...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







lunedì 22 aprile 2013

Ricordati di ricordare




Desidero scorrere e scivolare nell’oblio. Viene meno l’energia e subentra una stanchezza narcolettica. L’indolenza si impossessa dell’agire e non c’è più desiderio di fare nulla, anche la più piccola azione.
Cosa succede?
Desidero impossessarmi del mio tempo e dedicarmi alla cura delle mie scelte, delle mie passioni, delle mie figlie. Il tempo si dipana come sabbia tra le mani e ancora tanto c’è da fare…
Desidero realizzare aspirazioni e progetti con i miei compagni di viaggio e mi scontro con l’incomunicabilità… persino le affinità elettive sembrano abitare una Babele del sentire.
Cosa succede?
Desidero raccogliere le forze e attuare un cambiamento, seppur piccolo, in questo mondo svuotato della sfera del cuore, ma annaspo e mi sembra di non avere abbastanza energia per continuare, contrastare, ribadire…
Desidero ridere forte, giocando e scherzando, in un abbraccio senza fine con gli amici, gli amati e tutto l’altro da me… e ogni risata è una boccata d’ossigeno per riprendere il cammino più determinata che mai…
Cosa succede?
Desidero ricordarmi di amare ogni giorno le persone che incontro e non succede proprio nulla, semplicemente cado e stento a rialzarmi, mi tuffo nell’ego terrestre e non vedo e non sento più l’altro, mi lamento come un eroe orfano e mi dimentico di fare silenzio e aprire dentro di me  la coppa dell’ascolto.
Ecco cosa succede e devo solo ricordarmi di ricordare e tutto torna a sorridere, l’energia fluisce di nuovo baldanzosa e riconosco di essere potente, determinata volitiva… sempre più veloce nel risorgere dal pantano del mio doppio meschino che vuole spegnere la luce del sentire.
Corsi e ricorsi ma qualcosa è cambiato: il pensiero è più lucido e ricordo di ricordare sempre più velocemente!

mercoledì 17 aprile 2013

Elogio dell’agire



Chiedimi se sono felice… contingentemente?  Veramente?
Il tumulto dell’essere e la gioia di esistere “si materializzano” nell’agire, nel pieno godimento dei dodici sensi, le nostre finestre sul mondo.
Assaporare, gustare il sentire e percepirsi … quando si ride a crepapelle, duole la pancia e si lacrima felici… quando ci si accorge dell’alba primaverile e si sente il canto di tutta la volta celeste attraverso la melodia corale degli uccelli… quando ci si abbraccia forte forte e senti l’energia del cuore dell’altro… quando pensi intensamente ad un caro amico e ti telefona… quando passi fugace e distratto e un ancestrale profumo di fiori ti cattura e ti inonda di sensazioni e ricordi.
Sono momenti in cui senti di essere vivo, sai che il tuo corpo è il veicolo dell’essere e sei grato di ogni minuto concesso … quel minuto che serve a incrociare gli occhi di un’affinità elettiva… quel minuto che serve per cogliere l’addio in uno sguardo… quel minuto in cui la palla di fuoco si tuffa all’orizzonte.
Il movimento, l’agire, l’essere “presente” nel mondo porta incontro una realtà di relazioni ricca e impreziosita da infinite sfumature e ti inondano atmosfere… atmosfere notturne pervase di mistero e rispetto o potenti nella loro seduttività… atmosfere di rosa dove cogli il vibrare dell’anima dei tuoi figli, del tuo compagno, della tua famiglia, dei tuoi amici e senti quella vibrazione all’unisono… atmosfere ritmate e frenetiche dove il corpo salta, corre, balla, gioca al più piccolo stimolo e non si stanca mai, dove senti l’energia pulsare nei polsi.
Tutto questo accade a chiunque, costantemente, sempre: assaporarlo offre gioia alla vita. Le nostre azioni sono troppo spesso secondarie perché ci si perde nel pensiero e si spendono malamente le nostre occasioni di esserci come corde vibranti di uno strumento musicale  sempre pronto ad armonizzarsi con l’universo. Troppo spesso il pensiero ci astrae dal nostro essere e dalla nostra vita ed ottunde i nostri sensi… perdiamo qualcosa, ci spegniamo e perdiamo forza.
L’agire, compenetrato di presenza, ci offre gioia, energia, appartenenza, significato e ogni istante diventa opportunità… di vivere veramente e non puramente trascorrere.

giovedì 11 aprile 2013

"mamma, stasera mi addormento felice!!"

Topo Perez
Che emozione! Stasera, poco prima di andare a dormire, la piccolona ha perso il suo primo dentino! A onor del vero il processo della seconda dentizione è iniziato già da un pò, per primo è sbucato un dentino incisivo dietro al dentino da latte (che FINALMENTE oggi è andato) e in più sono sbucati alcune puntine di molari... insomma la mia bimba ha cominciato una nuova era della sua vita e questo mi riempie di commozione!
Non è stato semplice, lei è un pochino fifona e far dondolare quel dente ha impiegato parecchie energie (mamma, papà, maestri, amici e parenti degli amici). Questo dente tenace non voleva saperne di abbandonare la gengiva della mia bella bimba (infatti il dente caduto ha ancora una generosa radice attaccata). Comunque la piccolona era eccitatissima, fiera e felice di questo rito di trapasso che la accompagna definitivamente fuori dall'essere "infante". "La mia bella finestra" l'ha chiamata e adesso, nella notte, siamo in attesa del topolino... "mi porterà un soldino di carta, vero mamma? e potrò comprare quello che desidero!". Abbiamo deciso di adottare il topo Perez (topo dei denti uruguayano, presentatoci dall'amico Gianni). Credo che le lascerà un bel messaggio e un bel soldino di carta (del resto è il primo dente!!). Come ogni passaggio di crescita delle mie figlie arriva questo doppio sentimento di estrema felicità e gioia nel vederle attraversare le tappe di vita e, nel contempo, uno struggimento nel cuore... sapendo bene che sono tappe che ad ogni momento la allontaneranno da me... è faticoso essere un arco.. un arco vuole lanciare le proprie frecce lontano... ed è quanto di più bello si può dare ad un figlio... è quello a cui anelo... ma una piccola parte di me sente la malinconia di ogni distacco... è ineluttabile! Ho sorriso e provato grande gioia mentre davo la buonanotte alla piccola e l'ho sentita dire (al culmine dell'emozione) "mamma, stasera mi addormento felice"! Che bello assaporare così la vita... fallo per sempre piccola mia!!!!

martedì 9 aprile 2013

Tra terra e cielo


gli amanti: faggio e luce

È una primavera tardiva,  oltre a piovere spesso continua persistente un freddo fuori tempo. È un tradimento delle aspettative, marzo vuole essere incorniciato dalle belle magnolie della nostra provincia, variopinte, scintillanti, orgogliose e corali.
In questi giorni di aprile stanno timidamente sbocciando: confuse ma tenaci. Non possono e non riescono gridare il loro profumo e il colore al cielo all’unisono perché la fioritura dipende dall’esposizione, dalle zone, alcune più temperate, alcune con qualche raggio di sole in più. Mancano le magnolie. In queste giornate umide  è comunque inconfondibile quella luce del mattino allegra, ugualmente si sentono stridere delle rondini audaci, la cena è ancora inondata di luce e si indugia sull’orizzonte. Quella linea lontana tra terra e cielo che quando accoglie il tuffo del sole si inonda di luce, straripa di arancioni, rossi e il fuoco divampa come a ricordarci da dove veniamo. Uno sposalizio ancestrale tra la dolce madre terra e il cielo paterno che ci indirizza nel pensare cosmicamente, unitamente, divinamente.
Ricordo innumerevoli momenti in cui ci si perde languidamente in quella linea, il cuore, il corpo e anche il pensiero di colmano di silenzio ed appartenenza: ogni luogo è casa, ogni persona al nostro fianco è fratello ed è bello indugiare benevoli in questa dolcezza di ogni primavera… promessa di eterna amorevolezza.

lunedì 8 aprile 2013

Momenti d’arte e atmosfere del sentire



È stato un week end intenso, carico di amicizia, arte, colore, sensazioni e pensieri.
Andiamo in ordine, venerdì ho lasciato frettolosamente il lavoro e sono corsa a casa a prelevare figlie e marito e ci siamo diretti belli baldanzosi a casa di amici carissimi. Le bimbe erano tutte elettrizzate, non vedevano l’ora di incontrare le loro amichette (anche i nostri amici  hanno due belle bimbe) e immergersi in giochi, urla, travestimenti e letture per ore e ore.
Nel frattempo le mamme e i papà si sono dilettati in chiacchiere interminabili e scambi di vicende e incontri vissuti. Per me e Cri (e anche le bimbe) il tempo passato con questi amici è sempre lieto e fugace, ci separiamo sempre con una sensazione di “avevamo ancora tante cose da dirci, da fare, da raccontare…” e, in contemporanea, di caldo abbraccio, di “famiglia”…
Quindi il fine settimana è cominciato intenso e gradevole, la sera è stata dedicata finalmente al riposo.
Il sabato si è rivelata una giornata densa e ricca di imput diversi, infatti dopo essere andati a pranzo dall’amata nonna Emanuela, ho lasciato le pulcine al papà e, ancora insieme a Diana, ci siamo dirette contente al secondo incontro di pittura con Letizia. Questa volta l’incontro lavorava sulle atmosfere del viola. Abbiamo preparato il nostro spazio (tavoletta, vaschette di colore, pennelli, pezzette di cotone, acqua) e abbiamo ascoltato la presentazione con molta curiosità e attenzione. Come la volta precedente mi ha colto lo stupore nell’incontrare gli occhi significativi di Letizia: azzurri, presenti, diretti, in alcuni momenti quasi interrogativi, veri. 
Ci ha presentato questo meraviglioso colore come la possibile esperienza religiosa, ovvero di contatto e unione con il divino. Il viola è il rischiararsi della tenebra (dell’indaco), rappresenta il germoglio di nuove forze per affrontare il futuro. Lo troviamo nell’alzarsi delle nebbie mattutine o, per pochi momenti, durante il crepuscolo, talvolta più accompagnato da sfumature del blu, altre del rosso. 
Quella del viola è un’atmosfera che accompagna un passaggio, una sospensione momentanea e delicata.  
 Quindi abbiamo dovuto cercare nel nostro foglio, attraverso l’acquarello,  più sfumature di viola possibili. Avevamo a disposizione il vermiglio, il blu e il viola stesso. Per riuscire a creare più sfumature possibili era necessario stendere il colore ed attendere che asciugasse, anche portando il foglio umidiccio davanti alla stufa. La richiesta era di fare un lavoro interiore, di cercare dentro di sé quell’atmosfera mistica e di passaggio e di riprodurla sul foglio attraverso i colori. 
Questo approccio all’arte è interessante: non si comincia mai dalla forma e neanche dal gesto, si cerca sempre di creare un’espansione del colore (caratterizzata dalle sue peculiarità – ovvero irraggiante se è giallo, avvolgente per il blu, fluttuante per il viola…). Solo successivamente si accentua il gesto e, cercando nelle sfumature e nelle atmosfere che si sono create, si sottolineano delle forme più o meno definite. Letizia ci ha detto che viola e verde si amano e così, a foglio  asciutto, abbiamo cercato di creare un paesaggio naturale o intimo che rappresentasse quanto detto, cercando il contrasto, l’atmosfera…
Successivamente dopo aver asciugato ben bene il lavoro abbiamo potuto “rifinire” il panorama con alcuni gessetti, assecondando le forme e i gesti che emergevano dal foglio. I disegni erano tutti bellissimi, ognuno con caratteristiche diverse, alcuni più naturali altri più intimisti, ma tutti con una medesima sensazione di freschezza, di rinascita. Ero molto soddisfatta, mi sono aggirata a mio agio in questo atelier che comincia ad avere delle mie intimità, ho sbirciato l’ambiente meno metodicamente ed ho sentito l’energia della creatività, del colore, del riflettere e dell’esprimere che sicuramente hanno abitato questo simpatico ambiente.
E poi piano piano, mente mi dirigevo a casa con il mio bel disegno, ha cominciato a farsi strada una nuova sensazione: un dannato mal di testa proprio tra le due sopracciglia, dove è situato il terzo occhio (il cui colore non a caso è proprio viola !!!).
Mi sono sorpresa (come al solito) di questa sensibilità, addirittura corporea, all’arte e al sentire e mi sono diretta a casa un po’ afflitta, sapendo di dover preparare pizze per la famiglia e i nostri graditi ospiti (i cugis…).  

Fortunatamente l’attività, le bimbe affamate di mamma, i cugis e la pizza hanno dato un pochino di tregua all’emicrania, così, grazie alle indicazioni di Cri, abbiamo fatto in gruppo un altro bel disegno: le betulle.
Con gomma pane, fusaggine e tocco magico abbiamo realizzato delle bellissime tavole. È stato molto bello fare questa attività di gruppo con i cugis, condividere un momento artistico, sociale, individuale e corale contemporaneamente, perchè è proprio quello che vorremmo raggiungere in questo momento storico come famiglia… ancora lei… sono molto fortunata: in molti luoghi sono a casa, in famiglia.
La domenica poi ci ha visti sornioni e felici all’inseguimento di un timido sole che ha fatto capolino tra le nubi… ne abbiamo approfittato e tutti insieme siamo andati a sentire il verde sotto i nostri piedi, il marrone della terra fra le mani, ad annusare l’umido e l’elettricità della montagna remota e, amanti, costruiamo giorni e giorni, strati e strati di intimità e condivisione e le mie bimbe AMANO un sacco di persone e credo che questo è il più grande dono che io e Cri possiamo fare loro.

mercoledì 3 aprile 2013

Il vuoto di senso



E poi scende il silenzio! La vita è un flusso ad onde, fatto di creste e di valli, di grandi mareggiate, bonacce e maree.
Vivo in una corsa sfrenata, programmando il tempo familiare, conciliando il lavoro alla mia esistenza, buttandomi nella mia passione (la parola), creando, giocando, sbuffando, pensando, ordinando…ando.. ando.. ando…
Felicemente percorro la mia vita, assaporo i progetti in divenire e sono gioiosa di essere ma…
alcuni giorni è difficile, ci si sveglia e l’aria sembra rarefatta, quasi da ingoiare invece che da respirare. Ti fermi un attimo e cade qualcosa, scivola, gelido, il vuoto di senso e d’un tratto tutto è fatica. Solitamente avviene in un momento di sosta, una vacanza, il termine di un progetto lungo e faticoso, ci si ferma un attimo e improvvisamente si sente fortissima la perdita di significato.
Ogni corsa, ogni azione, ogni pensiero sembra rimbalzare in una stanza imbottita, i pensieri sembrano vagare senza rumore, senza frattura, solo inerti .. fluttuano e cambiano direzione solo perché hanno incontrato qualcosa… alzarsi al mattino è faticoso e le giornate sembrano identiche tra loro pur facendo cose diverse. Occuparsi delle piccole cose è noioso e necessita di infinita energia, la stanchezza si impossessa dell’incedere e del volere. Non so dove abbia radice il “non senso”, forse nella caducità stessa della vita, forse nasce un flebile ed inconsapevole rimpianto di un mondo “altro”, una sfera celeste dove il tempo e la materia non esistono, forse sentiamo intrappolata la nostra scintilla divina immanente altrove, ma trascendente  nella materia… o forse semplicemente abbiamo bisogno di fermare i destrieri al galoppo, scendere dal carro e sulla cima della montagna osservare il tragitto percorso: domandarci se la strada scelta è proprio quella che desideriamo, se abbiamo le forze per andare avanti e decidere magari di prendere un altro sentiero. Momenti biografici che ci fermano e ci chiedono attenzione, lungimiranza, meditazione. E come sempre bisogna essere degli artisti e navigare con grande perizia nel mare del “vuoto di senso” perché la sua densità è tale che potrebbe intrappolarci e lasciarci nell’immobilità, condurci in una caduta rovinosa di indolenza e pseudo depressione. Come la luce porta con sé una grande oscurità, anche il significante è compenetrato dal vuoto: l’arte consiste proprio nel danzare armoniosi tra uno stato e l’altro, tra il nulla e il tutto e la soluzione in verità è semplice, basta vivere consapevoli dell’ unità delle parti. E quindi in questi giorni accolgo con amore ed attenzione questa greve “assenza di senso” e, vigile, attendo le nuove turbinose galoppate… un po’ guidate dalle mie redini del carro… e un po’ dai focosi destrieri al galoppo.