…


Ci sono giorni che il cielo è così ampio che guardarlo crepa il cuore ed è come rimembrare un “giardino” perduto. Ti soffermi ad annusare le nuvole violette, a bere l’azzurro cristallino, a sfidare il giallo scintillante e guardi lì lontano, remoto… la linea d’orizzonte come se … potessi davvero spiccare il volo…


Ci sono giorni che le mani sono calde, bollenti, roventi. Percepisci sfrontatamente i chakra e i punti di energia del tuo corpo e senti l’emanazione di te… un sodalizio con il cosmo, un’appartenenza carnale.


Ci sono giorni in cui il pianto ti scuote integralmente sin nel pensiero, nel ricordo, nel midollo, nel cordone…


Ci sono giorni che senti così fortemente l’io altrui che i frammenti si ricompongono e non c’è più uno specchio che ti riflette ma il mondo intero ti compenetra.


Ci sono giorni che sai di essere stata madre centinaia, migliaia, milioni di volte e sei felice, incondizionato, appagato, all’unisono…


Ci sono giorni, intimi giorni, infiniti giorni…

martedì 15 gennaio 2013

L’arte della gioia




Lo sapevo, ero consapevole durante le vacanze invernali che rimanevano pochi istanti per rilassarsi, rimandare le incombenze, indugiare nel nulla.

Ho percepito chiaramente che si stava avvicinando una nuova epoca della mia vita e in effetti così è.

Ho assaporato dolcemente la compagnia prolungata dalle mie piccoline, di Cristian e degli amici cari. Ho goduto profondamente nel depositarmi dolcemente nella nostra casetta riordinando, abitando e osservando i nostri spazi (oserei dire fisici e mentali).

Il 7 gennaio il solito ritmo (frenetico) si è ricomposto velocemente ed è cominciato questo precipitevolissimevolmente nella vita, nel fare, nel progettare, nell’incontrare …

Sono stati giorni densi e significativi e quello che mi sembra più interessante è soffermarmi e osservare che il mondo mi porta incontro “lo stare in gruppo”.

In diversi ambiti della mia vita mi ritrovo a scambiare profondi attimi di intimità (e attività) con numerosi e variegati gruppi. L’incontro è diventato fitto ed entusiasmante. Mi ritrovo sempre in circostanze significative e mi sembra di sentire un risveglio lungo la colonna vertebrale. Si sommano momenti sociali ludici, professionali, culturali, pedagogici, biografici.

Sembra la realizzazione di un sogno atavico non ancora cosciente (fino a pochissimo tempo fa). Sapevo di voler realizzare qualcosa legato all’incontro, ma non avevo ancora compreso che la mia strada corrisponderà ad un percorso artistico. Nello scorso week end, insieme a persone tanto care, abbiamo organizzato un seminario sulla biografia e i dodici sensi. Anna (una persona estremamente disponibile e competente) ha riempito il nostro fine settimana di presenza, intensità, continuità dell’essere e spiritualità. Attraverso una sfera del cuore aperta e vibrante questa donna meravigliosa ci ha accompagnato a riconoscere le 12 porte del percepire usando come veicoli l’arte (l’ultima cena di Leonardo da Vinci), il contatto con l’altro, la dedizione verso l’essere umano, il mito (quanta verità e simbologia). La forza di  Anna sta nella capacità di far risuonare quello che porta grazie alla sua incommensurabile capacità di “collegare, rievocare, offrire” informazioni presenti dentro ognuno di noi. Riesce a “dare” voce, immagini e pensieri all’inconscio collettivo. È il terzo seminario che seguo ed ogni volta mi sento nutrita profondamente e provo un sentimento di immensa gratitudine per quanto è in grado di portare Anna al gruppo. Sento anche in modo molto forte quanta energia le occorre per esserci con questa qualità straordinaria e la ringrazio di offrirsi come veicolo per il pensiero vivo del cosmo intero.

Tra gli innumerevoli spunti di studio ci siamo soffermati per un attimo a disquisire sulla differenza tra gioia e felicità. Senza avere alcuna pretesa di infilarci in una corrente filosofica o mistica o semantica, abbiamo convenuto (coralmente alla fine) che la grande differenza sta proprio “nell’essere”. La felicità presuppone il raggiungimento di un obiettivo, una meta o la soddisfazione di brame e desideri. La felicità è contingente all’attimo, al raggiungimento, al compimento, quindi assolutamente momentanea. La gioia è uno stato d’essere: vivo le esperienze con un atteggiamento contemplativo, indipendentemente dal raggiungimento delle mete, dal mio stato d’animo contingente e dagli accadimenti che mi vengono incontro.

Gioire della vita vuol dire gioire del proprio percorso di vita che in taluni momenti sarà felice ed in altri può anche essere affranto. La gioia presuppone gratitudine, appartenenza e capacità di affidarsi. La  gioia è il risultato dell’abbandono delle aspettative, mi pone di fronte al mondo con sincera e onesta curiosità. In questo modo diventa più facile accettare le sconfitte, la perdita, l’inadeguatezza e tanti altri stati che la vita necessariamente ci porta incontro. Cambia la prospettiva e il punto di vista (tenendo conto che ce ne sono almeno 12!!) L’arte della gioia vuole che ci si inoltri nei propri percorsi di vita con amore, come se si percorressero sentieri nuovi da esplorare, dove soffermarsi e godere del tragitto, piuttosto che anelare alla meta da raggiungere.

L’arte della gioia è un percorso dell’identità personale che ognuno dovrebbe fare per cogliere a piene mani della straordinaria meraviglia che è la vita stessa.

E ieri, a tal proposito, a una bimba di 6 anni e 4 mesi, timidamente, timorosamente e gioiosamente, è spuntato un piccolo dentino permanente… che emozione, ho sentito come un brulichio nella schiena e guardando i suoi occhi emozionati e fieri mi inondo di gioia e felicità, contemporaneamente, cogliendo la mia piccolona che si affaccia al mondo incarnandosi sempre più. Nuove epoche, nuovi tragitti, nuove prospettive… che gioia!!!!


lunedì 7 gennaio 2013

Capricorni e compleanni

Fra poco è il mio compleanno. 
Sì sono un dannato capricorno... Il capricorno è un segno duro e scolpito nella pietra: granitico impone se stesso al mondo... almeno così io vivo il mio essere capricorno. 
Mi sento incarnata e presente sulla terra con il mio peso, la mia persona e il mio essere tutta intera. 
Sento molto il compleanno, sento intimamente la portata della commemorazione dell'essere arrivata al mondo, percependo, ogni volta, che si attua un passaggio da un'era all'altra nel continuo mutamento che è proprio dell'essere umani... 
Ogni gennaio sento forte questo passaggio delle me medesime ed è come se fossimo qui tutte insieme trepidanti, impaurite, incalzanti, sornione, determinate... tutte le me stesse che hanno partecipato a rendermi effettivamente quella che sono. 
Per un giono sono lì tutte insieme ad accogliere il futuro, una nuova parte che si compenetra alle altre. 
Quanto è difficile condividere tutto ciò con chicchessia e i compleanni si susseguono veloci e si accavallano tra loro e penso alle torte, ai brindisi, alle lacrime, ai giochi, alle sorprese, alle attese, alle delusioni, alle solitudini e alle moltitudini, all'esserci e all'annebbiarsi, al cantare, al soffiare, al ballare e all'amare. Tutti questi compleanni si sono susseguiti negli anni e mi hanno portato dall'infanzia alle prime domande, dalla sfrontata e disperata adolescenza alla seduttività della gioventù, dal bramare dell'adultità all'amare incondizionato della maternità... quanti momenti e non posso, non posso proprio passare attraverso il mio compleanno e in qualche modo non onorarlo attraverso pensieri, sensazioni e percezioni dolcemente malinconiche e a tratti nostalgiche. 
La profondità d'essere e la serietà del capricorno mi chiamano alla terra e a gennaio mi sento, nello stesso momento, invincibile ed estremamente vulnerabile e ... in verità adoro sentirmi così!

giovedì 27 dicembre 2012

La quarta settimana d'Avvento: l'angelo viola e i folletti laboriosi...


gattino in lana cardata per la mia bimba
Dopo il momento poetico dedicato alla festività natalizia, volevo raccontare brevemente il turbine dell'ULTIMA settimana d'Avvento. 
Devo dire che è stata estenuante. 
Andiamo in ordine. 
Il 20 dicembre è stato un momento molto simpatico, c'è stata la piccola festa natalizia con tutte le educatrici, ho incontrato volti e sorrisi che mi sono assai noti e per i quali provo un sincero affetto. 
Ho chiacchierato amabilmente e girovagato prendendo e dando baci a tutti. 
Nel pomeriggio mi sono ritrovata in una riunione stravagante nella quale si parlava di una bimba... le sono stati attribuiti 1000 problemi, si è sviscerata la sua intimità, si è giudicato il suo essere e la sua famiglia, senza proposte, senza speranze (oserei dire) ... è bastata una domanda: quanti anni ha? nove! Ah! il rubicone ecco cos'è, ecco cosa agita questa bimba, un momento normalissimo, un passaggio delicato, una cruna dell'ago dove ogni individuo deve passare per poter affermare se stesso e il proprio io... quanti esperti (educatori, assistenti, insegnanti, psicologi)... e nessuno di loro conosce queste tappe fondamentali... ma come può essere? 
Perchè la pedagogia Waldorf non è in tutte le scuole? Me ne sono andata dall riunione sconsolata, affidando la bimba agli angeli... 

Corro veloce perchè gli appuntamenti sono molteplici, una spesa veloce per avere tutti gli ingredienti per un magico Natale (burro e uova per i biscotti, noci e arachidi, mandarini, cioccolato, carciofini, funghetti, olive... etc). Ovviamente insieme a me c'era solo la metà della popolazione della valceresio e la lotta con i carrelli è stata estenuante. Sempre più veloce sono corsa a Bisuschio dal mio fiorista preferito: il vivaio del ponte. 
Ero già andata il giorno prima a scegliere piante e piantine e composizioni per fare piccoli regali, per le maestre, per le mie bambine... passaggio veloce quindi, ma come si sa sono un'inguaribile chiacchierona e mi sono trovata ad avere un bellissimo scambio con una persona: è stato un momento magico, un istante eterno di incontro con un'altra persona e la sua individualità... è stata una sincronicità speciale e ci siamo toccate nell'anima, lo so l'ho sentito... e mi ha lasciata con un regalo favoloso, un mandala di bulbi e Natale. 
Grazie, grazie, grazie a te, al tuo bel negozio alla persona che lavora con te... grazie di esere un mio pezzo di casa...



Finalmente sono ufficialmente in vacanza!!!! 
Beh per modo di dire ci sono ancora tanti regali da ultimare, faccende da sbrigare, eventi a cui partecipare... (per i quali ho dovuto preparare nottetempo una focaccia farcita e dei biscottini a forma di stella e albererello) infatti l'indomani, il 21 dicembre ci rechiamo a scuola cariche di piantine,  composizioni natalizie, focaccia e biscotti. 
Affido la micina alla sua maestra e mi concedo una fantastica colazione con la piccolona (e anche un suo compagnetto e mamma annessa)... la festicciola della grande comincia alle 10. 
E qui c'è stato un momento epocale: la mia piccolona indossa un semplice velo azzurro e si è trasformata in una madonnina concentrata, seria e composta, seguendo le note e le parole delle canzoncine natalizie (sentite e ripetute infinitamente sia a scuola che a casa) ha percorso il cammino di Maria e con le sue braccia ha accolto con un gesto dolcissimo il bambin Gesù... non c'era nulla tra le sue braccia, ma il suo sguardo, la sua postura, la sua dedizione... facevano intravedere davvero il bambino di luce... che emozione grande la mia bambina sensibile... 
Poi, solo un breve istante di rallentamento, poi dicevo ricominciano le corse, scambia gli auguri con tutti (i genitori, le maestre, i bambini) segui la piccolona che ha dimenticato velocemente la compostezza di Maria ed è diventata una gattaccia sguaiata... 
Saluti e baci e ci precipitiamo nella classe della micina, la trovo vestita di un velo bianco: è un angelo... oh sì lo è sicuramente, il mio angelo dorato... anche lei concentrata per accendere la sua candelina da porre sull'albero di Natale, insieme ai suoi compagni, alla sua maestra ... cantiamo canzoni accompagnate dal suono di un violino (dalla piccolona c'era un meraviglio flauto traverso e il musicista, un papà, ha composto una melodia appositamente per l'asilo mirtillo, quanti dolci regali in questo Natale). 
Nuovi saluti, nuovi dolcetti, nuovi baci e sorrisi e finalmente (stravolte) ce ne torniamo a casa felici. 
gnomette in lana cardata per le amiche delle mie bimbe
Ma non ci si può arrestare, presto presto bisogna preparare gli ultimi regali, una pallina all'uncinetto per una piccina, delle gnomette per alcune amiche, dei berretti d lana... e nel frattempo giocare amabilmente con Daniele, preparare vettovaglie...
E così il 22 dicembre siamo andate alla recita della scuola: tre classi fantastiche!
La prima è la classe di Cri. Hanno fatto uno spettacolo meraviglioso, erano dritti, potenti, concentrati... quanti applausi avevo le mani arrossate e gli occhi pieni di lacrime: guardavo quei bambini che conosco da anni, che ho visto passare dall'asilo ed ho capito... sono tutti nostri figli, li vedrò crescere e cambiare, a fianco alle mie bimbe, li vedrò entrare nella vita e correre lontano e questo mi ha riempito di gioia... e così l'Avvento precipita sempre più velocemente ed è arrivato il 23 dicembre l'ultima settimana dell'Avvento e l'angelo viola: 

 
  
L'Angelo Viola Malva - Quarta Domenica
L'ultima domenica prima di Natale un grande angelo con il mantello di un colore violetto molto delicato e caldo appare in cielo e sorvola tutta la terra. Tiene nella sua mano una grande lira. Suona con questa lira una musica molto dolce e canta un canto molto armonioso e chiaro. Ma per udirlo bisogna avere un cuore silenzioso e attento.
Egli canta il grande canto della Pace, il canto del Bambino Natale e del Regno di Dio che viene sulla terra. Moltissimi angioletti lo accompagnano e anch'essi cantano e giubilano nel cielo.
Allora tutti i semi che dormono nella terra si risvegliano e la terra stessa ascolta e trasale: il canto degli angeli le dice che Dio non la dimentica e che un giorno sarà di nuovo un Paradiso. 
 
 Tratto dal libro – Festeggiare l’avvento” di Soline Lienhard, Pierre Lienhard, Fior di pesco edizioni


Ed è proprio arrivato il nostro bambino di luce, è arrivata la vigilia di Natale con la mia famiglia, il giorno di Natale con la famiglia di Cri, i regali, il cibo, la dolcezza, ancora baci e sorrisi e sono riuscita a terminare tutti i miei doni fatti a mano (compreso il portapennelli in stoffa per la Diana).

E in tutto questo c'è stata anche la grande riunione della compagnia dell'esagono... i cugis al completo a giocare, a ridere, a mangiare, sbrodoloni e gonfi e tanto amati... un Natale carico di luce, energia e amore... un turbine certo, ma un turbine favoloso!!! 

mercoledì 26 dicembre 2012

Il Natale è una festa meravigliosa, altamente biografica!

Incredibile, mi sembra di rinvenire a me stessa dopo la girandola di dicembre e ricongiungermi, infine e finalmente.
In una settimana la frequenza energetica ha cominciato a rombare come una centrifuga a 1000 giri... incontri, sorrisi, abbracci e ..... baci, innumerevoli baci natalizi. A Natale ogni volta che ti saluti ti fai gli auguri e ti baci. 
In verità è bello, ci si incontra un pò più del solito... attimi irripetibili a volte. 
Ricordo Natali in cui la mia capacità di percepire il sè degli altri era completamente offuscata dall'ingombro della percezione unica di sè... attimi necessari per crescere, per prendere la rincorsa prima di fare un grande salto, ma in quei natali il contatto non esiste. 
Ricordo altri Natali dove ci si immerge pasciutti e vulnerabili nella famiglia d'origine... qualunque siano stati i rapporti nel tempo, lì ci si sente riconosciuti nel bene e nel male, è un luogo d'appartenenza e quindi di esistenza. E come non ricordare gli incantevoli, caldi Natali dei giochi? Monopoli, coloni di Catan, carte, etc...
Ricordo ancora Natali in cui il vuoto del cuore prende risonanza con l'energia del Natale e la solitudine diventa una solitudine cosmica, e lì c'è un grande incontro con sè ma soprattutto con la cocente ( perchè primigenia) percezione dell'io altrui. 
E poi se ne potrebbe sentir risuonare tanti altri... il Natale nichilista (ovvero non ce n'è per nesuno), il Natale con il virus gastrointestinale (che è al contempo una sciagura e/o una fortuna , ti risparmi interminabili banchetti luculiani che ti porterebbero allo sfinimento fisico generalizzato: gonfiore, mal di testa, sonnolenza, foruncoli).
Il Natale che spendi come un forsennato facendo regali esagerati e poi te ne penti perchè sei all'asciutto e devi pagare l'assicurazione. I Natali dei tuoi figli (attimo di silenzio interiore)... è incantevole, riscoprire la magia, riconoscere l'attesa, la meraviglia attraverso i loro occhi e riaverli nuovi per te vivificati. 



Il Natale è una festa meravigliosa, altamente biografica!

mercoledì 19 dicembre 2012

Le scorzette di Natale

Come ho ampiamente ribadito nel mio blog mi piace moltissimo assecondare la stagionalità, come un rametto che, galleggiando sull'acqua, segue la corrente del fiume, lasciandosi cullare, trasportare...
Mi piace far risuonare la casa e la nostra vita di dolce e ritmico movimento e divenire. 
Tra le tante attività casalinghe mirate a questo, c'è anche la ricerca di ricette che possano con i loro profumi e colori rievocare nel cuore la festa o la stagione... 
Per Natale mi adopero nella realizzazione delle "scacce siciliane", antica tradizione familiare, per le quali proporrò presto un post, i biscotti di zenzero e quest'anno mi sono cimentata per la prima volta nella preparazione delle scorze d'arancia candite...
Molti grideranno per l'orrore, sento un sacco di persone dichiarare certa che detestano i canditi (me compresa). Però ero molto incuriosita dal procedimento e inoltre, in molti, mi hanno detto che c'è grande differenza tra i canditi industriali e quelli fatti in casa... e avevano ragione le mie scorzette hanno avuto un grosso successo!!!

Ho comprato delle arance rigorosamente biologiche perchè le sostanze chimiche penetrano incredibilmente nella buccia porosa.

 
Ne ho sbucciate tre partendo da incisioni longitudinali con il coltello, facendo attenzione a non spezzare gli spicchi di buccia così ottenuti. La buccia deve mantenere un pò di bianco (è il suo buono).
Poi si procede tagliando ulteriormente le bucce a listarelle.  
Quindi si mettono in acqua fredda e si portano a bollore. Si scola l'acqua e si ripete la medesima operazione per altre due volte. L'ultima volta bolliranno circa 10 minuti. In tutto va fatto tre volte, è necessario per far perdere l'amarognolo in eccesso. 

 A questo punto si pesano le scorzette bagnate e ben scolate e si prepara una mistura di zucchero di canna e acqua (70 grammi di zucchero e 20 ml di acqua per  100 g di bucce).
Si scalda appena la mistura e si immergono anche le bucce. 
Il fuoco deve essere bassissimo e bisogna girare in continuazione, perchè bisogna stare attenti a non caramellare lo zucchero. 
Si cuoce il composto fino a quando non si asciuga tutto il liquido.

Il prodotto appicicatticcio ottenuto sembra un agglomerato alieno, niente preoccupazioni va benissimo così, lo si lascia intiepidire e poi con molta pazienza si procede ad "inzuccherarle". 
Si passano ad una ad una nello zucchero, aiutandosi con due forchette e si ripongono su della carta forno, facendo attenzione a separarle bene per non farle attaccare. 

Tutto Qui, sono pronte, si lasciano raffreddare e si ripongono in un barattolo di vetro, si dice che dopo una settimana siano più buone... se ci arrivano! 


In tutta questa operazione la collaborazione della Piccolona è stata fondamentale, è stata il mio fotoreporter, tutte le foto fatte sono opera sua... è stato molto divertente e goloso!!! 
La casa aveva un simpatico odorino agrumoso e il sapore? Che dire è un contrasto... l'amaro e il dolce che si incontrano... davvero simpatiche: provare per credere. 
Le mie amiche cardatrici di lana ne hanno fatto grande onore e, con mio grande piacere, hanno svuotato il mio vasetto!!!