...curioso nel mondo!!!


...curioso nel mondo!!!

I gatti sono curiosi, sornioni, saggi e liberi.



La ricerca continua del filo conduttore del significante

mi porta ad infilare i baffoni in molti luoghi interessanti...







domenica 25 giugno 2017

Vi prometto che sarò più paziente


Non so se sia il caldo forte e continuativo e umido, non so se ho accumulato una stanchezza di un'estate fa che si lavorava senza sosta vera, non so se sia l'ormone che si modifica nelle età, nelle fasi lunari, nelle ere di vita, non so se sia una mia profonda incapacità relazionale con il mondo tutto, ma in questi giorni sono priva totalmente di pazienza e tolleranza! 
Ecco sì, a seconda delle situazioni, delle persone e del grado di sofferenza/insofferenza, passo da uno stato diffuso di nervosismo, a tratti di furia bestiale, o paludi di flemma e indolenza, passando per un senso fortissimo di totale prigionia!
Non molto bello, direi... 
e neanche indifferente, 
purtroppo crea onde anomale in tutto ciò che mi circonda: 
gli strumenti meccanici smettono di funzionare o si inceppano spesso, le ragazze diventano più irrequiete del solito, secondo il consueto "cane che si morde la coda" io mi sento prigioniera, le tratto male e, come in un vortice, arriviamo a momenti di grande tensione.
Sob!
Sì perchè poi me ne dispiaccio tantissimo, sono io l'adulto e sono io che dovrei controllare il mio impulso e "pazientare" ulteriormente... ma come dicevo sopra, non so di preciso quali siano le ragioni (e in fin dei conti sono pure tante, queste ragioni) della mia grande impazienza e del senso di asfissia, 
eppure dovrei, potrei, vorrei essere un migliore esempio per le mie figlie... 
non vorrei ferirle con le mie parole burbere e a volte taglienti, 
è sano, è quello in cui credo...
 e mi avvilisce il fatto che, con il senno di poi mi cospargo il capo di cenere, ma quando sono preda del nervoso e della collera, in questo periodo, non riesco ad essere una persona migliore.
Sob!
Ma, 
sì c'è un ma, 
domani cambierà tutto, 
lo voglio, lo perseguo, lo coltiverò, 
domani partiamo di buon mattino e andremo al mare per qualche giorno, ospiti di cari amici... il mare ci curerà, figlie mie... ed io 
vi prometto che sarò più paziente.
Mare arriviamo... Eva arriviamo... Evviva!

domenica 18 giugno 2017

Che abbia inizio l'estate


Che abbia inizio l'estate... con tutto quello che comporta... bello, solare, dissipante, boccheggiante, rarefatto, lentamente brioso, frizzante, ameno...
Ieri consegna delle pagelle, fine anche nella scuola delle mie figlie e diciamolo, tiro un bel sospiro di sollievo, adesso ci aspettano lunghissime settimane di ritmi più interni, più familiari, legati alla nostra vita e non agli impegni (giusti e scelti) scolastici, sveglie mattutine non troppo albeggianti, vestiti leggeri, meno tempo dedicato all'organizzazione capillare dei trasporti familiari.
Che abbia inizio l'estate, quella dove il sole non tramonta mai e al crepuscolo ti ferisce gli occhi, quella dove l'odore del tiglio ti coglie di sorpresa per le strade, entrando dalle finestre aperte, in macchina con il tettuccio aperto, quella dove gli uccelli cantano e garriscono insistentemente, quella dove gli animali domestici si sdraiano a pelle d'orso sulle piastrelle per trovare refrigerio, quella dove senti di esserci senza pensarci però...
Che abbia inizio l'estate, quella fatta di pause, di pulizie generali, di gioco, di prosecco, di risate, di balli e giochi.
Sì perchè la luce fa capolino presto e se ne va tardi, perchè le stelle cominciano a muoversi, presto in caduta verso i sogni, perchè si fa presto a vestirsi, un abito fresco e nessun altro pensiero, perchè i piedi sono felici nelle infradito, senza costrizioni, senza presa... liberi... liberi tutti.
Che abbia inizio l'estate, quella impegnativa dove si progetta, si immagina, si imbastisce, si orienta, si concorda, si prepara il prossimo autunno, perchè questo è il momento giusto per prepararsi alla nuova semina, al nuovo ciclo.
Che abbia inizio l'estate, per cercare momenti utili per finire le incombenze sospese dopo un trasloco che ha inscatolato di punto in bianco 14 anni di vita, perchè ci sono ancora scatole misteriose, cambi di indirizzo, oggetti senza dimora, scomodità latenti nell'organizzazione di alcuni angoli.
Che abbia inizio l'estate per trovare spazi/tempi per la lettura, il riposo, le parole crociate, il silenzio interiore, la cura di sè, la presenza a se stessi...
Che abbia inizio la pausa piena, come nella musica, dove il significato delle pause è legato all'armonia stessa...
Ecco sì che abbia inizio, questa lunga pausa piena! evviva!

mercoledì 7 giugno 2017

In... ... mente

Intimamente Daniela, rincuorandomi di sapere incontrarmi e persino riconoscermi.
Intensamente me medesima, unico, vero depositario di me stessa.
Ingenuamente umana, sempre io, con la pochezza di fronte alla vastità.
Incongruentemente appassionata, incapace di staccarmi dalle persone, dalle situazioni, dai contesti.
Insensatamente fedele alle zone erronee, perpetuando la ricerca, però anche.
Incessantemente in movimento interiore, come un topo di laboratorio alla ricerca sfrenata.
Indubbiamente donna, dentro, fuori, nell'agito, nel pensato, nel voluto.
Incoscientemente lanciata nel mondo, piena di fiducia che tutto andrà bene...
In...       ...mente
Dentro la mia mente
A ognuno la sua... "e così è se vi pare".

Daniela Merlino


lunedì 5 giugno 2017

Che sapore ha...

Che sapore ha la pioggia torrenziale? 
Di terra battuta e sorpresa
Che sapore ha un sorriso mancato? 
Di caduta della risonanza e di vuoto nell'anima.
Che sapore ha lasciar trascorrere? 
Di mancanza e di noia ancora e anche.
Che sapore ha cadere in tentazione? 
Di assenza dell'Io e di velata soddisfazione.
Che sapore ha il rancore a denti stretti? 
Di amori perduti dalla notte dei tempi.
Che sapore ha lasciarsi guidare senza dubitare?
Di conforto e infanzia.
Che sapore ha perdersi nel cielo? 
Di forme ballerine delle nuvole.
Che sapore ha accorgersi che il tempo non sta passando ma che è già passato?
Di forme di saggezza e demenza insieme.
Ah la demenza in cui ognuno cerca di sotterrarsi anzitempo: nella dipendenza, nelle solitudini, nella grettitudine, nella maldicenza, nella sfiducia, nel pressapochismo... lontani dalle stelle.

Che sapore ha fermarsi e raccogliersi e ricordarsi
dell'amato cammino,
delle mete,
dei compagni di viaggio,
di ieri, oggi e domani, insieme.

... allora le stelle non sono più così lontane... o temibili?

Daniela Merlino

domenica 4 giugno 2017

Ti interessa aver ragione? Vincere? ...e convincere?

 La calura mi porta sempre alla dismissione della belligeranza, di qualunque genere. Nel senso che, da parte mia, non partirà mai un attacco di conquista di alcunchè, non mi interessa avere ragione, non mi interessa competere, non mi interessa convincere.
Certo se vengo sottoposta ad un massiccio attacco: petulanza contestuale, sudore appicicaticcio con rigolo giù dalla tempia, umidità da branchie, lamentela e sete... ecco in questa concomitanza di fattori divento polarmente nervosa  reagisco con un turpiloquio tanto isterico quanto inutile, ma irrefrenabile.
Quindi, di mio, sono pacifica e propensa alla solitudine, almeno nello scambio di parole! Invece è un periodo di conclusioni, di organizzazioni, di retrospettive e proiezioni... bla ... bla un sacco di parole che sembrano rendere l'umidità ancora più insopportabile.
Ma torniamo a qualche ragionamento più in là, quando dicevo: "non mi interessa avere ragione, non mi interessa competere, non mi interessa convincere"... mentre scrivevo non mi potevo esimere dal pensare... quando c'è caldo... allora quando fa freddo ti interessano queste cose?
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Breve momento di silenzio e riflessione, ho riletto attentamente le parole e la loro combinazione e i loro possibili reconditi, inconsci, o come meglio vi pare, significati... e onestamente mi son dovuta dire che effettivamente sono affari che mi interessano...

1) mi interessa avere ragione? 
Sì sempre, e a chi no? Insomma se sto portando avanti un mio pensiero, cerco di argomentarlo, difenderlo, promuoverlo... certo che voglio avere ragione... se no cosa sto facendo? Una recita? So di aver torto ma sono un'incazzosa e quindi argomento per rompere le palle?
Certo che no... ognuno di noi perpetua la propria ragione... ovvio!

2) mi interessa competere?
No, mai... questo è vero, lo so per certo. Non mi interessa arrivare prima, mi interessa arrivare, in compagnia, piena di bagaglio, piena di scambi, piena di contatto. Mirare ad arrivare prima, cristallizza la meta e le energie... senza la competizione è più facile fluttuare tra le infatuazioni del momento (un nuovo interesse professionale, un nuovo inizio, etc)  e i grandi progetti da portare avanti, altalenare tra picchi di interesse e contemplazione del mondo... in questo modo d'essere amo assecondare le stagioni... e in questa (con la calura)  è dolce ed ineluttabile andare all'esterno, fuori da sè... con il proprio essere e la propria individualità... bruciando un pò al sole.
E quindi no, non mi interessa mai competere... come potrei rinunciare a tutto questo ondulamento?

3) mi interessa convincere?
Ecco questo è il punto che più mi ha messo in crisi... purtroppo sì, ogni tanto mi accorgo di farlo... e faccio marcia indietro... 
Insomma porto avanti un progetto di vita e anche una professionalità basati sulla libertà individuale e sulla biografia di ognuno, quindi completamente in antitesi con il concetto stesso di convincere (ovvero persuadere alla mia ragione) qualcun altro. 
So che di primo acchito sembra la stessa cosa del punto 1, in verità è profondamente diverso, un conto è difendere il proprio pensiero, vero per sè, un altro conto è quello di cercare di fare in modo che la propria ragione sia anche quella dell'altro.
Io posso essere solo me stessa e gli altri potranno condividire, tanto, poco, tutto, nulla ... questo non è importante, il confronto è l'unica cosa che conta... per il resto ognuno ha la propria personalissima ragione, l'importante è sapersi adattare alla condivisione sociale e moderare o mediare i propri impulsi.
Quindi sono in cammino, vorrei che non mi interessasse mai" convincere"  in questi termini... lo vorrei solo nel significato di "vincere con", inteso come" superare con", in questo senso, come una vittoria collettiva posso riconoscoere il desiderio di convincere addirittura come anelito.
Ed è un tentennamento tra l'ego e la fratellanza ed è un dondolio lungo tutta la vita...
almeno per me è così...
evviva il caldo che rende tutto più semplice e vige, quindi, la non belligeranza. Grazie!

mercoledì 31 maggio 2017

Lo zen del fagiolino





Sì, credo che la descrizione di questa giornata possa ben rappresentare il caotico periodo che sto vivendo e porsi un pò come corollario della vita di tante mamme alle prese con gli ultimi giorni di scuola.
Non capisco come possa succedere questa cosa in modo così diffuso: quando siamo alla fine (si potrebbe dire alla frutta), senza più forze ed energie, stanchi da un lungo anno scolastico, pieno di impegni, risvegli mattutini, malanni invernali, compiti da spingere sul quaderno dei figli, merende di metà mattina da organizzare per le pargole, adoperarsi per le feste di compleanno (dei propri virgulti e di quelli altrui, sì perchè anche partecipare alle feste dei compagnetti è una specie di lavoro, estenuante aggiungerei), beh insomma dopo tutto ciò nelle ultime settimane avviene un'accelerazione smisurata e si sovrappongono impegni ed incombenze di ogni genere.
Le mie amate figliole sono agitate per gli infiniti saggi (musicali, euritmia, ritmica, recite), essendo la nostra una scuola parentale, ci sono gli esami di fine anno,  e poi le gite, il reperimento di abiti di scena, le pagelle, le feste...
E, lavorando anche nell'ambiente scolastico, mostre, feste, documentazioni ed eventi da visitare, preparazione e previsione dei servizi per il prossimo anno scolastico, contemporaneamente chiusura e apertura.
Ecco sì, un periodo davvero estenuante.
Mi ritrovo a dover scegliere tra quello che "devo" fare e rinunciare un pochino a quello che mi piace... (Corte Dalì e incontri tra amici).
Ma dicevo della giornata di oggi, cominciata come di consueto con un risveglio decisamente mattiniero (6.15/30... il quarto d'ora sta al procrastinare il momento del definitivo abbandono dell'amato letto). 
Un caffè ingollato... 
ancora qualche istante di galleggiamento tra onirico e veglia... 
e poi le danze cominciano.
Come di consueto devo lottare con le piccole per tirarle (letteralmente) giù dal letto, si inizia da un dolce "buongiorno micette, è ora di alzarsi", passando da un più burbero - "forza bambine se no facciamo tardi", per concludere con il terribile anatema - " se non vi spicciate, vi mando a scuola in pigiama".
Comunque nulla funziona, le accarezzo, le tocco, faccio i "solletichini", sbraito... niente ci vogliono sempre 10 minuti abbondanti, solo per svegliarle! Poi c'è la lotta dei vestiti, questo sì, questo no, "ma dai mamma si deve fare sempre come vuoi tu, ma i miei compagni fanno così e cosà....."
La contrattazione infinita finisce sempre con un mio sclero, più o meno contenuto, mentre papà Cristian (santo) ha preparato il latte ed è già uscito con il cane.
Quando finalmente le ragazze sono sedute al tavolo (vestite), posso andare anch'io a  prepararmi.
Questo è l'inizio di una serie di incastri super programmati e condivisi con Cristian (che lui da perfetto uomo non ricorda mai, nonostante "sincronizziamo" sempre le agende), sì, perchè essendo venuti a vivere in città, abbiamo fatto la scelta (economica ed ecologica) di avere una sola vettura: quindi, a seconda degli impegni di entrata e di uscita dalle diverse attività di ognuno di noi quattro, si organizzano i trasporti della giornata (ovviamente ogni giorno è diverso... le cose semplici sono noiose... ).
Oggi siamo usciti tutti insieme, siamo andati a scuola (Cristian è un maestro della scuola delle bimbe), oggi avevo il turno cucina.
Nella scuola Waldorf i genitori, a turno, si occupano di queste faccende (mensa, giardino, pulizie, manutenzione), un vero affanno, soprattutto in questa fase dell'anno.
Ne ho approfittato, stamani, per fare due chiacchiere davanti ad un caffè con qualche mamma (attività che quest'anno riesco a fare molto sporadicamente, causa l'organizzazione dei trasporti di cui sopra).
Qualche minuto di relax e piacevolezza... e poi la corsa sfrenata... partecipare (perchè c'è una cuoca fissa, noi genitori siamo i garzoni) alla preparazione di 100 coperti non è un affare di poco conto: oggi il mio compito era di mondare e pulire  due cassette di fagiolini, lavorandone così tanti dopo un pò diventi creativo: tagli i culetti e li ripulisci in modi sempre diversi, li prendi a mazzetti, a 4, poi provi sul tagliere, senza, unendoli, separandoli... passano le mezz'ore... e tu china e pensierosa ti dedichi ai questi piccoli ortaggi verdi... e cominci ad osservarne le fattezze: i piccoli filamenti che si producono ogni tanto, le gibbosità, le dimensioni svariate, la carnosità. l'attacco gemellare al picciolo... il tempo trascorre ed è piacevole non dover pensare ai come e ai perchè, semplicemente si rimane nel fare (di corsa perchè il tempo a disposizione non è infinito)... si rimane nelle mani, nelle chiacchiere, si fa in tempo a pensare di essere nati lì, in quel momento e di non aver fatto altro nella vita che tagliare culetti ai fagiolini.
Ovviamente nel corso della lunga mattinata ho fatto altre cose (poche a dire il vero) ho sbucciato e tagliato a tocchetti mele, pulito e tagliuzzato fragole per preparare una Enorme macedonia! Basta solo questo... beh poi si passa alla parte più operativa (lava i piatti, le pentole, i bicchieri, le forchette... quante forchette).
Tutto questo per dire che la mattina è volata, le azioni fatte non sono poi così tante, ma c'è qualcosa di così pieno e soddisfacente nell'iniziare, fare e concludere un'azione con il suo risultato, tutto nell'arco di una abbondante mezza giornata.
Oggi i fagiolini mi hanno insegnato qualcosa... a stare, ad agire senza pensare, ma comunque con intenzione... è una bella massima... bisognerebbe fare tutto così, condurre la propria vita con intenzione senza pensarci su...

Dopo questa pregna e significativa mattinata (sono rimasta ad asciugare piatti fino alle 15.00 passate), mi sono letteralmente fiondata in macchina (nel frattempo Cristian aveva portato le bimbe a fine lezioni dalla nonna e a sua volta era tornato a scuola per lavorare). Sono partita in corsa per continuare il giro dei doposcuola della città, dove in questi giorni ci sono documentazioni dei percorsi fatti durante l'anno, feste, spettacoli e momenti magici di saluto.
Nel caldo torrido, ancora sudaticcia dalla mattina, (risparmio i dettagli del cambio abito, ma volevo specificare che con la cuffietta, i vestiti chiari e il grembiule da cucina mi sento sempre molto sul pezzo, anche se alquanto ridicola) sono corsa nel traffico per raggiungere le scuole in questione.

E il tour di questi giorni merita una piccola menzione, una breve ma intensa riflessione: è stato molto bello andare nelle scuole e vedere le meravigliose mostre che le educatrici hanno realizzato per la fine dell'anno.
Si ritorna sul tema di poc'anzi, sul concetto meraviglioso di intenzionalità.
In ogni scuola, con le dovute peculiarità e differenze individuali, ho trovato molta bellezza, un pensiero uniforme di un gruppo che costruisce, per il tempo extrascolastico dei bambini, un luogo estremamente significativo, pregno di valore, ritmo, specialità, amore.
In tutte le occasioni mi sono commossa, riconoscendo e vedendo la qualità professionale di queste meravigliose persone... e sento un'immensa gratitudine e un'infinita stima per il nutrimento vero ed evidente che, quotidianamente, è offerto a questi bambini.
E' una settimana che giro per le scuole quasi tutti i pomeriggi e anch'io mi sono sentita nutrita... grazie care amiche e compagne di viaggio, grazie per l'amore che traspare dai vostri lavori e dai vostri occhi (e dall'affetto evidente che questi bambini hanno per voi).

E così la giornata volge al termine? Eh no, dopo un gradito caffè freddo e chiacchiere amene tra colleghi si riparte in pista... una corsa dalla nonna a prendere le bimbe... Ah la piccolina mi accoglie zoppicante e dolente... oggi è caduta sull'asfalto ed è piena di ecchimosi (niente di grave) e un magone latente. 
Avevo lasciato la macchina davanti al portone con le quattro frecce, ma ho dovuto comunque consolare e accogliere con attenzione e affetto (anche se il fatto era accaduto ben 4 ore prima).
Rieccomi nel caldo torrido, con la macchina carica di bambine, il tettuccio aperto, la musica alta... di corsa ancora a scuola a prendere il papà... finalmente sulla via di ritorno (fermata per comprare acqua ossigenata per ripulire i  graffi pieni di asfalto) e a casa le lotte con la piccolina che non voleva togliere le medicazioni fatte dalla nonna (bende, garze, cerotti, creme magiche)... e davvero ha solo poche escoriazioni da niente (da pulire però santa pazienza)... la cena, i pigiami, i dentini (le solite lotte, le solite carezze, le solite minacce)... e finalmente tutto tace... la giornata è finita... ed io sono stremata!

In queste sere ho trovato difficile soffermarmi a pensare alle mie giornate, tutte piene e arruffate come questa, arrivo alla sera e desidero semplicemente non pensare... 
Ma oggi i culetti dei fagiolini mi hanno dato un sacco di energia... e ho trovato le forze di condividere questo pensiero importante...
la vita è fatta di piccole cose e a volte basta davvero solo guardarle... 
e i fagiolini mi hanno dato anche la forza di ribadire e riconoscere il valore della pedagogia, in ogni caso... e sono felice che tanti bambini della mia città possano vivere così tanti bei momenti di comunione, di gioia, di festa, di arte e socialità... ancora grazie...
E nonostante la fatica, nonostante le giornate siano infinite e sempre un pò troppo piene... io sono felice, felice di esserci, di correre incontro a questa intenzionalità... incrociando un pò le dita e un pò, anche, molto fiduciosa sul domani.

giovedì 25 maggio 2017

Lucciole e Laboratorio di Scrittura creativa

Ieri sera ultimo incontro della stagione del Laboratorio di Scrittura Creativa che, io e il caro Ivano, abbiamo organizzato in Corte Dalì.
E' stata una bellissima esperienza, una grande occasione di amati incontri, di scambio, di conoscenza, di esperienza e vita, quella vera, fatta di intimità sociale e nuovi orizzonti.
Nel corso delle serate abbiamo costruito un racconto  (Quercia Scarlatta), pieno di personaggi densi e significativi, di intrecci e nuovi orizzonti.
Abbiamo terminato con una passeggiata serale improvvisata, un'immersione crepuscolare nella natura e a sorpresa sono venute le lucciole a trovarci.
Oh meraviglia. Una manciata di persone, un pò di umanità e un pò di immensità, delle suggestioni, un suggello e il gioco continua.
Abbiamo ritrovato i tarocchi che abbiamo usato nelle serate, con le lucciole nel cuore abbiamo scritto ed è stato un momento di estrema bellezza, grazie amici di essere stati con noi, grazie Ivano di essere con me, gratitudine vera per il privilegio di incontrare l'altro attraverso l'arte.

E quello che segue è quanto io stessa ho scritto, attraverso la magia delle lucciole, la musica, il gruppo e i tarocchi... 

"Proprio così, troppa paura di perdere la mia integrità, la mia specialità, 
così desiderosa di andare in mille direzioni,
che rimango ferma, immobile, paralizzata.
O forse non è neanche così, forse correre in infinite direzioni corrisponde all'immobilità, un perfetto alibi dove nascondersi, per celare la propria inettitudine.
Sono troppo presa e piena dai miei talenti che mi dimentico di Esserci,
guardo così lontano che non sono mai qui...
e perdo qualcosa, gli istanti, i sorrisi e gli abbracci dei miei figli...
e non solo quelli di sangue...
Chi sono io? (l'Appeso).
La sospensione al di fuori di sè o il fuori di senno?


Chi vorrei essere?
Cosa vorrei sperimentare?
La leggerezza, lasciar scorrere, esserci senza pretesa, un punto di riferimento, un'ancella della Sofia Celeste.
Ma forse non è ancora il momento di nascere, forse la mia casa è ancora Quercia Scarlatta, le lucciole non sono venute per me, sono solo l'arco, il tramite, no è per me questa comunione naturale, io sono un traghettatore, lo so... onorata di esserlo... inseme è un pensiero triste, un sacrificio (fare sacro) o forse una gradita illusione?
Ecco l'Appeso che torna... non posso fare altro che rimanere Qui!
Quello che sicuramente so è che senza gli altri non sono nessuno"
Daniela Merlino
un possibile esordio di infiniti racconti e forse e sicuramente un pò di me

e a settembre l'avventura continua...

martedì 23 maggio 2017

Il galoppo sfrenato

Se potessi tramutare i miei pensieri in parole scritte, in queste settimane avrei scritto almeno una quindicina di post diversi. 
Purtroppo (o per fortuna) non è così e quindi, oberata dal fare, dal sentire e dal pensare di ogni sorta e in ogni sfera della mia vita, non ho scritto quasi nulla.
Questo mi crea un pò di rammarico, perchè in verità quanto avevo voglia di comunicare mi sembrava assai interessante, oppure semplicemente sarebbe stato utile per me distenderlo linearmente (per quanto sia nelle mie capacità) in un linguaggio, in parole, in sequenze (più o meno logiche).
Potrei ordinatamente mettermi qui, seduta al tavolo, e pian piano scrivere i miei ridondanti pensieri, ma non è la stessa cosa: l'attimo intuitivo in cui nascono i pensieri nelle mie interiezioni con il mondo sono come piccole nuvole di fumo come i ricordi che finivano nel pensatoio di Silente.
Se sfugge il momento giusto, sfugge anche la particolare sfumatura che quel pensiero aveva, colorita del sentire e del vissuto.
Poi sono solo dissertazioni... probabilmente mi cimenterò anche a produrle nei prossimi giorni, ma stasera no.
Stasera ho il desiderio di lasciarmi andare al mio Essere, al mio particolare modo di essere Scrittrice, rincorrendo le parole senza inseguire una certa idea, lasciandomi cullare dalle frasi e dai pensieri come potrebbe fare un cantante gorgheggiando sotto la doccia o canticchiando in macchina.
Sì perchè sono giorni difficili questi, non per qualcosa in particolare che invade la mia vita, semplicemente per il galoppo sfrenato nel quale ogni giorno mi devo destreggiare: evitare i rami sul muso nella corsa a perdifiato, cercare di non farmi disarcionare dagli eventi, ricordarmi, nella foga, di non perdere di vista la meta, sincerarmi che i miei compagni di viaggio siano sempre vicini a me (e non smarriti in qualche bosco sperduto o precipitati in un crepaccio).
Perdonatemi la lunga metafora, ma l'accelerazione della vita, gli impicci, le scelte seguite, le relazioni, i compiti, gli ideali, la spiritualità, il desiderio, la voglia di vivere appieno, il lavoro, la professionalità, l'Esserci, cercare la meraviglia, sentire l'istante e cogliere la natura, governare la burocrazia e l'anelito di rimanere fedeli a se stessi, tutto ciò mi comprime, mi devasta, mi riempie, mi occupa, mi sfinisce, mi appaga, mi chiama e mi dissolve nell'immensità dei giorni che sembrano infiniti eppure mai abbastanza.
Il tempo scorre, la sabbia nella clessidra scende e delle miriadi di "cose" di cui vorrei occuparmi, che vorrei approfondire, realizzare, cominciare, studiare, amare, compenetrare... solo alcune sono riuscita ad afferrarle davvero, devo cominciare a fare delle scelte, so, capisco che non potrò fare tutto... e questo mi rattrista...
Vorrei, allora, riuscire, almeno, a soffermarmi quel che basta su alcune "cose", per assaporarle, ricordarle, metabolizzarle... quelle poche "cose" che riesco a fare... e dire che sono così affannata...(o affamata di conoscenza)  e c'è una cosa che so per certo che non riesco mai a fare e che, in qualche modo è  sempre sacrificabile...
Riposarmi! 😸


lunedì 15 maggio 2017

Dove Siamo?

Cosa accade?
Non c'è tempo, 
mancano le calde risate e i lieti sfioramenti.
Dove siamo,
Dove siamo stati,
Quando ci siamo scordati?
Amore mio, dove si sono sganciate le nostre dita?
Appena aggrappate ma salde e calde.
Dove siamo?
Lo so, è la vita...
gli ideali,
gli impegni,
diventar grandi,
mi manca quel pensiero complice,
quel porto sicuro,
quell' incavo della spalla dove potevo essere piccola...
Dove siamo andati?
Non c'è tempo...
il dovere chiama,,,
e se non rispondessimo più? Se scappassimo lontani
nel mare di Toscana, nella musica e nelle danze estive, negli ardori e nei fumi dell'alcol?
Siamo cresciuti?
Siamo perduti?
Siamo imbruttiti?
Dove siamo? 
Sfiora ancora le mie dita... e ci riagganceremo per l'eternità...
Amore mio...

Daniela Merlino

mercoledì 3 maggio 2017

Araba Fenice

Il mio dono (o la mia disgrazia, dipende dai punti di vista) è quello di pormi sempre la domanda del perchè le "cose" accadono.
Ricordo che sin da bambina mi facevo mille domande sul funzionamento del pensiero, delle interazioni, mi sentivo sempre un pò fuori posto (sensazione questa che non mi ha mai abbandonato), mi sentivo come un osservatore esterno, come se potessi intravedere i meccanismi che sottostanno all'illusione di Maya.
Negli anni ho imparato abbastanza a governare questo mio ramo di follia, stemperandolo con una buona dose di umorismo, meraviglia del mondo e gioia di vivere. 
Inoltre ho imparato, anche, a mollare un pò, a non approfondire, sempre, proprio tutto.
Gli studi umanistici, la pedagogia, il lavoro terapeutico su di me  e gli altri, mi hanno donato un'adorata professionalità e anche un pò di pace.
Tutto questo preambolo era necessario per introdurre quello di cui voglio parlare quest'oggi.
Sono alcune, lunghe settimane che non sono in forma, continuo ad essere in uno stato generalizzato di infiammazione: del tratto digerente, dallo stomaco sino alla parte ultima dell'intestino, herpes labiale, mal di reni, eruzioni cutanee... 
e qui, dopo una buona dose di insofferenza prima, una successiva preoccupazione con qualche tono d'ansia, ha cominciato a frullarmi in testa la mia solita e conosciuta domanda: perchè? Come mai?
So perfettamente, haimè, che per i malanni ci sono delle precise cause meccaniche, dovute all'alimentazione, allo stress, agli stili di vita... pur sapendolo, prima di intervenire drasticamente nella cura (con una buona dieta e qualche anti-infiammatorio naturale) ho la necessità di capire la motivazione di questo malessere.
Pensa che ti ripensa, ho analizzato i sintomi: sensazione di sforzo, di bruciore, di irritazione, insofferenza, denti stretti, calo energetico...
In quale sfera della mia vita posso calare tutti questi sentire?
E pensa che ti ripensa ancora... dove sto bruciando, dove mi sento insofferente e senza energia?
Ecco, sì ho cominciato ad intravedere delle risposte:
in questi mesi sta accadendo qualcosa di estremamente spiacevole e doloroso, vedo un paio di miei progetti di vita frantumarsi e dissolversi inesorabilmente, come il nulla della storia infinita faceva con il mondo.
Lo sgretolamento di quanto ho amato, il disfarsi di quanto ho costruito, il corrompersi di quanto ho nutrito e voluto, letteralmente, mi fa ardere e bruciare nell'io più profondo.
E' già da qualche tempo che ho dismesso l'attenzione e, persino, l'affettività, da questi progetti, eppure brucio.
Brucio perchè ho amato, 
brucio perchè vorrei proteggere,
brucio perchè non mi appartiene più,
brucio perchè vedo dove ho fallito,
brucio perchè accadono cose che avevo previsto,
brucio perchè accadono cose che non avevo previsto,
brucio perchè sono un'appartenente e non so lasciare,
brucio perchè non voglio morire, un pochino, dentro, ogni volta che qualcosa, un amore, un anelito muoiono.
Sono esagerata, sempre e comunque, la faccio lunga 
perchè il cambiamento che vedo nel lavoro non è rivolto alla qualità e all'infanzia, 
ma ai fumi privi di arrosto,
perchè "fare un passo indietro" nella scuola delle mie figlie, per lasciare spazio al nuovo che arrivava,
ha avuto l'effetto di un'esclusione, di un ostracismo che solo un traditore si merita,
perchè anni di riflessioni e intrecci sul valore dell'intenzionalità cosciente nell'educazione sono stati spazzati via dagli orgogli neofiti che distruggono il precedente senza discriminazione di sorta,
perchè sento sempre più spesso dire che la pedagogia Waldorf "non è per tutti", ma solo per chi riesce ad allinearsi ad un pensiero,
perchè la pedagogia è vera solo se è vivente, contestualmente mutevole e flessibile, invece trovo dogmi, schemi, etichette, irriverenze... 
Una crisi profonda da pedagogista, in diversi settori della pedagogia e brucio... 
ma so anche di essere in grado di risorgere dalle ceneri... 
sono pronta! 

mercoledì 26 aprile 2017

Oggi è PERSEMPRE

 Periodo di poche parole, ho scritto pochi e brevissimi post, non perchè non abbia avuto tempo, in realtà ci sono stati diversi momenti a mia disposizione, piuttosto è stato un periodo di PAUSA.
Non una pausa di riposo e riflessione, 
non una pausa di vacanze e viaggi,
non una pausa dagli impegni e dai pensieri,
non una pausa da computer e mondo multimediale...
Bensì un'assenza personale, da me stessa, dalla presenza, dalle giornate, dal tempo.
Dopo il trasloco, il frenetico riordino dei famosi "effetti personali", dopo la rincorsa delle attività della Corte e del lavoro, dopo tutto ciò e nel frattempo, anche, siamo precipitati, io e la mia famiglia, in una spirale di malessere e malattia.
Per carità, niente di grave, anzi, normalità infantili: raffreddore, subito dopo varicella e poi ancora varicella, malanni gastrointestinali delle bimbe e miei...
Il problema è stato che non c'è stata requie, siamo passati da un malanno all'altro senza una vera interruzione, in circa due mesi siamo rotolati tra divani, prodotti omeopatici, febbri e dolori di ogni genere.
Ripeto, in questo periodo del tempo l'ho anche avuto, il fatto è che la malattia porta in un presente così impellente e assoluto che svuota i pensieri.
Ecco, questa è la riflessione che mi è balzata all'attenzione: 
malattia uguale presente assoluto.
Ah! Che scandalo!
Il presente è l'unica cosa che abbiamo e noi ci accorgiamo che esiste, della sua importanza, della presenza, dell'impellenza di vita, quasi solo quando viene meno la nostra forza, la nostra prestanza, l'energia.
Per quanto io cerchi di promuovere attività e pensieri sulla meditazione, sull'esserci qui e ora, mi sono resa conto che, come spesso accade, riconosciamo il valore di quanto abbiamo, quando lo perdiamo.
Come ho già detto, non abbiamo avuto niente di grave, ma ci sono stati momenti in cui mi sono sentita così debole e vulnerabile, nei quali ho sentito, o meglio percepito, profondamente il senso del tempo che passa.
Ho percepito pienamente la differenza tra me e le bambine, ricordo quando da piccina mi ammalavo, il tempo si dilatava e c'era una profonda fiducia nel domani, nella guarigione.
Oggi mi sono accorta, un pò dolorosamente devo dire, che il tempo passa estremamente veloce, che le forze giovanili scompaiono, che le riprese sono più lunghe, che  senza il supporto della vitalità del corpo, viene meno anche il pensiero volitivo, l'anelito a correre nel mondo, nasce il vuoto di senso, l'indifferenza, tutto è pregno dall'immenso desiderio di dormire, di rimandare, di non pensare, di non esserci... e sembra che domani sia faticosissimo... non c'è più quella fretta di rimettersi in piedi per completare, per "fare", per correre negli impegni.
Questo è sicuramente un bene, da un certo punto di vista, per il rispetto di sè, del proprio riposo, del proprio corpo. 
Dall'altra parte mi ha buttato in una riflessione temporale che mi ha un pò sconcertato, ricordandomi che prima o dopo anch'io morirò... e anche i miei figli, la memoria di me, le persone a me care, il mondo come lo conosco...
Sembra una cosa ovvia... ma non lo è... percepirlo annichilisce... e sembra che nulla possa essere più come prima...
In verità tutto torna alla normalità... 
però... voglio ricordarmi, sento, lo so, che non voglio dimenticare mai di ringraziare, ogni giorno, la bellezza infinita di questo mondo e della connessione con gli altri uomini... perchè non abbiamo un tempo infinito... in questa meravigliosa percezione... in questa particolare identità... 
e vorrei dire...

non addormentatevi arrabbiati con qualcuno,

ricordatevi di salutare le persone che amate con un bacio e guardandole negli occhi,
ricordatevi di ringraziare il giorno perchè anche oggi il sole è risorto (e non è così scontato),
concludete ogni giorno i vostri pensieri,
non rimandate a domani, a poi, a dopo... perchè poi è un MAI.

Viviamo OGGI che OGGI è PERSEMPRE

venerdì 21 aprile 2017

Who wants to live forever

Chi vuole vivere per sempre?
Combattere eternamente la Mortificazione dell'anima:
negli incontri sbagliati;
nelle false promesse;
nello scandalo di una società che frantumizza l'Infanzia;
nello sciogliersi della morale come un gelato in macchina;
nello sfregare nelle crune di infiniti aghi;
nello scegliere ogni giorno di aprire gli occhi.

Chi vuole vivere per sempre?
Sopportare l'accavallarsi di incontri e amori e affinità elettive...
che scompaiono,
che ritornano,
che muoiono,
che rinascono,
che coesistono nei nostri cuori
...e continuare a donare loro tutti se stessi... con quale Potere nel Mondo del Tempo?

Chi vuole vivere per sempre?
Soggiogati dalla linearità, dalla caducità, dal trascorrere, dai treni persi, dalle scelte affrettate...

Chi vuole vivere per sempre?
Senza lavoro, senza prospettiva, senza aria per respirare, con il cibo di plastica e veleno...
senza Dio... perchè anche questo ci stanno togliendo... 

Perchè questo mondo di controllori, di venditori di fumo, di arroganti, di comandanti, di azzeccagarbugli, di ladri e violenti.... oggi stanno oscurando persino il Sole!

Chi vuole vivere per sempre Oggi?

Daniela Merlino